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Il castello di Cagliostro
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Bump! Voi l'avevato notato, Goemon? Io l'ho cercato. Perché le auto sabotate all'inizio hanno tagli netti. Quindi doveva esserci. Ha sabotato le auto e aspettava in macchina. Credo che poi lo mollino sulla barca in controluce all'inizio della sigla. Dato che poi non c'è più. Tipico di Miyasan. Sta ridicolizzando lo stoicismo del bushi. Lo odia. Quindi lo nasconde e lo prende in giro. -
Tomb Raider è Prince of Persia in 3d. Sapevatelo.
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The Odyssey - Be aware, Nolan inside
topic ha risposto a Shito in una Chocozell nella sezione Cinema
Il cinema è forse morto, se mai era nato. L'idiozia mai. Io non so se vi rendiate conto che la profezai di Hegel, interpretato da Kojève e poi da Huxley è ormai prossima alla realizazione competa. Quindi non dovreste rendervene conto. Si sperva di avere un po' più di tempo residuo. Era un inganno, un bel sogno, un'illusione. -
Sì, capisco cosa intendi (credo). Difatti, ho sempre pensato a Traumnovelle come a una migliore contestualizzazione moderna dell'Odissea rispetto all'Ulysses di Joyce. Ma potrebbe essere una cosa tutta mia, che tendo sempre al freudiano classico. A dire il vero, vedo il divino nell'Odissea molto, molto diverso dal divino nell'Iliade, però. Nell'Odissea mi pare che Poseidone, Athena e Hermes abbiano ruoli più strumentali all'umano, quasi intrinsecamente metaforico-allegorici. Ancora, magari sbaglio. Ma mi pare che Poseidone sia l'autore del castigo divino, ovvero della sventura attratta su di sé dall'umano vizio, che Athena sia la saggezza divina, che ispira l'umano senno, e Hermes sia il divino consiglio, ossia lo strumento di una buona stella.
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Ed è anche complicato per quello che diceva T.S.Eliot. Credo che, per noialtri mediterranei, De Chirico lo capisse: fatti di un'accozzaglia di modernità, ma arrangiata in foggia di classicità. Forse è buffo dirlo, ma T.S.Eliot ci spiega il successo di Zerocalcare: a fare Ettore e Andromaca oggi, lui avrebbe il casco di Vader.
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Ieri ho visto "The Return", per noi "ITACA – Il ritorno". L'ho trovato interessante. Imperfetto. Coraggioso. A tratti ispirato. Meritevole di visione. Non è eccessivo dire che gli occhi del protagonista, incastonati in quel viso consunto, reggevano tutto il film. Per me l'Odissea è tipo: "L'inclito verso di colui che l'acqua cantò fatali e il diverso esiglio per cui bello di fama e di sventura baciò la sua petrosa Itaca Ulisse." Sono ignorante e banale. Credo però di avere letto qualcosa dell'opera Omerica. Personalmente, direi che l'Odissea è la storia di un uomo e le donne. Circe, Calypso, Nausicaä e Penelope. La storia della vanità maschile che fa il giro lungo per tornare al giusto talamo nuziale, affrontando e lentamente superando tutte le tentazioni date a una vita maschile. Questo credo l'avesse capito un certo Schnitzler. Racconto onirico. Quanto al film che ho visto, ho trovato alcune scelte di casting non del tutto felici, ma su tutto la scelta di un direttore della fotografia greco credo sia stata la più felice di tutte. I luoghi. I colori. Le sensazioni. Vorrei visitare Zacinto, che si specchia in quel greco mar da cui vergine nacque Venere, e fea quell'isole feconde col suo primo sorriso.
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Saint Seiya Tenkai-hen
topic ha risposto a Shito in una John nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Perché la pronuncia francese reale di "René" è [r'ne], la prima R è con vocale neutra, quindi per i giapponesi diventa [rune], un po' come "petit" non è, in francese, "petì" come crediamo noi italiani, ma [p'tch, da cui per i giappomnesi "puchi" – nota: per capire questa cosa ci misi un sacco di tempo io per primo, passai dalla corretta pronuncia di Renault, che NON è "renò", ma [r'nòu]. La fonetica interlinguistica è un casino.- 20 risposte
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- 聖闘士星矢
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Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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OMAKE – WE WERE YOUNG -
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Questa sera su Twitch risposte a richieste. -
MANGA&ANIME Sul Serio
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A me è parsa la visione di una persona vecchia e prigioniera della sua vecchiezza assai disconnessa dal mondo reale contemporaneo. Il vecchio cattivone imbruttito mi ha dato un senso quasi di autobiografico. Ma non ne so nulla. Oltre a questo abbiamo mastro di chiavi e guardia di porta, mi attendevo il marshmallow man, che è arrivato nella foggia di un vecchio grigione in carriola. E il disclosure di notizie che penso oggi farebbero notizia quanto una "meme" stantia. Meno dell'incontro di wresting che apre il film, stile "ce ne può essere solo uno!" (traduzione corretta). Insomma, è una specie di magia.
