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Shito

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  1. Tornando in topic (est modus in rebus). Per i quattro interessati (sonoichi). A parte weblio che parla di dialetto dell'Hokkaido, e altre sparute fonti che lo attestano come dialetto di Kagoshima, personalmente avevo trovata questa come la fonte più interessante, oltre che credibile: https://www.kaigaikakibito.com/blog/japanese-obsolete-words-dictionary-shigo-jiten-chocchi/ L'articolo in realtà lo scovai poco dopo che avevo scelto la mia resa di "chocchi", ma confermava quello che avevo discusso con un amico giapponese un po' più anziano di me (lo chiamo -senpai), appassionato di anime, con cui avevo molto approfondito soprattutto sui "toni" linguistici dei personaggi (e sull'Aum Shinrikyo ai tempi di Eva). Per chi non sa leggere il giapponese, su quella pagina si attesta "chocchi" come una parola che ebbe un suo momento di voga negli Anni Ottanta, derivata (deprecata) da "chotto", che è giapponese standard (sub-standard, in realtà) e vuol dire "un pochetto". Nella pagina si attestano anche le sfumature di "chocchi" come "ancora meno di pochetto", e "con una forte nota di frivolezza". Aggiungo io: eufemistica. Se non fosse stata una parola inventata/deprecata da una standard (cosa pur compatibile con una sua eventuale provenienza dialettale, ma non così riconosciuta come tante di kansaiben, per capirci), avrei usato "un pizzico" o "un pizzichino". Il senso è quello, la sfumatura cretinetta ed eufemistica pura. Ma volevo una parola pressoché neologistica e derivata/deprecata da "pochetto". Sono ancora del tutto convinto che "pochitto" sia l'opzione migliore. Per rendere quello che "chocchi" è in originale. :-) Anche perché Misato è così. Usa un sacco di parole frivole ottantine, per cui Anno Hideaki ha una passione. Ad esempio nell'episodio6 c'è "paapeki", fusione di "paafekuto" (perfect) e "kanpeki" ("perfetto" in giapponese). Un'altra parola sul genere è, benché substandard, "sharakusai", che il mio corrispondente giapponese mi spiegava nel dettaglio essere stata popolarizzata negli ottanta da un particolare manga più o meno di nicchia che si chiamava, ma non ne sono affatto certo, Shoujo-Oyabun o qualcosa di simile, me lo farò rispiegare. Nel caso di "chocchi", pare che la provenienza sia un'imitazione che faceva tale Kataoka Tsurutarou di tale Ken'youkou Gushi. Un cosa tutta pugilistica. La cosa sarebbe attestata anche nell'ultima riga di quell'articolo: 片岡鶴太郎さんが具志堅用高さんのものまねをするときに、よく「ちょっちねー」とやっていた。 Anche se, a più approfondita ricerca (sì, la feci, l'ho fatta) pare che l'originale fosse "chocchune", non "chocchi", in quanto il personaggio imitato mi pare fosse di Okinawa. Questo tormentone è proprio attestato nel repertorio dell'imitatore (persino su wikipedia) e potete trovare video su youtube. Tuttavia, c'è chi ritiene che quest'ultimo collegamento fosse un comune errore di comprensione dei tempi, e che la fonte non fosse quello specifico tormentone: https://detail.chiebukuro.yahoo.co.jp/qa/question_detail/q10200473090 --- Next to come: MATANKI (non "tamakin", no). :-)
  2. Mi riferivo al verbo alla fine. Stai chiaramente facendo un calco da una frase giapponese, vero? Oppure imitando Yoda, eh? Just kiddin' and foolin' around btw. :-)
  3. In quella c'è un errore obiettivo di resa di traduzione, purtroppo. Per mia colpa, si intenda. :-( Era in lista di rifacimento come, versione corretta: «Dicendo a quel modo, se poi verrai spazzata via dalle bombe non vorrò saperne!» Ma non so se tu la "preferisca". ^^;
  4. Non tutti, e soprattutto non nel modo in cui nella nostra cultura odierna si intende "pensato per i bambini". :-) PS: se un bambino chiede un significato alla mamma è un bene per entrambi. Rotelle in movimento, curiosità intellettuale, atto affettivo educativo nella soddisfazione di quello. Cosa chiedere di più? Ah, sì... un prodotto d'intrattenimento "pensato per SEDARE i bambini". Certo, che stupido che sono, eh?
  5. Non hai capito il punto, che spiegato per iscritto sarebbe forse ancora più involuto? Per questo l'ho spiegato a voce. Nessun amico di quartiere, no. Né simili.
