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Smurfette

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Gallery per appassionati😆😁sul fantastico mondo dei Puffi, con un occhio di riguardo per la Puffetta.

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Guest Great Starred

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La teoria del sociologo Karl August Wittfogel, ancora in larga parte condivisa nonostante le imperfezioni, e' che le prime societa' umane si siano organizzate in un centro - da cui la citta' come la conosciamo oggi. Questo era necessario, perche' il sovrappiu' di risorse accumulate andava ridistribuito attraverso il magazzino comune, ma era il sacerdote del tempio ad avere i mezzi (prestigio caratterizzato dall'eta',conoscenza in base all'esperienza) per persuadere i cittadini a collaborare spontaneamente, non dietro coercizione.

Il villaggio dei Puffi e' come sospeso nel tempo, ad uno stadio della societa' per cui Grande Puffo rappresenta il sacerdote, Quattrocchi esce sempre sconfitto e preso a calci, perche' la cultura libraria che propone e' sempre autoreferenziale, mai veramente utile, mentre tutte le novita' vengono respinte (oppure hanno bisogno di un periodo di prova prima di integrarsi nella vita del villaggio, come Puffetta). Nelle storie dei Puffi non esistono divinita',tranne Madre Natura (che non si aspetta di essere adorata),ma i ruoli che i protagonisti ricoprono sono gli stessi delle societa' antiche.

Le prime capitali erano il fondamento di una societa' teocratica in cui il cibo e le materie prime in eccesso potevano essere equamente divisi tra tutti i cittadini, oppure offerti in sacrificio al divino... L'essenziale era che la gente percepisse la propria dipendenza dalla citta' come inevitabile: molto tempo dopo, nel Medioevo, questo si concretizzo' nel mulino come unica possibilita' di macinare il grano, poiche' nascondere pestelli individuali ne comportava la distruzione e la punizione del colpevole. Realta' che, se pure puo' essere intravista dai Puffi, non li sfiora minimamente nella loro incorruttibile fiducia nel Grande Puffo. Benche' Puffi ed umani vivano nello stesso medioevo, la miseria e l'egoismo degli omini blu sono incidenti di percorso che non lasciano tracce:la buona volonta' e l'intima bonta' d'animo riporta lo stile di vita del villaggio al suo stato originale.

Le societa' teocratiche dei primordi concentravano tutte le proprie maggiori attivita' nella gestione delle risorse idriche, fondamentali per la sussistenza e la coltivazione, percio' sono chiamate da Wittfogel "civilta' idrauliche". In questo aspetto, i Puffi sono sicuramente una "civilta' idraulica": una volta su due apportano riparazioni o modifiche alla diga, ma vengono risparmiati dalle amarezze che comporterebbe l'offrire in sacrificio alle divinita' una parte delle proprie risorse, poiche' non e' la religione a dare coesione sociale, ne' la magia circoscritta al Grande Puffo, il quale la usa solo in caso di necessita'.

Il villaggio dei Puffi, insomma, sarebbe un anacronismo e un'utopia. Contiene elementi reazionari e progressisti, spesso presentati nella stessa storia e non stupisce che, nonostante il palese intento satirico, ci siano ancora persone che se la prendono per un motivo o per l'altro. E tuttavia, come per ogni cosa, prima di bruciare un libro sarebbe meglio leggerlo, anche se si tratta di un albo a fumetti.

Negli ultimi anni, a causa della morte di Peyo, il modello di societa' idraulica che i Puffi hanno seguito con successo e' venuto un po' a mancare.

Come sappiamo, ogni novita' e' sempre durata poco tra le minuscole creature blu: se l'intenzione e' quella di portarle al passo coi tempi, bisogna vedere quale sara' il risultato, o se non si concludera' piuttosto con lo snaturare il senso stesso delle storie. 

 

Bibliografia minima:

"Il dispotismo orientale",Karl August Wittfogel.

"Il libro nero dei Puffi. La societa' dei Puffi tra stalinismo e nazismo",Antoine Bueno.

Albi rappresentativi:

"I Puffi Neri",

"La Puffetta",

"Il Puffo finanziere",

"La minaccia Puffa",

"I Puffi poliziotti".

 

 

Edited by Great Starred
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