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Shito

Pchan User
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Everything posted by Shito

  1. Puntata112 - Lo stemma infuocato Le sacre vesti dorate si dispongo come nell'orologio coi fuochi e circondano Athena formando una barriera dorata. Il nemico che muovesse anche un singolo passo al suo interno finirebbe annientato all'istante a causa dei microcosmi dorati. Tuttavia, siccome non c'è la sacra veste del Sagittario, Asclepios si introduce all'interno della barriera. Al tempo presente, il centro dell'orologio coi fuochi finisce per trasformarsi nell'emblema dell'Ofiuco. Asclepios disperde le sacre vesti dorate, e in quel momento tenta di assestare il colpo di grazia a Saori, trafiggendola alla schiena con una freccia. Fatto ciò, Asclepios e il centro dell'orologio coi fuochi al tempo presente cominciano a bruciare. (Continua...)
  2. Sembra Blade Runner fuso con The Great Gatsby fuso con Eyes Wide Shut. Il guaio è nel mezzo.
  3. Suppongo che a breve si farà quel che profetizzavo non so quanti anni fa, ovvero un iPad che attaccato alla Magic Keyboard boota in modalità computer, e staccato in modalità tablet. Gestendo lo stesso HD interno in modo filesys o appsys. Tanto iOS è sempre stato uno shell di OSX, che è uno shell di UNIX. Talk about the ghost in shell, huh? /sudo admit obvious reality E sarebbe anche ora. Come dite? È quello che facevano (non so se lo facciano ancora) certi prodotti Microsoft? Certo. Si vede che Apple dirà, visto che non avrà inventato la cosa, di averla reinventata. La paraculaggine, reinventata. BTW, è bello che ormai abbiano proprio rinunciato a cambiare un design di tutti questi gizmos, un design che ridotto all'essenziale (piatto, squadrato, senza nulla altro che lo schermo) non può cambiare più se non rovinandolo e poi recuperandolo in un ridicolo tick-tock metronomico. Bello anche che abbiano recuperato un po' delle logiche di comparazione estetica dei prodotti, come una volta. What's an iPod nano, though? That's too old for kidz, guyz. Eddai, che col titanio mica avevate citato il PowerBook che fu! We want both, ricordate? Oh, per i vecchietti come me, i mai troppo apprezzati Chairlift. Bella canzone, bruttissimo l'edit. Il taglio a 27 secondi l'avrei fatto meglio pure io con un semplice Protools ancora di DigiDesign. L'originale è così early 2k, eh? Con questa canzone imparai il senso di "to be black and blue", che poi mi fece fare un figurone quando spiegai a certi colleghi il senso di una frase di un Lex Lutor ragazzino traumato in un film ridicolo. Fight night! Notte di botte! BTW, Caroline con la bomboletta spray contro la telecamera è così punk-girlish che ricorda Mio in NO, THANK YOU! Watashi-tachi no kakeraaaaa! <- "un frammento di noooooi" (tamashii no) refrain: 思い出なんていらないよ だって"今"強く、深く愛してるから 思い出浸る 大人のような甘美な贅沢 まだちょっと…遠慮したいの adattamento musicale (si può cantare sull'originale, ma è ancora molto fedele) Non ho bisogno di alcun ricordo, che per "l'adesso" ho amore forte e profondo! Lo stare immersi nei ricordi è un lusso tutto adulto, poi e ancora un poco... trattenermi vorrò!
