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Char al contrattacco parte 2

Posted by Garion-Oh , 16 January 2017 · 289 Visite

Per chiunque è chiaro che il problema non è “è colpa
degli adulti”. Se devo essere franco, è una tragedia occorsa a causa dell’infantilità
di Hathaway. Ma nonostante questo incolpa gli adulti e fa venire alla mente
i discorsi sull’imporre la disciplina all’umanità. In quanto a discorsi
illogici non è certo secondo a Quess, ma in questa sua illogicità si
percepisce un senso di paura che al contrario è molto realistico.
Gli spettatori magari si aspettavano che nel momento del pericolo sarebbe
arrivato qualcuno a salvare la situazione, che dei proiettili scagliati
contro un alleato non avrebbero fatto centro, ma non ci sono sviluppi
positivi e l’attacco di Hathaway abbatte il Re-GZ di Chan. Anche lei muore
all’istante. Diversamente dalla morte di Gyunei, nell’istante in cui il
Re-GZ esplode si vede l’anima di Chan uscire dal mobile suit. A voler
seguire le regole del film è un fenomeno causato dalla presenza dello
psycho-frame, ma può anche essere vista come una preferenza dell’autore.
Da quando Hathaway rimane coinvolto con l’α Azieru fino alla morte di Chan
ho continuato a pensare ripetutamente “uah, è successo!”. Sono cose che
accadono in guerra, ma il fatto che le due ragazze abbiano perso la vita non
è stato per devozione alla causa, anche se avevano le proprie convinzioni. È
stato a causa di malintesi personali, perché è salito loro il sangue alla
testa. È stata una tragedia assurda, ma cose del genere possono succedere
anche nella realtà. Proprio perché possono succedere ho pensato “è
successo!”. E poi mi sono accorto di divertirmi nel vedere certe tragedie.
Anche se si trattava di disgrazie mi sentivo confortato. Si può dire che la
sfortuna degli altri è dolce come il miele, una sensazione di questo tipo.
Passato un po’ di tempo dalla proiezione al cinema “Il contrattacco di Char”
venne trasmesso anche in televisione. Una mia amica scrittrice nel vederlo
mi disse “è stato interessante come un melodramma”. Lei non conosceva i
dettagli delle serie di Gundam e mi pare che nemmeno le piacessero le opere
così rigide. Abbiamo parlato dei personaggi che amavamo e di quelli che
odiavamo, abbiamo analizzato i momenti più brutti e alla fine abbiamo
entrambi pensato che quando si uccidevano a vicenda era interessante. Magari
sarei da biasimare per questo, però non credo che sia un modo sbagliato di
guardare la cosa. Per dirla in termini spicci, se il divertimento in stile
Tomino è mostrare “quello che fanno gli altri”, questa sequenza di scene è
divertente. E questo è uno dei punti focali de “Il contrattacco di Char”.

 

Il contrattacco di Char come animazione

 

Prima di entrare nel climax del discorso, vorrei toccare l’argomento della
direzione dell’animazione de Il contrattacco di Char. Si sentivano brutte
voci a proposito della sua lavorazione prima che venisse proiettato al
cinema. “Sono in ritardo coi disegni. Inoltre pare che per questo singolo
film abbiano lavorato una decina di direttori dell’animazione”. Normalmente
in una serie televisiva i direttori dell’animazione che lavorano
singolarmente ai vari episodi sono anche più di cinque, ma a quei tempi l’idea
che dieci direttori lavorassero a un unico film era impensabile. Dato che
prima della proiezione circolava questa voce, ci si era fatta l’idea che
sarebbe stato un film scadente. Il motivo per cui non avevo alcuna
aspettativa prima del lancio al cinema era proprio questo.
Però una volta visto, il risultato finale risultò magnifico. Il character
design segue l’impronta di Z Gundam, ma al suo confronto c’è un miglior
controllo di disegni e colori e i personaggi ne sono risultati stoici.
Questa stoicità si accompagna bene con il tipo di storia dal tocco di
realtà. Il design dei Mobile Suit è realizzato in modo relativamente
semplice, lasciando una buona impressione ai fan della prima serie. La
recitazione dei personaggi è minuziosa, mentre la rappresentazione dei mecha
netta ed elaborata. Le colonie spaziali sono stranamente presentate in
computer grafica, ma il suo uso è ben fatto. Anche i fondali hanno un ottimo
impatto, risultando in totale ricchi di sostanza.
Certo, a guardarlo dettagliatamente si trovano anche dei difetti, ma l’immagine
globale è quella di un dramma opressivo. Pur trattandosi di un anime
robotico non avrei mai pensato di vedere un film di questo genere, allo
stesso tempo duro e ricco. Lo trovo impressionante anche rivedendolo adesso.
A guardarlo dettagliatamente ci sono infatti delle cose da dire. A proposito
dell’interpretazione dei personaggi, saltano agli occhi i cut dove parlano
mentre muovono ampiamente le mani come in una pantomima (ad essere sinceri i
cut con la pantomima non sono poi tanti, ma dato che lo fanno sempre in
punti di passaggio lasciano l’impressione di essere di più di quelli che
sono). Dato che si trattava del primo film cinematografico originale di
Tomino è possibile che ci abbia messo troppa forza, ma al giorno d’oggi una
tale rappresentazione per un anime è forse ancora un modello. A proposito di
quella rappresentazione, ho sentito opinioni che dicevano che fosse
innaturale, ma credo che la cosa si accordasse bene con i tanti personaggi
eccentrici che appaiono in questo film.
Il character designer di questo film è Hiroyuki Kitazume. A essere
accreditati come direttori dell’animazione sono Yoshinobu Inano, Hiroyuki
Kitazume, Shinichiro Minami, Kisaraka Yamada, Hidetoshi Oomori, Mikio
Odagawa e Takatsuna Senba. I direttori dell’animazione supplementari erano
Naoyuki Onda, Kazunori Nakazawa, Atsushi Shigeta e Toshimitsu Kobayashi.
Togliendo i supplementari, i direttori dell’animazione erano sette. Non
erano tanti come avevo sentito, ma comunque numerosi. Secondo un’intervista
pubblicata in un mook dell’epoca, Hiroyuki Kitazume aveva comunque
controllato i layout di tutti i cut. Nonostante l’alto numero di direttori
dell’animazione coinvolti le differenze di stile sono pochissime,
probabilmente proprio per via di quel lavoro sui layout.
Personalmente mi è rimasta molto impressa la parte animata da Yoshinobu
Inano. Dalle pose e dalle forme esce fuori la sua personalità e sono felice
che abbiano un loro sapore distinto. Mi ricordo che ai tempi discussi con un
un amico a tal proposito: “Inano ci ha davvero dato dentro”. Parlando dei
gengaman, il lavoro svolto da Yasuomi Umetsu è stato magnifico. Le
animazioni di cui si è occupato sono quelle di quando Char riceve un mazzo
di fiori sul treno e della scena con Char e Nanai immediatamente successiva
al ricordo della morte di Lalah durante la Guerra di un Anno. I personaggi
minori realistici durante la scena sul treno (anche se alcuni sono infilati
a forza perché disegnati con un senso estetico lontano dal design tipico
delle serie di Gundam) donano profondità al mondo di quest’opera. La scena
del flashback ha un gusto di rinnovamento della prima serie, tanto da
lasciare incantati. Anche la scena con Char e Nanai è splendida. Perfino il
modo in cui è disegnato l’accappatoio colpisce.
Per quanto riguarda le scene di combattimento, è meraviglioso come il modo
con cui sono rappresentati gli scontri non sia una semplice programma ma che
la battaglia prosegua mentre i mobil suit di amici e nemici tirano fuori uno
dopo l’altro i vari gimmick. Credo che sia ben rappresentato come i mobil
suit siano delle macchine “ben fatte e comode”. È per questo che sono
diventate il sale point dell’opera. Dal punto di vista di un bambino la
storia sarà difficile da comprendere, ma credo che riescano a divertirsi
solo guardando le scene di combattimento. Dal punto di vista registico c’è
un tocco di realtà, però ad esempio quando all’inizio il Re-GZ pilotato da
Amuro spara sfiorando lo Jagd Doga di Gyunei la scena sembra in stop motion
e i colori diventano anormali. Si tratta di una tipica regia da serie tv.
Dal punto di vista di un autore forse non si sarebbe desiderata una scena
come quella, ma io sono stato felice di vedere una rappresentazione così
tipica da anime robotico in un film dall’alta qualità e dal tocco reale come
questo.
Tomino per quest’opera è accreditato come autore originale, sceneggiatore e
regista. Il punto è che anche la sceneggiatura sia opera sua. Autore
originale, sceneggiatura e storyboard fatti tutti da solo. In sostanza,
Tomino 100%. La sostanza degli sviluppi drammatici raggiungono una
concentrazione mai vista nelle sue sceneggiature precedenti. La tensione
magari non raggiungerà quella di “The Ideon: Be Invoked”, ma dal punto di
vista della sua forza autoriale “Il contrattacco di Char” è di sicuro una
vittoria. Prendendo la descrizione dei personaggi in modo vivido e lo
svolgimento della storia, parlando dell’essenza delle opere di Tomino “Il
contrattacco di Char” ne è di sicuro l’esempio estremo.

