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  1. 7 points
  2. 6 points
    Quando una cosa sbagliata incontra una cosa giusta, la cosa sbagliata è una cosa morta. Non ci sono gusti da accontentare, non ci sono diritti, c'è solo da accettare la verità, se si è persone adulte. O fuggire facendo finta che la verità non esista, è umano anche questo. Ma screditare la cosa giusta per difendere quella oggettivamente sbagliata è solo un atto di disonestà e di infantilismo.
  3. 5 points
    Ottimo articolo, preciso e documentato come più non si potrebbe, per quanto la cosa può importare allo stato attuale. Sono tutte cose emerse nelle discussioni e già chiare a chi, da appassionato, ha voluto informarsi correttamente sulla serie, ma è bene che siano state raccolte e riassunte in un unico post, a beneficio di chi ancora non sa e per confutare le stupidaggini che circolano su siti "specializzati" (lol), spacciate per verità assolute.
  4. 4 points
    Lettura che chiarisce bene quello che dovrebbe essere chiaro già da tempo. Purtroppo anche Eva è diventato girella, angelo is the new Goldrake. Il tutto con gli applausi festanti delle folle e dei cosiddetti fan.
  5. 3 points
  6. 3 points
    Più che dettagli, direi ipotesi e congetture che potrai recuperare qui o su Animeclick. Ogni piattaforma sfruttata dalla srl milanese ha avuto dei difetti (e pregi). Passate o presenti, parto dalla "meno peggio", senza fare nessunissimo nome: 1) scarsa remunerazione ed equivoci di copyright, ma ottima capillarità; 2) a pagamento e funzionante, ma non acquisisce chissà quanto (l'acquisizione più recente è Beautiful Dreamer); 3) a pagamento e incasinata. Chissà se mai diffonderà quei due lungometraggi mostrati in anteprima alla fiera autunnale l'anno scorso; 4) utilizzata in passato da un altro editore, sì è rivelato del cibo bruciato dalla cottura troppo lunga in padella; 5) i server sono situati in chissà quale isola sperduta. Di conseguenza, fa sempre dei casini quando deve uploadare e non è riuscita a mantenersi il passo con uno stramaledetto simulcast; 6) a pagamento, un fallimento autoriale (anche se "autoriale" poteva essere solo il nome, dato che c'era di mezzo una società famosa per i giornali); 7) incorpora dalla piattaforma numero 1 e basta... spacciando il tutto per suo. Questo è quello che ho visto finora, ma potrei dire un'idiozia.
  7. 3 points
    Ok, ecco le foto di Paranoia Agent. £34,90€ per un edizione semplice, ma nella sua semplicità fatta molto bene. Forse un po' altino il prezzo, aspettare po' il calo di prezzo o uno sconto è sicuramente è meglio. Contenuti extra ridotti all'osso Logo sia di Yamato che di Anime Factory e un tiratura limitata, ma non vedo seriali. La copertina dell'amaray è doubleface Devo dire che la grafica è curata e gradevole, c'è un piccolo booklet con sinossi degli episodi e note esplicative. (sotto la foto del retro)
  8. 3 points
    A quella massa di gente fondamentalmente di Evangelion non fregava una beata mazza, l'obiettivo era un altro. Quindi se il nuovo doppiaggio di Evangelion non arriva frega davvero a pochi, del resto della qualità dei doppiaggi degli anime su Netflix non si lamenta quasi nessuno al di fuori della nicchia, anzi sento spesso buoni giudizi su quello di Violet Evergarden.
  9. 2 points
    L'articolo è probabilmente ridondante perché chi all'epoca voleva capire già l'aveva ampiamente capito ma comunque è ottimo nel caso trovare quei discorsi possa risultare nebuloso e casomai qualcuno di nuovo si faccia le stesse domande quindi l'articolo è una facile fonte da servire. Io spero che almeno su questo chiaro, chiarissimo punto anche i più rabbiosi e aizzosi si siano ricreduti, sul resto posso anche capire chi sia rimasto sui suoi passi.
  10. 2 points
    I partner Yamato non hanno gente che tratta coi giapponesi facendosi capire pur parlandogli in inglese!
  11. 2 points
    Se resta il covid Lucca è impossibile, puoi anche contingentare gli ingressi ai padiglioni ma poi in strada avrai comunque assembramenti, anche perché sappiamo che una gran parte di quelli in giro il biglietto manco lo comprano Quindi o si risolve tutto e resta la solita fiera oppure si salta quest'anno e amen. Tanto gli ospiti internazionali non ci verrebbero. Certo se da qui a fine anno dovesse esserci per lo meno una svolta non sarebbe assurdo pensare di spostare il Lucca Comics 2021 a primavera, tipo Marzo o Aprile
  12. 2 points
    X.0) abbeverandosi alla fonte delle fonti < crosspost sul thread gemello MOONLIGHT SHADOW > Prendiamola alla lontana. Uno dei più grandi conflitti che intrattengo con la cultura accademica, anzi con la mentalità accademica (contemporanea e maggioritaria, si intende) riguarda il loro rapporto con "le fonti", ovvero con la "citazione delle fonti", e l'utilizzo delle fonti delle informazioni trattate. In effetti dico questo soprattutto, principalmente, anzi forse esclusivamente nel merito degli "studi accademici umanistici". In ambito realmente scientifico, penso per contro che l'onesto metodo scientifico abbia un suo giusto campo di applicazione, magari non esente da pecche o rischi, ma pur sempre di tutt'altra levatura e dignità (e necessità). In ambito umanistico, invece, ritengo che la "scientificizzazione" degli studi abbia sortito effetti nefasti, e questi secondo me si estrinsecano proprio (ma non solo) in tutto il rapporto con "le fonti". Dal mio punto di vista si tratta fondamentalmente dell'annoso rapporto tra cultura, intelletto e conoscenza. Del distinguo tra le tre, volendo. Credo che la "cultura" dovrebbe essere l'insieme delle nozioni incamerate nella nostra memoria tramite l'apprendimento. Ma questo bagaglio culturale altro non è che una mera piscina di dati inerti, e non dovrebbe servire ad altro che da serbatoio di informazioni su cui dovrebbe operare quello che si chiama "intelletto", anche beneficiando di un'altra piscina di dati, non strettamente culturali ma più propriamente esperienziali. Dall'esercizio intellettuale operato sulla base di cultura ed esperienza dovrebbe derivare le "conoscenza", e col sendimentarsi di quella nel corso dell'età dell'individuo si potrebbe persino giungere alla "saggezza". Questo credo, e per intenderci credo anche che uno dei tipici difetti della "mentalità otaku" sia proprio quello di fermarsi all'imagazzinamento di dati, come rimarcava acutamente il sempre acuto e stimolante Azuma Hiroki, e come lo stesso Anno Hideaki ebbe a rimarcare in una delle sue più celebri interviste del 1996. Si tratta in toto di un atteggiamento culturale