Jump to content

Libri e documentari social-mente utili

Libri e documentari social-mente utili
Guest
Album created by
Guest
  • 20
  • 8
  • 27

Come da titolo, andiamo in cerca della critica agli spettacoli tv ed ai film, all'origine dei modelli di comportamento e di bellezza che troviamo.

 

8 Comments

Guest Great Starred

Posted (edited)

"Il medium e' il messaggio", questo e' il celebre aforisma che Marshall McLuhan vergo' nell'ormai lontano 1964, nel saggio "Gli Strumenti del Comunicare". Significa che i contenuti sono molto meno importanti del tramite, perche' quest'ultimo ci condiziona a livello di percezione e di comportamento. 

Non siamo, ne' potremmo tornare ad esserlo, gli stessi individui che esistevano prima dell'invenzione della stampa. O del cinema. 

Come qualsiasi innovazione, anche Internet comporta vantaggi e svantaggi, ma mai come nel caso di Internet gli svantaggi sembrano essere di gran lunga superiori ai benefici che potremmo trarne. E'di questo che parla il libro di Nicholas Carr,"Internet ci rendera' stupidi?". L'autore si presta come soggetto sperimentale, lo capiamo subito dal titolo del saggio, che fino a un po' di anni fa sarebbe stato inaccettabile e impubblicabile per qualsiasi studio serio, ma che oggi sembra indispensabile se si spera di esser letti da qualcuno.

La mancanza di fonti verificabili e' generalmente ritenuto il tallone d'Achille di Internet, ma questo e' soltanto uno degli aspetti del problema e si concentra quasi solo sulle fake news, sugli attacchi informatici, la censura della stampa da parte degli stati-tiranni, o la cancellazione di contenuti voluta da alcune piattaforme (=privati). Queste sono comunque situazioni eccezionali, per quanto diffuse, ovvero non si dovrebbero mai accettare come un dato di fatto. 

Il nocciolo del problema e' che anche in condizioni normali, senza malfunzionamenti e senza abuso di autorita' da parte di nessuno, la rete sembra avere effetti nocivi sul nostro cervello. E' vero che la saggistica contro Internet e' realizzata anche grazie all'apporto delle ricerche online, ma non e' cosi' paradossale domandarsi se questi libri non sarebbero risultati piu' lunghi, o piu' approfonditi, o con un supplemento bibliografico migliore, se gli autori si fossero affidati per il 90% al proprio cervello.

Non esiste un punto di riferimento. La rete e' caratterizzata da una circolarita' dello spazio virtuale,il glossario conduce ad informazioni potenzialmente infinite, che non potremmo consultare nemmeno vivendo duecento anni. E' evidente che un buon numero di queste voci si possono scartare a vista d'occhio, non avendo alcuna pertinenza col nostro argomento, ma solo un'intelligenza artificiale potrebbe leggere in tempi brevi le tonnellate di dati per distinguere una cosa dall'altra.

La difficolta' e' aumentata dal fatto che le biblioteche hanno cessato di aggiornare gli schedari dei libri, trasferendo in "digitale" anche le schede in precedenza "analogiche".

Questo comporta inevitabilmente un aumento della velocita' di lettura, o per meglio dire, la velocita' nel compulsare gli elenchi: quasi tutti ci limitiamo a leggere l'incipit di un articolo, cercando di decidere se e'cio' che stiamo cercando. Il tempo richiesto per prendere questa decisione va dai due ai cinque secondi.

i piu' "bravi" imparano a saltare da un periodo all'altro, spulciando capitoli.

insomma, va disperso il metodo di studio tradizionale, secondo cui bisogna leggere un capitolo per intero e, solo in un secondo tempo, operare delle scelte tra i brani in base ai nostri interessi o a quanto ci viene chiesto dall'insegnante...

Il che potrebbe spiegare come mai alcuni bambini, immersi nelle nuove tecnologie, abbiano tante difficolta' di lettura e di comprensione. In particolare,la richiesta di testi brevi, di sunti, di bignami digitali aumenta il rischio di strumentalizzazione, anche nel caso che ad usufruirne siano persone adulte.

 

Questi ed altri sono i temi affrontati da Nicholas Carr,in un testo che consiglio.

"Internet ci rende stupidi?"

Cortina Editore, ristampa 2021.