 

Sazabi vs Nu Gundam

 

In un articolo di una rivista d’animazione del tempo (Newtype dell’aprile
1988) il regista Yoshiyuki Tomino parlò de Il contrattacco di Char facendo
un digest della storia del mondo di Gundam fino a Z Gundam. Hathaway ha il
ruolo che in origine doveva essere di Katsu, mentre Quess è un duplicato di
Camille. In effetti sono molti i punti che fanno pensare che dopo la morte
di Quess gli sviluppi che portano allo scontro finale fra Amuro e Char siano
un po’ come il finale della prima serie. Ma la morte di Quess fa pensare
anche alla fine di Lalah. A pensarci Amuro e Char nel bel mezzo della
battaglia scendono dai loro mobile suit e si usa un bazooka, proprio come
allora.
Come costruzione della storia sembra quasi che si sia riusciti finalmente a
realizzare quello che si voleva fare con Z Gundam. L’avevo scritto anche in
passato, ma dopo essere rimasto così affascinato da Il contrattacco di Char
mi sono rivisto tutto d’un fiato Z Gundam. In quel momento mi è parso di
capire il senso di Z Gundam che invece non avevo colto durante la prima
trasmissione televisiva, così come ciò che non mi aveva soddisfatto.
Parliamo del climax. Axis si muove all’improvviso verso la Terra. L’asteroide
è visibile anche da chi è rimasto sul pianeta, come Mirai. Gli uomini della
Londo Bell al comando di Bright salgono a bordo di Axis per distruggerlo
dall’interno. In quel momento inizia la battaglia fra Char e Amuro. Amuro è
a bordo del Nu Gundam. È il combattimento fra Char e Amuro, che finalmente
si trova a pilotare il nuovo Gundam. Dopo scambi di colpi fra funnel e beam
saber, i due si ritrovano a combattere corpo a corpo sul suolo di Axis. Però
dopo avere mantenuto una certa distanza, i due risalgono sui mobile suit e
riprendono a scontrarsi. Durante la loro battaglia, gli uomini di Bright
avviano l’esplosione di Axis grazie al lavoro fatto manualmente. La
battaglia fra il Sazabi e il Nu Gundam alla fine diventa una scazzottata. A
farla sono ovviamente i mobile suit, ma visto il risultato sembra che siano
invece Char e Amuro. La cosa diventa sorprendentemente una battaglia da
uomini. Infine, come risultato della scazzottata, il Nu Gundam abbatte il
Sazabi. Dopodichè c’è ancora la faccenda di Axis spaccato in due, ma il
combattimento fra mobile suit finisce qui.
Char ha cercato di compiere del male e Amuro lo ha punito. La giustizia
ideale. Amuro in questo scontro finale è proprio un uomo dal sangue ardente.
Vista l’impostazione pare proprio che l’abilità di Amuro come pilota e la
potenza del Nu Gundam sorpassino nettamente Char e il Sazabi. Nonostante
Axis esploda e Nanai lo chiami, nel momento in cui riceve il colpo di grazia
Char (che era sia pilota che comandante) riesce a pensare di essere stato
sconfitto da Amuro solo nella sua veste di pilota. Char nei confronti di
Amuro dice “Io non sono come te. Non mi accontento di fare solo il pilota!”,
ma alla fine anche per un grande come lui che fa allo stesso tempo sia il
politico che il pilota forse era impossibile vincere contro Amuro.
Durante lo scontro con Amuro, dice due frasi in cui dimostra preoccupazione.
Una è prima di atterrare su Axis “Energia esaurita?”, l’altra è dopo
essersene andato da Axis “La mia spada è in inferiorità?”. La prima si
riferisce a quando spara col cannone a megaparticelle a diffusione dall’addome
del Sazabi e c’è un calo di energia. Probabilmente ha usato troppo quel
cannone durante la battaglia. La seconda è quando nello scontro diretto fra
beam tomahawk e beam saber, il tomahawk del Sazabi si dimostra meno potente
del saber del Gundam.
In sostanza, il Sazabi ha un calo di potenza costante e di conseguenza perde
contro il Gundam. A proposito di ciò, durante la raccolta di materiali per
“Il contrattacco di Char: un discorso fra amici” ho avuto una discussione
accesa relativa a quel calo di potenza con Kunihiko Ikuhara. In sostanza, in
conclusione della disputa disse che era una cosa interessante che il mobile
suit perdesse potenza proprio in quel momento. Si tratta di un ragionamento
profondo e riguardando il film ho potuto dargli ragione. Di seguito provo a
proseguire il discorso basandomi su questo punto di vista.
Mentre Char e Amuro continuano a combattersi, si scambiano delle battute.
Char dice “Ti farò tornare in mente il dolore che hai provato quando è morta
Lalah”. A cui Amuro risponde “Sei un miserabile!”. Significa che si sta
trascinando ancora dietro quella storia e per di più lo dice anche a parole.
Quindi si scambiano altre battute e dopo che il cannone a megaparticelle ha
il calo di potenza Char dice “Energia esaurita?”. Su Axis, Amuro parla della
rivoluzione di Char. “Non sai nemmeno cosa sia una riforma sociale. Le
rivoluzioni nascono dalle menti degli intellettuali, solo perché inseguono
un sogno! E finiscono col compiere gesti estremi!”, “Ma dopo, anche i valori
più alti di una rivoluzione finiscono inghiottiti dalla burocrazia e dalla
massa! E di conseguenza quegli stessi intellettuali spariscono dalla società
e dalla politica rinnegando la comunità! Ecco perché...”. Probabilmente
Amuro voleva fare questo discorso a Char fin dall’inizio. Dopodichè i due
riprendono a combattersi e nello scontro fra beam tomahawk e beam saber ed
ecco che Char dice “La mia spada è in inferiorità?”.
In questa disputa Char controbatte ma si trova in svantaggio. Amuro colpisce
Char dove più gli fa male. La connessione è che mentre Char confuta il
discorso di Amuro, il cannone a megaparticelle e il beam tomahawk calano di
potenza. Ovviamente, questo non è un discorso sulle impostazioni ma una
questione di abilità di scrittura di una sceneggiatura. Perdendo la disputa
si riceve anche un danno mentale e come risultato si perde anche in
battaglia. Per esprimerlo, viene mostrato il mobile suit che ha un calo ti
potenza.
Prima che il Nu Gundam dia il colpo di grazia al Sazabi, Char urla “Nanai!
Non intrometterti in faccende da uomini!”. Nanai è entrata in contatto con
lui per chiedergli di tornare a prendere il comando ma lui le risponde di
non intralciarlo. Nell’istante successivo il Sazabi riceve un attacco alle
spalle dal Gundam e crolla a terra. Il cockpit del mobile suit con a bordo
Char schizza fuori. Credo che in questo momento il regista lo abbia voluto
punire per come usa le donne e per uscirsene fuori con frasi ingenue come
“non intrometterti in faccende da uomini”. Andando oltre, magari sarò il
solo a dirlo in tutto il Giappone ma nel momento successivo al “non
intrometterti in faccende da uomini”, visto il modo con cui Amuro acchiappa
il cockpit al volo sembra quasi di vedergli dire “ma sei scemo?”. Il cut
dove il cockpit schizza via dal Sazabi ha un’inquadratura splendidamente
miserabile. In questa situazione Char viene chiaramente descritto come un
essere infame.