sterile, e quindi ottuso in un modo alquanto infantile, com'è purtroppo spesso l'ambito della "cultura otaku". Al contrario dell'idea strettamente "accademico-scientifica", nell'ambito delle "arti liberali", o del "libero pensiero", ovvero dell'intelletto umano e umanistico, attenendoci alla classica regola dell'applicazione di "contaminatio" e "variatio", direi che il fattore di contaminazione è proprio la conoscenza del "pensato pregresso", che si apprende tramite lo studio dell'altrui prodotto culturale, ma il fattore di variazione è per contro quell'attitudine del tutto umana che vive di sensazione, di suggestione, di intuizione intellettuale, e di altri umani fattori non modellizzabili. Perché, a ben vedere, la "cultura" intesa come conoscenza nozionistica ed esercizio citazionistico di quella conoscenza nozionistica è invece una cosa quanto più modellizzabile. Di certo non è in sé una conoscenza veramente umana, non è saggezza. In effetti si tratta potenzialmente di un ambito da intelligenza artificiale. In fondo si tratta di processi rappresentabili tramite algoritmi. Digitalizzate che saranno tutte le "fonti", è facile pensare a una A.I. che le consulti, le interpreti, e produca "papers scientifici" in base a chiavi di ricerca per argomento, tema, taglio, numero di parole. Con citazioni e bibliografia al posto giusto. Con la crescita dei "big data" e della potenza di calcolo, credo che questo sarà presto un lavoro da "Google Essays". Niente di più facile, niente di meno umano. Da cui il mio conflitto verso un certo tipo di cultura scientifico-accademica dell'uso delle fonti in ambito umanistico: mi pare un esercizio arido (ovvero sterile, di nuovo) dove si usa un pensiero pregresso, sedimentato e considerato "autorevole", per validare il proprio stesso pensiero umanistico ma detto "scientifico", che invero diviene così sclerotico, ovvero di nuovo ottuso. In questo modo di utilizzo, con questa mentalità, la stessa "citazione delle fonti", siano esse riportate in linea come a piè pagina come in bibliografia, invece che essere la prova di una documentazione approfondita svolta per amore di verità, diventa soltanto uno sfoggio di pedrigree, di titoli di approvazione, tant'è che spesso le fonti vengono citate senza essere state realmente verificate, così creandosi un meta-mondo di "verità accademica certificate" in cui le falsità risultano attestate come "verità accertate e imprescindibili" dopo essere state lavate e risciaquate da due o tre giri di citazione, un po' come il riciclo di denaro sporco. Come dire: tutto disumano tranne l'ego. Che brutto. Dal punto di vista puramente (dis)funzionale, si potrebbe altesì dire che si tratta di una "gestione" della cultura umanistica pressoché affine a quella di una cultura giuridica basata su un sedimentato di diritto comune (sentenze) eletto a testo di diritto pressoché civile (codici). Un cosa simile al diritto romano imperale post-Giustiniano, per chi si interessasse si storia del diritto. E questa è la quintessenza della sclerotizzazione del pensiero, se escludiamo il diritto teocratico, perché fonda il pensiero attivo sul "pensato accreditato". Ed è anche, in ambito più strettamente psicologico, il trionfo della mentalità aggressivo-passiva, perché ogni pensiero "nuovo" tende surretiziamente a giustificarsi, ovvero a spogliarsi di ogni responsabilità innovatrice, nel pensiero pregresso citato a suo fondamento. Il che può ancora pensarsi sensato un una disciplina che tende a un necessario determinismo strutturalista come è in effetti il diritto, la cui certezza ideale è propria di una vera "scienza pura" formale e positiva come solo la matematica sa essere altrettanto, ma nell'ambito del "libero pensiero" umanistico un simile atteggiamento è del tutto nefasto, e direi realmente grottesco. A questo punto potrei ora apportare numerosi esempi concreti e puntuali, ma li eviterò, se non uno che mi riguarda direttamente e mi riporta dritto dritto nel cuore dell'in topic: ho visto la mia misera Evangelion Encyclopedia citata tra le fonti di papers accademici, riportata a fondo pagina e in bibliografia. Eppure, la mia misera Evangelion Encyclopedia era il prodotto dell'esaltazione di un ventenne italiano: il sottoscritto di vent'anni fa. Il sottoscritto essendo quello che era, nel concretizzare la sua esaltazione usava delle fonti quanto più vicine all'originale (la mia provenienza culturale era comunque giuridica), tuttavia queste non erano mai citate nell'opera derivata. Quindi, che senso ha mettere quanto scritto in quei fascicoletti come "fonte" di altri scritti ora persino "accademici"? Non ha senso, non ne ha alcuno. Per contro, anche i più volenterosi appassionati nostrani, a cui va (quasi) sempre la mia sincera simpatia (anche nel senso originale del termine), tendono in genere a rifarsi a fonti mediate, spesso in malo modo, da intermediari linguistici e non solo. Una catena di falsificazioni reali e potenziali che ho visto costantemente offrire i suoi spesso viziati frutti. Il risultato della documentazione svolta per tramiti di fortuna è inoltre una raccolta di dati sempre molto frammentaria. E su tali fonti sempre e comunque imprecise e frammentarie, deficitarie per integrità qualitativa e quantitativa, anche i più sinceri appassionati nostrani tendono a fondare le loro proprie visioni, il che è legittimissimo (si capisce!), ma pure tende a confondere ulteriormente le acque tra ciò che è visione dell'autore sulla sua opera e ciò che è visione dell'appassionato sull'opera dell'autore. Un pastrocchio. Quindi? Il mio attuale pensiero, di me come sono oggi, con il mio cuore e la mia barba, e la mia putrefazione, è che si dovrebbe cercare – come esseri umani – di arrivare innanzitutto alle fonti come più originali possibili e più numerose possibili. Consultarle estensivamente, non per estrapolrne citazioni puntuali atte a verificare una "ipotesi" a priori, ma semplicemente per riempirsene, anche empaticamente. Calandosi così nella visione dell'autore, per respirarne l'afflato del tempo, e coglierne la "grande figura" che compongono molto più che per avere puntini da unire, spesso nell'aproristica volontà di dimostrare qualcosa di assunto come "propria ipotesi". Questa per me è la vera esegesi, la vera ermeneutica. Nell'umanesimo. Fatto questo, e anche solo per farlo ci possono volere anni, lustri, specie per opere complesse e nate in luoghi e culture lontane, poi si può e si dovrebbe ricominciare da capo con tutte le stesse fonti. Riconsultandole tutte dopo averle già consultate una prima volta e