  4. Mio commiato personale a Toriyama Akira. Quanto alla rivista su cui è pubblicata, maggiori informazioni QUI.
  5. Allora, era da qualche tempo (da quando lavoravo su ARTE), che tenevo una rubrica editoriale, per gli anglofoni column, su una rivista cartacea e digitale intitola GAME PRO. Il mio angoletto si chiamava RETROPENSIERO, ahah. Sono co banale. Bimestrale. Ne ho scritto 16 numeri, quindi quasi per tre anni. La ragion d'essere di quell'angoletto, oltre alla mia incallita ortodossia, e il mio incrostato integralismo, era nel direttore della rivista: il mio caro amico Marco Accordi Rickards, che incredibilmente mi sopporta pur conoscendomi e, dato ancora più strabiliante, riesce persino ad apprezzarmi. Quindi il caro Marco mi ha proposto quello spazio, poi ha insisto il giusto, e infine mi ha fatto sentire giustamente umiliato perché facevo storie. Si vede che mi conosce proprio. Chissà se anche quell'altro Marco (Müller) era riuscito a trascinare M. fino a Venezia così? Io credo si sì (in realtà, fu dichiarato). In ogni caso. Ad ogni modo. Comunque. L'esperienza di GAME PRO si è conclusa. Non so se in assoluto o solo per il suo gruppo creativo, ma per me nulla cambia, perché il mio amore è sempre per le persone e mai per le etichette. Story of my life. Quelle persone hanno creato una nuova realtà editoriale digitale, in seno alla più grande realtà del ViGAMUS (di cui io sono un irriducibile sostenitore e fan), e in questa nuova realtà è migrata anche la mia colonnina, ribattezzata per l'occasione RETROMARCIA. Se il titolo vi pare ora meno banale e più intelligente, è perché è ora farina del sacco di Marco. Tutta torna, tutto cambia affinché nulla cambi, il (mio) problema è che per me questa è una bella cosa. Sono sempre il solito rifiuto dell'impermanenza. Il bello di questa nuova rivista è che, a differenza della precedente, è completamente gratuita, liberamente consultabile online senza nessuna registrazione, neppure. Bugia: di bello c'è molto, ma qui dirò solo della grafica splendida, professionale. Come ho detto a Marco: "ha tutto il bello di quello che EDGE, senza averne la spocchia". Perfetto. Sul primo numero, oltre al primo RETROMARCIA (una cosa scimmiesca), de vostro troverete anche un commiato videogiocoso e buffo, ma serio, al compianto Toriyama Akira. Trovate tutto qui. Per chi sa e ha voglia di leggere, buona lettura. :-)
  6. Credo che Francesco Prandoni sia un traduttore eccellente e un profondo conoscitore non solo della lingua, ma della cultura giapponese a tutto tondo. Lo credo a ragion veduta: ho personalmente adattato La tomba delle lucciole a partire dalla sua traduzione "dei tempi", ed era eccellente. Eccellente per i miei canoni "moderni". Inutile dire la cultura che trasuda dal suo libro Anime al cinema, poi, dove le uniche cose davvero sbagliate sono il titolo e l'impaginazione. Dell'adattamento e dell'adattatore di Perfect Blue in italiano nulla so, indi mi taccio. Vero è, come dice rRoger e come alludeva Shuji, che le tendenze cambiamo. Nel mio caso: 1997: "È solo un uomo pieno di sé, un vanaglorioso alla ricerca di lodi...! Non merita alcuna considerazione." 2018: "Fiero di sé e desideroso d’essere elogiato…! Non è un uomo notevole." (sì, sullo stesso labiale, quello vecchio era giusto un po' sfondato) orig: 自分を自慢し、褒めてもらいたがっている。大した男じゃないわ。 (riporto un caso specifico perché è roba mia, e quindi lo faccio con mirata cognizione di causa).
  7. Hai di nuovo ragione. Se per il caso di Akira ti riferisce al mio post, quello è solo perché – per puro caso – era stato postato quello spezzone in italiano (non ricordo quei testi, né nessun doppiaggio italiano visto nel 199X al cinema: "la febbre gialla della nuova generazione"), e per pari caso quella particolare battuta è così iconica da essere citata [in tutti i sensi] dal personaggio di K9999 in KOF2001.