 

Il Nu Gundam non è una montatura

 

La Londo Bell ha avuto successo nel distruggere Axis ma dato che l’esplosione
è stata troppo forte, viene confermato che una delle due parti in cui l’asteroide
si è spezzato cadrà sulla Terra. A questo punto è chiaro che il pianeta sarà
avvolto da un inverno nucleare. Quando lo scopre Char esplode in una sonora
risata. Dichiara quindi la sua vittoria nei confronti di Amuro e lo dileggia
dicendogli “Ti sei dato troppo da fare!”. Amuro decide quindi di spingere
via Axis solo col Nu Gundam. Quando Char gli chiede “Stai dicendo sul
serio?” lui gli risponde “Se non avessi sempre tutta questa fretta,
coltiveresti almeno un po’ di speranza nell’umanità”. Amuro si appoggia ad
Axis con il Nu Gundam e inizia a spingerlo dal basso. Poi, afferma la sua
determinzione: “il Nu Gundam non è una montatura”.
Amuro è molto eroico nell’affermare “il Nu Gundam non è una montatura” e nel
momento in cui pronuncia quella frase “Il contrattacco di Char” supera il
culmine massimo come anime robotico. Però per quanto ci si pensi, è
impossibile che un solo mobile suit riesca a spingere indietro Axis. La
sensazione di avere fatto tutto per niente affligge la Londo Bell. Nel cut
successivo viene mostrato il Nu Gundam che inizia a spingere con potenza
massima, in quello successivo ancora la camera continua a seguire la scena
allargando. Il campo continua ad allontanarsi e il Nu Gundam sembra ormai
davvero un piccolo insetto. Questo cut sembra crudelmente dire che Amuro sta
facendo un’azione sconsiderata. È magnifico il contrasto organizzato fra la
battuta “il Nu Gundam non è una montatura” che esprime i sentimenti del
personaggio e la situazione che indica che è tutto inutile.
Non ne ho parlato prima, ma durante tutta la sequenza il cockpit core di
Char è nella mano del Nu Gundam, Amuro sta spingendo Axis, premendo il
cockpit di Char contro la parete dell’asteroide (tanto che ormai vi si è
conficcato dentro). Nel momento dell’impatto Char, che si trova all’interno
del core, per colpa dello shock viene scosso violentemente a destra e a
sinistra. Char urla “uah!”. In questo momento l’autore gli sta facendo
davvero fare la figura del ridicolo. Alla prima visione, guardando Char
risi. Provai un certo shock nel vedere un personaggio che si era sempre
comportato in modo intelligente e affascinante, mostrarsi in modo tanto
miserabile. In questo film Tomino descrive Char Aznable come un uomo
semplicemente mediocre. Nel processo che porta alla scena finale, la sua
maschera di vanità inizia a smontarsi un pezzo per volta. Anche se la sua
miseria non viene comunicata attraverso dialoghi, la si capisce anche solo
guardando la scena! È chiaro a causa di quel suo “uah!”.
Mentre Amuro sta cercando di spingere Axis, succede qualcosa che nessuno si
sarebbe mai aspettato: i mobile suit della federazione terrestre e di Neo
Zeon si raggruppano insieme e iniziano a spingere Axis assieme ad Amuro.
Amuro dice loro di smetterla, ma quelli non lo stanno a sentire. I soldati
della federazione dicono “non ci va che la Londo Bell si prenda tutta la
gloria”, mentre i soldati di Neo Zeon rispondo ad Amuro “Qui è in gioco il
destino del pianeta Terra! Vale la pena fare un tentativo!”. Tuttavia i loro
mezzi esplodono per via del surriscaldamento dovuto all’attrito.
Mentre spinge Axis, il Nu Gundam viene avvolto dalla luce. Probabilmente si
tratta della luce emessa dallo psycho-frame che circonda la cabina di
pilotaggio del Gundam. La volontà di Amuro è stata amplificata dallo
psycho-frame e inoltre inizia a risuonare nelle menti degli altri piloti. Lo
sviluppo successivo è che la luce dello psycho-frame avvolge Axis. Come
risultato l’asteroide cambia rotta e si allontana dalla Terra. La forza
mentale degli uomini e lo psycho-frame hanno salvato la Terra.
Il sistema che permette il controllo dei funnel e di altre armi tramite l’uso
delle onde cerebrali si chiama psy-commu. Lo psycho-frame è un’intelaiatura
composta da una massa di computer chip dello psy-commu grandi quanto polvere
metallica. Anche se sembra un evento straordinario, ne era stata data un’anticipazione.
Prima dello scontro finale con Neo Zeon, Chan disse ad Amuro “A quanto pare
con questo il tuo psy-commu e i funnel dovrebbero entrare in sintonia e
innescare moltissime funzioni nuove. Tu credi che andrà così?”.
Il “questo” a cui si riferisce Chan è lo psyco-frame portatile a forma di T
in fase di test.
Quando Chan parte per una sortita con il Re-GZ ancora in fase di
riparazione, porta con sé quello psycho-frame a forma di T. Nel momento in
cui lei muore, una luce non identificata si sparge nello spazio. Le persone
rimaste sulla superficie terrestre reagiscono nel vederla. Ci sono anche dei
bambini che pensano che quella luce sia il Sole. Forse anche quella era una
capacità dello psycho-frame a forma di T. Anche Nanai, che si trova a bordo
di una corazzata, dopo che l’effetto si manifesta si porta le mani alla
testa sentendo dolore. Dopodichè mostra una reazione di tipo newtype, ma
probabilmente si tratta dell’influenza dello psyco-frame.
Inoltre, quando Chan era ancora in vita Quess ebbe una visione dello
psyco-frame a forma di T che portava con sé. Da quel momento lo psycho-frame
comincia a dimostrare una certa energia. Lo psycho-frame a forma di T
compare anche durante la battaglia fra Char e Amuro. Vola danzando nel vuoto
spaziale avvicinandosi a loro. A giudicare dalle battute di Amuro, lo
psycho-frame si muoverebbe grazie ai sentimenti di Chan. Nella scena finale,
quando la Terra è stata salvata, lo psycho frame a forma di T prende il volo
da Axis e attraversa lo spazio. È un’immagine che fa pensare che ad avere
salvato la Terra per davvero sia stata Chan. A ripensarci, la volontà di
Amuro di respingere Axis, i sentimenti di Chan, tutti quelli che hanno
reagito allo psycho-frame e i le menti dei piloti coinvolti hanno
contribuito a realizzare un miracolo.
O almeno così pare, ma c’è di sicuro un’insufficienza di spiegazioni. Molti
spettatori non avranno compreso cosa sia successo. Anche se si capisce che
le menti sono entrate in risonanza grazie all’energia dello psycho-frame,
rimane sempre il problema dei piloti della fazione di Char che come lui
volevano che Axis cadesse sulla Terra, ma che all’improvviso tornano
indietro cercando di respingere l’asteroide. Dopotutto non stavano
combattendo per i propri ideali?
No, piuttosto il problema è cosa mette in moto quel misterioso fenomeno che
opera il cambiamento di rotta di Axis. Siccome la tensione drammatica è
alta, l’attenzione dello spettatore è talmente rapita che non riesce a
comprendere, non riesce a trovarci una logica. Tornerò a parlare dello
psycho-frame nel prossimo articolo.