digerite tutte, ciascuna di loro assumerà un nuovo significato nella loro seconda assimilazione. Perché, come diceva Schopenhauer nell'introduzione alla seconda edizione del suo capolavoro, ogni parte di un pensiero umano coerente ne prevede il tutto, e quel tutto prevede ogni sua parte. Quindi bisogna rifare tutto daccapo, ritornando su ogni singolo estratto con la conoscenza pregressa del loro totale. Questa è la mia idea attuale. Ovviamente non è sempre perfettamente possibile, ma almeno si ha un metro e una direzione. Una tendenza, un asintoto a cui volersi avvicinare. Dunque, in questo post, inizio col catalogare le principali fonti cartacee che sono riuscito a rintracciare in merito a ShinSeiki Evangelion. Ma a che serve, davvero, un simile listino? Al mero compiacimento otaku di immagazzinare e ordinare i dati, come Azuma Hiroki insegna? Ebbene no. Non solo, per lo meno. Perché innanzitutto bisogna rimarcare che la mole, la provenienza, l'estrazione e gli autori delle fonti costituiscono un primo importantissimo livello di valutazione d'insieme. Bisogna valutare infatti tutte queste cose per rendersi conto di cosa si sta trattando. Ed è per questo che ho raccolto, ricercato, verificato e poi anche tradotto questi listini. Tutte le traduzioni dirette dal giapponese sono, come ormai di consueto, originali e amatoriali, a cura del gruppo di amici e colleghi che si chiama GAMILAX. :-) Fosse rimasto tutto solo per me, mi sarei contentato di aver studiato le varie testate di provenienza, i vari intervistatori e saggisti, e i rapporti tra di loro. Questo personalmente mi bastava (non "mi sarebbe bastato", ma davvero "mi bastava", perché l'avevo già fatto). Però non avrei potuto presentavi onestamente il frutto di tutte le riflessioni a seguire. Non si tratta di dire "ho ragione io, perché nell'intervista tal dei tali Anno Hideaki dice che..." – una cosa del genere sarebbe al livello di un ragazzino sbruffonciello al collegio che zittisce una suora sciorinando a memoria i versetti della Bibbia. Una cosa infantile e ottusa, insomma. Al contrario, per ragionare insieme, si tratta di fornire quanti più puntini possibile a tutti, e poi guardarne la figura che va comporsi, non già di presentare una figura e appuntarla al muro conficcando puntine da disegno in dei puntini convenientemente selezionati. Ma non non so se sono riuscito a spiegarmi. In ogni caso, incominciamo con i principali articoli comparsi su riviste d'animazione in merito a ShinSeiki Evangelion: Rivista Uscita Contenuto 『Newtype』 1995/gen Dialogo tra Anno Hideaki e Sadamoto Yoshiyuki in cui si parla di EVANGELION 『Newtype』 1995/apr 「Skill Up」: commento di Anno Hideaki e documento di progetto pre-messa in onda 『animateNEWS69』 1995/nov/01 Intervista allo staff di produzione GAiNAX fino all'episodio 4 『Newtype』 1995/nov (allegato) Speciale subito dopo l'inizio della messa in onda: materiali di riferimento e simposio, molti rapporti di doppiaggio 『Animage』 1995/dic Debutto totale del filmato d'apertura 『MEGU』 1996/mar Copertina su Ayanami Rei, speciale sui personaggi femminili di EVA 『Animage』 1996/apr Guida estensiva prima dell'episodio finale 『Animage』 1996/giu Impressioni sull'ultimo episodio di Miztama Keinojo, Oomori Nozomi, Itou Shinpei 『Newtype』 1996/giu Intervista al regista Anno Hideaki sui due episodi finali. Si sollevano dibattiti 『Hobby Japan extra』 1996/giu (speciale) 「EVANGELION Special」 『MEGU』 1996/lug Contributo di Oguro Yuuichirou 『Animage』 1996/lug Dialogo tra Anno Hideaki e Miyamura Yuuko 『Newtype』 1996/lug (allegato) Allegato con delucidazioni su tutti i 26 episodi 『Animage』 1996/set Re-ispezione dei contenuti col titolo 「Per una rilettura」 『Newtype』 1996/nov Dialogo tra Anno Hideaki e Ueno Toshiya 『Animage』 1997/gen Dialogo tra Anno Hideaki e Okamoto Kihachi 『Animage』 1997/apr Speciale subito prima del debutto cinematografico. Revisione ottimale della versione TV 『Dragon MAGAZINE』 1997/apr Prima metà della sceneggiatura del capitolo DEATH 『Dragon MAGAZINE』 1997/mag Seconda metà della sceneggiatura del capitolo DEATH 『Animage』 1997/giu Enigmi chiariti e enigmi non chiariti nella versione cinematografica 『Animage』 1997/set Indagine estensiva - 21 pagine 『Newtype』 1997/set 「Air / Magokoro wo Kimi ni」– intervista al regista Anno Hideaki 『Dragon MAGAZINE』 1997/ott Prima parte della sceneggiatura di「Air」 『Dragon MAGAZINE』 1997/nov Seconda parte della sceneggiatura di「Air」 『Dragon MAGAZINE』 1997/dic Prima parte della sceneggiatura di「Magokoro wo Kimi ni」 『Newtype』 1997/dic 「Ancora un altro EVA」: intervista a Sadamoto Yoshiyuki sugli sviluppi del manga 『Dragon MAGAZINE』 1998/gen Seconda parte della sceneggiatura di「Magokoro wo Kimi ni」 『Newtype』 1998/mag Dialogo tra Anno Hideaki e Noda Hideki La provenienza principale di questo listino è questa pagina web. Stando a quanto dichiaratovi, l'elenco originale è stato redatto anche consultando due libri giapponesi. Il primo è questo: エヴァンゲリオン快楽原則 (EVANGELION KairakuGensoku). Il titolo, puramente freudiano, è tutto un programma e significa precisamente "Principio di piacere (di) EVANGELION". Si tratta di un'antologia di testi critici e autoriali sull'opera animata in questione, redatta dall'ingegnere e storico dell'architettura Igarashi Tarou. Il libro raccoglie molti contributi precedentemente pubblicati su fonti varie, che nei listini qui riprodotti vengono riportati in rosso. Il secondo libro, non monografico a tema EVANGELION, ma del tutto generalista sugli anime, è invece アニメの見方が変わる本 (Anime wo Mikata Kawaru Hon). Il titolo significa "Il libro che cambia il modo di guardare gli anime", e come si capisce si tratta di una vera e propria guida di settore che ne enuclea i titoli e i contenuti ritenuti più significativi. Nello spazio dedicato a EVANGELION sono presenti numerose citazioni di brani interpretativi. In ogni caso, la pagina web giapponese da cui sono partito dunque trae a sua volta da questi due libri molte delle sue informazioni, che ritengo abbia integrato ed elaborato. A mia volta, partendo da lì io ho integrato, corretto e verificato, cercando le copertine e gli indici delle riviste citate, le scansioni o le trascrizioni di quanti più articoli del caso, eccetera. Naturalmente ci sarebbero anche interessanti interviste pregresse, diciamo soprattutto interviste che coinvolgono Anno Hideaki nel periodo 1991-1995, ovvero tra la fine di Nadia e l'inizio di Eva. In particolare a settembre del 1991 Animage pubblica una famosa intervista doppia dell'autore in questione e al suo collega Shimamoto Kazuhiko, che pur nella sua