Edited by Great Starred
Link to comment
Guest Great Starred

Posted (edited)

large.jpg_14985202_jesus-jeans-finalmente-il-grande-ritorno-0.jpg.06ccf39733f3dc2e7324ecdbed8b86a3.jpg

Lo "sviluppo" e' da intendersi come una serie di azioni che portano al maggior profitto nel minor tempo possibile. La via piu' breve per guadagnare soldi e' produrre beni superflui. A fare questo sono gli industriali o gli imprenditori, i quali dal punto di vista storico sono spostati a destra.

Il "progresso" sta in una serie di azioni e decisioni mirate a garantire beni e servizi al maggior numero di persone possibili, anche se le decisioni risultano impopolari e gli effetti di queste azioni si vedranno tra anni. A volere il progresso sono contadini, pescatori, operai, lavoratori stipendiati, intellettuali, categorie sociali notoriamente di sinistra.

E' naturale pensare che un imprenditore possa votare un esponente di sinistra, e nulla impedisce a un pastore di dare il proprio voto alla destra, ma qui si fa un discorso generale. Notiamo subito una "disparita' " fin dall'aspetto culturale: se individualmente siamo progressisti, gli strumenti della cultura appartengono allo sviluppo. Tu puoi anche dire una cosa veritiera, ma se nessuno la pubblica e' inutile... A quel punto, puoi cambiare il tuo linguaggio, nell'ingenua convinzione che arrivi a piu' persone, oppure puoi diventare "rivoluzionario tuo malgrado", diventare un asceta, un profeta controvoglia.

Questo ragionamento, che fu di Pasolini, e' stato piu' volte citato a sproposito da una destra radicale o financo nostalgica dell'Italia di prima della Repubblica. " Obstinate Contra" e' persino un esempio di "appropriazione indebita", perche' Pietrosante parla del concetto quasi come se lo avesse pensato lui; per di piu' ne parla a sproposito: Pasolini non era contro il progresso, metteva in discussione lo sviluppo.

Il tentativo di "tirare per la giacca" un intellettuale del calibro di Pasolini e' frequente negli ambienti della destra italiana, si e' arrivati a dichiarare che lo scrittore fosse un uomo di destra (ma non lo sapeva ancora).

Il libro di Gianluca Pietrosante, Obstinate Contra, e' l'esempio dei salti mortali che ti tocca fare quando, per dire una cosa, sai di doverne dire un'altra, delle pericolose arrampicate sugli specchi volte a far credere al lettore che parole e concetti di sinistra sono, in realta', sempre appartenuti alla destra, ma gli altri non se ne erano mai accorti.....

large.1a4c60c78b6442c36d5e2c372991c656.jpg.ec76cf6cf05e7afc1ecf42b2b58769cb.jpg

<L'ideologia gender (...) non e' esagerato affermare che si tratti della piu' radicale e pericolosa rivoluzione antropologica della storia> si noti l'insistenza di Pietrosante nell'usare espressioni di Pasolini come fossero proprie, applicate alla realta' dell'oggi che lo scrittore non poteva conoscere. <Il sesso biologico, in sostanza, sarebbe un dato indifferente rispetto al sentire psicologico della persona. >

In nessuna occasione ho sentito dire che "il sesso biologico sarebbe indifferente". L'autore del libro non cita mai le fonti, ma semplicemente la sua opinione su cio' che deve aver letto. Se le teorie gender affermano qualcosa, lo fanno in relazione agli studi precedenti, alcuni dei quali risalgono alla Relazione Kinsey. Qualche esempio? Si e' portati a pensare che il rapporto sessuale gay sia incentrato sulla penetrazione: non e' cosi' ricorrente. Invece,  parecchi uomini etero e sposati chiedono un rapporto anale alla moglie (o hanno pensato di chiederglielo).

Le teorie gender propongono che si possa parlare liberamente di sesso, senza circondarlo di un'aura di mistero come se fosse fondato su dogmi, perche' i dogmi si prestano volentieri ad errori di valutazione e a forme di coercizione.  

<secondo il "politicamente corretto" ognuno e' cio' che vuole > conclude Pietrosante.

Niente male per uno che da 150 pagine sta saccheggiando idee della sinistra a nome di una casa editrice di destra. 

La sovrabbondanza di idee mal digerite, ammucchiate alla rinfusa e peggio espresse, non riesce comunque a mascherare i concetti cardine di questa parte politica: l'ossessione per la morte eroica, addirittura imbarazzante; la difesa a priori dello sviluppo come lo intendeva Pasolini, ovvero sfruttamento, che occasionalmente prende corpo in atti persecutori contro alcuni testimonials per l'ecologismo (come Greta Thumberg); una cattiva conoscenza dei problemi di trans, lesbiche e gay, con una idea di normalita' in cui "la donna sta sotto e l'uomo sta sopra".  