 

Il miracolo dello psycho-frame

 

Devono esserci un sacco di persone che non hanno saputo come prendere il
miracolo operato dallo psycho-frame nella scena climax de Il contrattacco di
Char. Il “miracolo dello psycho-frame” è il fenomeno che ho già descritto
nell’articolo precedente. C’è il fatto che anche i mobile suit nemici
aiutano a spingere via Axis e un altro fatto è che grazie al potere dello
psycho-frame Axis cambia la sua direzione e la Terra si salva. Non si sa
come prendere la scena, è difficile capire cosa sia successo. Però verso
questo sviluppo si prova un senso di indisposizione.
C’è un certo gap fra il miracolo dello psycho-frame e questo sviluppo. Fino
a un momento prima del climax questo film aveva un tocco asciutto, delle
relazioni umane distaccate e vi erano ritratte solo tragedie. Nonostante la
narrazione proseguisse nel dire allo spettatore che gli uomini sono degli
sciocchi, degli esseri che non possono essere salvati, nel climax perfino i
piloti nemici sacrificano la propria vita per salvare la Terra. In sostanza,
all’improvviso lo sviluppo si fa clemente ed emotivo. Quando lo vidi per la
prima volta pensai “eeh? ma perché?”. Anche se ne avevo compreso l’impostazione,
mi rimase un senso di indisposizione.
A proposito della scena in cui il potere dello psycho-frame permette ad Axis
di non cadere sulla Terra, bisogna dire che ha un livello di realismo
totalmente diverso da quello che ci era stato mostrato fino a quel momento.
Fino al momento del climax sia i personaggi che i meccanismi avevano delle
basi realistiche ma, nonostante fosse tutto presentato con un certo potere
persuasivo, nel climax questo potere scompare all’improvviso. Mancano
informazioni e anche se ne si capisce l’impostazione è difficile da
accettare. Ammesso che grazie allo psycho-frame sia stata emessa una grande
quantità di energia, anche se si lega alle volontà di Amuro e Chan, è fin
troppo conveniente che riesca a cambiare la rotta di Axis. L’impressione è
che si sia passati da un hard mecha action a un fantasy. È inevitabile che
negli spettatori si formi l’idea “alla fine è stato risolto tutto da un’energia
misteriosa!”.
A riguardo dello psycho-frame c’è un’anticipazione nella prima scena del
film ed è indubbio che l’autore intendeva fermare la caduta di Axis tramite
quello fin dall’inizio. Ciò che lascia perplessi è che visto come era stata
trattata la storia fino a questo momento, solo la parte riguardante lo
psycho-frame presenta delle debolezze. Anche se la soluzione era quella,
doveva essere spiegata meglio. Perché non è stato fatto? Possibile che sia
stata realizzata apposta per fare provare un senso di indisposizione agli
spettatori?
Qui di seguito esprimo un mio ragionamento. Scrivo delle intenzioni dell’autore,
ma è un po’ una mia elucubrazione. Ne Il contrattacco di Char accade il
miracolo dello psycho-frame. È la salvezza. Gli esseri umani sono degli
stupidi e per questo il mondo in cui vivono è pieno di tragedie. Come viene
detto dalle battute del film, non si tratta di un problema sul vivere sulla
Terra o sull’essere spazionoidi. Questo film descrive come anche gli uomini
che vivono nello spazio siano stupidi. Vi si affastellano immagini negative
nei confronti degli uomini e della società. Però in una storia è necessaria
la salvezza. È necessaria in un film d’intrattenimento, anche solo un
pochino. Non solo per gli spettatori, ma probabilmente anche per l’autore.
Mi scuso se mi ripeto, ma prima di arrivare al climax ne Il contrattacco di
Char si descrive la tragedia della rottura delle relazioni fra genitori e
figli, della gelosia, del malinteso. Anzi, non è proprio così. Gli uomini
hanno anche dei lati positivi. Forse adesso non fanno altro che
contrastarsi, ma un giorno forse riusciranno a rendere i loro cuori una cosa
sola. Questa speranza è indicata dal miracolo dello psycho-frame.
A proposito dello psycho-frame, Char dice: “Questa vibrazone proviene dallo
psycho-frame? I pensieri delle persone sono così concentrati da causare un
sovraccarico! Ma che succede? Non provo alcuna paura. Al contrario, sento
calore e una specie di tranquillità. Ma certo. Gli uomini che possiedono
questo calore possono arrivare a distruggere la Terra. Devi fartene una
ragione, Amuro!”. Char pare avere capito l’essenza del potere dello
psycho-frame, però non riesce ad esprimerlo chiaramente a parole. A quanto
pare l’energia emessa dallo psycho-frame sta intensificando la parte
positiva della mente umana. A queste parole Amuro replica: “Lo capisco
benissimo! Ma proprio per questa ragione dobbiamo mostrare al mondo intero
la luce dei nostri cuori”. Il contenuto della conversazione fa un balzo in
avanti, ma non si capisce se la frase di Amuro “mostrare al mondo intero la
luce dei nostri cuori” si riferisca al piano di Char o al fenomeno che si
sta manifestando. Char sembra essere d’accordo, come se avesse previsto
quello che accadrà in seguito.
L’ultima immagine mostra Axis avvolto dalla luce dello psycho-frame che si
allontana dalla Terra, mentre gli esseri umani osservano la scena alzando lo
sguardo. A quanto pare gli uomini della Terra stanno vedendo la luce del
cuore, come ha detto Amuro. È possibile che forse sia avvenuto un
cambiamento nel cuore degli uomini. Forse le persone si sono avvicinate un
pochino a diventare uomini migliori. Per dirlo tramite il pensiero della
prima serie, forse sono diventati tutti un pochino di più newtype. In questo
caso l’obiettivo di Char, “fare risvegliare gli uomini la cui anima è
incatenata dalla gravità”, è stato in un certo senso raggiunto. Tuttavia,
nel film le persone che si voltano a guardare la luce dello psycho-frame
sono davvero poche. Anche questa è una cosa dolorosa.
Nella prima serie di Gundam, nei confronti degli uomini che continuano a
farsi la guerra nonostante vivano nello spazio, viene presentata l’idea dei
newtype, un rinnovamento dell’uomo. In corrispondenza ne Il contrattacco di
Char viene descritto il miracolo dello psycho-frame, relativo alla luce del
cuore degli uomini. Tuttavia il miracolo dello psycho-frame mancava di forza
persuasiva. Provo a descrivere il motivo per cui la penso così. Sia per gli
spettatori che per l’autore era necessaria la salvezza, ma l’autore non
credeva davvero che esistesse una salvezza per gli stupidi esseri umani. Ha
cercato comunque di descrivere una salvezza con una certa forza persuasiva,
ma così facendo è sembrata solo una bugia. Per cui di forza persuasiva in
realtà non ce n’era e il miracolo descritto era proprio come un castello in
aria. Non vi viene da pensare così?
Questa è la spiegazione che sono riuscito a darmi. Se è una cosa che si può
fare, gli uomini vorrebbero comprendersi fra di loro. Gli esseri umani sono
stupidi, ma se possono farlo vorrebbero diventare delle persone migliori.
Però è sicuramente impossibile. Dal miracolo dello psycho-frame si
percepiscono il sentimento di volere avere speranza negli uomini e allo
stesso tempo il sentimento di rassegnazione. Il contrattacco di Char è un
film che parla di come si vorrebbe avere speranza, ma allo stesso tempo sia
troppo ottimistico crederci.