brevità risulta cruciale nella messa a fuoco della mente creativa che avrebbe di lì a breve iniziato al elaborare EVANGELION. Tornando specificatamente alla lista di articoli specifici su EVA, mi sono giustamente documentato sulle personalità coinvolte. Restando per ora nell'ambito delle riviste specializzate di anime, oltre ai molti contributi del regista Anno Hideaki, balzano innanzitutto agli occhi i nomi di Oguro Yuuichirou e Miztama Keinojo. Il primo è un articolista attivo da molti anni nel settore, noto anche per gli articoli che a talvolta tradotto Garion per noi. In realtà, lui stesso, insieme al suo Studio Yuu, era il responsabile editoriale dei testi contenuti nei fogli allegati ai LD originali giapponesi di Evangelion, ovvero il famoso EVA友の会 (EVA Tomo no Kai, ovvero Il Circolo degli Amici di EVA) e poi dei famosi tre "libelli", o mook, o program book, che vennero commercializzati in Giappone insieme ale originali uscite cinematografiche di DEATH&REBIRTH e THE END OF EVANGELION. È anche lo stesso articolista tradotto dal nostro Garion per le sue "Memorie di Animage", nonché il mantenitore della prolifica rubrica web chiamata WEB ANIME STYLE, molti articoli delle quale sono stati nel tempo dedicati proprio a EVANGELION. La seconda è stata (poiché purtroppo scomparsa di recente, e prematuramente) una illustratrice freelance molto attiva nel settore, che non solo illustrava regolarmente gli stessi EVA Tomo no Kai, ma era un'affezionata del Wonder Festival, e della 日本SF大会 (Nihon SF TaiKai), ovvero la grande convention di fantascienza che quando fa tappa a Osaka prende il nome di DAICON. Molto attiva anche nel settore dei videogiochi, Miztama Keinojo ha disegnato per tante riviste ed editori e produttori, ma ben si coglie come fosse vicina ad ambienti "otaku" come quelli dell'originale GAINAX, tant'è che poi divenne articolista e commentatrice redazionale proprio in quegli stessi circoli. Altri nomi importanti sono quelli del giovane regista Ueno Toshiya, anche lui poi prematuramente scomparso, e del più anziano Okamoto Kihachi, notoriamente molto amato da Anno Hideaki. Un altro nome importante è quello di Oomori Nozomi, un critico letterario e saggista assai preminente del settore della SF giapponese. Come riviste, la parte del leone la fanno ovviamente Newtype (della Kadokawa Shoten) e l'ormai istituzionale Animage di Tokuma Shoten. La Kadokawa Shoten era uno dei due sponsor originali di EVANGELION (l'altro era la SEGA) e ne pubblicava anche il manga, non stupisce quindi che i primi due articoli sulla serie animata, precedenti al suo debutto in TV, compaiano proprio sulle pagine di Newtype, risultando molto preziosi come fonti di dati originali. Molto importante però è anche la presenza di MEGU, che era la rivista nata dalle ceneri della celebre OUT, la famosa testata settantina di sottocultura pop che pubblicò lo storico speciale su Uchuu Senkan Yamato che si considera il vero punto d'innesco dell'anime boom (un evento molto caro allo stesso Anno Hideaki, che definisce quel servizio giornalistico come "leggendario", nonché a uno studioso di anime che fu tra i principali interpreti di quel momento ovvero Hikawa Ryuusuke, la cui competenza nel settore è forse paragonabile solo a quella di Okada Toshio). Veniamo quindi ai più significati servizi giornalistici su riviste non specializzate sull'animazione: Rivista Uscita Contenuto 『Uwasa no Shinsou』 1996/gen 「Le ripercussioni di『EVANGELION』– il ribollire delle lamentele sul finale 」 『TechWin VideoCD Magazine』 1996 (vol6) Montaggio in VideoCD con riassunto del primo episodio 『Internet Mania』 1996 (vol3) Presentazione di homepage riferite a EVA 『Gendaishisou』 1996/giu Breve trattazione nell'editoriale 『Shousetsu June』 1996/giu (n°79) Specialino「ShinSeiki EVANGELION」 『Shuukan Bunshun』 1996/giu/13 「『ShinSeiki EVANGELION』più fantastico di Uchida Yuki」 『Shuukan Yomiuri』 1996/giu/23 「La popolarità di EVANGELION prende a calci anche Komuro Tetsuya?」 『lui japon Scholar』 1996/lug/11 Articolo sul soundtrack di EVA svettato al primo posto dell'Oricon 『SF Magazine』 1996/aug 「Il mondo di ShinSeiki EVANGELION」– dialogo tra Anno Hideaki e Oomori Nozomi 『ACROSS』 1996/aug Dialogo tra Takekuma Kentarou e Okada Toshio 『Shousetsu June』 1996/aug (n°80) Intervista al regista Anno Hideaki, poi raccolta nel libro "Zankoku na Tenshi no You ni" 『STUDIO VOICE』 1996/aug 「『ShinSeiki EVANGELION』e il suo impatto」 『Dela Beppin』 1996/aug Approfondimento sulla regia con Okada Toshio 『EUREKA』 1996/aug Articolo:「Japanimation」 『QuickJapan』 Vol.9 (1996/aug) Intervista lunga ad Anno Hideaki. Stessi contenuti di『SCHIZO・EVANGELION』 『Big Tomorrow』 1996/set Analisi di Kayama Rika 『Bessatsu June』 1996/set Pubblicazione della prima e seconda sceneggiatura del ventiquattresimo episodio 『Intercommunication』 1996 (Vol.18) Saggio di Azuma Hiroki 『STUDIO VOICE』 1996/ott Intervista a regista Anno 『Kenichiku Bunka』 1996/ott Saggio di Ueno Toshiya 『Takarajima』 1996/ott/16 「Rapsodia del bollente merchandise di "EVANGELION"」 『A: BigComic Architecture』 1996/giu Intervista a Ootsuka Eiji 『QuickJapan』 Vol.10 (1996/ott) Intervista lunga ad Anno Hideaki. Stessi contenuti di『PARANO・EVANGELION』 『Bessatsu June』 1996/nov Intervista al regista Anno, poi raccolta nel libro「Zankoku na Tenshi no You ni」 『Kenchiku Bunka』 1996/nov 「Città al fronte」di Igarashi Tarou 『Model Graphic』 1996/nov Saggio di Odagiri Hiroshi 『AERA』 1996/nov/04 「EVANGELION: gli anime giapponesi si globalizzano」 『TECH Win MPEG SPECIAL』 1996 (Vol.2) Video intervista ad Anno Hideaki e altro 『Shuukan Playboy』 1996/dic/10 「Gli anime da qui in avanti punteranno a "ShinSeiki Evangelion"!」 『Shuukan Shinchou』 1996/dic/12 「Cos'è『ShinSeiki EVANGELION』, dal grande boom senza precedenti?」 『DIME』 1996/dic/19 「La realtà dell'anormale popolarità di『ShinSeiki EVANGELION』」 『SAPIO』 1996/dic/25 「Il boom de『La rivoluzione intracranica』e『EVANGELION』danno l'allarme!」di Miyazaki Tetsuya 『QuickJapan』 Vol.11 (1996/dic) Recensioni incrociate sugli ultimi 2 episodi 『Takarajima』 1997/gen/22 「Quest'anno grandi attese per la febbre del merchandise di 『EVA』!」 『Josei Jishin』 1997/gen/21 Articolo non significativo di 3 pagine 『Zaikai』 1997/gen/28 Strabiliante mole di vendite di CD e videocassette 『AERA』 1997/feb/03 「Il popolare『ShinSeiki EVANGELION』 verso il debutto cinematografico」 『Shuukan Houseki』 1997/feb/13 Presentazione del fenomeno EVA 『QuickJapan』 Vol.12 (1997/feb) Progetto speciale del debutto cinematografico. Divertente mini-enciclopedia di EVA 『The Television』 1997/feb/28 I tre enigmi che hanno sollevato il fenomeno EVA 『TOKION』 1997 – primavera Dialogo tra Anno Hideaki e Pierre Giner 『STUDIO VOICE』 1997/mar Speciale esteso di ben 40 pagine 『Puff』 1997/mar Speciale d'apetura 『Uwasa no Shinsou』 1997/mar 「L'altro lato di EVA」– solo veri pettegolezzi. 