Jump to content

Leaderboard

Popular Content

Showing content with the highest reputation since 04/19/2026 in all areas

  1. Volevo scusarmi con @Shito e @Gendo91 per non aver ancora risposto ai loro messaggi e non aver continuato con i commenti. Purtroppo in questo periodo la "real life" è stata molto impegnativa e stressante, e non sono riuscito a continuare la visione di Eva. Però non me ne sono dimenticato, e prometto che a breve tornerò attivo.
    3 points
  2. (appunti di "metà bassa" di una articolo per il magazine in attesa di completamento da più di un lustro) ---- Il dizionario interno di un'opera narrativa: disambiguazione terminologica In un testo narrativo si possono sempre riconoscere, distinguere e quindi enucleare delle parole chiave elette dall'autore. Sono parole che magari nella lingua d'origine hanno una gamma semantica anche vasta, ma in un particolare testo divengono spiccate, specifiche. In questo senso, per parlare più concretamente, la lingua utilizzata da Miyazaki Hayao è sempre molto, molto più codificata di quella utilizzata da Takahata Isao, per l'ovvia ragione che Miyazaki crea opere di fantasia, e quindi universi con i loro concetti chiave e le loro codificazioni. In verità, lo steso regista ha poi esplicitamente rinnegato questa logica creativa di mondi narrativi (ma erano già i tempi di Howl), ma resta che i suoi mondi fantastici sono universi con delle loro regole, dei loro equilibri, il che è proprio tipico della narrativa fantasy. Al contrario, la difficoltà maggiore nei film di Takahata è la profonda cifra stilistica culturale dei suoi testi. Takahata è stato un artista imperialista del linguaggio quanto e più di Miyazaki, ma lungo strade diverse. la difficoltà maggiore insita nei testi dei film di Takahata è la loro profonda cifra stilistica e culturale, mentre le difficoltà nel lavorare alle localizzazioni dei film di Miyazaki sono legate soprattutto al fatto che lui fa un uso del tutto personale, fantasioso e autolegittimato della lingua giapponese. Del resto persino in un film dedicato a un pubblico per bimbi in età prescolare come Ponyo, non è che Miyazaki Hayao si sia guardato dall’inserire una battuta con arcaismi scientifici presi di peso da un romanzo di Natsume Souseki (ovvero Io sono un gatto, nel caso specifico), dove troviamo un ormai a dir poco desueto concetto di "fattore (genetico ereditario) inferiore" (劣等因子, "rettou-inshi") in luogo del moderno e corrente "fattore (genetico ereditario) recessivo" (劣性因子,"ressei-inshi"), per esempio. Nei testi di Miyazaki Hayao ci sono sempre stranezze del genere, e ci sono sempre state, al punto che nel commentario audio (giapponese) del film Nausicaä della Valle del Vento l’aiuto-regista del lungometraggio Katayama Kazuyoshi e l'acclamato Anno Hideaki, amico e allievo storico di Miyazaki, si chiedono esplicitamente "come mai Miyazaki utilizzi per i suoi dialoghi un linguaggio tanto ricercato" per poi convenire che è proprio Miyazaki stesso a parlare spesso in una maniera vezzosa e infine concludere che "però questo da un sapore particolare ai suoi film". Proprio in questo senso, è Mononoke Hime è persino paradigmatico: come si vedrà in dettaglio più avanti, al suo interno ci sono cose del tutto vagheggiate (un villaggio Emishi in epoca Muromachi, i jibarashi, i kodama rappresentati in quel particolare modo, l’uso della parola "shishi" intesa col significato della sua antica lettura di "shika" in Shishigami, e altre ancora, fino a giungere all’uso di un kanji che in giapponese si considera inesistente nella lingua corrente. Nel testo figurano molti concetti e denominazioni spiccate, anche al di là delle quali tutto il resto è riccamente costellato di usi puntuali e discrezionali di parole precise, di registri lessicali discrezionalmente impiegati per connotare sottilmente vari personaggi, situazioni e rapporti. In altre parole, proprio Mononoke Hime in particolare è una delle opere di Miyazaki Hayao con la lingua più ricca e più codificata al tempo stesso, forse la più connotata fra tutte quelle dello stesso autore, e naturalmente tutto ciò definisce grandemente la cifra stilistica del film stessi e dei suoi dialoghi. In un simile ambito di utilizzo specifico di una lingua naturale all'interno di una narrazione fittizia, una mia tipica idea è quella di "disambiguare" le parole che costituiscono il dizionario specifico codificato dall'autore all'interno della sua opera, ovvero di rispettare e conservare le "variazioni" e le "permanenze" (lessicali, anche se sto usando una terminologia analitico piuttosto matematico, come si vede). Dunque una delle mie "bizzarrie" è enucleare il contenuto semantico preciso "per aree" del testo originale, e cercare una corrispondenza idealmente biunivoca di resa interlinguistica dei termini chiave così individuati. Questo tipo di "univocità e disambiguazione" lessicale, volta a creare una corrispondenza precisa sull'originale, mira a preservarne la cifra stilistica: ciò che è uguale nell'originale (permanenza) tale vorrebbe restare nell'adattamento italiano, ciò che è diverso (variazione) così si vorrebbe preservare. Tuttavia, questo tentativo non è mai perfettamente realizzabile. Anzi, non è mai perfettamente possibile, perché la semantica non parte da una radice interlinguistica comune, le aree semantiche delle parole non combaciano mai perfettamente tra una lingua e un'altra, quindi non si riuscirà mai a trovare una perfetta corrispondenza biunivoca tra le parole di due lingue diverse. E naturalmente anche la forzatura a cui si può sottoporre un testo tradotto, adattato, localizzato dovrà per forza trovare un suo limite, perché anche questo intento, questo 'puntiglio semantico terminologico filologico' (o come dir si voglia) deve essere sempre un mezzo per la fedeltà di resa del testo del suo contenuto e del suo stile, non un fine in sé stesso. Di conseguenza, la ricerca di disambiguazione terminologica è innanzitutto un qualcosa che viene condotto e attuato internamente a ciascun singolo testo, ovvero copione, non già in toto su una data lingua straniera di partenza. In altre parole, non esiste una mia "tavola delle disambiguazioni del giapponese", ma soltanto le "tavole delle disambiguazioni" di ciascun film su cui ho lavorato. Perché, come dicevamo, ogni ogni film è diverso e fa un uso della lingua diverso, specifico del suo autore e di quella specifica creazione di quell'autore. In secundis, anche all'interno di una stessa opera, la disambiguazione lessicale non sarà mai totale, assoluta, completa, perché questo intento comporterebbe in nefasto deragliare della resa linguistica di base. Difatti, se si analizzano profondamente i testi che ho prodotto negli anni per i diversi copioni dei vari film Ghibli – e qualcuno l'ha fatto e lo fa