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Pluschan

Shito

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Everything posted by Shito

  1. Il mio primo problema con il primo film della Rebuilt è che riciclava un ekonte televisivo per un film. Non tollerabile per me. Non per la sciatteria o la girellosità del "riciclo", no, ma perché la profondità di campo e l'apertura angolare di un ekonte TV non possono essere "pensati" al cinema. :-/
  2. Il discorso di Shuji secondo me è impeccabile. Sorvolo sulla sua cruciale distinzione tra "CG" e "C3DG", che lui giustamente dà per acquisita, e io lo seguo. Muovendo dalla sua riflessione finale, cito Miyazaki che ancora nei tardi Ottanta, o primi Novanta, diceva anche solo per la tecnica di animazione "su cel" che: "il processo di finitura [ovvero il calco da matita a cel e l'inchiostrazione e colorazione] rende le linee uniformi, in modo che i disegni davvero eccellenti si abbassino di qualità, mentre quelli di cattiva qualità siano in qualche modo elevati. Essenzialmente il proces
  3. Roger: nulla da aggiungere a livello di analisi obiettiva. Per la CGI si tratta proprio di un gusto personale, mi infastidiva in Howl, mi infastidisce in MaiMaiShinko (il terreno che si muove prospetticamente). L'unica CGI che non mi sia dispiaciuta in un anime fu quella di Eva no Jikan, ma lì se ne faceva un uso molto discriminato.
  4. Tra mezz'ora arriva il recapito di Kiki. :-) Buona domenica dallo staff di M.A.S.S.! :-)
  5. Il punto è: qualcuno ha il pallone da portare via dal campetto? E se qualcuno ha bucato il pallone, ce ne sono altri su in casa?
  6. Ma è regolare che a 1:10 abbiano inserito la pubblicità del videogioco per Nintendo64?
  7. Bumpo per gli "adattamenti fedeli" sulle canzoni! :-D
  8. Tutto quello che hai scritto nel tuo post è perfettamente sensato, molto veritiero e ben riassunto. Mi piace dare piccolo seguito alla mera frase che ho quotato, perché involontariamente (?) tocchi, secondo me, proprio il cuore della questione che sonno certo sia sfuggito ai più ShinSeiki Evangelion era un anime del 1995-96-97. Si rivolgeva al pubblico giapponese dell'animazione giapponese di quei tempi. Ora citerò Yamaga Hiroyuki, quando molti anni dopo disse che "alla fine degli anni novanta creare storie complesse e senza perfetta spiegazione era popolare, ora non più". Questo per dure del
  9. Cioè voi potete parlare per N post sulla faccenda, e io non posso domandare candidamente una cosa? L'osservazione dovuta è: lolú. :-D Io con la Rebuilt non ho mai avuto niente a che fare. :-)
  10. In attesa dell'episodio sulle consegne espresse della strega, atteso per oggi, ecco la nuova siglia 2021, in full regalia e completa, per tutti i nostri funz. :-)
  11. Domanda candida e genuina: a voi come è parsa la direzione di EvaFlix2? Io non ne ho sentito nulla che un singolo spezzone, quindi nulla so e chiedo a voi. :-)
  12. Qui le battute sono tutte di pre-produzione: sono scemo, vero, perché ogni volta che sento (1:10) la battuta diversa di "masaka, Longinus no yari?", mi commuovo sempre? Poi la parte di "masaka" Anno la tagliò. In effetti era molto retorica e "da anime", una cosa stereotipata. Ma la versione di pre-produzione sembra sia stat incisa senza neppure le rough, solo sul testo. Anche i "koroshiteyaru" sono molto diversi. Fatti così sarebbero fuori scena. Però, a parte Aria sulla 4 corda e Rei che diventa di "una una sfumaturaota più pallida di bianco" (per chi sa da dove vie
  13. Credo ne avessi già parlato da questi parti qualche anno fa. Però essendo infine riuscito a trovare una collocazione per il mio tentativo di riesumazione di quella bella intervista, mi piaceva condividerla con i quattro amici del forum, anche. Come vedi l'articolo (per così dire) linkato in che senso "cross"linkato?) è a mia firma, appunto. :-)
  14. Questo perché in una repubblica parlamentare la cui istituzione assembleare e basata su vincolo personale dell'eletto verso gli elettori, non legalmente vincolabile a cartello alcuno, di fatto l'unica "forza politica reale" di qualsiasi "leader" non è che il numero dei suoi "fedeli" (ma davvero, ovvero: che ubbidiscono) nelle due camere. Tutto il resto è fuffa televisiva buona per salotti di saltimbanchi,