『FOCUS』 1997/mar/05 Festa d'avvio di EVANGELION 『Nikkei Architecture』 1996/mar/10 「La possibilità delle『Architetture visionarie』disegnate dagli artisti」 『PIA』 1997/mar/11 「Ci sto dentro! EVANGELION」 『The Television』 1997/mar/14 In tema di anime, che cosa sia EVANGELION 『Shuukan Asahi』 1997/mar/14 Discorso sulla bambola a grandezza naturale di Ayanami Rei 『The Television』 1997/mar/21 Speciale dedicato al film「SHITO Shinsei」 『Kinema Junpou』 1997/mar-fine (n°1218) Speciale dedicato al film「SHITO Shinsei」 『AERA』 1997/mar/24 「「L'incompletezza」per ritardare la morte degli anime」 『Bart』 1997/mar/24 「ShinSeiki EVANGELION – la ricerca del segreto dell'adultità」 『FOCUS』 1997/mar/26 Rapporto sul debutto della versione cinematografica 『Shuukan Jitsuwa』 1997/mar/27 「Lo stato di furia dell'Eva」 『Shuukan Yomiuri』 1997/mar/30 Discorso sulla bambola a grandezza naturale di Ayanami Rei 『TechWin MPEG Special』 1996 Vol.5 Articolo su Ayanami Rei 『Gekkan Kadokawa』 1997/apr 「Ma『ShinSeiki EVANGELION』che sarebbe? Per i film che dovranno arrivare」 『Nikkei Entertainment』 1997/apr 「Non vuoi più saperne e quindi non ti passa più? Conoscenza di base di『EVANGELION』」 『ShinKenchiku』 1997/apr 「Commento」di Muramatsu Shin 『Josei Seven』 1997/apr/03 「Ma che ci sarà di così tanto fantastico in『ShinSeiki EVANGELION』?」 『Sunday Mainichi』 1997/apr/06 「La "pericolosità" dell'anomalamente popolare『EVANGELION』e della Generazione Aum」 『Shuukan Playboy』 1997/apr/08 「Le maestose ragioni per cui l'anime "autoesplosivo" EVANGELION è un grande successo」 『Shuukan Shinchou』 1997/apr/10 Il mercato del sesso di EVA 『The Television』 1997/apr/11 「La febbre di『EVA』, colpo diretto sulle isole giapponesi!」 『Shuukan Dokushojin』 1997/apr/11 Saggio di Miyadai Shinji 『Shuukan Josei』 1997/apr/15 「Un milione di persone incastrate! ShinSeiki EVANGELION è un evento! Catalogo completo」e altro 『Takarajima』 1997/apr/16 「Un anime super-popolare, che a un bel momento viene chiamato "fenomeno sociale"」 『DIME』 1997/apr/17 Il mercato di Kimura Kazuhisa 『Shuukan Dokushojin』 1997/apr/18 「Rapporto di cultura giovanile」 『FLASH』 1997/apr/20 Lezione su EVA secondo Okada Toshio 『nmp』 1997/apr/29 「Ma come si è generato l'EVANGELION-style?」 『QuickJapan』 Vol.13 (1997/apr) Tavola rotonda su DEATH&REBIRT, di ben 38 pagine. 『BART』 1997/apr/29 (No.9) 「La vera natura della sindrome da EVANGELION incombe!」, di Mochida Shuuichi 『INTERNET DA』 1997 vol.11 Presentazione di homepage e del fenomeno. Include anche un discorso del PR della GAiNAX 『SPA!』 1997/apr/30-mag/07 (comb) 「Che cos'è EVANGELION?」 『ACROSS』 1997/mag 「La festosa rappresentazione chiamata EVANGELION」 『BORDERLAND』 1997/mag 「I messaggi subliminali di EVANGELION」 『WIRED』 1997/mag 「La fine del mondo è questa qua」 『Wedge』 1997/mag 「La sindrome di ricerca dell'io che si accalca su EVA」 『Ushio』 1997/mag 「I giovanotti infervorati di ShinSeiki EVANGELION」 『Shuukan Dokushojin』 1997/mag/02 Saggio di Ueshima Keiji 『SCIaS』 1997/mag/02 「Cos'è che guarisce l'animo dei giovani?」 『BART』 1997/mag/12 (No.10) 「L'enigma di EVANGELION」 『Intercommunication』 1997/mag/21 「La torsione di finzione e realtà」 『dacapo』 1997/mag/21 「Ma perché『ShinSeiki EVANGELION』è di tendenza?」 『GON!』 1997/giu 「EVANGELION, a questo punto」 『Comickers』 1997/giu 「EVANGELION – I "fumettoromantici" del nuovo secolo 」 『THE21』 1997/giu 「『ShinSeiki EVANGELION』sarebbe?」 『EUREKA Rinjizoukan』 1997/giu Murakami Ryuu:「Letteratura dei postacci」 『FOCUS』 1997/giu/18 Anteprima dal filmato live-action di THE END OF EVANGELION 『Shuukan TV Gamer』 1997/giu/20 「Guida completa al merchandise di EVA」 『Tokusho no Izumi』 1997/estate 「Autopresentazione『Un'introduzione agli studi su EVANGELION』」 『MU』 1997/lug 「Decifrazione completa di『ShinSeiki EVANGELION』」 『Da Vinci』 1997/lug 「Ma i lettori dignitosi di manga dove sono andati a finire?」 『INTERNET DA』 1997 vol.13 Grande speciale sulle homepage di EVA 『AERA』 1997/lug/28 (No.31) Articolo 「Tutto su EVANGELION」– intervista ad Anno Hideaki e altro 『Newsweek Nihongoban』 1997/lug/30 Copertina con Rei e Shinji 『Shuukan Shounen Magazine』 1997/lug/30 (No.33) Dialogo tra Anno Hideaki e Fujisawa Tooru, illustrazioni e saggi "EVA secondo me" dagli autori della rivista 『MU』 1997/ago 「La rivelazione di『THE END OF EVANGELION』」 『WIRED』 1997/ago 「Una narrazione in qualità di single」 『Nikkei Entertainment』 1997/ago 「Prima dell'uscita di『EVANGELION』&『Mononoke Hime』」– interviste a Miyamura Yuuko e Miyazaki Hayao 『PC DECO』 1997/ago EVA e Internet 『EYE•COM』 1997/ago/01 Intervista a Kamimura Yasuhiro del reparto network della GAiNAX 『Shuukan Post』 1997/ago/08 「EVANGELION per le persone sconosciute」 『Shuukan Asahi』 1997/aug/15-22 (comb) 「I punti affettivi che legano『Jungle Taitei』e『Mononoke Hime』e poi『EVANGELION』」 『EYE•COM』 1997/aug/15-set/01 (comb) Intervista a Kamimura Yasuhiro del reparto network della GAiNAX 『Young Animal』 1997/ago/22 Dialogo tra Anno Hideaki e Ninomiya Hikaru 『Young Animal』 1997/set/12 Dialogo tra Anno Hideaki e Ninomiya Hikaru 『EYE•COM』 1997/set/15 Intervista a Kamimura Yasuhiro del reparto network della GAiNAX 『FRIDAY』 1997/set/19 Le sembianze da Ultraman di Anno Hideaki 『QuickJapan』 Vol.15 (1997/aug) Conversazione su Mononoke Hime vs THE END OF EVANGELION 『Comic Box』 1997/ott 「Ma che è successo con EVANGELION」 『Shokun!』 1997/ott Critica ad EVA di Miyazaki Tetsuya 『MacUser』 1997/ott I font utilizzati in EVA 『Gekkan Evah』   Nessunissimo legame con EVANGELION, la scrittura è "Evah" Poi ci sarebbe anche un piccolo omake, ovvero:『AERA』 1998/aug/31 Intervista al regista Anno Hideaki al debutto del suo nuovo anime『Kareshi Kanojo no Jijou』 In ogni caso spero possa essere evidente agli occhi di tutti il livello di "fenomeno di costume" che raggiunse, nel 1996 e 1997, l'anime chiamato ShinSeiki EVANGELION. Ovviamente, il fatto che una serie animata nata in sordina, senza grossi sponsor né finestre di visibilità nazionale, fosse cresciuta al punto di approdare nelle sale cinematografiche, beh, già quello sarebbe stato abbastanza sensazionale. Ma se si guarda la varietà delle testate non di settore dell'animazione che hanno dedicato spazio al fenomeno, e il loro volume complessivi, e la loro variegata estrazione, viene onestamente un almeno capogiro. Si parla di riviste della neonata vague di comunicazione digitale, certo, ma anche di tantissime testate di costume giovanile, persino