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  1. https://www.animenewsnetwork.com/news/2020-01-22/trigger-bna-brand-new-animal-anime-reveals-more-cast-staff-Netflix-streaming-in-1st-promo-video/.155654 variant di devilman?
  2. Roger

    Promare

    tutto si potrebbe riassumere in: bella sorpresa. con un però. grandissima parte delle opere trigger hanno un impianto della storia simile, basato su alcune precise situazioni e momenti chiave che si ripetono. ciascuna ha però anche delle peculiarità che permettono alle varie opere di distinguersi l'una dall'altra e questo rende, per esempio, promare differente da un gurren lagann (serie tv non scelta a caso). dunque da un lato c'è il remix di concetti, dall'altro delle novità che nulla vieta di reinserire nel prossimo remix (al quale si potrebbero aggiungere altre novità). tra le novità del caso di promare ce ne sono un po'; è un film e non una serie tv, c'è un ben definito dualismo di fuoco vs acqua che va oltre il concettuale, due protagonisti apparentemente contrapposti nell'impostazione fisica (e perfino vocale, essendo galo-acqua caratterizzato da una voce impetuosa e calda mentre lio-fuoco da un timbro distaccato e ruvido), il setting generale, il tipo di risoluzione adottata per la vicenda in essere ed altre cosucce sparse di minore importanza. un altro aspetto che discosta il film dai predecessori è l'estetica; il character design continua ad essere tutto sommato di stampo semplice e pulito, magari rafforzato da alcune scelte registiche, e questo aiuta quando i volti sono in 3d (in altri termini c'è ottima continuità tra lo stesso modello fatto a mano e quello in 3dcg). c'è una curiosa scelta delle tinte, del tipo di colorazione applicata, delle geometrie e delle linee stesse che compongono le figure, la quale conduce alla corrente vaporwave. nel calderone ci finisce anche qualche sequenza animata che nelle intenzioni si ispira alla fattura dei comics proprio per come questi apparivano sulle pagine negli anni '80. di primo acchito, inizialmente può sembrare tutto povero e di scarsa varietà per la palette colori, ma prestando la giusta attenzione si capisce che il film dimostra presto l'esatto opposto. da quest'ultima scelta stilistica nasce il però di apertura. l'assenza, sulle figure, di linee opportunamente marcate non permette di distinguere abbastanza bene gli oggetti quando questi si muovono oltre una certa velocità; continuo a non condividere che da circa un decennio si impongano delle scene estremamente dinamiche nelle quali non si da allo spettatore l'opportunità di comprendere cosa stanno esattamente facendo, ad esempio, due soggetti che combattono tra loro se non lasciandolo intuire attraverso un suono metallico ed un bagliore che indicano lo scontro di qualcosa; la mancanza di suddette linee marcate e la relativamente giusta calma registica rendono ancora più complicato apprezzare una scena. figurarsi poi quando la telecamera ruota a quasi 360 gradi zoomando qui e lì attorno agli attori in movimento. chi ha realizzato promare sapeva sicuramente quello che stava facendo e la sua sperimentazione, tra una testata ed una posa figa, ha portato ad un risultato tendenzialmente positivo che sfrutta bene alcune sue ripetitività (quelle tipiche di trigger di cui sopra) per ricavare qualcosa che possiede dell'originalità; ne è inoltre uscito un film che, senza prendersi particolarmente sul serio, non molla l'osso fino alla fine. buoni anche i due mini prequel della durata di quasi 10 minuti. la particolarità di questi, ovvero galo hen e lio hen, è che vanno visti insieme poichè oltre a raccontare il rispettivo personaggio (fornendo anche un loro background coerente con il film) ad un certo punto si incrociano diventando un diverso punto di osservazione della stessa scena. in pratica si vedrà cosa è successo a galo prima di un certo momento e cosa a lio dopo lo stesso momento. e sì, ho ghignato forte quando, dopo aver visto quel sospettoso istituto scientifico, è uscito un super robottobarattolone dalla piscina. e la trivella, il matoi che si indossa...
  3. tutto ottimamente disegnato e animato ma per me la strada è in salita perchè da subito ci sono troppe situazioni sia ideali che concrete già viste molte volte; a dirla tutta, la serie potrebbe però riverlarsi anche una bella sorpresa se si ritaglia un'identità pur partendo da queste basi.
  4. Shuji

    Kiznaiver

    Apresi il topic d'ufficio. Questa stagione Trigger rullera' circumnavigando la rulleria. Augh
  5. quelli di trigger stanno facendo miracoli; con 4 soldi tirano fuori dei corti davvero accattivanti. il primo episodio della prima stagione (stika!) dura solo 7 minuti, sigle incluse e... LOL è animato poco o nulla, i disegni sono colorati puliti ma soprattutto ben sfruttati come in tutte le loro produzioni precedenti. da vedere in pausa caffè. sì è tutta una cosa assurda, piantata su una base traballante di concretezza (cosa è la normalità in un mondo che non è normale), e può piacere solo per questo. non è ai livelli di inferno cop (ma quel presidente...) e apparentemente meno "andiamo avanti coi dadi" di ninja YEAAART; non è nemmeno crudo come KLK. è un'altra cosa ma lo stile è sempre quello trigger, quindi folle quanto basta. eccomunque FIGHT FOR JUSTICE!
  6. Trigger : bringing FUN back to anime
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