 

La vittoria completa a cui mira Char

 

Finalmente stiamo arrivando alla conclusione dei miei articoli su Il
contrattacco di Char. Mentre si sta svolgendo il miracolo dello
psycho-frame, Amuro che si trova a bordo del Nu Gundam e Char che si trova
nel cockpit core continuano a discutere. Come avevo scritto, il cockpit core
di Char si trova incastrato sulla superficie di Axis. Questa loro
discussione è la parte più importante di tutto il film.
Proseguo il discorso. Dopo che Amuro ha urlato “il Nu Gundam non è una
montatura!”, Char risponde come segue: “Se mi premesse la vita, pensi che ti
avrei davvero fatto avere le informazioni sullo psycho-frame?”-“Che cosa me
ne farei di una banale vittoria contro dei ridicoli mobile suit, me lo
spieghi? Comunque sia, tutto questo è un controsenso”. Amuro risponde
sorpreso: “Ci stai prendendo in giro! L’unica cosa che sei in grado di fare
è guardare il tuo prossimo dall’alto in basso!”. Il “controsenso” è avere
perso contro Amuro ed essere stato incastrato sulla superficie di Axis,
direi.
A questo punto della storia è chiaro che lo psycho-frame con cui è
equipaggiato il Nu Gundam è stato fornito da Neo Zeon. Una cosa che Char ha
fatto avere ad Amuro intenzionalmente. In sostanza, stava pianificando una
vittoria completa. Come leader di Neo Zeon vuole imporre la disciplina sugli
uomini, ma allo stesso tempo come pilota vuole sconfiggere Amuro. Inoltre
detesterebbe battere Amuro solo grazie alle capacità del suo mobile suit,
per cui vuole che anche il suo nemico abbia un mobile suit con uguali
capacità. Per questo lascia trapelare le informazioni sullo psycho-frame. A
questo modo la vittoria sarebbe una vittoria completa. Visto l’uomo che è
Char, se non avesse fatto così non si sarebbe mai sentito soddisfatto.
Probabilmente in caso di vittoria contro Amuro gli avrebbe riso contro
“Nonostante abbia lasciato trapelare le informazioni sullo psycho-frame, non
sei in grado di combattere al mio livello!”. Ha un carattere davvero
ossessivo. In questo film vengono messe in mostra anche le ossessioni del
regista, ma la sua ossessività pare che si rifletta pienamente sul progetto
di Char.
E dopo avere preparato tutto questo, Char perde. È proprio un controsenso.
Probabilmente fin dall’inizio Char non considerava granchè le prestazioni
del Nu Gundam, ma avendo permesso che si dotasse dello psycho-frame ha fatto
in modo che superasse le capacità del Sazabi. Dopo avere pianificato tutto
ciò è davvero una vergogna che abbia perso. Quindi dice ad Amuro che ha
vinto solo perché è stato lui a passargli lo psycho-frame. Quando Char
finisce per dire una cosa del genere, fa così pena da far perfino piangere.
Sarebbe stato centomila volte meglio se se ne fosse stato zitto.
Dopodichè i mobile suit di alleati e nemici si radunano e spingono Axis. A
quel punto si svolge la conversazione “Ma certo. Gli uomini che possiedono
questo calore possono arrivare a distruggere la Terra. Devi fartene una
ragione, Amuro!” che avevo già riportato. Quando Amuro risponde “Lo capisco
benissimo! Ma proprio per questa ragione dobbiamo mostrare al mondo intero
la luce dei nostri cuori”, Char replica ”Fai dei discorsi molto
appassionati, ma sei stato piuttosto freddo con Quess!”. All’improvviso si
mettono a parlare di Quess. Quando Amuro dice “Io non sono una macchina! E
non posso essere il sostituto di suo padre. E tu invece? Non hai forse usato
Quess come se fosse una macchina?”, Char risponde “Ora capisco... Quess era
alla ricerca di una figura paterna. Mentre io, poiché la ritenevo solo una
gran seccatrice, l’ho sfruttata solo come una macchina”. In questa scena, ma
non solo in questa, le interpretazioni di Shuichi Ikeda e Toru Furuya sono
state eccezionali.
Per farla breve, né Char né Amuro si sono mai sposati né hanno avuto figli.
Amuro si è accorto che Quess cercava un padre o una figura similare (ed ecco
perché Quess diceva “I ragazzini non mi piacciono!”), ma Char nemmeno se n’era
accorto. Quindi l’ha manovrata come una bambina. Anche se Amuro si era
accorto cosa cercava Quess, non era in grado di svolgere il ruolo di un
padre. In questo film non c’è nessuna scena in cui Amuro cerchi di essere un
padre per Quess, ma anche nel caso fosse successo penso che non avrebbe
trovato nessun punto di contatto con la ragazza. Da questa conversazione si
capisce che è lui stesso a ritenersi incapace di farlo.
Sono due eccellenti piloti di mobile suit. Parlando di Char, è un politico
che usa le persone attorno a sé come pedine. Ma per quanto riguarda i
bambini non ha abbastanza maturità per svolgere il ruolo di genitore. Ma pur
non avendo mai avuto bambini, se fosse cresciuto normalmente sarebbe
riuscito ad avere un atteggiamento tipo quello di un padre. Amuro all’idea
di diventare un sostituto del padre di Quess ha l’impressione di diventare
una macchina. In sostanza, senza cancellare i suoi veri sentimenti non
riuscirebbe a diventare un genitore sostitutivo. Anche questo modo di
pensare di Amuro è molto triste.
Poi, dal discorso di non essere riusciti a diventare il padre di Quess si
passa al discorso su Lalah. E Char in proposito dice una cosa sconvolgente.

 

Il discorso di Char su “Lalah come madre”

 

