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Anche io mi ricordavo che veniva da un corto incluso in una novel, ma molto più avanzata. Ma mi confondevo con le foglie di bambù.
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L'Endless Eight fu geniale nell'uso del medium televisivo a attesa forzata nella messa in onda. Una cosa che sostanzializzava il contenuto narrativo nel consumo della narrazione. Mai fatto prima, ma più fatto dopo. Fu grandioso artisticamente nella creazione di otto storie identiche ma del tutto diverse nella loro rappresentazione registica, di mise en scene. Uno dei picchi più alti raggiunti dall'animazione giapponese essa tutta, in assoluto. OMAKE per Godai: avevi mai notato che: assomiglia un sacco, come mood, a: https://www.youtube.com/watch?v=MeWKvJSvZvE Ah, ma sono diversi come LA LUNA E LA LANA! Oppure, PERATOONS ante litterm. Assonanze.
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Insisto che l'Endless Eight sia stata la cosa più geniale fatta in animazione dai tempi di Uruseiyatsura2.
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
Shito replied to Taro's topic in Anime & Manga
Un film di quarant'anni fa. Davvero il mercato cinematografico è ormai solo un teatro di eventi. -
anonimo: è Orange Road SF, ma ancora più tragico di Ano hi ni Kaeritai. E più universale, anche. E più lolicon. Kawamori al 100%, insomma. I modellini sono belli, sì.
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No, saranno la stessa cosa. La CGI serve a fare brutti videogiochi che sembrano film e brutti film che sembrano videogiochi. Sembrano, sembrano, ma sono solo bruttura. Ovvero, lessicalemente, sporcizia ovvero una parte indebita da rimuovere.
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L'interminabile Scarlet. Ma è un videogioco?
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Oneesama: gattai shimashou! Noriko: oneesama! "Gattai" = unione a incastro combinato. Per gli ovvi doppi sensi vi rimando all'ep3 di Abesho. "Quando gli animi dei cinque saranno uno..."
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Gattai + Tiger?
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Credo tu abbia assoluta ragione. Nella mia percezione, Apple è sepre stata una azienda i cui prodotti avevano un fascino quasi "prosumer", fatti antemponendo la maniacalità del design alla funzionalità accertata. Da cui, un "look&touch&feel" molto asppagante, fatto di materiali selelzionati e lavorati in modo maniacale, anche eccessivo, ma adatto agli otaku. Apple e mainstream non avnno d'accordo. Non è la loro vera cultura.
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Ah, mi sono ricordato perché guardavo Gatchaman. Ero un fan di Moon Cresta e del suo sequel Terra Cresta. Credo il mecha fosse un rip-off di Gatchaman.
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La responsabilità della prima volta è assoluta.
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Ti ringrazio profondamente, infinitamente, per la considerazione che hai riservato ai miei umili sproloqui e alle mie vane elucubrazioni, in realazione al grande merito che arrivi a tributarmi. Essenzialmente, tu stai dando una dignità reale ai miei vaniloqui. Grazie, grazie, grazie. Parlando della tendenza ad "accumulare dati" come caratteristica descrittiva della metà otaku, a teorizzarla ed esprimerla fu Azuma Hiroki (vedi threat in merito), e di mio non mi sento di contraddirla, anzi la porto avanti con due elementi: 1) più che accumulare dati, gli otaku tendono a raccoglierli e catalogarli, ossia a collezionarli. Una mentalità da archivista, e questo perché: 2) gli otaku hanno un problema con l'impermanenza, ossia col fatto che le cose da loro amate siano destinate a svanire nel tempo, e quindi: 3) tutto si ricollega alla paura della crescita (cfr Ejisonta), come un "lasciar andare" l'infanzia, e i suoi feticci, da cui: 4) la tipica mentalità totemica dell'otaku, che tesorizza la solidificazione simbolica dei suoi ricordi, da supporti fisici ai modellini. Seguono due conclusioni: A) Quando quella dinamica si fa cieca, diviene quello che diciamo "girellismo". B) Credo che la radice del tutto sia una delle due paure radicali dell'uomo, ossia non quella della morte, ma quella dell'abbandono – la cui estrema versione è la paura della morte dei propri cari. C) Come si vede, il tutto è possibile solo a fronte di una passata infanzia di relativo benessere e gioia.