  8. Hai ragione. La delusione e la disillusione a volte ci rendono strani. Hai obiettivamente ragione, perché come dici questi sono fatti. Quel doppiaggio italiano lo ascoltai credo sono una volta, in VHS. Ricordo che mi pareva molto televisivo, con un adattamento "molto alla milanese" (dei tempi), ossia – per intenderci – alla SLAM DUNK in italiano. Sulla puntuale bontà o cattiveria dell'adattamento, però, non posso esprimermi - dato che non ho mai più ascltato quel doppiagigo, e meno che meno mi sono messo a fargli le pulci. Quella è una cosa che non ho mai fatto, persino per Mononoke Hime e Sen to Chihiro, prima di riadattarli di mio pugno, non avevo mai condotto una verifica estensiva degli strafalcioni pregressi. Indubbiamente, la terribile scena dello stupro sul flipper della ragazzina della pubblicità della Coppertone, per capirci. Fortunatamente non l'ho mai vista, quella scena. Iris di Taxi Driver era tutt'altra cosa. Zucchero sulla marmellata sulle fette biscottate inclusa. Io ti ringrazio per la tua richiesta. Davvero, per me è una cosa bella e dolce, ed è un'ulteriore riprova che tu, come qualcun altro qui, appartiene sempre e comunque "alla mia tribù" (nel senso di "la mia stessa tribù", chiaramente). Ti spiego le mie pur oneste remore, che poi sono alla base di quanto – pur troppo melodrammaticamente, e hai ragione a imputarmelo – esprimevo nel post precedente. Ovvero. Prendere punti a campione è un problema. Anche di Mononoke Hime erano tutti a dire della battuta finale stravolta, ma credimi: era il meno. Il più erano infiniti dialoghi che sovvertivano, inventavano, alteravano il significato, la dinamica, il tono, i personaggi e il contenuto di tutto, tutto, tutto il film. Il problema delle estrapolazioni è dunque questo: si attirano addosso l'attenzione, invero tacitando la portata diffusa delle cose. Fare le pulci, le pulci specifiche, non ha quindi senso - oramai la penso così. Il senso delle cose è sempre nel loro tutto - dove ogni cosa prevede l'insieme di tutte le cose, e l'insieme di tutte le cose ne prevede ciascuna, sino alla più piccola.Lo diceva Schopenhauer nell'introduzione alla seconda edizione del suo capolavoro. Personalmente concordo, ma ci ho messo un po' per capirlo. Il riduzionismo non fa comprendere nulla. E questo rimanda al senso drammatico, piagnone e ridicolo del mio post precedente. Sono vecchio, e sono ormai vecchio abbastanza per capire che più capisci, più capisci che capire non serve davvero a nulla – se non forse a te stesso e a incrementare il tuo stesso autismo. "Vorrei sapere perché in questo paese i concerti sono tutti così pacco!" <- se ben mi ricordo da una sola visione della VHS italiana. Capisc'ammè.
  9. Hai presente il video che ha postato Shuji? "Basta! Come hanno potuto farmi questo?!" Ok. "Urusai! Ore ni meere suru na!" Sta' zitto! Non metterti a darmi ordini! Uguale, eh? Stesso significato, eh? Stessa dinamica, eh? Stesso rapporto, eh? Benvenuto alla realtà di un post che ho scritto qualche tempo fa, dove citavo anche il mio amico Cristian. Lui sapeva, io lo so, tu no. Mi spiace. Non puoi neppure renderti conto di cosa stiamo parlando. Mi dispiace. Davvero, eh. Non è spocchia, non c'è sarcasmo. Sono inerme. Ma non c'è soluzione. Se te ne rendessi conto, lo sapresti anche tu. Ma queste sono davvero cose che non si possono spiegare, purtroppo. :-( Non è tutto molto bello, è tutto tragicamente brutto.
  10. A parte il trofeo tributatoti per l'ottimo post, segue la mia versione TL;DR di un film che ho molto amato, e pensato. La vecchiezza consumistica consuma la giovinezza dei giovani. Saturno che si mangia i suoi figli, Francisco Goya. Il punto non è la violenza, la crudeltà, l’efferatezza del gesto. Il punto è l'espressione allucinata di lui. Altro che Munch, altro che urla. Lo stesso dipinto era presente, ancorché alterato, nella sala del trono di un imperatore chiamato Venus Ra Arwall. Che combinazione. Ma di cosa pensate che parlasse Top wo Nerae! 2 - o persino (persino!) Madoka Magika? "Facciamo a pezzi i nostri figli e quel che resta lo incartiamo in un foglio di giornale, prima o poi ci servirà.", cantava un provinciale toscano. "Tu pensa a sorridere, che io penso a vendere. Una cosa da cannibali, però.", cantava un sornione astigiano. "Mandali via, mandali via, che non l'ho messa al mondo pe' fa' ridere nessuno.", diceva una grande attrice nostrana, in stato di registica grazia. Tutto vero. Ogni palco è un patibolo, e le carni di chi vi si espone sono offerte in sacrificio al pubblico ludibrio. Solo una manciata di pensieri per voi. Riflettete, se potete. Cari amici, amici cari. Siamo vittime delle nostre nevrosi, e quelle vengono date in pasto ad altri nevrotici. Questo è un mondo di disgraziati che sopravvivono brindando alle tragedie dei commensali al tavolo accanto. Ma non riescono a guardare nel loro stesso piatto.