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Splendido commento. Mi hai convinto di nuovo. Tornerò al cinema.
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Puoi curarti con quello tedesco. -
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Ah, mi permetto una nota seria. Una volta tanto. Una nota seria. Quella scena è dolcissima perché terribilmente umana, in quanto Ashitaka, che aveva fermato al costo di "accrescere la sua maledizione" il duello tra San e Eboshi, per poi arringare al popolo su dei bellissimi massimi sistemi, qui in punto di morte ammette pacificamente di averlo fatto perché alla fine a lui piace lei, da sempre, dal primo sguardo, e non poteva accettare che lei potesse morire. E' proprio un film di Miyazaki Hayao. Infatti Eboshi aveva capito tutto fin dall'inizio,quando dice al prode Ashitala "Che ti prende? Di quel cane selvatico vorresti farne fin la tua sposa?" Sarebbe proprio così, sì. -
Supergirl - Con la partecipazione di Krypto e AquaLobo
topic ha risposto a Shito in una Chocozell nella sezione Cinema
E pensare che io non sopporto Bernini perché scolpisce figure iconiche con fare fin troppo mondano... -
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Era solo lo slogan del film su cui stettero a pensare MESI, già. -
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Ah, una cosa bella davvero: Fate così: guardatelo prima in giapponese. Poi in giapponese. Poi ancora in giapponese. Poi in italiano. Dovrebbe farvi un effetto: "mh, sì, insomma". Poi guardatelo in qualsiasi altra lingua. Poi ne parliamo. :-) -
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Ma davvero Yakkul, che in giapponese viene chiamato "bestia rossa", è diventato un segno zodiacale? -
Le coincidenze. Proprio ieri pensavo a quanti, ai tempi, avessero colto il nome di "Cringer". :-)
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• Il dio-bestia, le altre bestie, e le "cronache di Ashitaka" • Nel caso, "Dio Bestia" sta per "shishigami". Lo 'shishi' di 'shishigami' è la lettura arcaica del kanji che oggi si legge 'shika', e significa 'cervo' (pronunciato appunto 'shika' – un'ALTRA parola). Il kanji è 鹿, mentre ad esempio i composto di leone – che si legge sempre "shishi" – invece è 獅子 o 師子 (ed è quindi solo un'omofonia). Dapprima, tipo sulle image board ma anche nei primi ekonte (storyboards), Miyazaki scriveva 鹿神 (shishi-kami-> shishigami, "bestia-dio"), giustamente tutto in kanji). In questo composto il primo kanji sarebbe dunque quello di "cervo" e si leggerebbe "shika". Ma Miyazaki fin da subito intendeva quel kanji con la sua lettura e significato storici, che sono: lettura "shishi", ovvero "bestia selvaggia dalle carne commestibile per l'uomo, soprattutto cervi e cinghiali". 鹿 [シシ] è un termine antico, risale ai tempi in cui in Giappone le bestie si cacciavano sui monti, e le bestie per antonomasia erano le bestie che davano buona carne commestibile, ovvero cervi e cinghiali. Proprio queste due specie? Sì, tutto attestato e verificabile da dizionario giapponese monolingua. Ma che combinazione, eh? NOTA: anche Yakkul, la cavalcatura di Ashitaka, nel film viene riferita come 'shishi', ovvero "bestia", perché chiaramente la sua specie non esiste se non nella fantasia di Miyazaki Hayao. Per l'esattezza, in Mononoke Hime il buon Yakkul viene riferito come 暁鹿, ovvero 'akashishi', una "bestia rossa": si tratta di una bestia di fantasia dapprima introdotta da Miyazaki nella sua storia illustrata Shuuna no Tabi, altro "parente" di Nausicaä anch'esso derivato dai primi tre romanzi della LeGuin. Quindi, di nuovo quello "shishi" intesa come "bestia" e non certo come "cervo". Semplicemente 鹿 [シシ] vuol dire proprio 'bestia', nel suo più neutro significato, ed è il nome comune che include i cervi, i cinghiali, i cani selvatici e anche la razza [inventata] di Yakkul. PER DI PIÙ: nel film, Ashitaka una volta usa il termine "shika", ossia proprio "cervo", riferendosi a quando vede per la prima volta il Dio Bestia e lo SCAMBIA per un "cervo dorato", dato che l'animale era distante e il ragazzo a un passo dalla perdita dei suoi sensi. Questo, tuttavia, significa