di critica sociale, di tendenze urbane, addirittura di cultura popolare tout-court. A più riprese si citano tensioni psicologiche e dell'Aum Shinrikyou. E questo non è un parallesismo fatto da qualche weaboo che cerca di darsi un tono con lo studio a distanza (temporale, spaziale) della storia giapponese contempranea, questo è il Giappone che si interrogava su sé stesso, e davvero a caldo. L'altro dato rilevantissimo e he furono numerosissime le firme autorevoli "prestate" a tale copertura giornalistica nazionale durata in effetti quasi due anni interi. Si parte con nomi relativamente noti, come Oomori Nozomi e Okada Toshio (con Takekuma Kentarou), ma dopo un'analisi di Kayama Rika si arriva ben presto a veri saggi di veri studiosi e letterati, quali Azuma Hiroki, Ueno Toshiya, Ootsuka Eiji, Igarashi Tarou, Odagiri Hiroshi. Fa poi una comparsa anche la mia vecchia conoscenza personale Pierre Giner, che ai tempi collaborava con Dynamic Vision e che intervistò Anno Hideaki – sempre con Pierre io stesso cenai con la GAiNAX a Roma e intervistai Sadamoto Yoshiyuki a Parigi. Ma a questo punto, ci si avvicinava all'apice del fenomeno, e l'interesse per EVANGELION arrivò persino su riviste di architettura, di scienze, nonché sull'autorevole testata di cinema Kinema Junpo. Dopo la firma di Muramatsu Shin compare addirittura quella del filosofo Miyadai Shinji, che insieme a quella già citata di Ootsuka Eiji mi pare davvero la più autorevole in assoluto. Un nuovo contributo di Okada Toshio e poi saggi di Ueshima Suuichi e Mochidai Kenji. A questo punto, forse per il suo apprezzamento dichiarato da parte del regista Anno Hideaki, viene tirato in ballo anche Murakami Ryuu, che è un po' l'apoteosi della subcultura che lambisce la cultura nazionale, perché parliamo di una autore giapponese di letteratura considerata "alta". Poi nell'estate del '97 si passerà al dualismo tra THE END OF EVA e Mononoke Hime, un confronto che tenne banco nel settore dello spettacolo giapponese nell'estate del 1997, davvero notevole l'intervista doppia tra Miyazaki Hayao e... Miyamura Yuuko. Interessante che poi si tiri dentro anche l'opera di Tezuka Osamu (su una rivista nazionale della Asahi). In seguito si arriverà a dare spazio a una figura chiave della GAiNAX ma sempre molto sottotraccia, il signor Kamimura Yasuhiro, e poi ancora Ninomiya Hikaru e Miyazaki Tetsuya. Ora, io non so quanti di voi conoscano quanti di questi nomi, dico di testate e personalità. Io nel tempo ne ho indagati molti. Ho anche cercato e letto parecchi dei loro contributi. Almeno sui principali sarebbe mia intenzione andare a elaborare un po' nel proseguo di questo stesso thread (o del suo gemello). Ma lasciatemi dire una cosa, qualora non fosse evidente e chiaro a tutti: l'impatto che ebbe ShinSeiki EVANGELION sulla società giapponese, sul costume e sulle tendenze giapponesi, sul mercato e sul mondo degli anime e dell'intrattenimento, fu semplicemente senza precedenti. Ma proprio come ordine di grandezza. Nel corso di tanti anni di frequentazione anche di questo forum ho letto saltuariamente taluni utenti che, non essendo estimatori dell'opera, o essendone legittimissimi avversatori, magari hanno talora teso a ridimensionare con gli argomenti più futili e provinciali la reale portata che ShinSeiki EVANGELION ebbe nel suo mondo, il Giappone. Fare ciò è in realtà semplicemente ridicolo. Ovviamente dire che ShinSeiki EVANGELION sia – che so – "un capolavoro" resterà sempre un giudizio di valore e come tale per me resta sempre del tutto personale, ma la portata del suo fenomeno è al contrario qualcosa di totalmente fattuale, obiettivo, comprovabile: l'impatto del successo di EVANGELION e il segno che lasciò non è semplicemente paragonabile a nulla dello stesso ambito, né prima né dopo. Se parliamo del periodo dall'inizio dell'anime boom, stiamo chiaramente parlando di un fenomeno la cui magnitudo surclassò persino quella di Uchuu Senkan Yamato (la serie iniziatrice dell'anime boom stesso, a partire dal celebre special sulla rivista OUT), nonché la subito successiva dell'originale GUNDAM. Chiaramente da questi due successi, che erano esattamente i due che Anno Hideaki si era proposto esplicitamente di eguagliare, fino a quello ancora più grande di EVANGELION non vi fu nulla di lontanamente paragonabile a nessuno di essi. Ma anche tornando indietro: passando a ritroso per Alps no Shoujo Heidi fino a tornare ai classici dello spokon (solo Ashita no Joe, forse) e ancora più indietro bisognerebbe forse tornare fino al vero inizio nazional-popolare: Tetsuwan Atom e la guerra del cioccolato per bambini. Tutto questo semplicemente per essere chiaro e dare un'idea pur vagamente documentata della reale dimensione di ciò di cui stiamo parlando. E ci tengo a sottolineare che non ho riportato un terzo listino, quello degli articoli dedicati a EVANGELION comparsi sui quotidiani nazionali, il cui contenuto è forse fin troppo generalista per interessarci qui, ma che pure danno un'ulteriore idea delle proporzioni raggiunte dal fenomeno. Ovviamente non si è neppure parlato di tutti gli spazi televisivi dedicati all'opera e al fenomeno, cosa che sarebbe già più interessante. Dunque, in buona sostanza, di che cosa stiamo parlando? Non stiamo parlando delle VHS italiane (da me medesimo curate), delle fumetterie italiane e del First Impact (da me medisimo ideato e curato), di EVA su MTV Italia, della Renewal e della Rebuild, e non stiamo parlando neppure di EVA su Netflix nel 2019, no. Non stiamo parlando di queste cose perché stiamo parlando dell'opera originale e vera, e del suo contenuto e del suo autore e dei suoi creatori, e nel suo luogo e nel suo tempo, ovvero: ShinSeiki Evangelion, Anno Hideaki e GAiNAX, Giappone, 1995-1997. Tutto il resto, mi spiace dirlo ma anche no, è tutto sommato quanto più I N S I G N I F I C A N T E – insignificante se vi interessa la verità e il valore di EVANGELION.
  13. 2 points
  14. 1 point
    Peccato che se il pubblico occidentale è rappresentato dai disagiati urlanti sulla pagina FB di Netflix vuol dire che un adattamento fedele NON lo vuole Qua stai trollando durissimo? se c'è una roba per otaku è proprio Eva
  15. 1 point
    Credo di avere onestamente argomentato la mia percepita necessità dell'articolo all'inizio dell'articolo stesso. Com'è d'uopo.
  16. 1 point
  17. 1 point
    Articolo ineccepibile:-) Per chi fosse troppo pigro per leggerlo tutto ma insistesse col termine 'Angeli' si guardi almeno questa immagine che, pur essendo ovviamente ironica, è del tutto ufficiale.