La conversazione fra Char e Amuro continua. Alla frase di Char “Mentre io,
poiché la ritenevo solo una gran seccatrice, l’ho sfruttata solo come una
macchina”, Amuro ribatte “Per essere un uomo del tuo livello, hai un
cervello davvero minuscolo”. A quel punto Char replica “Lalah Sune era l’unica
donna al mondo che avrebbe potuto farmi da madre! E tu l’hai uccisa, per cui
non parlarmi in questo modo!”. A queste parole Amuro rimane stupefatto. “Da
madre? Lalah Sune? Uah!”. Il suo “uah” di sorpresa dipende dal fatto che il
cockpit del Nu Gundam viene avvolto dalla luce. Guardando il cut successivo
si capisce che il Nu Gundam non è esploso. Si vedono le menti di Amuro e
Char volare via disperdendosi nello spazio, assieme alla luce dello
psycho-frame. Qui finisce la loro conversazione. Giudicando dalla reazione
di Nanai, pare che Char sia morto qui. Per cui anche Amuro dovrebbe avere
perso la vita. Dopodichè Axis si allontana dalla Terra e gli abitanti del
pianeta guardano la luce proveniente dall’asteroide. Probabilmente si tratta
della luce dei cuori delle persone. Sulla Terra si sente il pianto di un
bimbo appena nato. Si potrebbe pensare che sia Char che Amuro si siano in
qualche modo reincarnati, o che semplicemente il senso sia che laddove
qualcuno muore c’è sempre qualcuno che nasce. Lo psycho-frame sperimentale a
forma di T fa un giro attorno alla Terra, avvolgendola nella luce. Quindi
partono i titoli di coda. Il contrattacco di Char è finito.
Il problema sono le battute “Lalah Sune era l’unica donna al mondo che
avrebbe potuto farmi da madre! E tu l’hai uccisa, per cui non parlarmi in
questo modo!”- “Da madre? Lalah Sune? Uah!”. La loro disputa verbale è
durata a lungo, ma si è conclusa con questo scambio. Queste due battute
indicano la conclusione de Il contrattacco di Char.
Quando lo vidi per la prima volta, non capii per nulla il significato di
questo scambio. Non capii nemmeno i sentimenti di Char che desiderava che
Lalah fosse sua madre, né il senso di avergli fatto dire così alla fine del
film. La mia reazione fu “eh? che cosa sta dicendo?”. Per quante volte l’abbia
riguardato, sebbene sia poi riuscito a immaginare quali fossero le
intenzioni dell’autore, non riuscii mai a comprendere i sentimenti di Char.
A quei tempi avevo 24 anni. A ripensarci adesso, a 24 anni io ero ancora un
bambino ed era inevitabile che non capissi quello scambio.
Nel film non era spiegato per quale motivo Char cercasse una madre in Lalah.
Ad ogni modo, Char è morto subito dopo avere detto quella cosa e Amuro ha
potuto solo essere sconcertato. Né Bright né Nanai hanno sentito le parole
di Char, quindi non hanno potuto commentarle. Nessun altro ha sentito quella
frase. Subito dopo è avvenuto il miracolo dello psycho-frame, ma non credo
che c’entri qualcosa. Sembrava più che altro che l’autore stesse dicendo
agli spettatori “Dopo avere detto ciò, Char è morto. Cosa ne pensate?”.
Allora proviamo a pensare a questo scambio di battute.
Char, che nelle serie di Gundam è il personaggio più fico, orgoglioso ed un
eccellente soldato, in realtà desiderava che una ragazza morta in passato
diventasse sua madre. Questo è incontestabile. Ha continuato a vivere
abbracciando quel sentimento. La cosa più importante che si trovava nel
cuore di Char era l’esistenza di una ragazza morta 10 anni prima. Per questo
non ha mai concesso il suo cuore a Nanai e ovviamente anche a Quess. Dato
che nel profondo del suo cuore cercava una ragazza che potesse fargli da
madre, non avrebbe mai potuto nemmeno lontanamente immaginare se stesso come
padre sostitutivo per Quess. Con Nanai è stato dolce, ma è chiaro che la sua
condotta verso di lei era puro calcolo. Non è che volesse semplicemente
delle coccole, la sua richiesta era assolutista. Ed è ovvio che lui volesse
una cosa del genere da una donna viva, ma proprio per questo Char avrà
pensato che Nanai non poteva esserlo.
Probabilmente per uno come Char, che ha trascorso la vita da solo, non c’erano
compagni che potevano trasmettergli tranquillità e probabilmente Lalah era l’unica
che poteva riuscirci. Sicuramente anche imporre la disciplina sull’umanità
era una cosa che Char sentiva di dover fare, ma ciò che lo tormentava erano
i sentimenti indirizzati a Lalah che ora non trovavano più nessuno sbocco.
Per cancellare questi sentimenti combatteva contro Amuro, il responsabile
della sua morte, ricercando una vittoria completa. Prima di tutto veniva il
suo desiderio di sconfiggere totalmente Amuro, arrivando perfino a
progettare la caduta di Axis.
C’è anche la possibilità che quando Lalah era ancora viva non avesse mai
pensato a lei come una madre. Ma dopo la sua morte quei sentimenti si sono
rafforzati ed è riuscito a capire che ne desiderva il ruolo materno. Ma
anche il fatto che Lalah fosse una donna in grado di diventare per lui come
una madre sarà stato frutto della sua immaginazione. Char ha passato poco
tempo con Lalah. Probabilmente di lei non vedeva che i lati positivi. Se per
caso fosse sopravvissuta e fosse rimasta sempre al suo fianco, sarebbe
riuscito a vederne anche i lati negativi.
Alla fine del film vengono esposte una dopo l’altra tutte le cose che Char
ha dentro. Perde tutto ciò di cui si era ricoperto, rimanendo nudo. È per
questo che ciò di cui parla all’ultimo momento possibile è che desiderava
che Lalah fosse per lui come una madre. Si può dire che Char fosse un uomo
fatto così.
Anche Char aveva delle debolezze come tutti gli uomini. Anche se si tratta
di grand’uomini, anche se si tratta di eroi, tutti gli uomini hanno delle
debolezze. E in proposito non voglio dire “che sciocchezza”. Ho scritto la
parola “debolezza”, ma forse si tratta di qualcosa di diverso. È una cosa
che posso dire grazie all’età a cui sono arrivato, ma penso che gli uomini
come provano un sentimento come quello di Char per Lalah non sono pochi.
Forse l’oggetto del loro desiderio non è una “ragazza morta” e nemmeno
cercano una “madre”, ma questo tipo di sentimento di cui non ci si riesce a
liberare esiste nella nostra società. Forse è solo che in pochi riescono a
parlarne.
Un’altra cosa su cui vorrei portare l’attenzione è che Amuro si stupisce del
discorso di Char. Fino a quel momento si era mostrato come Amuro capisse
tutto quello che pensava Char. Così come Char faceva attenzione ad Amuro,
anche Amuro viveva ben sapendo dell’esistenza di Char. Tuttavia non aveva
immaginato nemmeno per sogno che Char cercasse in Lalah una madre. Per cui
si sorprende e dice “Da madre? Lalah Sune?”. Anche se è un newtype non
comprende in profondità il cuore delle altre persone. Alla fine del film
diventa chiaro che i due non si sono compresi. E così mentre si compie il
miracolo dello psycho-frame, cinicamente ci viene mostrata una
discomunicazione fra persone. E poi l’idea che la fine della sua vita Amuro
l’abbia passata cercando di capire cosa pensava il suo rivale, che ne sia
rimasto così sorpreso, è davvero svuotante.
Che Char cercasse in Lalah una madre non è una cosa sciocca, ma venire
intrappolati da quel sentimento e passare la vita in depressione, quello sì
che è sciocco. E se ha cercato di imporre la disciplina sugli uomini
partendo da questo spunto, è assurdamente sciocco. Non dovrebbe parlare male
degli esseri umani la cui anima è incatenata dalla gravità della Terra,
perché quello che doveva vedere il cuore degli uomini era proprio lui.
Proprio come Char, gli uomini sono degli esseri davvero piccoli. Se hanno
dei lati miserabili, hanno anche dei lati sciocchi. Le sciocchezze degli
esseri umani descritte in questo film sono tutte raccolte in Char. Poi da
queste sciocchezze nascono le tragedie. Eppure esiste anche la salvezza. Si
desidera che ci sia. Tuttavia, nonostante che in questo film si mostri che
esistano sciocchezza e tragedia, non viene mostrata quale sia la salvezza
corrispondente. Probabilmente non ci si è riusciti. Questa amarezza è Il
contrattacco di Char.

 

Il newtype che non diventò adulto

 

