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Anonimo (*lui*)

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Everything posted by Anonimo (*lui*)

  1. Lo dico abbastanza in ritardo, ma sarei curioso di sapere donde vengano i testi di presentazione dei film sulla pagina Studio Ghibli Italia. Vista la cura che mostrano, dispiace che non siano firmati.
  2. \momento citazioni stupide: on

    Piersilvioh! Metti "È quasi magia Johnny" alle 20:00 su Italia 1 invece che alla mattina! Lo share si impennerebbe! Altro che C.S.I. in ultrareplica che non interessa a nessuno! Asseconda la componente filo-memica del pubblico che ancora non ha abbandonato la TV nella sua ricerca di prodotti di culto! Dopo puoi fare uscire la serie in questa versione in home video tramite Fivestore o come si chiama, e vendi uno sfacelo di copie! Altro che i telefilm con Cristina d'Avena! Piersilvioh!!! :pazzia:

    \momento citazioni stupide: off

  3. (Come farei senza l'Urban Dictionary? ) ---- Del doppiaggio Fininvest mi mancherà forse qualche interpretazione; per valutare il resto aspetterò di beccare ufficialmente il ridoppiaggio. Diciamo che i motivi di attrazione della serie restano comunque quelli relativi all'opera originale e non vengono sovrascritti. (In complemento al mio messaggio precedente, secondo paragrafo: sottolineo in particolare il fatto che certi fatti, certe "realizzazioni" mentali ecc. sembrano ripetuti più volte tra una puntata e l'altra oppure nella stessa puntata, e ogni volta vengono trattati come se fossero inediti. Problema di adattamento o della sceneggiatura originale? Anche per questo serve il confronto con un doppiaggio migliore, e per il momento continua a valere quanto sopra:
  4. Con le sue identità di Great Starred e (in minor misura) di Kinoko Sarada avevo instaurato un qualche rapporto; le altre mi erano più estranee. Soprattutto con la prima di queste ha contribuito alla "biodiversità" di questo luogo, ed è positivo che i suoi post restino contrassegnati. Mi mancherà leggermente? (Nel caso mi leggesse, io sono Anonimo (*lui*) solamente qui e sul blog di AkiraSakura e non so chi sia Shuji: mi contento di convincermi che sia una persona reale. Quindi non mi si cerchi )
  5. Nel caso di Nadia, il box conteneva anche il doppiaggio Fininvest, oltre alla sigla. (Sarebbe stato un po' assurdo un prezzo del genere solo per una sigla, tanto più già edita un sacco di volte in tutte le salse!) Il fatto è che mentre il doppiaggio storico di Nadia era sia ricercato da molti sia abbastanza raro fino al 2020 (repliche poche, uscito in video solo in VHS rare), quello di "Johnny" ha la sua nomea pessima - spesso meritata - e l'interesse filologico non traina il mercato.
  6. Di Orange Road mi aspettavo piuttosto la serie con il doppiaggio Fininvest, alla maniera di Nadia. Forse la comprerebbero in pochi.
  7. Mentre passano gli episodi, continuo a non trovare troppo di mio gusto la regia e il montaggio - c'entreranno le censure, ma non solo. All'inizio soprattutto notavo inquadrature abbastanza ripetitive, e ancora in seguito i flashback mi paiono eccessivi (certe volte li avrei attribuiti alla Fininvest, se non avessi saputo che non erano quelle le modifiche dell'epoca!). La storia mi cattura comunque. Dall'episodio 7 sono riuscito a empatizzare con chi all'epoca si scervellava per capire una trama resa criptica dai dialoghi inventati - ma la cosa si notava anche prima. Senza i riassunti di Wikipedia e l'elenco delle scene censurate sarei molto confuso, e anche con quelli lo resto abbastanza (visto che non sono molto dettagliati). Penso che se l'avessi visto all'epoca avrei iniziato a considerar meno la trama precisa e mi sarei limitato agli avvenimenti di base, e a svagarmi per il tempo che durava il cartone (e il contenitore) - chissà se faceva così la maggioranza del pubblico. Al doppiaggio, nonostante le voci leggermente assurde (e le interpretazioni un po' incostanti?), mi abituo abbastanza facilmente. Qua e là qualche frase dell'adattamento mi colpisce, forse perché sottilmente linguisticamente anomala, o perché mi chiedo quanto dell'originale e quanto di creatività a briglia sciolta ci sia sotto. Mi piacerebbe ricordarmi gli esempi.
  8. Vero, ma nelle due sue interviste che ho trovato sembra voler far passare il messaggio che lei e i collaboratori controllavano attentamente tutto. L'ultra-attenzione e coerenza avrà avuto i suoi limiti.
  9. Il fatto è che la stessa Valeri Manera sceglieva e importava i prodotti e poi scriveva i testi, quindi gli errori evidenti sono meno comprensibili. --- Godai: non ""ammiro"" le direttrici di per sé, bensì il concetto di contestualizzare il prodotto e sottolineare questo contorno. Volendo, "mi piace" che la AVM si ostinasse a rendere tutta la programmazione ultracoerente, anche se con esito che non condividiamo. Poi approfondisco il resto per motivi filologici. Se producessi io una fascia ragazzi, posso dire che cercherei sempre di fare un lavoro di qualità per il prodotto e per l'insieme... e mi assicurerei di mettere in evidenza i dati di lavorazione, magari con qualche cartello a pieno schermo del tipo "Esclusività e distribuzione in Italia a cura della [nome della società]" ecc. e stando attento che le postproduzioni non vengano cambiate di una virgola nel passaggio su streaming, home video ecc.