Ho effettuato l'acquisto del libro online nel 2020, senza capire subito cosa fosse. Quindici minuti volevo disdire l'ordine: hanno detto che era gia' in viaggio.

Ho avuto l'impressione che volessero sbarazzarsene subito, proprio per evitare ripensamenti da parte del cliente.

 

large.4bd8bdb7a7e697ab9826c1703ceb53b5.jpg.7c55d05861fdb4e3d865f192f6bfdc37.jpg

Il libro:

Gianluca Pietrosante,

"Obstinate Contra", Passaggio al Bosco.

 

 

 

large.4618ad0525a2474649200b23e4d27fe9.jpg.725b6b58fa1574af344dc81d6d006468.jpg

 

Edited by Great Starred
Link to comment
Guest Great Starred

Posted (edited)

large.2edb64e2c9ce544d59d0d29ec0cee999.gif.380e463a1eb7e420fa0e6e649d51c298.gif

 

Nel Giugno 2006 usci' negli Stati Uniti "Fun Home", una graphic novel autobiografica di Alison Bechdel. Lesbica e attivista, la Bechdel ha descritto con toni tragicomici i motivi del cattivo rapporto che ebbe con il padre in una vicenda che e' anche la storia della loro azienda, servizi di pompe funebri.😅

"Fun Home" ha avuto una trasposizione cinematografica e un musical, ha vinto i Glaad Media Awards, ma anche e' rimasta famosa per la teoria della Bechdel sui dialoghi dei film (estesa poi al fumetto). L'autrice ha notato come le conversazioni tra donne siano in realta' molto poche, e che spesso il personaggio femminile finisce per parlare di un uomo, anche se non ce ne sarebbe necessita'. Questo sarebbe un indice di scarsa indipendenza delle donne, sia che applichiamo il concetto in generale, sia che lo restringiamo alla personale convinzione del regista/fumettista, il quale pero', in misura piu' o meno maggiore a seconda della sua popolarita', ha il potere di divulgare le proprie idee attraverso il cinema.

La donna non viene rappresentata con una vita propria, separata da quella del compagno, ma puo'/ sa parlare solo di persone, oggetti e situazioni ricollegabili al marito/padre/fratello. 

large.60f38f578957a168640d9082f4bf560d.jpg.417cc210e2d90df76e835deca44da194.jpg

Nel suo libro "Senza chiedere il permesso", Lorella Zanardo ha esaminato la maniera in cui le donne sono rappresentate nel piccolo schermo (e, per estensione, nel cinema e nell'animazione). 

L'attrice o il personaggio femminile vengono inquadrate partendo dai piedi, con movimenti di macchina lenti, verso l'alto fino alle natiche, il busto, le spalle e infine la testa. 

L'uomo o il personaggio maschile non viene mai presentato in questo modo, a meno che non ci siano esigenze di copione, come svestire i panni della persona comune per indossare quelli da supereroe (ma in realta' la vestizione avviene con altri piani sequenza, si veda Saint Seiya e Samurai Troopers). Generalmente, l'uomo viene inquadrato a mezzo busto, faccia a faccia con lo spettatore e, al contrario della donna, ha modo di parlare di se', o dei suoi sentimenti e intenzioni in quel momento.

Il motivo per cui gli uomini non vengono inquadrati nello stesso modo di una donna e' facile da capire. Perche' la telecamera rivela uno sguardo "predatore" che e' una peculiarita' maschile.

Il fatto che anche alcune registe facciano riprese di questo tipo sulle attrici, o che occasionalmente le spettatrici possano apprezzare queste riprese sul corpo di charachters femminili, e' interessante ma siamo gia' in un altro argomento. La domanda e'... PERCHE' le donne devono apparire in questo modo, mentre (in apparenza) agli uomini viene concesso maggior rispetto? 

I riferimenti si trovano nel libro di Lorella Zanardo da pag 170 a pag. 174. Divertitevi a confermare o negare queste dichiarazioni di volta in volta, visionando i programmi Tv trasmessi o leggendo l'ultimo fumetto uscito. Puo' essere che la situazione descritta per la prima volta nel 2012 non sia piu' attuale...