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Il punto, per me, è che non vedo il senso di tenere traccia delle falsificazioni. Né tenerne memoria. Dal mio punto di vista del tutto (per Kojève) inumano, il vero spazza via il falso e lo relega naturalmente quanto felicemente nell'oblio. Per Kojève io sarei inumano perché, essenzialmente, non mi interessano le persone. Mi interessano le cose, i fatti, persino le idee sono cose, ma le persone no. Credo sia come se io vedessi inconsciamente le persone come strumento della realtà fattuale, persino gli autori. Questa cosa è per me molto profonda e ha risvolti pratici che in più hanno, ancora una volta, definito inumani. Per esempio, siccome anche io sono una persona, non ho interesse per me stesso, per i miei personali ricordi, o che. Se ho sbagliato tutta la vita in qualcosa, che io sia stato incolpevolmente ingannato o sia stato l'autore stesso della mistificazione, quando scopro il vero sovrascrivo il falso che nella mia mente cessa semplicemente di esistere, e quanto più retroattivamente. Ovviamente questo mi rende del tutto incomprensibile chi coltiva affetto, ma anche solo interesse, per storpiature passate. Quella canzoncina di "La battaglia dei pianeti", per esempio, la ascoltavo da bambino alla tivvù. Ma la sua rilevanza? Trovo terribilmente interessante che la birra Yebichu venga da Oruchuban Yebichu, dove il fonema "CHU" è l'ibridizzazione di "SU" col vero dei topi/criceti, quindi O-Rusuban (お留守番, ossia colui che resta a "badare alla casa") dicenti O-Ruchuban, trattandosi di una criceta. Ho preso questa idiozia come esempio della cosa più cretina, stupida e insignificante che si possa. Ma è una cosa vera, fattuale, quindi mi interessa. Tutte le falsificazioni storiche, avessero pure causato guerre ed ecatombi, e non è il nostro caso, non riescono a sembrarmi rilevanti. Almeno da quando alle elementari sentii un "fructus ventris tuus" reso come "Frutto del seno tuo". Questioni di concavo e convesso, suppongo.
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Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
Shito replied to Shito's topic in La tesi dell'angelo crudele
AH, un appunto per gli interessati: 新世紀 <> 新生気 (ShinSeiki > NEON GENESIS), passando per 創世記. -
Go, go, it's time to go! E non ci indurre in tentazione.
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Scusa Shu, c'è una cosa che non capisco. Credevo fosse ormai noto, dichiarato, palese, che la logica di "importazione" di un prodotto subculturale "straniero" fosse quella di UTILIZZARLO COME MATERIALE. Parlando degli U.S. puoi citare Robotech fino ai Power Rangers, da storie reinventate, cucite, a pezzi rigirati. Tragicamente, non è neppure "tutto a caso", è proprio "tutto a comodo". Semplicemente, a NESSUNO interessa NIENTE ALTRO che SÉ STESSO. L'intrattenimento no è solo una forma di proiezione narcisistica, viene sempre esperito così. Ci sono eccezioni. Temo, e ribadisco TEMO, di essere sempre stato una di esse. Forse anche tu lo sei. Ma l'umanità, nella sua stragrande maggioranza, non funziona così. A nessuno interessa capire qualcosa di diverso dall'autocelebrazione del sé. Vale da Apostoli/Angeli in un cartone animato fino alla traduzione di una riga del Padre Nostro, dico la reale preghiera evangelica, tanto per restare in tema. IL VERO NON INTERESSA ALL'UOMO M A I e chi crede il contrario, in genere vorrebbe solo sentirsi migliore della sua stessa specie. Capisci, anche il narcisismo esiste in forma frattale.