  15. Kiki arriva nel WE, fattanto un interludio di ieri che va in "premiere" quest'oggi: Il mio nome scritto senza maiuscole. Mi piace.
  16. C'è differenza tra "paura" e "spavento", e non credo sia la stessa differenza tra "spaventato" e "impaurito". Ossia c'è differenza tra quelle due differenze. La semantica è fantastica. :-) Grazie per la lettura e scusa anche per l'involontaria "lezioncina". Non intendeva essere una cosa saputella, comunque. Sul tuo ultimo interrogativo, davvero la bellezza, ogni bellezza, da quella di un fiore a quella di una frase articolata, non è che un favore che lo spirito umano fa alla materia, cogliendone appunto la suddetta bellezza. O ognuno, ciascuno, coglie secondo le proprie possibilità. Se
  17. Allora, in linguistica si intende la "suffissazione a morfema zero" quando al tema radicale si aggiunge un morfema di suffissazione... nullo. Pensa al sostantivo "la delibera". Sarebbe ovviamente "deliberazione". O "la consulta", "la determina" (questa è un po' tecnico di linguaggio amministrativo), sono tutti "nomi sostantivi/aggettivi deverbali" costruiti a "morfema zero". Come anche il termine "manifesto/a" nel senso di "palese, manifesta(to)": "reo confesso o manifesto" (sarebbe "colpevole confessato o manifestato, aka "colto in flagranza di reato"). Nel caso che tu citi, innanzitutt
  18. :-) Ovviamente il mio ero non un serio appunto, ma una giocosa burletta.
  19. Mi rallegro sinceramente per il tuo uso corretto della parola "crasi". Ma sì, certo, hai ragione: in realtà la logica di conio italiano è italianistica. Voglio dire, se togliamo cose tipo "piante insettedule" e "misandria", appunto (che poi esisteva già, appunto) la suffissazione è normale cosa italianistica non meno dell'uso di accrescitivi, diminutivi, dispregiativi, vezzeggiativi, ecc. E non solo, ci sono anche logiche di agglutinazione etimologica "corrifuliggine" o "calcaterra" non seguino logiche di conio diverse da "corrimano" o "scacciamosche", no? Quanto all'uso della costuzione
  20. Ah, sì, autoinganno. Non so se fosse un conio originale o finto originale, ma io ai tempi non l'avevo mai sentito. Credo che lo calcai un po' dal giapponese, un po' dall'inglese terzo incomodo. In ogni caso, c'è una sottile polisemia in "le sincrografie si DISSOCIANO", non trovi? :-D
  21. Real life in not supposed to be a movie, though. And please remember you're watching the whole flick from a distance to begin with.
  22. Beh, i dialoghi, ma anche un'intervista, non sono prosa scritta, ma "lingua parlata trascritta". Quindi "oh, raga, io Ponpoko lo adoro. Per me è il più grande dilm di Pakusan, quello!" Tipo. :-D L'effetto che ottieni scrivendo dei *dialoghi* in strngente SVO è quello di "persone che parlano come un libro stampato", in generale. Quanto ai miei conii, non ti piaceva "sincrografie"? E l'arditissimo aggettivo verbale (participiale passato) a "morfema zero" nell'arringa/proclama di Kshana ("vi prometto una vita non più spaventa dei miasmi del MarMarcio")? Sai, come "non pago di", lo st
  23. Aspetta. Quando dislochi l'oggetto, lo ripeti sempre con il pronome. Si tratta di una dei due tipi di dislocazione più comune, banalissima nel linguaggio parlato. Serve per porre enfasi sul rema quando questo è l'oggetto. Spesso sono più le frasi dislocate che quelle standard. Vuoi un esempio? Io il cinema di Takahata Isao lo adoro. (SOoV) Perché il punto è "che cosa adori", non "cosa fai" - come nella versione SVO di "Io adoro il cinema di Takahata Isao". Nella forma italiana parlata si da sempre priorità al rema, perché il parlato è più immediato della prosa scritta, e il re
  24. Assolutamente no, infatti avevo scritto "io direi". :-) Guarda che i verbi non si dislocano, salvo che non abbiano funzione nominale. Sono soggetto e oggetto che vengono dislocati. :-) Detto questo, se stai traducendo, non dovresti creare cesure a tuo comodo. Parliamo del pensiero di un'altra persona espresso da quella persona. Ah, ma per me quei due esempi non sono neppure esempi di "problemi". Sono esempi virtuosi su cui si può ragionare, e che ci mostrano come ogni lingua resti sé stessa anche qualora tradotta (bene).
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