  6. Infatti il punto è sempre e solo non aggiungere inventando, per "spiegare" quello che si è deliberatamente deciso presumendolo. Non si sa a chi abbia provato a telefonare Shinji. Il suo commento di rinuncia non mostra alcun riferimento. Così è, tutto qui. Non c'è bisogno né di pensare, né soprattutto di aggiungere altro.
  7. Sì, lì – ma anche su Gunslinger Girl – l'uso di detti italiani era d'uopo. :-) Ovviamente senza forzature di contenuto, ma quando realmente calzanti sì.
  8. Sì, il cioccolato e la cacca è un po' così, perché nel detto giapponese c'è una similitudine formale (la forma, proprio) a fronte di una differenza di valore sostanziale / cosa splendida ( cosa orribile). Nel caso del cioccolato e la cacca la similitudine formale è il colore, mentre la differenza sostanziale qualitativa... beh. Choco: come ribadivo in un'ultime Live, non trovo mai sensato mettere detti reali italiani in bocca degli stranieri, perché detti, proverbi e frasi idiomatiche sono sostanza nella forma, e non ha senso che un giapponese anche tradotto e doppiato si esprima usandone.
  9. Non sappiamo a chi Shinji avesse provato a telefonare. Di certo non è una telefonata interrotta, ma una chiamata non inoltrata per linea interrotta da principio. Inoltre, sulla foto-biglietto di Misato c'è scritto solo "aspettami, che verrò a prenderti io" - non ci sono numeri di telefono personali. Di certo l'appuntamento era alla stazione. Con un no-show forse Shinji aveva chiamato la base, dato che la convocazione era da lì (non da Misato).
  10. Eh, ci avevo pensato molto, a quella frase. E non ne ero mai soddisfatto. Il verbo giapponese usato vuol dire proprio "perdere di vista" (c'è il kanji di vedere e il kanji di perdere, proprio), che in senso figurato indica anche il concetto di perdere le tracce di qualcosa che stai seguendo, oppure di perdere il contatto visivo (non in modo troppo specifico/militare, per il quale ci sono espressioni più specifiche, assai presenti nella serie). In realtà, credo che l'uso che fa Misato del verbo sia generico/figurato: non è che prima lo vedesse e poi no, è che ha "mancato" l'appuntamento, ovvero il contatto visivo. Nella scena, Misato sta girando a venti all'ora per le strade della città:è arrivata in ritardo abbastanza per non aver trovato Shinji in stazione, alla banchina, infatti lui è uscito sulla strad per telefonare. Questa è la prima battuta di Misato, e la sentiamo senza vederla. Serve per farci pensare "ok, è una cretina". una adulta svampita e idiota che manda una foto da pin-up a un quattordicenne per dagli appuntamento, e poi buca l'appuntamento. Complimenti. Anche la grammatica usata è quella di una ragazzetta svampita. Forse avrei dovuto usare: (FC) Ma come mi viene, mancarlo proprio in un momento simile?! Che disastro! ma così sembra quasi che gli abbia sparato senza colpirlo. Forse allora: (FC) Ma come mi viene, perderne le tracce in un momento simile?! Che disastro! ma così è fin troppo seria, operativa. Non da cretinetta. Quindi ho optato per la soluzione più simile all'originale, contando sulla stesso "senso lato figurato" del costrutto "perdere di vista". Ma ancora non mi convince troppo. :-/ Chissà, magari tra altri vent'anni avrò pensato a una soluzione davvero efficace! No, i tuoi dubbi sono legittimi. Erano anche i miei. Lo sono ancora.
  11. Ho ascoltato per la prima volta, adesso, il famoso doppiaggio della famosa scena dell'annaffiato. :-) Commento professionale: l'attore è molto bravo. Trovo sia un po' troppo giovane per il ruolo, ovvero la voce è adatta, ma si sente un po' di giovinezza "esperienziale/mentale" che viene dall'età anagrafica, ma questa è una cosa che in genere non viene molto valutata nel doppiaggio italiano, è per me una cosa insegnatami dai lavori con lo Studio Ghibli. Ma molto bravo, spero di poter in futuro avere occasione di lavorare con lui. L'errore di recitazione è che quando parte con la seconda frase, quella che inizia con "però", sale di tono, come a dare leggerezza, invece di scendere di un ulteriore gradino di tono e serietà, per ottenere un crescendo di gravità. Nel tutto la parte leggera è la prima: oh beh, io posso solo perdere tempo qui a morire, MA INVECE TU (serio) - la costruzione enfatica sarebbe questa. Anche con questa mancanza, però, benché la scena perda in effetto e impatto, io trovo che si capisca tutto per bene, anzi, per benino! Quindi boh, se questo è il peggio e il grave del doppiaggio fatto dal collega Mazzotta per Netflix... ma che problemi hanno tutti? ^^;
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