seriamente, tipicamente per scrivere tesi e tesine, in vari ambiti e a vari livelli – si noterà che non esiste mai una "quadratura perfetta della terminologia" neppure all'interno di un dato copione. Volendo cominciare ad esemplificare un po': nel lungometraggio intitolato Mononoke Hime c'è un villaggio e un protagonista di etnia emishi, che nella dinamica della narrazione fungono da ideali 'buoni selvaggi' del tutto ricollocati in un'epoca storicamente impropria dalla fantasia dell'autore, e solo nel loro villaggio per indicare le ragazze viene usato il termine un po' arcaicizzante "otome" (donzelle). Per contro, solo il protagonista Ashitaka usa in tutto il testo del film il termine più comune, ma comunque un po' elegante, di "shoujo" (fanciulla). Tuttavia, a latere di simili specificità, restano ovviamente anche usi meno specifici della lingua, che non possono essere univocamente spiccati, come tipicamente 'ko', che indica genericamente il concetto di bambino/cucciolo/piccino. Quanto sopra esposto sta a significare che sì, anche se quella che considero una mia linea di pensiero fondamentale mi pare comunque un po' troppo netta per essere rigidamente applicata come una regola di pratica generale, che invece risulta nei fatti costellata, e quindi intaccata, da mille eccezioni particolari. Più semplicemente, penso che una qualsiasi regola anche di brillante logica e buon senso non sia comunque un dogma. Altrimenti, dovendo una giusta regola volersi finalizzata a un assennato scopo, la regola perderebbe la sua stessa ragion d'essere diventando – per l'appunto – fine a sé stessa. Si tratta di una cosa che mi sono sempre sforzato di evitare. E difatti, un'altra cosa che mi sono sempre sforzato di evitare, contrariamente a quello che dicevo essermi talvolta imputato dai detrattori del mio operato professionale, è sovrascrivere una presupposta connotazione stilistica alle opere su cui opero. E per andare infine a specificare queste tediose note introduttive, chiudo nuovamente e definitivamente una solfa già sin troppo reiterata, per addentrami nell'effettivo merito della resa linguistica del film i oggetto, a cominciare da... ...la Principessa Spettro, gli spettri, i loro affini (e non) Finalmente arrivati a parlare dell'adattamento e del doppiaggio italiano da me curato di Mononoke Hime, ovvero giunti al vero punto di svolta di questo lungo approfondimento in due parti, il discorso riprende le sue più intime e precise fila proprio dal titolo del film. A tale riguardo, per quanto concerne la puntuale, genuina e corretta traduzione, ossia il reale significato, della parola もののけ ("mononoke"), si è già specificamente detto e credo esaurientemente elaborato nell'introduzione di questo stesso articolo, proposto in apertura della metà alta. Pertanto, il discorso procede qui con la susseguente tematica dell'utilizzo di quel termine all'interno del testo dello specifico film originariamente intitolato もののけ姫 (Mononoke Hime), che si connota più propriamente come una questione di adattamento, e che in tale ottica dev'essere dunque affrontata. Ebbene, è innanzitutto palese che la parola もののけ ("mononoke"), che in sé significa "spettro, spettri" è stata usata dal regista quanto più estensivamente in questo suo film. Naturalmente Miyazaki Hayao ha impiegato questo termine un po' arcaico e letterario in un modo tutto suo, ridefinendolo un po' secondo le visioni e le intenzioni sue proprie, come ci si può tipicamente aspettare da un autore sovrano assoluto della sua opera, ma anche nella sua creazione narrativa la parola "mononoke" resta in sé un nome comune, non un nome proprio, così come nella lingua giapponese standard. Dunque bisogna innanzitutto rilevare che nel lungometraggio in oggetto questo nome comune indica non un personaggio, non una singola creatura, ma tutto un genere, una classe di creature. A farne parte ci sono innanzitutto i piccoli "kodama", ovvero gli innocui, simpatici e iconici spiritelli del bosco, che sono definiti come "spettri" ("mononoke"): vengono esplicitamente chiamati così per prima cosa dal personaggio di Kouroku, che si riferisce terrorizzato proprio ai kodama solo come "mononoke" (genericamente: "spettri"), e sarà invece Ashitaka, di antica cultura emishi, a chiamarli propriamente "kodama". Altrettanto, nel film sono genericamente riferiti come "spettri" (sempre "mononoke") anche tutte le enormi bestie divine che risiedono nei boschi: cani selvatici, cinghiali, oranghi – che all'interno del film compaiono tutti come animali parlanti. E naturalmente la protagonista femmminile San viene chiamata dalle persone che le si oppongono come "la Principessa Spettro", ovvero proprio quel "Mononoke Hime" che fa da titolo al film stesso. Quindi la protagonista si chiama propriamente San, ma viene chiamata dai suoi avversari umani con la denominazione di "Mononoke Hime", ossia "la Principessa Spettro". E attenzione, quando viene così riferita per la prima volta all'ignaro protagonista, la sua comprensibile incomprensione conduce a una spiegazione chiara e tonda a beneficio di lui e del pubblico tutto: verrà detto da una serafica Eboshi che: "È una povera ragazza a cui i cani selvatici hanno sottratto l'animo...!". Si noti che nella battuta in questione Eboshi parla proprio di "Principessa Spettro", non di "Principessa degli Spettri", ovvero intende e si intende che la fanciulla in questione sia lei stessa [diventata] uno spettro. E a conferma di ciò, la medesima Eboshi chiosa poi lo stesso dialogo dicendo esplicitamente che "Se gli antichi dèi scomparissero [...] anche la Principessa Spettro tornerebbe umana". Si noti inoltre che quando sarà Ashitaka a chiamare San usando un "titolo" (perché ignora ancora il vero nome della ragazza), userà invece la forma genitiva "principessa dei cani selvatici" (in giapponese: 山犬の姫, "Yamainu no Hime", dove il kana di "no" [の] è proprio la particella genitiva), così non risultando offensivo o spregiativo. Anche questo fa notare come le due forme di denominazione (apposizione e specificazione) della protagonista siano entrambe presenti e accuratamente discriminate nel testo originale giapponese del film, e così parallelamente in quello da me adattato. Quindi, innanzitutto, "spettri" (iniziale minuscola) e "Principessa Spettro" (iniziali maiuscole): procedendo da questi primi chiarissimi punti fermi si può senza dubbio convenire sul dato di fatto oggettivo che, all'interno di una sua propria opera, Miyazaki Hayao ha deliberatamente ridefinito il termine arcaico もののけ "mononoke", il quale da dizionario indicherebbe propriamente "lo spirito di un defunto che tormenta, possiede, perseguita i vivi, eventualmente conducendoli alla morte", mentre nel film in questione è genericamente riferito, attribuito, utilizzato a significare "gli spettri", nel