 

Edited by Great Starred
Link to comment
Guest Great Starred

Posted (edited)

large.28a230cc2b8abff53694378c87ac3bf6.jpg.66f6275d44daeac6f767108e3828ec52.jpg

LA DIVISIONE DEI COMPITI.

In principio, l'organizzazione della societa' si fondava sulla parentela. A seconda della nostra eta', del sesso di appartenenza, del grado di parentela ci veniva affidato un compito diverso. Tuttavia pietre e metalli venivano lavorati da uomini e, se il mito ci tramanda figure di amazzoni con l'arco teso, costruire un arco era compito riservato ai cacciatori.

I miti narrati nei villaggi sostentati dalla caccia privilegiavano dei ed eroi. Le dee guerriere (Atena) cacciatrici (Artemide) e le eroine come Atalanta o la regina amazzone Camilla, sono comparse nell'immaginario delle prime societa' stanziali; infatti, i cittadini non dipendevano piu' dalla caccia ma dall'agricoltura, quindi c'era meno competizione basata sulla forza fisica e sui ruoli maschili e femminili. I miti delle origini vennero raccolti e scritti molto piu' tardi da Esiodo, nel VIII secolo.

E' importante capire che la religione faceva parte integrante della vita pubblica e privata. Cio' che noi consideriamo "miti" erano le divinita' in cui si credeva all'epoca. Percio' non possiamo aspettarci invenzioni letterarie, o liberta' espressive dal punto di vista stilistico: sarebbe stato visto come un inutile personalismo e un'offesa verso il sacro. Al massimo ne possiamo trarre un insegnamento morale intorno alla vita quotidiana di allora.

Le donne nella Grecia classica, tra il V e il III secolo a. C, venivano relegate nel gineceo (cosi' chiamato perche' vi erano ammesse soltanto loro e i figli piccoli), dove lavoravano in qualita' di mogli, madri, schiave.

Quella greca era diventata una societa' fondata sul commercio, ma anche sul lavoro "gratuito" di persone in posizione subalterna (donne, schiavi, bambini poveri). Nel tempo, tra i Sumeri ed i Persiani l'antichissimo ruolo di sacerdotessa si era trasformato in quello di concubina negli harem sacri. Il gineceo era simile, per principio ma non per funzione, all'harem dei sovrani persiani: si basava sul principio della separazione dei sessi.

Entrambe le culture, greca e persiana, reagirono all'incomunicabilita' tra i sessi idealizzando l'amore tra uomini.

A Sparta, societa' militarizzata che imponeva pasti nella sala comune e toglieva alle madri i bambini che avessero compiuto sette anni, pare ci fossero eserciti formati da coppie.

Eserciti che si dicevano invincibili.

Questo tipo di racconti di eroismo, pero' venivano quasi sempre dagli spartani, che in effetti vivevano in citta "chiuse" (autarchia). Pochi potevano visitare Sparta e verificare quanto ci fosse di vero. Si sa per certo che i bambini erano strappati alle sottane della mamma e messi nel dormitorio comune con uomini adulti, costretti a procurarsi il cibo da soli. Difficile pensare che facessero i salti di gioia.

Talvolta si parla di "amore greco" per riferirsi alla relazione tra due uomini adulti, come la intendiamo noi europei. Non c'entra nulla.

Per i greci, il matrimonio era inevitabile e comunemente accettato, ma allo stesso tempo un uomo poteva avere una relazione con un altro, senza vedere in questo ne' una contraddizione ne' un tradimento...

 

La consuetudine era di intrecciare un rapporto (non necessariamente ed esclusivamente omosessuale) con un uomo piu' giovane, ma di interromperla quando egli avesse raggiunto l'eta' per sposarsi. La condizione di inferiorita' della donna (economica, sociale, legale) non permetteva un rapporto "intellettuale" e la socialita' tra maschi poteva avere un aspetto sessuale. Spesso e volentieri la liberta' sessuale consentiva l'emancipazione femminile: le etere, che offrivano la loro compagnia agli uomini, erano piu' istruite delle donne sposate.

E' proprio lo stato di inferiorita' femminile sancito dalla legge a incoraggiare l'omosessualita'. Il terreno, la casa, il denaro appartenevano all'uomo, il quale poteva decidere a chi lasciarli in eredita'. Mogli e figlie erano ritenute "parti" della proprieta',del latifondo. 