  11. Considerando che quel tipo di detersivo altro non è che un tensioattivo che idrolizza i grassi, è plausibile che la mescola plastica avesse trasudato, e poi attratto dall'aere, componenti oleose - che sono alla base di tutti i leganti delle colorazioni.
  12. Ricordo problemi simili per le ruote e i cingolati di gomma di modellini di mezzi mobili. Ricordo cose simili per le suole di scarpe, anche molto costose, "a scadenza". Da filosofo della domenica, mi viene da dire che anche un totem non è eterno, e che per l'uomo l'eterno è un inganno.
  13. Mi pare una ricostruzione tutta corretta, la sottoscrivo appieno. Aggiungo solo che, anche ai tempi, fin dai tempi della Granata Press, dove iniziai a muovere i miei primi passi, quella della fedeltà all'originale era una cosa soprattutto mia. L'interesse che muoveva chi stava sopra di me era "rimettere le belle voci del doppiaggio italiano cinematografico sui cartoni animati", mitologia girellara come Romano Malaspina, ecc ecc ecc. A me non importava nulla. A me importava solo: rifare l'originale. Avevo proprio una mentalità diversa, ed è ancora sempre così: per me il doppiaggio non ha alcun valore in sé. Se ben fatto (ovvero: davvero fedele), allora per me il doppiaggio "serve", tutto qui. Serve a capire un'originale, e solo in questo vale qualcosa. Se mal fatto, per me non serve a niente e non vale proprio niente. Qualcuno, indovina chi, mi disse "in molti ti detestano perché tu non fai doppiaggio, tu usi il doppiaggio". Credo sia vero. Dissento, perché parlo sapendo di cosa parlo. IN più, ho premesso mille volte che è tutto un punto di vista molto soggettivo. Poco prima, avevo anzi scritto: Rispondevo proprio a te, ma forse ti era sfuggito. Il thread di provenienza s'è ingarbugliato. Poi: Perché "stranamente"? Sono cose che un mio amico ha detto a me, parlando (anche) di te, e non erano coperte da segreto di stato. Ho semplicemente ritenuto sensato parlarne. Sei libero di credere alla veridicità di ciò che vuoi. Di mi ho fatto quello che ritenevo opportuno scrivendo ciò che ho scritto. E no, non riporto opinioni di Garion per avvalorare le mie. Ritengo le mie opinioni generalmente superiori a quelle di Garion in assoluto, come lui sapeva. E infatti, come vedi, sto ancora "parlando" con te, continuando a dare torto alle sue opinioni sul merito. Io per primo non ci credevo. In generale, non sento mai alcuna necessità di avvalorare le mie opinioni con quelle di chicchessia. Non mi importa chi mi da ragione, non mi importa chi mi da torto, sono fatto così. Parlo talvolta di Garion perché mi piace farlo, ricordarlo. Tutto qui. Ripeto, perché 1) Ho semplicemente ritenuto sensato parlarne. 2) Parlo talvolta di Garion perché mi piace farlo, ricordarlo. Tutto qui. Ripeto, io non lo penso davvero. Altrimenti non starei qui a scriverti, ora come prima. Non credo che la mia opinione debba vale meno di zero per te, ci mancherebbe. Ripeto: in generale non sento mai alcuna necessità di avvalorare le mie opinioni con quelle di chicchessia. Non mi importa chi mi da ragione, non mi importa chi mi da torto, sono fatto così. Ora che mi ci fai pensare, magari voglio ancora provare a Garion, ovunque si trovi, che nei tuoi riguardi era in torto, come gli ho sempre detto. Pare che oltre che integralista e ortodosso io sia anche irriducibile. Pare, dicono, altri, forse, magari, chissà.