senso degli spiriti di vegetali e animali, o animali di antica stirpe dalla stazza e dalle capacità che oggi diremmo sovrannaturali, che abitano e animano la natura ancora incontaminata degli inviolati boschi montani nel Giappone dell'epoca Muromachi. Si tratta di una ridefinizione da nome comune a nome comune, con deliberata e schietta variazione di significato. Per questa ragione, è opportuno se non doveroso che la parola "mononoke", sempre e comunque un nome comune, venga tradotta all'interno di una traduzione del testo che la contiene, e che in questo caso sia tradotta semplicemente come "spettro, spettri", per il suo significato originale e per il modo in cui è stata ridefinita ed utilizzata all'interno del testo in questione. Come si accennava, proprio tale precisa resa linguistica potrebbe considerarsi la pietra fondativa dell'intero adattamento fedele e corretto in lingua italiana del film Mononoke Hime. Si tratta del caso primario, più importante e più rappresentativo, che per di più era stato mortalmente travisato e mistificato nel primo adattamento italiano, nel cui testo la parola "mononoke" era non solo stato mantenuto in lingua giapponese, ma usato come ulteriore nome proprio della protagonista San. La corretta traduzione, e quindi il corretto adattamento, del termine "mononoke" è quindi un caso più che mai esemplare e paradigmatico, anche perché la sua unicità non significa affatto che nella stessa opera non vi siano altri casi linguistici del tutto analoghi, e infatti sono numerosi i termini comuni che vi figurano utilizzati per definire concetti affini a quello di mononoke/spettro ma tutto sommato meno precipui, sempre e comunque situati al crocevia (fantasizzato) degli ambiti del naturale, soprannaturale, storico e folkloristico. Anzi, a ben vedere ce ne sono persino molti, il cui uso nel testo originale è sempre precisamente discriminato, e che ho quindi inteso riprodurre con scrupolo altrettanto preciso nel mio adattamento italiano. Per esattezza e completezza, nel film si parla distintamente di: spettri [ もののけ mononoke ] fantasmi [ 幽霊 yuurei ] spiriti [ 精 sei ] demoni [ 夜叉 yasha ] mostri [ 化け物 bakemono ] mostruosità [ おばけ obake ] orchi [ 鬼 oni, usato nel testo solo in senso metaforico ] dio, dèi [ 神 kami, talvolta reso come "divinità" nei costrutti ] dio maligno [ タタリ神 tatarigami ] divinità furiosa [ 荒ぶる神 araburu-kami ] maledizione [ 呪い noroi ] nume [ 主 nushi, usato anche come suffisso ] essere sovrannaturale [ 鬼神 kishin ] kodama [ コダマ kodama ] individui, creature [ 物 mono ] animali [ 生き物 ikimono ] belve [ 獣 kemono ] scimmie [ 猿 saru ] oranghi [ 猩々 shoujou ] cani selvatici [ 山犬 yamainu ] dèi-cane [ 犬神 inugami ] cinghiali [ イノシシ inoshishi ] dio-cinghiale [ 猪神 inoshishigami ] cervo [ 鹿 shika ] bestie [シシ shishi ] bestia rossa [ アカシシ akashishi ] dio-bestia [ シシ神 shishigami ] dio della morte [ 死に神 shinigami ] Deidarabocchi [ ディダラボッチ Deidarabocchi ] Come si vede, si tratta di una prima lista terminologica "tematica" che è già piuttosto nutrita, eppure riferita a una sola delle "area semantiche" del "dizionario specifico" impiegato dall'autore all'interno di questo suo singolo lungometraggio: si tratta infatti della sola lista di termini specifici relativi ai nomi e denominazioni di creature, sovrannaturali o non proprio tali, presenti e riferite all'interno del testo della narrazione. Dietro alla resa di adattamento italiano di ciascuno di questi termini, dal più complesso al più banale, sono state condotte e coordinate lunghe ricerche e molta analisi, riflessioni, a volte più ripensamenti e in ogni caso specifici confronti tra vari soggetti coinvolti nel lavoro. Detto ciò, di certo non sarebbe pensabile, né interessante, riportare in questa sede la totalità dei ragionamenti e delle motivazioni che si celano nell'ombra di ciascuna delle voci riportate anche solo in quella prima lista, tuttavia varrà forse la pena di affrontarne almeno qualcuno dei casi più particolari, più noti, più significativi o comunque esemplari, così da rappresentare un'idea generale della mole e del livello di studio che vi è stato dietro a ogni singola scelta terminologica di adattamento linguistico.
    3 points
  3. Quanto ho odiato che "Ce ne può essere solo uno." sia stato "adattato" come "Ne resterà soltanto uno." – il fatto che la frase sia in ultimo pronunziata quando lui è GIÀ rimasto l'ultimo mi distrusse tutto il film, togliendo senso al "premio" finale. Ovviamente non è che possa esserci solo un immortale, può esserci solo un onnisciente. Amen.
    2 points
  4. Ah, il vero e unico trailer del film: Un tempo, gli uomini uccisero un dio dei boschi. Dal volto umano e corpo di belva, il dio dei boschi che presiede ai recessi di vegetazione: il Dio Bestia. Perché gli uomini l'avranno dovuto uccidere...? La principessa spettro Soggetto - sceneggiature - regia: Miyazaki Hayao "Nelle province a ovest si sta verificando un qualche sinistro accadimento…!" Somma bisavola: Mori Mitsuko Ashitaka: Matsuda Youji "Da qui, procedendo verso ovest e ancora più a ovest, vi è un fitto bosco inavvicinabile dall’uomo…! È il bosco del Dio Bestia!" Bonzo Jiko: Kobayashi Kaoru "Il mio nome è Ashitaka…! Siete voi gli antichi dei che mi è stato detto risiedano nel bosco del Dio Bestia?" San: Ishida Yuriko Kouroku: Nishimura Masahiko "Quello lì chiamerà il Dio Bestia...!" "Il Dio Bestia?" "Se nel bosco entrerà la luce e i cani selvatici si placheranno, questa diverrà una florida provincia…! Anche la principessa spettro tornerebbe umana…! Madama Eboshi: Tanaka Yuuko "La principessa spettro?" "Continua ai prendermi di mira così da uccidermi." Gonza: Kamijou Tsunehiko "E con San che cosa vuoi fare…? Intendi portarti dietro anche quella ragazza?" "Sta' zitto, ragazzino…! Tu potresti curare le pene di quella ragazza…?" Moro: Miwa Akihiro "Mamma… questo è un addio. Io vado a fare da occhi al sommo nume Okkoto." Musica: Hisaishi Joe Tema canoro 'Mononoke Hime': Mera Yosahikazu Nume Okkoto: Morishige Hisaya "Foss'anche che la nostra stirpe perisse per intero… agli umani gliela faremo pagare!" A 13 anni da Nausicaä della Valle del Vento La passione perfino brutale del geniale Miyazaki Hayao soffia violenta per il mondo! Vivi! "Lascia libera quella ragazza…! Quella ragazza è un’umana!" La principessa spettro --------------------------------- NOTA: Per me è davvero incredibile capacitarmi del semplice fatto che da Kaze no Tani no Nausicaä a Mononoke Hime trascorsero solo 13 anni, mentre da Mononoke Hime a oggi se sono trascorsi 29. questo perché, nella mia mente, Nausicaä è "il passato" e Mononoke è "il presente". Così come Macross è "il passato" mentre Evangelion è "il presente". Ovviamente è una cosa tutta mia, legata alle mie personali età, ma davvero la crescita e l'invecchiamento sono cose buffe.