Finisco con questo articolo la mia discussione su “Il contrattacco di Char”.
Se provo a ripensarci, mi trovo di nuovo a concludere che si tratti di un’opera
immensa. Ha una quantità di informazioni strabiliante. È tutto pensato con
molta attenzione. Avevo già toccato l’argomento, ma il modo con cui entrano
in scena i personaggi è assurdamente profondo. Forse i loro drammi sono
irritanti e a senso unico, ma hanno la forza persuasiva per sostenersi.
Solo, non si tratta di un film per tutti. Dato che ha il fascino dell’azione
robotica, fino a un certo punto potrebbero gradirlo tutti, ma non sono certo
molti quelli che riuscirebbero ad apprezzarne il dramma e l’atmosfera.
Inoltre credo che ciò che l’autore ha cercato di comunicare non viene
necessariamente trasmesso agli spettatori. Quando creai la dojinshi “Il
contrattacco di Char: un discorso fra amici” parlai di questo film con un
sacco di persone diverse. Quella volta mi accorsi che anche se si trattava
di gente a cui gli anime piacevano, c’era chi non riusciva a comprendere
dove stesse la bellezza di quest’opera. Quando scrivo “non riuscire a
comprendere” sembra che stia dicendo che non avevano le capacità per
capirlo, ma non è così. È un problema di senso dei valori e di gusti. Vorrei
affermare che Il contrattacco di Char è un “capolavoro”, ma per quel motivo
mi trovo a esitare. Non è un film che possa piacere a tutti, ma per chi ci
rimane invischiato è un’opera irresistibile.
Non so come si sentano le altre persone, però personalmente la stupidità
delle persone, le tragedie, le sensazioni asciutte descritte in questo film
le ho percepite come cose mie e le ho trovate interessanti. Durante una
scena Quess dice che chi riesce a capire che l’anima delle persone è
affascinata dalla gravità della Terra è un infelice. Allo stesso modo forse
chi riesce a capire il contenuto de Il contrattacco di Char non deve essere
gente molto felice. Ma dicendo così mi sa che gli altri Gundam fan si
arrabbieranno.
Nei confronti de Il contrattacco di Char a volte mi fermo a pensare “ma
perché quella volta Char ha...”. Finisco a interrogarmi sulle ragioni e i
sentimenti dei personaggi come se fossero persone vere. Solo questo film mi
spinge a tanto. Posso continuare a ragionare su questi argomenti perché i
personaggi hanno profondità, perché l’opera è stata costruita così.
Qualche anno fa mi sono reso conto del perché ne “Il contrattacco di Char”
Amuro sembra così depresso. Lui era depresso anche in Z Gundam. Tuttavia,
all’inizio di Z Gundam si trovava agli arresti domiciliari e la motivazione
poteva essere che sentisse la mancanza di libertà. Però ne Il contrattacco
di Char lui è uno dei due protagonisti ed ha il ruolo di combattere contro
Char fino al limite delle sue forze. Mi chiesi se non sarebbe stato meglio
se fosse stato più sicuro e solare. Non è devastato come Char, ma la ragione
per la sua depressione può che essere una sola: la morte di Lalah.
E poi mi sono accorto di un’altra cosa. Cioè che l’Amuro de Il contrattacco
di Char era uguale a noi che guardavamo il film. Così come Camille di “Z
Gundam” e Quess de “Il contrattacco di Char” rappresentavano il modello dei
giovani al momento della realizzazione delle rispettive opere, anche Amuro
nella prima serie era descritto prendendo a modello i giovani di quei tempi.
Ad Amuro piace stare chiuso in casa, un ragazzo amante dei computer a cui
piace smanettare con le macchine. Per dirla in modo buono, un sensibile. Per
dirla in modo cattivo, un nervoso. Quando c’è qualcosa che non gradisce,
diventa subito scontroso. Un ragazzo tipico di quell’epoca sale sul Gundam e
comincia a prendere a calci in culo i piloti adulti. Per lui manovrare un
mobile suit deve sembrare un’estensione del suo hobby per i computer. È solo
la storia di un tipo che se ne sta in casa, in altre parole un otaku, che
usa il proprio campo di esperienza per svolgere un ruolo importante. In
questo senso la prima serie di Gundam era per gli animefan dell’epoca “la
nostra storia”. Anche io devo averla guardata un po’ in questo modo.
Pensavo che Amuro mentre acquisiva esperienza come pilota di mobile suit
cresceva anche in maturità. In altre parole, diventava adulto. Tuttavia non
diventò un adulto. Diventò un newtype. Come ho scritto in un articolo sulla
prima serie di Gundam, provai un senso di insoddisfazione quando vidi l’ultimo
episodio della prima serie. Questo perché eravamo nel climax, ma a lui non
era rimasto granchè dall’essere stato un soldato.
Alla proiezione de Il contrattacco di Char nei cinema erano passati quasi 10
anni dalla prima serie di Gundam. Nella narrazione interna erano passati più
di 10 anni, per cui ora Amuro aveva 29 anni (anche se a onor del vero nel
film non viene mai affermato con chiarezza). Lasciando da parte i motivi di
impostazione, il fatto che Amuro abbia accumulato anni in depressione
riflette il fatto che che i ragazzi tipici dell’epoca della prima serie,
cioè noi, sono cresciuti di 10 anni senza diventare davvero adulti. Anche il
fatto che Amuro e Char non siano abbastanza maturi per fare da padri
sostitutivi a Quess dipende dal fatto che non riescono a diventare adulti.
Il fatto che loro continuino a insistere su di una ragazza conosciuta più di
10 anni prima, è forse una metafora per noi che a dispetto della nostra età
continuiamo a insistere sugli anime. Data la sua età, non sarebbe strano se
Tomino ci vedesse così. A pensarla in questo modo anche la frase “Il Nu
Gundam non è una montatura” ha delle implicazioni diverse. Forse è una frase
che indica la sciocchezza dell’ossessione continua verso un titolo come
Gundam.
“La luce del cuore degli uomini” e “la stupidità degli esseri umani” sono
ancora un altro discorso. In questo caso l’autore attraverso questo film ci
sta dicendo “diventate adulti!”.
Come ho scritto poco fa, alla visione della prima serie di Gundam ci siamo
sentiti insoddisfatti perché Amuro, che sentivamo a noi vicino, non era
diventato adulto... ma non avremmo mai immaginato che questo discorso si
sarebbe rivoltato anche verso di noi. In questo senso “Il contrattacco di
Char” è un film amaro.

 

Proseguo. Mettere tutta l'intervista per intero è troppo difficoltoso.
Tradurre le parole di Tomino è piuttosto complicato perché non si preoccupa
di spiegare bene quello che pensa, ma lascia tutto per scontato. Mi scuso se
ho maleinterpretato qualche suo riferimento. Anche la forma con cui ho
scritto questi dialoghi è parecchio involuta (ma è proprio Tomino che parla
così). Per cui mi rendo conto che io che l'ho tradotto capisco cosa sta
dicendo, ma forse per chi legge alcuni passaggi sembreranno un po' campati
in aria. Nel caso chiedete che specifico.

 

 

Di cosa sto parlando? Be', Oguro si lamentava di non avere più nemmeno una
copia di "Un discorso fra amici". Ma grazie alla rete qualcosa si può
mettere insieme. Lo divido a pezzi perché è troppo impegnativo per me
tradurre tutto di seguito.

 

 

Pubblicato il 26-11-1993

 

 

Il contrattacco di Char: Un discorso fra amici

 

 

Estratto 1: sui film

 

 

(dopo avere parlato a lungo su Z Gundam e V Gundam)

 

 

Anno: Ecco, a me piace moltissimo Il contrattacco di Char.

 

 

Tomino: (perplesso) Ah, grazie mille.

 

 

Anno: Ho fatto parte dello staff, ma nonostante fossi abbastanza coinvolto
da consultare in anticipo gli storyboard, la prima volta che lo vidi non lo
capii per niente. Poi, quando ho iniziato ad avere esperienze di regista
come Tomino-san, ebbi finalmente l’impressione di capirlo. Eh, ero proprio
uno stupido.

 

 

Oguro: Se si guarda verso l’industria dell’animazione, ce ne sono parecchi.
Intendo di persone a cui piace “Il contrattacco di Char”. Questo libro nasce
proprio dal desiderio di raccogliere le loro impressioni.

 

 

Tomino: (ride) Ti piace e ne sei grato. Ma non per adulazione, vero? Per
contro, rimanevi a lambiccarti sul perchè ti sia piaciuto così tanto mentre
nessuno ne parlava.

 

 

Anno: Il fatto che nessuno ne parlasse è anche quello un mistero. Ai tempi
della proiezione io, Yamaga-kun e Izubichi-san eravano così esaltati che ci
dicemmo “facciamo un fanclub”, ma a parte noi non sentivo nessuno parlarne.
Nemmeno nelle riviste di animazione o nei mook. Il fatto che non si sentisse
nessun parere in proposito dalla cosiddetta società era anch’esso un
mistero. Ma io mi impegnai perché volevo che ne rimanesse almeno una sinossi
per comunicare la sua grandezza e il suo valore come lascito culturale
(espressione seria).