  14. Io punterei su un Diabolik, così, a caso (ma non è vero).
  15. (credo si intendesse da leggersi "goldràche", come "mandràche", che mica si capiva che quel mago avesse il nome della mandragora)
  16. La vera risposta ai "muri di testo " (sembra una carta di Magic The Gathering) è la perforazione dell'acume semantico. Per esempio, qui l'assonanza concettuale tra "perforazione" e il significato primo di "acume" è intesa. Ci sono fatti linguistici che si sedimentano nel subconscio del lettore più ingenuo, anzi soprattutto nel suo. Göbbles lo sapeva.
  17. è anche un po' la trita differenza tra "film d'autore" e "film commerciali", in fondo.
  18. Sai che non lo sapevo, e che questo è molto interessante? Cose simili mi paiono esistere un tante culture diverse, tipo in Giappone prima "non manga, ma gekiga!" (questa l'ho studiata), poi "non manga eiga, ma anime!" (pure questa), e in America non comics, ma graphic novel! E poi da noi, a ruota, non fumetti, ma graphic novel! La mia sensazione è che capiti qui e lì che un certo mezzo espressivo, dapprima senza pretese e nominato per questo, generi autori con delle "pretese" (artistiche, intellettuali), e allora il nome di genere stia stretto agli autori di una nouvelle vague. Forse.
  19. Peccato! Perché Kurenai no Buta nasce dalla repressione otaku di Miyasan, che dopo il successo esplosivo prorprio di Majo no Takkyuubn veniva criticato dall'otakuzoku perché "non faceva più dei manga-eiga", ovvero la critica che sarà poi di Anno Hideaki: non sono più anime, sono cinema giapponese! Allora lui (Miyasan) pubblicò tutto un articolo intitolato "Perché non posso più fare fil di puro intrattenimento", davvero. E poi finì a fare Kurenai no Buta, che definirà il suo "film stupido" Come dire, come dicono (i giapponesi): "non si può battere il sangue". Il sangue della strega, il sangue della pittrice, il sangue del panettiere, il sangue dell'animatore, il sangue dell'otaku, il sangue del... Non quando sono il vero fanboy del RoboSbirro, davvero. Ok, il regista è europeo. Ma nella SF settantina, quella buona, di America c'è davvero tanto, direi anche. E sono anche il fanboy di Anne Pel di Carota, e tu sai che il Canada è il 51° stato americano, con buona pace (!) di Lady of Shalott alla deriva.
  20. I kinda love Kane, indeed. Not Forth Power, that is, but that isn't at all and to begin with, so all the bette, so much the better. :-D BTW, non per fare la lezioncina ma per farmi capire, nell'indeterminazione (senza articolo determinativo), qui nel caso di "minchiate americane", l'aggettivo caratterizzante (qui "americane") non va a connotare in senso assoluto il sostantivo caratterizzato (qui "minchiate"), per dire che non ho scritto, né inteso, che tutte le cose americane siano minchiate, quanto che (secondo me, tipicamente) quelle minchiate che sono anche americane, indi le "minchiate americante, hanno quel meccanicismo narrativo spiccio lì. Ovvero, posso con gioia sciorinare la lista di opere di finzione diciamo"americana" (almeno in parte) delle quali ho la più alta considerazione. :-)
  21. Non è il significato del film, no. E' un elemento quasi capzioso, di cui gli otaku discutono da più di trent'anni, perché sono otaku. :-) E il significato di un tutto non è mai un insieme di significati parziali. Tutto è nel contesto, nel fluire di tutte le cose. Non è A segue B quindi C poi D allora fine E, se non parliamo di minchiate americane, si capisce. Come dici? È la stragrande maggioranza dell'entertainement? Ah, sì. Scusa. My bad. Piuttosto, quando guarderai il film, ti invito e prego a vernirmi a parlare, e discutere, del significato del tutto. Sarò bello e fruttuoso farlo. :-) lI sangue della pittrice, il sangue del panettiere, il sangue della strega, il sangue del...