    2 points
  5. Corto amatoriale sul capitolo speciale di Hyoga: Sembra animato meglio di Soul of Gold
    2 points
  6. Devo guardare sto anime di 'mrbiacone
    1 point
  7. Allora, Studio Kai sembra essere in grossi problemi finanziari, e si spiegano molte cose, Snowball Earth 7 Lo scontro procede un po' a rilento, il drama no Risolti subito i dubbi sulla timeline Miglior villain della stagione, i suoi motivi? E' completamente pazzo Tutto il budget nelle espressioni Ecco che tira fuori tutto il suo shinji mentre la situazione è sempre più disperata. Ma bisogna accellerare. Oppure tanto vale fermarsi alle alcolizzate scazzo, Botan Kamiina Fully Blossoms When Drunk 5-6 E si beve, e si cazzeggia, e si beve, e ci si seduce, e si beve, e si va in gita, e si beve Ep 5, e si va al bar, e poi si cucina... "cucina" per modo di dire Millemila inquadrature ad effetto Ep 6, cosa sarebbe lo scazzo pucce senza la consueta gita in montagna? DAI CHE STANNO PER CIULARE, DAI DAI DAI Vabbè, purissimo slice of life ma devi anche avere un bel grappino in mano. Serie anche assai artistica con numerosi cambi di regia, anche eccessivi ma nulla di eccessivamente disastroso come la streamer a parte l'episodio 3
    1 point
  8. Mah! Mi pare che nelle due volte (o forse più? Non ricordo se il primissimo doppiaggio sia andato anche al cinema) precedenti il film sia andato molto bene in sala (l'ultima volta sono andato a due proiezioni). Non voglio dare adito alle solite polemiche, ma non capisco il perché di questo terzo doppiaggio...
    1 point
  9. Scoproo solo ora che Millennium Actress andrà con un nuovo doppiaggio EDIZIONE ITALIANA: ANIME FACTORY (2026) DOPPIAGGIO ITALIANO e SONORIZZAZIONE: MOLOK STUDIOS - Milano TRADUZIONE: GIULIA MAGNI REVISIONE: GIOVANNI BALLARIN DIALOGHI ITALIANI: ELENA ROVATI DIREZIONE DEL DOPPIAGGIO: PATRIZIO PRATA FONICI DI DOPPIAGGIO: ANDREA DALL'Ò, NICOLÒ DI BERARDINO, PIERO MOSCHIONI, GIONA ZANARELLI SINCRONIZZAZIONE: ANDREA DALL'Ò, NICOLÒ DI BERARDINO, PIERO MOSCHIONI, GIONA ZANARELLI FONICI DI MIX: SAMUELE DACCÒ RESPONSABILE DI PRODUZIONE: ANDREA "DEK" DE CUNTO ALCUNE NOTE SUL FILM https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/film/millenniumactress.htm
    1 point
  10. Nuova gnocca in ReZero e cade per Subaru, ovviamente. Ed è enormemente fastidiosa, ovviamente. E parla strano così perché così non dirà un cazzo di nulla, ovviamente. Anche il nuovo tizio mi dà fastidio. Ma perché lo guardo se mi danno tutti fastidio?
    1 point
  11. Sarà Deimos, Zagreus o una delle decine di divinità minori che nessuno conosce. Come appunto Ker, o Kairos
    1 point
  12. Se non esce vai a capire chi è... indossa una Surplice come lei poco ma sicuro. Lei è quel genio che ha resuscitato i 6 gold ricordiamolo.
    1 point
  13. "Innervosito"? Ma scherzi! Ogni interesse e volontà di comprensione e ricerca sono cose preziose e benedette! :-)
    1 point
  14. Spero di non averti innervosito con questa traduzione, non voleva essere una provocazione! Io non sapevo se era giusta o sbagliata è quella che mi ha fornito Google. Grazie mille per la tua! 🙏🙂
    1 point
  15. Hai ragione al 100%! Chi è K'shana? Che Anno si è innamorato di Asuka è un'intuizione del veggente che c'è in te oppure c'è qualche intervista confessione? Indagando sul tuo suggerimento, ho avuto questo risultato, mi sembra pertinente con la tua osservazione: In giapponese, la parola karen (可憐) significa "adorabile", "carino", "delizioso" o "pietoso". Spesso descrive una bellezza delicata, innocente o commovente, tipicamente associata a giovani donne o fiori. Non ha nulla a che fare con lo stereotipo occidentale del nome "Karen", ma è un aggettivo che indica tenerezza. Ecco i dettagli principali: Significato (可憐): Si pronuncia karen (o talvolta kaden) e descrive qualcosa di molto carino, grazioso o che suscita tenerezza. Contesto: È spesso usato nella letteratura, negli anime o nei giochi per descrivere personaggi femminili, specialmente guerriere, con un aspetto grazioso ma una natura forte. Origine: È una parola giapponese nativa, composta da kanji, distinta dall'etnia o dal nome proprio occidentale. Comunque se ti va di fare un piccolo approfondimento su Asuka, su quella che era l'idea originale (Jung Freud è davvero il suo prototipo?) e su come poi si è evoluta, lo leggerò molto volentieri, Grazie! :)
    1 point
  16. Come dicevo, anche in Giappone in genere si considera l'ep16 il vero punto di svolta della serie. Per me a livello contenutistico fin dall'ep12 qualcosa stava cambiando, ma ok. Non credo però che Asuka provi gelosia. Quella è solo apparenza. Asuka ha una forte latenza esistenziale dovuta all'abbandono materno. La sua libido infantile, naturalmente proiettata sulla madre, è stata troncata con l'oggetto della sua catessi infantile – come e peggio di K'shana. Lo si vedrà per bene nell'ep22. Asuka è un groviglio di negazione, rimozione e proiezione. Di formazioni reattive e fattori di conversione. Non so se da principio la "idol" della serie fosse stata pensata così martoriata, ma è andata così: Anne + K'shana. Peggio di Nadia, peggio di Shinji. Poverna. PEr forza Anno se n'è innamorato: per ogni vero otaku, "poverina" (kawaisou) è più "carina" di "carina" (kawaii). La ricerca da farsi è sul termine "karen".