 

 

Tomino: Eeh?

 

 

Tutti insieme: (risate)

 

 

Tomino: Non penso per niente che si meriti tanto. E te lo dico come la
persona che l’ha creato. Tre mesi fa al massimo ne ho parlato anche con
Oshii-san per un’intervista su Animage, ma non ho dato peso ai suoi
complimenti.

 

 

Anno: Ma no, penso che anche a Oshii-san piaccia sul serio. Perché lui non è
il tipo che loda gli altri.

 

 

Tomino: Questo lo so. Ma ho pensato che fosse nella posizione per cui
“quando si è di fronte a qualcuno di più anziano sarebbe maleducazione non
dirgli qualcosa del genere”.

 

 

Anno: Oshii-san non è capace di essere così scaltro (ride).

 

 

Inoue: Non ne è capace come uomo.

 

 

Oguro: Quando si parla con lui di opere di altri è sempre aspro.
Specialmente su “Porco Rosso”, ad esempio.

 

 

Anno: Ah, per quanto riguarda “Porco Rosso” vale anche per me.

 

 

Tomino: Che cos’ha di male?

 

 

Anno: Penso che come film sia ben fatto, ma dato che conosco Miyazaki-san
personalmente non riesco a vederlo in quel modo. Ci vedo troppo Miyazaki-san
che si mette in mostra dietro alla pellicola, e ciò non è bello. Cioè,
sprizza troppa fichezza.

 

 

Tomino: Cosa?

 

 

Anno: Mentre umilia se stesso mostrandosi come un maiale allo stesso tempo
vola su un di un idrovolante rosso, fuma sigarette e ha vicino due donne,
una giovane e una della sua stessa età!

 

 

Tomino: Ah ah ah ah! L’ho capito cosa intendi dire. Come età io sono della
sua stessa generazione. Lo capisco benissimo (il suo sentimento),
incondizionatamente. Anche se ti trovi in una sitazione da pensare “che
disagio” non ti viene per nulla da arrabbiarti (ride).

 

 

Anno: Quello che intendo dire, è che è parecchio ridicolo! Dalle tue opere
viene fuori l’impressione che tu stesso stia ballando nudo, e mi piace
(agita un pugno) . Nelle opere recenti di Miya-san la sensazione è che sia
tipo “pretendi di ballare nudo, ma in realtà stai indossando le mutande!”,
ed è una cosa che odio. E mi viene da dire “Almeno spogliati alla fine!” (si
è scaldato all’improvviso).

 

 

Tomino: Ah ah ah!

 

 

Anno: (ancora più galvanizzato) E per di più sta indossando delle mutande
magnifiche!

 

 

Tomino: Se dici così, non mi lasci più possibilità di dire la mia. Ciò che
dici lo capiscono bene tutti quanti.

 

 

Anno: (arrossisce) Scusami.

 

 

Tomino: Anche se dico che lo capisco bene, non voglio certo difendere
Miyazaki. In generale, l’invecchiare è una cosa del genere... ah ah ah! no,
scusatemi (ride). Parlando di me, è di sicuro così. Fino ad ora non ho mai
espresso le mie parole, per cui voglio farle sentire per la prima volta.
Penso che ormai si capisca quello che dico. “I film non devono essere così”.
In effetti a sventolare fuori il pistolino ci si sente meglio.

 

 

Anno: Eeh, sul serio? A me non piace quando ci si mette orgoglio. Un
pistolino che sventola è un pistolino che sventola. Forse, se avesse una
forma impressionante...

 

 

Tomino: Sì, assolutamente.

 

 

Anno: Ah. Sarebbe bello se mi mostrassi una rappresentazione del genere. Io
non ci riuscirei. Intendo “dannato, guardami nudo mentre lo sventolo!”.

 

 

Tomino: E poi viste da quelli della mia generazione le opere di Miyazaki
appaiono come delle cose comuni. Ho l’impressione che si vedano troppo i
punti deboli dell’intrattenimento della nostra generazione. Soprattutto per
quanto riguarda le immagini. Come se da qualche parte si pensasse “i film
sono raffinatezza”. Il termine che io uso sempre è open entertainment. Cioè,
guardare tutti insieme facendo “uah!”. Un divertimento del genere è dato
dalle grandi immagini in movimento. In questo senso... Miya-san e
Takahata-san sono proprio intelligenti. C’è tecnica. E anche sensibilità, in
una misura non malvagia. Be’, tranne per i gusti da lolicon.

 

 

Tutti insieme: (risata)

 

 

Tomino: Mi è parecchio difficoltoso guardare certe cose. Parlando di film, è
probabile che a voi non piaccia ma una pellicola che ho apprezzato davvero
molto è “Nuovo cinema Paradiso”. In questo film c’è una scena dove dei
giovani ragazzi si masturbano guardando un’immagine di Brigitte Bardot.
Dunque i film sono così? (ride). Cioè, mi pare che ci sia una differenza
sostanziale. Ho un po’ questa sensazione quando Miyazaki-san dice di
“puntare a dei film”. Ma dato che ho l’impressione che spiegando queste cose
a dei giovani la faccenda si ritorca contro di me, lasciamo perdere
Miyazaki-san.

 

 

Tutti insieme: (risata)

 

 

Tomino: Davvero, è una cosa a cui devo fare attenzione.

 

 

Anno: Il senso di nudità che si esprime dai tuoi film mi piace moltissimo.
Ma forse dal suo punto di vista uno spettatore potrebbe provare disgusto. Ma
ormai ti sei diretto verso quel punto, magari senza nemmeno accorgertene,
vero? Intendo il tuo modo di creare.

 

 

Tomino: Direi di no, almeno non volontariamente.

 

 

Anno: Oshii-san direbbe “si tratta di un crimine di coscienza”.

 

 

Tomino: Per parlare di crimine di coscienza dovrei comportarmi in un certo
modo. Tuttavia per comportarmi così dovrei averne la convinzione (se
mostrarmi nudo o meno) e se devo dire se vedo o meno la linea di confine,
devo dire che non la vedo. Non ho un talento tale che mi permetta di
arrivare a quel punto. In quel momento, che vada bene o che vada male, non
riuscirei a lanciare la palla con tutte le mie forze. Per dirlo con parole
mie, “giovinezza e poi spirito”. Per quanto riguarda “Il contrattacco di
Char” la mia intenzione era di dare la priorita al “vi mostro come lo si fa
per lavoro”, per cui non avevo piena coscienza di cosa stavo costruendo.
Dato che la situazione era questa, il crimine di coscienza non c’entra. Se
fossi stato davvero preoccupato dal dire quale sia il significato de “Il
contrattacco di Char” parlerei di un problema di lavoro. Cioè, niente altro
che volontà di mettere tutto insieme. Davvero, se devo pensare al fatto che
ci siano delle disattenzioni in quello che mi hai detto, direi che non ce n’è
nemmeno-nemmeno una. E poi un’altra cosa. Non è solo un discorso di mettere
insieme un lavoro. Un altro problema era che a quei tempi il metodo di
disegnare degli animatori aveva talmente poco senso che molte cose ho dovuto
rifiutarle e non ho potuto utilizzare tutto il materiale realizzato. Per cui
parlando di questo mi sento ancora molto imbarazzato.

 

 

Anno: Però, ecco... c’è un’altra cosa. Ciò che mi è piaciuto de “Il
contrattacco di Char” è anche la negazione dei disegni. Nel senso che il
ritratto del regista non è affidato solo ai fotogrammi.

 

 

Tomino: Sì, sì, sì. È possibile che li negassi.

 

 

Anno: Aah, che invidia!






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