  18. 1 point
    Dragon Ball Super non era distribuito da Koch Media, ma da Yamato e 01 Distribution, quindi non centrano niente, e probabilmente Yamato non centra nulla manco con Captain Tsubasa dato che Koch fa uscire molti titoli inediti in HV da sola.
  19. 1 point
    esistono tanti evangelion quante sono le persone che lo guardano, evangelion soggetto osservante ed evangelion oggetto osservato, l'evangelion dentro ciocozell e il ciocozell dentro evangelion
  20. 1 point
    Da AC (non solo) "Nell'ultima pagina del catalogo di Koch Media, nella sezione dedicata alle uscite home video dei prossimi mesi, compaiono anche L'impero dei cadaveri (primo film della trilogia di Project Itoh) e Captain Tsubasa, reboot fedele della serie storica Holly e Benji." Captain Tsubasa ... se fanno come fatto con DB Super, ciaone ... altrimenti perché no
  21. 1 point
    Ma no, i gusti non si discutono. E' che il primo film rappresenta la fine dell'adolescenza. E KOR di quello parlava. Il secondo con i protagonisti non più adolescenti è fuori tema.
  22. 1 point
    A causa dell’improvviso tempo libero di cui ho “goduto” recentemente mi son riletto Berserk. Innanzi tutto perché ne avevo voglia. Poi, per vedere se la leggenda dell’epoca d’oro come miglior momento del manga fosse vera dato che, a leggere un volume ogni anno o giù di lì, avevo perso un bel po’ il filo del discorso. Mah, a voler ragionare a scaglioni diciamo che la mia impressione sull’opera di Miura è ora questa -Prima parte (quella del conte lumacone): tutto molto grezzo, dal tratto alla storia davvero basica. Sinceramente il vero lato forte di questa parte è l’aria malata che (credo anche involontariamente da parte di Miura) si respira. -Seconda parte (quella del flashback): da qui il fumetto migliora a vista d’occhio diventando un’opera molto più strutturata e profonda. I disegni sono in crescita costante così come la costruzione della tavola e l’inventiva per le creature e le situazioni. Diciamo che l’unico problema di rilievo è che rende il Berserk degli inizi arido e difficile da continuare sulla scia della sola vendetta del protagonista. In effetti tutto poteva finire con Guts che va verso un destino di dannazione senza speranza e morta lì. -Terza parte (quella fino al duello sulla collina delle spade): qui Miura si vede costretto a strutturare la sua opera ben oltre alla vendetta del suo solitario protagonista. Dopo l’eclissi era impossibile tornare alle atmosfere scarne degli inizi. Beh, direi che il nostro riesce in pieno nel compito prendendosi anche il rischio di mettere un capitolo “stand alone” (la valle degli elfi) dopo il climax assurdo dell’eclissi. Il risultato è un arco narrativo che nel suo insieme da moltissime soddisfazioni e che se si può considerare inferiore all’età dell’oro è solo perché meno narrativamente definitivo. Però c’è da dire che i disegni, l’evoluzione del protagonista e i nuovi comprimari spaccano (Mozgus vero mito e il duo Farnese/Serpico interessantissimo). Inoltre il mondo di Berserk viene allargato moltissimo senza le solite cartine geografiche da classico fantasy. -Quarta parte (dalla formazione della compagnia fino all’armatura passando per i troll): qui qualche problema salta fuori. Non tanto per la svolta da fantasy classico o per la streghetta che a leggere con calma i volumi uno dietro l’altro son pure ben inserite e sviluppate (oltre che quasi inevitabili vista l’ampiezza che hanno raggiunto gli eventi narrati) ma per l’inserimento dell’armatura del berserk. Innanzitutto io avrei evitato l’uso del termine berserk all’interno di Berserk dopo una ventina e passa volumi. Poi fin da subito questo elemento si è rivelato un power up ambiguo dato che Guts anche con questa armatura è ben lontano dal solo impensierire il suo antagonista. Quindi? Spunto da sviluppare con calma più avanti? Legame che permetterà di raccontare la storia del cavaliere del teschio? Probabilmente tutte e due. Per il momento, a leggere questo arco narrativo l’armatura del berserk ha un po’ impoverito il personaggio di Guts visto che il suo gran fascino stava anche nell’essere un uomo opposto a un fato gigantesco. Comunque, i disegni qui raggiungono una fase sublime così come la composizione delle tavole. I nuovi personaggi inseriti appaiono in divenire e difficilmente inquadrabili (a partire dalla nuova squadra dei falchi che almeno visivamente comunque spacca). Menzione d’onore al flashback su Farnese e Serpico. -Quinta parte (la guarra con i Kushan fino alla partenza in nave): questo arco narrativo appare forse di transizione per i protagonisti ma di grandissimo impatto per i macro eventi narrati. La guerra tra la squadra dei falchi e i Kushan è di proporzioni titaniche e certi volumi scorrono che è una gioia per gli occhi. Totalmente accantonata la grezza povertà dei primissimi volumi ci si ritrova con un affresco fantasy amplissimo ricco di personaggi e creature. Anche qui, alcuni difetti vanno a parare verso l’armatura del berserk che danno a Guts i mezzi per affrontare medici forse troppo grandi. Sinceramente avrei preferito una fuga dal porto più disperata tra le fila dei due mostruosi eserciti messi in campo dalle fazioni avverse. Inoltre, Shilke e Isidoro sono ancor tutto sommato tenuti sotto controllo (soprattutto il secondo). Bene, fin qui posso parlare con una discreta cognizione di causa essendo archi narrativi conclusi. Ma veniamo alla sesta parte (il dio marino e l’isola degli elfi): ecco, sinceramente tutte le critiche negative che ho letto negli anni sulla deriva di Berserk vanno a mio avviso a finire su questa ultima manciata di volumi (due, due e mezzo su quaranta). -Il rallentamento narrativo. Sinceramente la battaglia con i pirati mostruosi è superflua. O meglio lo è quando i pirati tornano impossessati dato che la prima battagli navale è buonissima variante narrativa e possibilità per una volta di mettere Guts in panchina. Invece si perde un volume su l’ennesima battaglia mostruosa che oltretutto dopo il battaglione al porto appena affrontato appare inutile e ripetitiva. -La comicità invadente. Anche qui, in tutta sincerità in Berserk ci sono sempre stati inserti dal grottesco/ironico all’improprio anche nei momenti di grande patto (Mozgus e il suo god cannon a esempio) ma qui, Miura pare proprio aver perso la bussola. L’esempio che voglio fare non sono un Puk&Isidoro ormai persi nel SD perenne ma il personaggio di Magnifico. Leggendo Berserk annualmente non avevo fatto caso a come questo personaggio era stato inserito, come un pavido magari ma per nulla stupido! Il suo discorso con Roderick sul balcone della festa è tutto tranne che semplicistico o comico. Ecco, non riesco a capire come un personaggio che Miura aveva caratterizzato come poche pennellate così ben centrate sia diventato in un paio di volumi la macchietta della storia. Ripeto, questo è l’esempio forse più diretto e lampante della bussola smarrita da Miura perché se Isidoro a esempio poteva reggere nel suo lungo arco narrativo una deriva “picaresca”, Magnifico no, è proprio andato in vacca. -Infine, pure il disegno l’ho trovato svogliato nella fase del dio marino (troppe tavole dove si affollano personaggi a fare da semplici cronisti agli scontri di Guts oltre a molte soluzioni grafiche sgonfie, a esempio il re degli elfi simil kitsch) con il colpo di grazia del passaggio al digitale… Sarò onesto, ero totalmente all’oscuro di questa svolta “tecnologica” di Miura ma leggendo i volumi 39 e 40 è impossibile non notare un generale impoverimento del disegno con tavole più scolastiche e anatomie e pose molto più rigide del solito. Poi, Miura compie anche il classico errore del principiante digitale ingrandendo la tavola su cui lavora rendendo sì il dettaglio maniacale ma pure fastidioso all’occhio di chi legge. Un personaggio in secondo piano è naturale che subisca una sorta di sfumato atmosferico, renderlo al contrario iper definito finisce per appiattirlo. Davvero, non riesco a capire come si sia compiuta una scelta così scriteriata arrivati a questo punto della serializzazione. Riassumendo, pur sfatando la fola di Berserk decaduto dopo il flashback ho chiuso la lettura col timore inflittomi dagli ultimi due volumi. Berserk è un grandissimo fumetto per quasi 40 volumi (e dici poco, eh?) e spero che le debolezze degli ultimi due siano difetti passeggeri dovuto magari a una naturale fase di stanca del suo autore che spero possa riprendersi quanto prima. Insomma, mi auguro che a opera finita ci si possa ridere su sui volumetti dell’isola degli elfi come si sorvola sugli episodi dell’isola di Nadia…
  23. 1 point
    Mi sembra 10€ ad uscita? Se mettiamo quattro episodi a dvd, sono circa 13 uscite. (12*10)+1.99(la prima costa sempre 2€ tipo)=121.99€
  24. 1 point
  25. 1 point
    Ho visto le ultime tre putnate finalmente. Non. Sto. Piangendo. E'stato bellissimo
  26. 1 point
    Qui trovi una lista abbastanza esaustiva di tutti i manga pubblicati in Italia che sono stati interrotti. A volte in patria e a volte dagli editori italiani: https://www.ilbazardimari.net/approfondimenti/manga-interrotti-in-italia/
  27. 1 point
    Il sangue del nonno di legosi sta prendendo il sopravvento tanto quanto il sangue del padre dell'autrice.