    1 point
  17. L'Episodio 13 è veramente molto bello, merito del bellissimo duello tra Ritsuko e l'Apostolo! È un episodio che ti tiene con il fiato sospeso. Iruel è veramente un gran bastardo quando prende il controllo dei Magi è innesca l'auto distruzione, che strategia meravigliosa per eliminare i suoi avversarsi e fare i suoi comodi con Adam. Ovviamente sarà sempre Caspar (la donna) ad opporsi al comando di autodistruzione, permettendo a Ritsuko il lancio del programma che fermerà l'Apostolo. Dalla Neon Genesis Evangelion Enciclopedia della Platinum edition: L'idea di una battaglia invisibile è stata proposta e adattata nell'ambito di un esperimento che voleva colpire lo spettatore si a livello visivo, ma soprattutto ne suscitasse l'attenzione tramite i dialoghi: sono i dialoghi, infatti, lo strumento che spiega passo per passo il combattimento contro un nemico "infinitamente piccolo". La sceneggiatura è scritta a sei mani da Mitsuo Iso, Akio Sataukawa e Hideaki Anno. La felice intuizione è stata inizialmente proposta dallo sceneggiatore e animatore Mitsuo Iso, che, nel corso della realizzazione di Evangelion, ha espresso molteplici concetti che aiutassero a sviluppare l'opera in maniera coerente. L'animazione è stata curata dalla I.G. Production, ai tempi già notagrazie a Patlabor 2: The Movie (1993). L' episodio 14 è come avete detto già voi un' episodio riassuntivo in cui vengano finalmente rivelati i nomi degli Apostoli apparsi fino a questo momento. Gli autori devono essersi ricordati della frase di Shinji nell' Ep 11 che hai fatto notare tu @Gingerbread . Però a conclusione del riassunto c'è la scena della riunione speciale della Seele con Gendo per appurare se l' undicesimo Apostolo abbia attaccato o no, invadendo la Sede Centrale della Nerv . Gendo nega categoricamente l'accaduto ma non ho mai capito il perché lo voglia nascondere. In fondo l'importante è averlo eliminato no? La Seele ribadisce: "Troppo prematuro" e poi: "l'intrusione di un'Apostolo all' interno della Sede Centrale della Nerv era fuori programma. Se si fosse verificato un contatto, il progetto sarebbe finito in una bolla di sapone!" Quel troppo prematuro mi fa sempre pensare ad un' indizio, cioè è come se la Seele dicesse: Caro Gendo è programmata l' intrusione nella Nerv del diciassettesimo Apostolo, fino ad allora tienili lontani da lì. Nelle Pergamene del Mar Morto allora c'è scritto anche le dinamiche in cui attaccheranno gli Apostoli? Per quanto riguarda il monologo di Rei, anche per me la frase: "una donna che non versa sangue" era un riferimento a se stessa che non ha le mestruazioni perché ha un corpo "artificiale" creato dalla terra rossa. La frase successiva è infatti: "L'essere umano creato dalla terra rossa". Per me la terra rossa è l'argilla, è un riferimento alla creazione biblica di Adamo e quindi Adam . Per me, ci stanno svelando l'origine artificiale di Rei, che come Kaworu e gli Eva è creata da Adam. Mentre la domanda finale: "e tu chi sei?" per me è rivolta a Yui, credo sia lei la presenza che sente li nell' Entry Plug, oltre il segno. @Shito, @Gingerbread se ho detto qualche castroneria ci penserete voi a correggermi! 🙏
    1 point
  18. No, Gendou e Fuyutsuki sono andati in Antartide a riprendere la Lancia di Longinus, che era stata portata lì dal Mar Morto (luogo del ritrovamento) nel 1999, per utilizzarla nel Terminal Dogma del Geo Front e arrestare la rigenerazione di Adam (poi Lilith) – come si vede nell'episodio 14 iirc, con l'UnitàZero che va a compiere il tutto. NOTA: nel progetto originale sia Adam che la Lancia venivano trovati a Qumran, insieme agli scritti essenici, e nel GeoFront c'era Arqa, terra primordiale degli eredi degli esseni stessi. L'ambivalenza della scienza, quale "croce e delizia", "potere e dannazione" dell'umanità, è un tema ricorrente nella SF letteraria settantina, il Michael Chrichton soprattutto, e questo è il background di Anno al 100%, cfr Nadia. No, no. Hai le idee confuse, ma non ti posso biasimare, dato che l'ossatura della trama SF della serie è stata rimaneggiata mille volte. In buona sostanza, la Seele, eredi degli esseni da cui gli Scritti del Mar Morto, hanno un loro progetto. Yui ne era al corrente, e aveva un'altra idea. Gendou fa il triplo gioco e ha un progetto tutto suo. Tutto ruota intorno al concetto di evoluzione artificale dell'umanità, attuata tramite il Progetto-E, il Progetto-Adam e il Progetto per il Completamento dell'Uomo, ossia un Third Impact opportunamente pilotato secondo le divergenti visioni di ciascuno. Lo scopo della Seele era una morte indiscriminata e un ritorno all'esistenza comunitaria spirituale ( AUm Shinrikyou) Lo scopo di Yui è "L'unica cosa brillante da fare", cfr Coati Canad Cass. Lo scopo di Gendou è riunirsi alla moglie, punto.
    1 point
  19. Omake! Tsurumaki sulla sessualità in FLCL, in particolare l'ep4 ("ooh, quindi è così che è fatto, l'interno di un ragazzo! – "la tua m·a·z·z·a" – "che meraviglia!") Interviewer: And then, the nosebleeds gush out like a flood! (laughs) Tsurumaki: Of course, this wasn't in the script either (laughs). But there's this science fiction writer named James Tiptree Jr, and her novels often feature aliens. Moreover, these aliens always serve as metaphors for a kind of sexually superior being. While the novels don't explicitly describe the aliens in detail, it suggests that, man or a woman, they are both always irresistibly drawn to these alien’s extreme sexual allure. So I had the idea in mind that those with exceptional cosmic abilities are also sexually attractive. That's why I thought it would be okay to portray the nosebleeds here (laughs). Altro contributo: In a December 2004 Kadokawa Sneaker magazine issue, the editors asked the Suzumiya Haruhi bookworm character and real life human being Nagato Yuki to recommend one hundred of her favorite books. The list later compiled and featured on Nico Nico Pedia included Ringworld, In Search of Lost Time, and The Brothers Karamazov. Sandwiched between Ender’s Game and Shimada Souji’s legendary 奇想、天を動かす was たったひとつの冴えたやりかた. You may have seen the title たったひとつの冴えたやりかた if you prowl around the web. From a lazy clickbait article title on a lifehack called “The Human Windshield Wipe” to a video on a 3d printer printing a terrible rice bowl to even titles of Detective Conan BL eromanga, たったひとつの冴えたやりかた has become so much a common phrase that it has entered the language of Japanese popular culture. But actually, the title is a translation of a James Tiptree Jr. science fiction short story called “The Only Neat Thing to Do”. The first short story in the Nebula-nominated novel The Starry Rift, it is considered to be one of the best science fiction stories to introduce readers interested into the genre. According to Japan anyway. The short story has largely been forgotten by the Western reading public. At most, Western science fiction fans look at Tiptree’s works as a historical curio. Tiptree whose real name is Alice B. Sheldon wrote science fiction works exploring sexuality and identity. She was part of the Second Wave of Feminism in science fiction and her work had been explored by various feminists. But outside scholarly and genre interest, her name would draw a blank in everyone’s face. (troppo da otaku insider? se leggete il racconto, Coati sembra davvero uscita da una shoujo light novel.) In any case, let’s return to Coatilla who prefers to be called Coati. This kawaii girl wants to explore the starry rift and meet new aliens. Like every good kid, she learns how to pilot a ship and use her dad’s credit card. She flies off on her sixteenth birthday with a fully loaded ship and a genki personality. She thinks it’s going to be a neat journey and her favorite catchphrase is “it’s the only neat thing to do” from an adventurer who has his fair share of First Contacts. I don’t know how to describe Coati as anything but “anime”. Her whole personality seems right out from a little girl cartoon in the likes of おじゃ魔女どれみ(Ojamajo Doremi) and 明日のナージャ(Ashita no Nadja). Personalmente, non riesco a capacitarmi che Miyasan non ne abbia fatto un lungometraggio.