Alle donne veniva tolta la possibilita' di conoscere altri uomini a parte il padre e il marito, altrimenti potevano innamorarsi di qualcuno, rimanere incinte e compromettere cosi' la discendenza.

Adeguandosi al modello maschile, anche le donne onorate cominciarono a pensare che chi usciva troppo spesso di casa era una poco di buono, e che l'istruzione femminile andava lasciata alle prostitute. Una donna non poteva imparare a leggere se, avendo molti figli, doveva occuparsi di loro. Essere pallida per la lunga "prigionia" volontaria divenne una caratteristica delle donne di buona famiglia, mentre una donna troppo abbronzata risultava volgare. Non e' un caso se le pitture antiche rappresentano fanciulle bianche come un giglio e uomini dal colorito grigio o quasi rosso.

Peraltro, e' difficile che una donna sempre chiusa in casa, nervosa per le continue gravidanze e affaticata dai lavori domestici possa dare una buona educazione ai suoi ragazzi... ma questi sentimenti sono di la' da venire! Si comincera' a parlare di controllo delle nascite nel 1870, in Inghilterra.

 

 

 

 

Edited by Great Starred
Link to comment
Guest Great Starred

Posted (edited)

L'isterismo e' una nevrosi da sempre considerata esclusivamente femminile, caratterizzata da stati emozionali intensi e da attacchi parossistici molto teatrali. La parola deriva dal greco Hystera che significa "utero". (Cit. Wikipedia). Diversi i sintomi e le cure, ma fino all'Ottocento si consigliava il matrimonio (vale a dire, lo stupro legalizzato). 

La donna, in sostanza, veniva considerata "vittima" della propria natura votata alla procreazione, succube del maschio, e si riteneva che una prolungata astinenza sessuale potesse portarla alla pazzia (gli psichiatri non hanno lasciato scritto cosa pensassero del voto di castita' delle suore).

Mai del tutto responsabile di se stessa, la donna aveva bisogno di una guida maschile.

Ci volle il neuropsichiatra francese J.M. Charcot per prendere in considerazione che l'isteria poteva colpire gli uomini, e poteva avere cause psicologiche (allontanare il paziente dai propri stessi familiari comportava un notevole miglioramento). Tuttavia, le ricerche di Freud sulle testimonianze di Charcot sembrarono riconfermare l'isterismo come disturbo femminile.

In quanto categoria sociale con piu' doveri che diritti, la donna condivideva in parte il destino degli afroamericani, di cui si diceva che non avessero capacita' intellettuali per poter essere cittadini, percio' non avevano diritto di voto.

Negli ultimi tempi, sta uscendo in lingua italiana un sorprendente numero di omegaverse. Ricordiamo che un Omega e' un uomo molto vicino allo stato animale, in quanto emette feromoni quando va in calore, percepibili da un maschio Alpha che si trovasse nelle vicinanze... La natura di un Omega e' quella di procreare, percio' corre spesso il rischio di essere aggredito sessualmente da un Alpha, a sua volta "soggetto" a simili istinti (gli uomini normali non sono contemplati in questo tipo di manga).

E' vero che, come nel Pon Farr di vulcaniana memoria, ognuno ha un atteggiamento diverso davanti ai suoi istinti. Tuttavia, avrei delle obiezioni sulla maniera, francamente antipatica, in cui certi omegaverse vanno a costeggiare la questione femminile (o persino concetti simili all'apartheid).

Nel manga "Fatti Odiare", l'Omega della situazione fa l'inserviente in una scuola. Viene lasciato intuire che Naoto ha dovuto interrompere gli studi a causa della gravidanza, ma poi veniamo a sapere che tanti Omega fanno lavori umili pur senza avere figli. Viene evidenziata l'emotivita' del protagonista e il bisogno fisiologico di avere un compagno, da qui l'incapacita' di occupare ruoli di comando.

Alla lunga si ha la sensazione che stiamo parlando di una donna sotto mentite spoglie ma, dal momento che Naoto non appare come tale, eventuali proteste verrebbero subito messe a tacere. Un modo un po' scorretto di sancire l'inferiorita' femminile, anche perche' i manga omegaverse sono destinati a un pubblico di donne.

Come se non bastasse, Naoto si pone spontaneamente e continuamente in condizione di inferiorita', ricordando a chiunque il proprio status sociale basso (e persino mettendo in imbarazzo delle persone).  

E' inevitabile pensare alla condizione della gente di colore in Sudafrica, il cui linguaggio e la mentalita' dovevano essere simili... 