  28. 1 point
    grazie, aspetto le review se devo compralo
  29. 1 point
    E pensare che ci sarebbero film passati molto più meritevoli di essere riportati alla loro forma originale, mi viene in mente l’infernale Quillan di Wellls, che ha dovuto aspettare 50 anni prima che lo riportassero alla versione del regista prima di essere stato massacrato dai produttori o peggio ancora Star wars
  30. 1 point
    Secondo me è tutto illegale. Tanto chi lo controlla?
  31. 1 point
    Io mi chiederò sempre come questo qua riesca anche solo ad andare a parlare dai giapponesi.
  32. 1 point
    Thank you boys, Scusate ma non avevo proprio visto il topic :-)
  33. 1 point
    Qualcuno dovrebbe far vedere a Snyder quest'immagine e dirgli che vale anche per le scene d'azione.
  34. 1 point
    Eh, aspetta la prossima puntata e ne riparliamo. Poi sia chiaro, Claire a me fa sangue come pochi, magari mi capitasse fra le mani (compiuti i 18 anni ovviamente) Lo sto amando tantissimo. La doppiatrice di lei è bravissima. Devo vedere la nuova puntata sulla maledizione. Kakushigoto ha concluso con un cliffhanger l'ultima, vediamo un po' cosa esce fuori
  35. 1 point
    Certamente. Ma cercavo di interpretare la frase di Pirkaf. Magari ha fatto confusione sui ruoli, oppure poteva riferirsi al fatto che per Netflix tu finora hai solo adattato (Bleach e Eva, a memoria) e non diretto. Ma, ripeto, lascio a lui chiarire:-)
  36. 1 point
    Nel manga la notavano. Lui diceva che il gatto l'aveva graffiato, la sua amica (quella copiata dal trio di Karakai No Jouzo) rispondeva che solo una tigre poteva lasciargli una cicatrice simile. Più realisticamente magari essendo una cicatrice c'è l'usanza di non fare domande per non mettere in imbarazzo l'interlocutore, non so
  37. 1 point
    Basta ricordare Giopizzo che ha partecipato ad una live caricando hype in un modo vergognoso senza aver visto mai Eva. Comunque hai inquadrato la questione in modo molto chiaro. Non quasi subito, anche prima che uscisse è stato rinnegato.
  38. 1 point
    sono per lo più persone a cavallo tra i 20 e i 30 anni che mi sembra da quello che ho visto non hanno nemmeno ben capito di cosa parla Evangelion. per carità ci sono gli " opinion leader" che ne sanno a pacchi e hanno guidato la rivolta, ma il grosso della ribellione è stata fatta tramite retweet di analfabeti di ritorno da social.
  39. 1 point
    Il pre ordine è possibile solo tramite Facebook? Non ho un account e vorrei tenermene lontano il più possibile.
  40. 1 point
    A me stanno abbastanza antipatiche entrambe. La ragazzina è palesemente immatura ed innamorata di lui senza un perché (va bene il colpo di fulmine, ma almeno dovresti apprezzare il carattere di lui, cosa al momento decisamente ardua). La prof ha una storia tragica, ma dopo 5 anni non puoi ancora smaronare le palle alla gente con un ragazzo morto di cui eri innamorata. Posso capire dopo sei mesi, un anno. Due, tre. Oh, ciccia, sono cinque anni che è morto e sapevi che sarebbe successo. Ma alla fine non è un grosso problema, perché anche il protagonista lo trovo irritante come pochi. L'unica persona che mi piaceva era la sua ex, che è durata solo una puntata...
  41. 1 point
    Tre opinioni molto differenti su Fireworks: https://magazine.pluschan.com/tre-opinioni-su-fireworks-vanno-visti-di-lato-o-dal-basso/ !
  42. 1 point
    Beh, parliamo di girella in fin dei conti: https://mikimoz.blogspot.com/2020/03/mistero-sigla-lamu-risolto-dammicco-kaniel.html Pare che abbiano risolto il mistero della sigla di UY/Lamù. E' talmente un bordello che ci posso anche credere
  43. 1 point
    Prendi questa tabella che è vecchia e potresti aver già visto (i numeri dipendono molto anche dalle rsa che hanno risposto, quindi hanno il tempo che trovano i confronti): (riferito ad un indagine sulle RSA di merà aprile) come vedi ci sono parecchi decessi per sintomi simil influenzali che non sono stati testati col tampone.
  44. 1 point
    grazie, questa cosa della biografia mi mancava..vediamo come la realizzerà..
  45. 1 point
  46. 1 point
    wabbe pure le citazioni Vediamo se l'harem di allarga:
  47. 1 point
    https://www.tpi.it/cronaca/vespignani-coronavirus-intervista-virologi-italiani-e-3t-20200503595940/ Intervista molto interessante (nonostante il sito che la ospita), con cui sono totalmente d'accordo. Molti qui credo di no.
  48. 1 point
    Intervista a Shito. Siccome si parla parecchio -ma non solo- dei Ghibli credo si possa mettere qui.
  49. 1 point
  50. 1 point
    Ho letto un po' gli articoli e la questione è interessante da seguire e complessa da commentare. Già come ai tempi di Eva però possiamo dire che oltre che navigatori, poeti, santi, ct della nazionale gli italiani sono anche un popolo di traduttori e adattatori.
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