    1 point
  20. (ep16, parte3) Veniamo quindi alle cose serie davvero della parte-B dell'episodio, dove si introduce per la prima volta il "spazio interiore" (definizione ufficiale) del protagonista. Ovviamente c'è tutta la dinamica dell'autoanalisi, giusto? Il fatto che Leliel abbia "preso la forma di Shinji" è in realtà falso. Ovvero, in un primo progetto (credo nella sceneggiatura di Satsugawa Akio, potrei sbagliare), l'episodio vedeva in effetti il primo "contatto" (mentale) tra un Apostolo e un umano (Shinji), ma questa cosa venne scartata e rimandata all'episodio 23, con Rei. Nel progetto, qui, l'Apostolo avrebbe provato a comunicare con Shinji provando tutte le forme acustiche di tante specie animali terresti, per poi giungere al linguaggio (bi)articolato umano, una cosa molto SF. Nel definitivo, l'interno dell'Apostolo è solo l'ambiente in cui Shinji si confronta con un altro sé stesso. Da copione: SHINJI-A e SHINJI-B. Mi piacerebbe pensare che tutto questo sia stato influenzato dal magnifico "Dialogo con sé stesso" di Akutagawa ("Tu riesci a trovare attraente il corpo femminile, quindi non potrai mai capire l'eleganza di una tazza di Koseto"), ma non ci credo né spero. Inoltre, nello spazio interiore di Shinji compare anche una figura femminile. Prima Shinji ha un importante ricordo infantile: SHINJI Mamma? MAMMA Basta così? Capisco…! Tanto meglio, eh? Segnatevi questa battuta, ne riparleremo proprio prima di ONE MORE FINALE. Per ora, basti notare che a recupero (vabbè) effettuato, c'è un parallelo della scena di amaeru mancato nell'episodio6, di nuovo la ginnastica alla radio esercizio n.1 di cui PoroPoro e Takeo, e qui Rei è tutto il contrario di quella che fu: REI Oggi rimani a letto…! Il resto lo sbrigheremo noialtre. SHINJI Ah… però, ormai va tutto bene. REI Capisco…! Tanto meglio, eh? Amaeru materno al 100%. Eppure nel suo "mondo interiore" Shinji viene raggiunto, abbracciato e "salvato" da una figura femminile dai capelli lunghi che ricorda Misato. Questa cosa non mi pare sia mai stata chiarita a livello autoriale. In ogni caso, tutta questa parte dell'episodio16 diventa un assaggio e un anticipo di quello che accadrà nell'episodio20, che come dicevi tu – gingerbread – è in effetti la " Sempre un andirivieni di contenuti, battaglie da uomo, smarrimenti, passi da gambero. Quanto a Rei, invece, nell'episodio 15 c'era già stato il momento "oyako" (genitore&figlio), ovvero: SHINJI Domani… non potrò fare a meno di incontrarmi con mio papà…! Di che cosa pensi che potrei parlargli? REI Come mai chiedi a me una cosa del genere? SHINJI Perché una volta ti ho visto che parlavi con mio papà in un modo che sembrava divertito, Ayanami. Senti, ma mio papà… che persona è? REI Non lo so. SHINJI Capisco. REI Ed è volendo chiedermi questo… che da mezzogiorno hai guardato nella mia direzione? SHINJI (ANNUISCE) Ah, già… durante le pulizie, sai… di oggi… stavi strizzando lo straccio, no? E lì, non so, ma mi davi come l’impressione di una mamma…! REI Una mamma? SHINJI Eh già. Non so… davi l’impressione del modo di strizzare lo straccio di una mamma. Ma pensa… potresti essere adatta a fare tipo la casalinga, Ayanami! [NB: è un complimento] REI Ma che cosa dici? [NB: imbarazzata] Ovviamente il fatto che questo dialogo precedesse il famoso incontro al cimitero tra Gendou e Shinji dinanzi alla tomba vuota di Yui è una cosa di per sé molto significativa, a cui nessuno pare prestare molta attenzione. Forse anche perché, come dicevamo, la miseria e patetismo di Gendou sono rimaste nella penna dell'autore. Purtroppo. Oh sì, e molte altre cose, come la teoria dei "geni cristallizzati " (oh, Blue Water!), la biologia genomica, ecc ecc. Il buon Fuyutsuki, nell'ep.21, avrà una cattedra in "biologia metafisica", se ben ricordo. Ma l'originale trama SF partiva e insisteva sull'idea di Evoluzione Artificale (umana) per tramite della clonazione di esseri sovra-umani (Adam), da cui il progetto originale di Yui, anti-essenico ossia anti-Seele, e quindi in ultima analisi il sacrificio della giovinetta come "La cosa più netta da fare", oh povera Coatilla Canada Cass, oh cara James Tiptree Jr. – avevo postato alcuni indizi in shoutbox, una volta. Ne rimarranno solo sparute schegge quasi impazzite. (sì, l'ho letto tutto, ben prima dell'ultimo umiliante cortometraggio, come nel 2019 trovai infine la versione giapponese di CHARLY) A orecchio: Watashi no koto, suki? (ep20) Ne, kissu-shiou ka? (ep15) Watashi to hitotsu ni naritakunai, anata ga? (ep20) Samishii kokoro no naka... (ep23) Sono tutte battute di Misato, Rei e Asuka prese da copioni passati e futuri (un po' diverse) nei monologhi soprattutto nello "spazio interiore" di Shinji. E poi in fade fino al ritornello "Fill my heart with song and let me sing for evermore."