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La Pagnotta Croccante si dà all'italiano (Crunchyroll)
Shito replied to mirkosp's topic in Anime & Manga
A quando un lungimirante analista del mercato cinematografico che titolerà una qualche rubrica insider con previsioni shock quali: "GLI ANIME SI PRENDERANNO TUTTI GLI SLOT"? Spoiler4U: not gonna happen. -
Sì, periodicamente lo carico-scarico. :-) Il 13mini l'ha comprato quest'anno la mia consorte, ha una durata WoW, ma... è un brutto numero. ^^;
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
Shito replied to Taro's topic in Anime & Manga
Quel brano è usato per la chiusura dei negozi, quando cessa l'orario di apertura al pubblico e scendono le serrande, in Giappone. L'avrai sentito in millemila anime. :-) Praticamente è l'equivalente del nostro "Silenzio" nelle camerate militari. La profonda cultura militarista che innerva l'intero tessuto sociale e scolastico giapponese è qualcosa che gli stranieri difficilmente riescono a sfiorare. Non si tratta di pattriottismo o revanscismo, macché. Si tratta di un profondo amore, ovvero bisogno, di ordine e disciplina, ovvero metodicità. Qualcuno disse di civiltà che ne hanno il culto. In genere, aggiungo, sono quelle che amano la musica. Quella vera. Ah, quanto a "My Happy Life", potrebbe ricordarti certi brani dell'OST di Coquelict-Zaka Kara o di Takebe Satoshi in generale. (canzonetta omake) -
Non so, faccio un uso moderato dei cellulari. Non amo la tecnologia. ùin più, detesto i cellulari grossi. Attualmente uso un iPhoneSE di prima generazione, mi trovo molto bene.
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Quando acquistai l'iPhone12mini, che sarà il mio telefono futuro, andai in un Apple store. L'iPhone13mini era già uscito da un anno qui. La commessa si prodigò a spiegarmi tutte le differenze e le migliorie apportate dal 12 al 13. Quindi le dissi che prendevo il 12. Lei era tra il deluso e lo stralunano. L'avevo ascoltata con attenzione sciorinare tutti i motivi per cui avrei di certo preferito il modello più recente. Con una voce tra l'incredulo e il fallimento, mi chiese come mai prendevo il modello più vecchio. Risposi: "Beh, 12 è un numero più bello di 13. Tra tutte le cose che mi ha citato, mi pare l'unica differenza significativa." Credo sia in effetti ancora così.
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Da Maria di Metropolis viene tutto il corpo, volto al maschile, il corpetto pettorale, tutto. Da Gort, il visore e il caschetto. La Maria di Metropolis era molto amata in Giappone, anche. Il suo modellino figura sin dai primi cataloghi della General Products. E se poi diciamo di Lucas, beh, D3-BO...
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Che ricordi, quel doppiaggio. Ero giovane. Ai tempi pensai addirittura che il nome "da cane" ペロ venisse dallo spagnolo "perro", invece che dall'onomatopeico pero-pero (la lingua a penzoloni). Ma soprattutto mi viene il magone a pensare che Angelo Nicotra non c'è più. L'avevo adorato nel 1997 sull'uomo talpa di Escaflowne. Su Metropolis ebbi anche un po' di frizioni, con lui. E poi è stato Yupa-sama, non una ma due volte, la seconda migliore della prima. Nara Goyou, perfetto, wow. Se mai avessi ridoppiato Cagliostro no Shiro, lui sarebbe ovviamente stato Zenigata. L'ultimo incontro con Giovanni no Shima, di nuovo grandioso. E poi, beh, ancora non ho capito come si creò un errore di doppiaggio sul finale, sul copiome è tutto giusto, che dubito sarà stato corretto. Per chi lo andasse a vedere, occhio (e orecchio) alla scena post-credits, che è l'epilogo, davvero un mix tra Otomo e Oshii (!). Per la cronaca, al tempo si disse che Tezuka Osamu, nel disegnare il suo manga Metropolis, non si fosse ispirato che alla locandina dell'originale film di Fitz Lang, perché non l'aveva visto. Tuttavia, a me pare che persino Tetsuwan Atom sia ispirato a Metropolis, Atom come Maria. Ah, non cenrta, ma ovviamwente Maria di Metropolis + Gort di The Day the Earth Stood Still = RoboCop. Certo, è palese, ma parola di Rob Bottin (sì, il designer si chiama davvero così).
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Mmmh, se ben ricordo la famiglia Solo era una famiglia di magnati armatori o qualcosa di simile legato al mare, ma si diceva che vi era una discendenza "sacrale"? Quanto alla famiglia del bebè che Aiolos consegno al vacanziere giapponese Kido, che immagino battezzò poi la bimba come "Saori", si sa qualcosa?