indisputabilmente che il testo del film DISTINGUE tra 鹿 [シカ], ovvero "shika" (cervo) e 鹿 [シシ], ossia "shishi" (bestia). In ogni caso, proprio poiché nello staff giustamente nessuno leggeva 鹿 come "shishi", lettura arcaica, alla fine Miyazaki prese a scriverlo proprio foneticamente, ovvero come シシ, tant'è che il nome ufficiale del Dio Bestia è シシ神, scritto così. E pensate che per il titolo del film, che il regista voleva poi cambiare in "Ashitaka Sekki" – in ultimo solo il titolo della musica del personaggio – Miyazaki si "inventò" persino un kanji che non esiste (più) in giapponese e quindi è assente nei charset giapponesi, eh! "Ashitaka Sekki" significherebbe più o meno "Le cronache sussurrate di Ashitaka", "sussurrate" nel senso di vociferate da orecchio a orecchio tra l'erba, Miyazaki spiegò tutto per bene. Tant'è che se si compra il CD della colonna sonora, o cose simili, in "Ashitaka Sekki" la prima parte di "sekki" è scritta in katakana, perché il kanji inteso da Miyazaki NON ESISTE nella tipografia giapponese. Pensate un po'. E ci voleva intitolare il film, fu solo un colpo di mano di Suzuki a impedirglielo. In ogni caso, per QUEL PARTICOLARE "shishigami" io ho pensato, riflettuto, e ritenuto che "Dio Bestia" fosse la resa più giusta, più corretta, e sensata. Si tratta di un dio, non è "una divinità". Ed è una bestia lui stesso: non c'è un rapporto genitivo tra i due sostantivi. E guardate che anche solo questa scelta nasce dal fatto che nel film si dicono (e quindi si distinguono) entrambe le dizioni di "mononokehime" e "mononoke NO hime", ovvero "principessa spettro" e "principessa degli spettri". Quando si dice la prima, si intende proprio che la principessa in questione (San) sia lei stessa diventata uno spettro, tant'è che poi Eboshi parla della possibilità di "farla tornare umana". Quindi è solo un dio, è anche una bestia (non una bestia in particolare, è importante la genericità), e non è semplicemente il dio delle bestie intese come fieri e violenti animali selvatici perché primitivi –- dato che genera e fa morire anche la vegetazione, ed ha potere anche sugli umani. Poi c'è la contestualizzazione. Ovvero quel nome vive all'interno di un'opera, è parte di un totale – non è un'idiozia scritta su un fotogramma sgrammaticato su Internet. E quello che posso dire è che durante la lavorazione, nessuno, e dico nessun attore, nessun tecnico, nessuno ha detto nulla su quel termine. E perché? Perché erano tutti "dentro" al film. E quindi ricevevano quel termine in quel contesto. Il futile zimbellaggio è una forma di estrema frivolezza, chiaramente. A quel modo si può ridere anche sulla tragedia, sul sacro, su qualsiasi cosa. Ma non dipende dalla cosa in sé, dipende dalla mente di chi percepisce la cosa. Ovvero: se uno è una persona che si diverte a fare la immagini dementi su Internet, lui è quel tipo di persona. Trova "Dio Bestia" un insulto, una cosa ridicola? Il punto è che non stiamo già più parlando del termine "il Dio Bestia" nel tessuto del film La Principessa Spettro, ma della vacuità della mente di un burlone. -
Dunque a Catania (EtnaComics) abbiamo presentato una selezione di episodi di GG doppiati in italiano. Tra HD (upscale, credo) e grande schermo, ho notato una cosa che era visibile da principio, ma prima non molto evidente:
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Supergirl - Con la partecipazione di Krypto e AquaLobo
topic ha risposto a Shito in una Chocozell nella sezione Cinema
Si tratta della natura umana, che è egocentrica, narcisista e delirante. Lo è sempre stata, ma ovviamente sempre più. Dunque la cosa più saliente del calcio sono gli errori arbitrali, perché se ne può sparlare e litigare. Questo soddisfa l'ego. Lo appaga. La componente sensuale, la vittoria, è endorfinica, ma la seritonina nella nostra epoca è più importante. Quindi sparlare, criticare, giudicare qualcosa è ormai sempre più appagante che godere del possibile bello/buono di quella cosa. Perché la cosa-in-sé è altro, mentre i critici siamo noi. In fondo alle vostre viscere, che oggi va così di moda dire siamo il mostro "secondo cervello", sapete già che è così.