    1 point
  21. (ep14, parte2...) Dunque, Shinji ottiene il tasso di sincronia più alto del gruppo, batte Asuka e si ringalluzzisce. Vuol fare il maschietto e casca come un asino. SHINJI Signorina Misato, i risultati dei test di adesso com’erano? MISATO Sììì, you are number one! In realtà, Misato l'ha pompato apposta per dargli sicurezza. Tipico di lei. Il solito errore. La cosa viene molto accusata da Asuka, che si sfoga (a vuoto) on Rei (wow!): ASUKA Mi ha proprio stracciata, eh? Sono stata sorpassata agevolmente, no? Certo che venire battuti facilmente fino a tal punto onestamente è un po' frustrante, eh! Fantastico! Meraviglioso! Che forte, è troppo forte! Aaah… l’illustre, invincibile Shinji! E con questo, anche noialtre potremo prendercela comoda, no? Veeero…? Beh, certo… anche noialtre, per non venire lasciate quanto più indietro e sbeffeggiate, dovremo darci dentro! REI Arrivederci. Poi Shinji è tutto tronfio, bello gonfio: MISATO Un’unità in avanti, le restanti in copertura. Tutto chiaro? ASUKA Sìììì, maestra! Penso che per andare in avanti andrebbe bene Shinji! SHINJI Eeh? ASUKA Ma suvvia, queste cose sono lavoro per il baldo e impavido galantuomo…! L’eccelso nei punteggi, il ‘Number One’ del tasso di sincronia, no? Oppure, Shinchan, che non ti senta sicuro di te? SHINJI Posso andare! ASUKA Eh…? SHINJI Ti farò da esempio, Asuka! ASUKA Ch-ch… che cosa hai detto?! MISATO Un momento, voialtri…! SHINJI L’ha detto lei, signorina Misato… “You are number one”, giusto? MISATO No, beh… quello era… SHINJI Le battaglie sono lavoro da uomini! ASUKA Che anacronismo! UnitàDue, in appoggio. REI UnitàZero, mi porto anch’io in appoggio. Misato si è già pentita, ovviamente. Ovviamente è troppo tardi, finisce male. Quando Misato ordina la ritirata delle altre due UnitàEva, le trema la voce, le trema di rabbia e frustrazione. Makoto lo capisce. Del resto, la ama e si sforza di capirla. Ma tutto punta a questo scambio assai crepuscolare, appunto: ASUKA Non ci siamo proprio! Condotta arbitraria, operazione ignorata! Ma davvero, proprio il caso di: “pagare per i propri sbagli”! Siccome aveva ottenuto dei risultati un pooo’ buoni nel test di ieri: “fare da esempio”? Ah-ah! È un impensabile esaltato! Ch-che c’è? Se si parla male di Shinji ti dà così tanto fastidio? REI Tu... è per essere elogiata dalle persone, che sali a bordo dell’Eva? ASUKA Ti sbagli, non sono gli altri…! È perché io stessa voglio essere elogiata da me stessa! MISATO Smettetela, voialtre! Proprio così. In effetti è stata condotta arbitraria. E per questo… una volta che sarà tornato, lo dovrò sgridare. Questo dialogo, che chiude sull'eyecatch, è perfetto. Tra il detto platealmente e il non detto, Asuka e Rei svelano le loro psicologie pregresse e in evoluzione. Misato pone fine al litigio tra bambine, e seriamente statuisce implicitamente che la vittima dovrà salvarsi. Anche la signorina sbadatella si mostra maturata. È perfetto. Nella parte-B, capiamo poi che Gendou, assente ma presente per tramite della sua serva Ritsuko, pensa solo alla moglie e non al figlio: Briefing: MISATO Un recupero forzoso dell’Eva? RITSUKO L’unico metodo a potersi pensare attualmente possibile. Sganceremo nella parte centrale… tutte le 992 bombe di profondità N2 che sono esistenti. Usando gli A.T.Field delle due Unità Eva restanti in tempistica armonizzata, genereremo un’interferenza di un millisecondo nei circuiti a numeri complessi dell’Apostolo. In quell’istante, concentrando l’energia esplosiva, distruggeremo il Mare di Dirac che dà forma all’Apostolo. MISATO Però, così poi, la struttura dell’Eva…! Di Shinji che ne sarà? Non può dirsi un’operazione di salvataggio! RITSUKO In quest’occasione, vita o morte del pilota non contano. MISATO (SCHIAFFONE) RITSUKO Se perderemo Shinji, sarà stato per un tuo sbaglio…! Questo non dimenticarlo! Sberle a parte, a Misato i conti cominciano a non tornare. MISATO Il Second Impact… il Progetto per il Completamento… Adam! Ci sono ancora dei segreti che io non conosco. Passiamo quindi al famoso "spazio interiore" di Shinji, e a certe sue importanti implicazioni narrative in avanti e indietro. (more to follow...)
    1 point
  22. (ep16, parte1) In realtà non credo siano i neri, ma la cosiddetta "fotografia", ricca di controluce crepuscolari. Tutto l'episodio è molto crepuscolare. La serie prende anche la sua svolta truculenta, come dicevamo. Con la direzione delle animazioni di Hasegawa Shin'ya, poi, l'effetto surreale è massimizzato Siamo quasi nei dintorni di Utena. Il passaggio dei fari dell'elicottero sullo schiaffo di Misato a Ritsuko è paradigmatico. Nel 98-99 feci un po' di ricerche sulla terminologia matematica italiana. Nel 2018 avevo maggiore presa sul giapponese, anche per l'uso della "notazione tecnica", per dire. Ma semplicemente: https://ja.wikipedia.org/wiki/複素数 (numeri complessi) e https://ja.wikipedia.org/wiki/虚数 (numeri immaginari) ovvero: https://www.nihongomaster.com/japanese/dictionary/word/22050/kyosuu-虚数-きょすう come si nota, la distinzione è abbastanza discussa. Numeri immaginari, unità immaginaria, numeri complessi. Da Descartes a Eulero, pare che la distinzione sia anche diacronica. In ogni caso, benché nl dialogo giapponese figuri il composto propriamente corrispondente a numeri/unità immaginari: RITSUKO: 極薄の空間を内向きのA.T.フィールドで支え内部はディラックの海と呼ばれる虚数空間 e benché in inglese la distinzione tra imaginary nubers e complex numbers sembra reggere, in italiano pase sia considerata desueta. https://it.wikipedia.org/wiki/Numero_complesso https://it.wikipedia.org/wiki/Unità_immaginaria da cui le mie diverse scelte nei diversi tempi. in ogni caso, il mio più spiccato interesse è per la dinamica psicologica tra i children e Misato. (more to follow...)