  10. (L'avevo sentita anni fa ma non ricordavo proprio che fosse la prima sigla di chiusura di Orange Road.) Senza dubbio è tutto al suo posto, nell'originale. Però, per me nativo del '99, la programmazione per ragazzi dell'epoca Fininvest è una cosa lontana e non vissuta quasi quanto il Giappone degli anni '80 in cui l'originale nasceva - quindi non è un punto di partenza, quanto qualcosa da scoprire di per sè. Era a suo modo qualcosa di meticolosamente pianificato, che comunque si evolveva nel tempo sotto direttrici generali ecc.: anche lì era "tutto al suo posto" secondo criteri completamente diversi... (Spiace che oggi "Latte e cartoni" sia solo un logo attorno ai cartoni e non un contenitore vero e proprio: almeno oltre ai prodotti si vedrebbe anche un contesto definito del tutto nuovo!) ---- Edit dopo commento di Arlec: mai capito perché la Valeri Manera sapesse benissimo che bisognava alternare i compositori tra le varie sigle per garantire varietà in più, ma si ostinasse a scrivere sempre i testi in prima persona. Temeva che chiunque altro avrebbe inficiato la coerenza delle direttive della fascia?
  11. Chi ti dice che io non lo faccia (in parte, per quanto disponibile in rete)? Ho controllato il palinsesto sul Radiocorriere e devo correggermi: la prima TV di "È quasi magia Johnny" è stata in gran parte in Bim bum bam, non nel preserale (ero sicuro di averlo visto nei palinsesti di qualche domenica sera, però). Quella era ancora l'epoca Bonolis-Blanchard se non ricordo male, e ne ho visto qualche spezzone. Conoscevo la sigla d'apertura per com'era nel master italiano "storico"; ho controllato quella di chiusura, in cui potete ammirare i crediti di produzione quasi giusti, e addirittura in ordine cognome-nome! --- Den: in generale sono state rimesse le scene tagliate all'epoca senza dialoghi, continuano a essere tagliate quelle i cui dialoghi mancano nel doppiaggio Fininvest. (Nell'ep.2, se non ricordo male, c'è una scena in cui Gionni cade addosso a Tinetta ed è rimasto un "Kimi...?" di lui in giapponese.)
  12. Non è questione di "girella", visto che non ho visto quella serie da bambino (potrei dire piuttosto che ne ho viste troppo poche all'epoca!). È combinazione di nostalgia vaporwave (per così dire) in generale; interesse storico a capire come e perché certe edizioni venivano realizzate e in che contesto si inserivano; paragone con un'epoca in cui il "contenitore" (canale TV, programma / fascia oraria, postproduzione...) era messo in evidenza, curato e valorizzava sia il prodotto stesso sia chi lo importava / lavorava; "ammirazione" per il recupero di edizioni che se passassero o rimanessero a qualcuno che non le ritiene importanti rischierebbero di essere buttate via, col loro portato storico. ... e volendo, interesse a mettere in luce dettagli probabilmente banali che verrebbero altrimenti ignorati. (Il problema è che dovrei essere più costante nelle mie visioni, e avere più pazienza per non abbandonare le serie dopo tot episodi... ) (Edit: Chiaramente rientra anche la qualità effettiva delle edizioni, anche se probabilmente non è questo il caso.)
  13. Per cronaca, da poco più di una settimana il contenitore "Latte e cartoni" su Italia 1 ha ripreso a mandare "È quasi magia Johnny" nella versione rimasterizzata di cui un mio vecchio messaggio. All'epoca mi ero interrotto dopo un paio di episodi sparsi, ho iniziato ora a vederla dall'inizio: mi è rimasto il giudizio abbastanza negativo sulla regia e sull'animazione (appena ci sono scene non statiche, tutti si muovono in maniera rigidissima), cercherò di capire meglio l'evoluzione della storia... per quanto possibile con il doppiaggio Mediaset, che mi pare di aver capito fosse più inventato della media dell'epoca. Per fruire in maniera minimamente consapevole quest'edizione e apprezzarla un po', bisognerebbe dimenticarsi che si tratti dopotutto di un anime, e vederlo solo come un prodotto del preserale di Italia 1 dei tempi che furono (in cui appunto debuttavano le serie animate più importanti in prima TV, sino al 1991). Sembra che all'epoca l'animo principale della fascia ragazzi Mediaset fosse fornire qualcosa di, soprattutto, rilassante e in second'ordine esteticamente bello e con qualche contenuto. Questo mi pare un po' il trait d'union della proposta contenuti dell'epoca (soprattutto in ambito anime), diciamo, da metà anni '80 fino a metà anni '90 circa, e una cosa utile da tener presente. Note tecniche di poco conto: - ascoltando la serie in cuffia ho l'impressione che le voci dei personaggi, e solo quelle, abbiano un effetto eco, come se avessero registrato in una saletta mal insonorizzata; - nei titoli di coda by Yamato, Akemi Takada diventa "Akemi Terada", forse per confusione di cognome con il Kenji Terada accreditato alla composizione della serie nel cartello precedente. Errori del genere si potevano aspettare dalle postproduzioni commissionate dalla ITB nei primi anni '80, ora bisognerebbe essere migliorati!; - ritiro quanto dicevo anni fa sulla sigla italiana: dopo un confronto, la versione usata è la corretta accelerazione PAL della versione su disco. Forse è la qualità generale dell'audio a non essere ottimale.
  14. L'Unità informava all'epoca che le domeniche a piedi furono prese bene e con curiosità dalla maggioranza della popolazione. Purtroppo i contesti cambiano.
  15. Sarei tentato di chiederti dettagli. Qualcuno si è "ravveduto" dalle proprie precedenti opinioni?
  16. L'emittente locale lombarda Tele Monte Penice, finora nota al pubblico youtubico della televisione d'antan soltanto per aste e televendite, ci mostra una curiosa maniera di terminare le trasmissioni, probabilmente memorabile per chi la beccava all'epoca per puro caso. Ringraziamo il canale de "I magnetici anni" e commuoviamoci per questa comunicazione sentimentale con il pubblico.:happy:

     

  17. Da una breve ricerca, negli Stati Uniti pare che quella serie sia abbastanza nota ed è uscita in DVD per Warner Bros. In Italia penso non sia replicata dal 1982, tu quando l'hai vista?
  18. Visto un paio di episodi. Sono sicuro che negli anni '60 fosse andata in onda almeno in America Latina, quindi qualche copia potrebbe esserci anche là.
  19. E purtroppo non ci potrò andare io. Queste distribuzioni limitate...
  20. Più che altro, Roger, abbiamo slittato dal concetto di "meme/tormentone" a quello di "retorica funzionante basata su meme/tormentoni", ovvero una creatività che generi contenuti e battute sempre nuove e efficaci. Un'opera di Swift durava un anno, lui è rimasto di attualità per decenni facendone di nuove e con ottimo stile finché è impazzito.
  21. Il complottismo è la malattia infantile del socialismo (Mai pensato "i TG non ce lo dicono" o simile. Ci sono più canali in TV e giornali in edicola che tasti sul tuo telecomando e monete nella tua tasca, e ognuno di essi si è scavato il proprio spazio riconosciuto)
  22. Lo stile retorico delle "battute ficcanti", per come la pensavo io, si vedrebbe proprio (per rimanere nella metafora) quando ascolti uno che racconta la storia ma che lo fa in maniera imprevedibile, facendo molti paragoni anomali ma sensati, usando un frasario astruso ma coerente e comprensibile, a volte addirittura lanciandosi nel ridicolo per poi risalirne subito dopo... La proporzione corretta e "spontanea" tra battute a effetto e "discorso serio" alla fine varia da personaggio a personaggio, e senza dubbio l'onestà è essenziale. Se fatto bene, si ottiene una narrazione che suscita simpatia e immedesimazione ed è memorabile, e allo stesso tempo ha valore per i contenuti. (Cfr. Richard Benson su Televita ai suoi tempi! ... Ecco, immaginate che stessi facendo questo discorso in pubblico e facessi questo esempio: susciterei un sacco di risate e il pensiero "ma dai, perché cita un personaggio trash!". Eppure ripensandoci ci si accorgerebbe che si tratta di un paragone anomalo ma sensato! ) Chi riesce a gestire bene una narrazione del genere nel film, equilibrando contenuti e questo stile retorico "memico", probabilmente realizza capolavori... che purtroppo quasi sempre non conoscerei per mancanza di mia informazione.
  23. (Io sarò tra i pochi ventenni a comprare quotidiani abbastanza frequentemente e alterno Il Foglio e il Manifesto, e a livello online seguo costantemente Il Post. Almeno evito posizioni di principio, apprendo qualche notizia minore e leggo opinioni argomentate sia dal mio schieramento sia dell'opposto. )
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