Vedere la discriminazione come inevitabile diventa il punto di partenza per l'accettazione di se'. Questo e' favorito da una terminologia fantasy collaudata e consolidata nel tempo (chi legge questi manga per la prima volta, inorridisce, gli altri non ci fanno piu' caso).

La popolarita' di questo genere sarebbe molto minore, se si usassero le parole "autentiche"  che stanno all'origine dell'universo Omega.

 

Il motivo per cui alcune battute sarebbero impronunciabili nel mondo reale (ma anche nel multiverso di generi piu' normali) dipende dal fatto che "Fatti Odiare" e' realizzato come un manga d'azione. Ed e' una pessima scelta. L'introspezione e i monologhi sono ridotti al minimo. I personaggi finiscono per dire tutto cio' che pensano, o addirittura cio' che pensa l'autrice. Parlare dei propri sentimenti davanti al nostro aguzzino non e' una cosa naturale (puo' succedere solo se siamo rinchiusi e ci viene la Sindrome di Stoccolma, o se lo stronzo della situazione e' l'ex marito).

La situazione cambia se davanti a vittima e stupratore si trova il pubblico: il vero destinatario del messaggio.

Il dialogo serve a dimostrare qualcosa al lettore...ma, se la scena e' piena di forzature, l'efficacia del messaggio e' molto sminuita.

 

L'omegaverse e' vietato ai minori...tuttavia, per molti aspetti, lo si direbbe un filone ricco di elementi infantili.

large.f1075f72cff1ed8261f6d62d9862b6bc.jpg.d50e8f45c29f90023dbb901bbfb3adca.jpg

"Fatti Odiare" volume 1/2

Hijiki, Star Comics (in corso).

Edited by Great Starred
Link to comment
Guest Great Starred

Posted (edited)

Comincia da oggi il lento e faticoso recupero delle discussioni boicottate nel sito. Spero, in questo modo, di non avere piu' interferenze da parte dei Troll, o almeno di poterle gestire meglio. 

Chi persiste nello stesso comportamento, verra' incluso nel meme sul nonno di Heidi, in una specie di "lavagnetta" dei cattivi. Chi torna ai sei anni di eta', si aspetti la logica conseguenza.

Gli altri utenti sono, come sempre, i benvenuti.

 

large.824f6655825bb4c192465ec8d5832316.jpg.d0cfb5e9167607e2039459f73bb0a1a8.jpg

Edited by Great Starred
Link to comment
Guest Great Starred

Posted (edited)

Titolo: NIENTE DI NUOVO DAGLI STATI UNITI?

Tema: l'aborto.

Ci sono notizie che, pur restando sotto gli occhi di tutti, vengono sistematicamente ignorate o minimizzate. La negazione di un diritto gia' aquisito, come l'aborto negli Stati Uniti, e' una di quelle. 

Purtroppo, c'e' ancora una visione revanscista della cosa, come se abortisse solo chi fa una "vita allegra", o come se questa sottrazione di un diritto a una determinata fascia di popolazione tenesse al sicuro le altre, per scaramanzia. Al contrario, questo non e' stato il primo tassello di un sistematico sgretolamento della solidarieta' sociale e, probabilmente, non sara' l'ultimo.

Madeleine Pelletier, donna indipendente e psichiatra, fu una delle prime sostenitrici dell'aborto e pago' caro il suo gesto. Wikipedia trascrive solo in parte la sua biografia, omettendo le ragioni che le hanno procurato la detenzione. Aiuto' una ragazza che fu violentata dal fratello. Secondo la legge dell'epoca, la ragazza avrebbe dovuto tenere il bambino.

E Wikipedia parrebbe d'accordo, visto che col suo silenzio difende tale legge.

https://www.bonculture.it/?s=Madeleine+pelletier

https://it.wikipedia.org/wiki/Madeleine_Pelletier?wprov=sfla1

L'inserimento di questa rubrica comporta una diminuzione dell'importanza del topic principale, "modelli di comportamento nello spettacolo". Anche se la colpa non e' mia (mi hanno tolto da tre discussioni in pochi giorni) vedro' di essere coerente malgrado tutto, andando in cerca dei riferimenti e delle relazioni con programmi tv, film e fumetti. Cercando di capire se e in che modo abbiano influenzato la societa' e le decisioni politiche.

Edited by Great Starred
Link to comment

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
×
×
  • Create New...

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use.