  22. Gli "spoiler" sono un'idiozia concettuale. Se parliamo di finzione, ma che ti importa come va a finire? Tanto è finto. Conta solo il significato, ti una finzione. Se ce. Se non c'è senso, non ha neppure senso. PArlare della paura degli "spoiler" nella finzione non è che una spia rossa sulla percezione morbosa di un fruitore della stessa. :-)
  23. Caro Kevin, grazie dei cuoricini. :-) Ti rispondo facendo una cosa alla Okada Toshio, ovvero ti dico i puntini (fattuali, obiettivi) e poi te li unisco, ok? 1) Nel film, Jiji parla con Kiki, ma soprattutto a espressioni antromorfizzate. Gli altri non lo sentono, ma noi lo vediamo sempre espressivamente antromorfizzato. Anche quando dapprima Osono gli offre il latte e gli strizza l'occhio, lui (Jiji) fa un "miagolio tirato" come se un uomo fa "miaaaao", e poi sussulta come una persona. Ok. 2) Kiki perde la capacità di volare perché, depressa, si disamora del suo gioco infantile che la rendeva la starlette della campagna, e che ora deve fare come un'operaia per tirare a campare. Quindi non ci riesce più, tutto qui. 3) Kiki si rende conto che ha anche perso di poter "sentire" Jiji parlare, ma a quel punto Jiji dinanzi a lei ha anche perso l'antropomorfizzazione espressi, questo è importante. 4) Dopo i discorsi con la pittrice nella baita, dopo le riflesisoni sulla necessità dell'ispirazione per poter fare quello che è nella propria natura fare, Kiki ritrova la capacità di volare per salvare Tonbo. O Kiki riesce a volare, o Tonbo muore. solitudine assoluta. Quindi nervi, e "Vola!" - con i rumori della strada andati a muto. Questo è cruciale. Perché è molto più facile lasciarsi morire che veder morire qualcuno a cui vogliamo bene, senza fare nulla. Spesso l'uscita dalla depressione è la necessità dell'altro a cui si vuole bene. 5) Pertanto, Kiki è cresciuta da una bambina a una piccola adulta. Jiji gli salta sulla spalla ed è completamente un gatto. Miagola e ha fattezze e modi felini, non antropomorfi. Sull'ekonte, non disatteso, c'è infatti scritto "E infatti, ormai Jiji è diventato completamente un gatto." Molto chiaro. 6) Questo è cruciale: al miagolare di Jiji prima Kiki si sorprende un po' (lui gli è pur saltato sulla spalla!), ma poi fa un'espressione dolce e matura, di comprensione, e lo accarezza con la guancia. Come a dire "sì, bene così, così è". Ancora: Kiki è cresciuta da bambina a giovane donna. Sarebbe quindi tutto chiaro, lasciando spazio solo per speculazioni inutili tipo "Ma Jiji ha mai parlato in assoluto, o era solo lei a "sentirlo", per via del loro legame?" Ma il punto non è questo. Il punto è che: 7) nella scena di epilogo che scorre durante i titolo di coda, Jiji è tornato antropomorfizzato. addestra i sui cuccioli (solo quelli maschi) a fare "i gatti della strega", e altre cose da scenette così. Tipo King nell'epiogo da Nadia, hai presente? 8 ) Quindi c'è una totale incoerenza e punto di insensatezza, dianzi al quale possiamo solo riportare che 9) nel "docufilm" (bleargh!) intitolato "I regno dei sogni e della follia", vediamo l'assistente di Miyasan, nomignolo "Sankichi", chiedere al regista proprio di questo. Miyasan risponde non rispondendo, ovvero: dunque: 10) Credo sia evidente che il regista ha semplicemente cambiato idea in corso di realizzazione. Ovvero, un film con un'alta dose di realismo emotivo, non a caso dapprima offerto in regia a Takahata, poi passato a Katabuchi Sunao, e in ultimo rivendicato d aMiyazaki stesso, finiva con questo punto di mesto realismo: l'infanzia finisce. Credo che Miyazaki "ci abbia provato" e poi "non ce l'abbia fatta", aggiungendo nell'epilogo dei titoli di coda tutte le cose sceme che ppiacevano a lui, un lieto fine da otaku per otaku, quindi il gatto è tornato da cartoon, tutti amici e amiche, l'otaku vola col trabiccolo, c'è persino la bimba cosplayer con le scarpette rosse. Amen. PS) su tutto, la più bella immagine è per me quella di tu che guardi il film con i tuoi bambini, e poi ne parlate. Che posso dire? Che grazie a te, e a quelli come te, per me è valsa davvero la pena di fare tutto quello che ho sinora fatto, come l'ho fatto. :-)
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