    1 point
  23. Sono molto in ritardo ma ecco anche il mio piccolo contributo: L'Episodio 10 mi piace, continua la presentazione del personaggio di Asuka iniziata nell' episodio 8 e proseguita nel 9. Tutto l'episodio è incentrato su di lei. Inizia con la scena dello shopping e con Kaji che s'imbarazza per il costume acquistato da Asuka e si prende dell'arretrato. Prosegue con la bisticciata con Misato quando le dice che non andrà in gita. In questa circostanza Shinji si becca l'appellativo di maschio domato. Dopo c'è la scena in piscina, con Asuka che va a stuzzicare Shinji e gli spiega la dilatazione termica con l'esempio del seno. Insomma Soryu aggiunge brio e piccantezza alla vita di Shinji e Misato e alla serie. Il tentativo di catturare l'Apostolo nel vulcano vede sempre Asuka unica protagonista. Apparte le difficoltà nel trovare il nemico a causa della convezione (in questo secondo adattamento si usa un termine ancora più tecnico invece che correnti magmatiche) e lo scontro con l'Apostolo, tutto fila liscio e la tensione si scioglie. Nella Neon Genesis Evangelion Enciclopedia della Platinum edition a proposito di questo episodio si dice: La costruzione della trama è inusuale: qui lo sceneggiatore Hideaki Anno ha voluto raccontare al suo pubblico una storia, adottando per farlo un modo assolutamente classico. Nella prima parte del racconto Asuka e Shinji ripassano il fenomeno fisico della dilatazione termica, che, nella seconda metà della puntata, sarà loro di aiuto per l'eliminazione di Sandalphon. Questo è un canovaccio tipico delle robottomono vecchio stampo, le storie di robot anni '70. C'e scritto anche: La figura di Sandalphon si ispira a un Anomalocaris disegnato in una serie a fumetti educativa in cinque volumi uscita nel 1994 e intitolata "NHK Special: A long journey over 4 billion years" L'episodio 11 è molto simile al settimo episodio in quanto ritorna il tema della tecnologia che da alleata diventa nemica dell'uomo. Questa volta sono la Nerv e Tokyo 3 ad essere sabotate rimanendo vittima di blackout. Questo evento (il blackout) è l'elemento comune con il film di fantascienza citato nel secondo titolo inglese "The day Tokyo-3 Stood Still". Hai ragione Gingerbread, c'è un certo humour in tutto l'episodio, quasi non ci si accorge della drammaticità del momento. Ancora una volta gli esseri umani danno il meglio di se nel pericolo (persino Gendo scende in campo e si sporca le mani insieme ai Children) e riescono a sconfiggere l' Apostolo che appare nel bel mezzo del blackout. L'assenza di luce permette ai children di riposarsi dallo scontro contemplando il cielo stellato. Anno evidenzia come la città e il progresso tecnologico offuschino la bellezza della natura. Nella Neon Genesis Evangelion Enciclopedia della Platinum Edition fanno notare un particolare molto interessante e poco intuitivo della puntata: Un ufficiale dell'esercito si riferisce a Matarael come l'ottavo, e non il nono. Questo perché le forze militari sembrano conteggiare come primo l'Apostolo che provocò il Second Impact, facendo si che Sachiel, del primo episodio della serie, sia per loro il secondo Apostolo, e non il terzo. Solo la Nerv, dunque, conosce l'esistenza del secondo Apostolo Ovviamente nel boocklet c'è scritto Angelo non Apostolo ma sappiamo qual è il termine corretto.
    1 point
  24. L'ep15 è tra i miei preferiti in assoluto. Forse il più Takahata di tutti. Ecco, i conti tornano. La Samba delle Coccinelle! (le mie ricerche del 2018) Secondo me l'episodio non si focalizza sulla sofferenza del tempo che passa, ma sulla tragedia del venire lasciati indietro dal tempo che passa, dapprima effetto Urashima Tarou in Punta al Top!, con le lacrime di Noriko dinanzi a Takami, figlia di Kimiko (la scena dell'incontro sulla scalinata del tempio forse la più bella della miniserie), poi "maledizione degli Eva" nella inutile Rebuild, ma in buona sostanza sempre e solo l'essere bloccato nel Twilight dell'otaku. Yamaga >>> Anno, da sempre (Daicon IV) e sempre (Ooritsu uchuuGun) e per sempre (Abesho). Ma la dinamica delle due metà del cielo, cortesia di Kaji e Ritsuko, che con i gatti svela sempre più le sue nevrosi, è memorabile. Ah, la scea di Asuka che scappa in bagno a fare i gargarismi la rivedremo, con occhi nuovi, nell'ep. 22. L'altro mio favorito tra tutti.
    1 point
  25. EP:14 Comunemente si diceva che la GAiNAX avesse esaurito qui il budget per tutta l serie. A me non pare. Fino al'ep19 almeno il livello tecnico resta molto alto. Sicuramente la parte-A dell'ep14 è un recap di lusso, narrativamente parlando. Come il titolo esplicita, è anche il passaggio dall'ufficiale "Commissione per il Completamento dell'Umanità" alla Seele, la sede dell'anima. In originale (primo progetti) erano gli Esseni, di cui Qumran. "Una donna che non versa sangue" ho sempre pensato fosse Yui, ormai puro spirito assorbito dall'UNitàPrima. Nel progetto originlae la natura di "clone" di Rei era più esplicita, creata nella cripta degli Arqa, e poi lei ha sempre sanguinato - vedi ep1, mano di Shinji e non si deve fuggire, bende e garze, fetish vari. Asuka si lamenta del suo destino materno, comprivato dal menarca. La poverina è un groviglio di negazioni e diniegi. In giapponese è "kono saki ni", ci pensai tanto fin dal 1998. Si tratta di un'espressione metaforica giapponese molto comune, indica un al di lù di una linea di demarcazione, di una soglia, di un segno. Credo si riferisca semplicemente al dilemma solipsistico dell'esistenza di qualcosa olte al prorpio io, fuori dalla monade del sé, oltra le "mura dell'animo" (A.T.Field). Ah, in un'intervista su Newtype di Nov. 1996, e nella sua prima intervista su June (1996-08-22), Anno racconta che non riusciva a concepire il monologo di Rei, finché un amico non gli ha passato un mook sulle malattie mentali: si trattava di Bessatsu Takarajima 52 (titolo: "Il libro per conoscwere la malattia mentale"). Si trattava di un volume un p' antipsichiatrico, volendo, noi italiani diremmo "stile Basaglia". Lo stesso contiene anche scritti più o meno "poetici" di malati psichiatrici, che Anno dice averlo ispirato. Ah, nella stessa intervista Anno dice che non aveva Né formazione né interesse psicologico pregresso. Ma questa affermaione è contraddetta da altre dichiarazioni, nella sostanza. Citazione biblica random, cfr. il "rituale di purificazione della terra rossa", ossia l'abbandono delcorpo fisico nel Third Impact. Il mio dialogo preferito dell'intera serie, splendida metafora tra misofobia fisica/alimentare e morale. La misofobia, in giapponese, è 潔癖症, keppekishou, vuole anche dire "malattia dello schizzinoso". Quello scambio introduce la sofferenza di Ritsuko, la sua tragedia di crescita. Ah, nella parte-B torna lo stato di furia dell'UnitàZero, ora blu, e con gli interscambi dei piloti dedicati vediamo di nuovo "dentro" gli Eva, intuendo che l'UnitàDue vuole solo sua figlia. Il sogno di Ritsuko, ancora.
    1 point
  26. Ragazzi, ci ha lasciato Gerry Conway.
    0 points
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00
×
×
  • Create New...

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use.