Jump to content

Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)


Taro

Recommended Posts

 

non ne conosco la storia, ma per quanto riguarda You Are Umasou,

Ciao a tutti, son nuovo nello scrivere ma lurko (si dice ancora?) spesso questo forum.

Per quanto riguarda questo film, nel periodo natalizio 2013 (o 2012 non ricordo) è stato mandato da RaiDue, doppiato da labibi.it, col titolo Heart Dinosauro coraggioso. Ancora mi chiedo il perché dell’acquisto se mandato in sordina al mattino (mi viene in mente quel cortometraggio su quei ragazzini stregoni e le leggi della fisica mandato sempre al mattino).

Link to comment
Share on other sites

oh,

mi dai una notizia che non conoscevo,grazie per averlo fatto sapere [:thumbsup:]

chissà se sia stato censurato o edulcorato in qualche parte video o relativamente al doppiaggio(non che ci siano cose eclatanti,ma ci sono alcune scene che potrebbero risultare forti per un bambino magari,anche se si é abituati a peggio di solito)

@Shito ,relativamente invece al padre di Heart,senza voler spoilerare nulla,é trattato anche questo argomento

 

 

eccolo qui

http://www.rai.tv      /dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2e15fd9c-ae1d-4095-b048-a23db15cbe13.html

 

il link va ricomposto altrimenti non funziona

se é il caso spostate altrove,anche perché in fin dei conti non c'entra con LR

 

non mi risulta una versione dvd o simile in coommercio

Link to comment
Share on other sites

 

 

non ne conosco la storia, ma per quanto riguarda You Are Umasou,

Ciao a tutti, son nuovo nello scrivere ma lurko (si dice ancora?) spesso questo forum.

Per quanto riguarda questo film, nel periodo natalizio 2013 (o 2012 non ricordo) è stato mandato da RaiDue, doppiato da labibi.it, col titolo Heart Dinosauro coraggioso. Ancora mi chiedo il perché dell’acquisto se mandato in sordina al mattino (mi viene in mente quel cortometraggio su quei ragazzini stregoni e le leggi della fisica mandato sempre al mattino).

 

 

Ma pensa te, me lo sono perso.

Se lo avete registrato diffondetelo perché non la Rai non lo replicherà mai più, come tutte le cose che ha sempre comprato.

Tipo Pit Pot Pattle, per rimanere in tempi "recenti"

Link to comment
Share on other sites

Ehm,

nella versione doppiata in italiano per la ragazza di Heart(se é considerabile la sua ragazza) c'é stato uno scambio di sesso :ph34r:

 

Ridoppiaggio!  :fash1:

LR salvaci tu :fash1:

ricompra i diritti :fash1:

rimedia alla cappella :fash1:

fai uscire una versione in home video :fash1:

e caccia fuori il secondo  film l'anno prossimo :fash1:

Edited by Ale
Link to comment
Share on other sites

Intervista Animeclick a Shito sul ridoppiaggio di Nausicaa:

In questi giorni abbiamo avuto il piacere di porgere a Gualtiero Cannarsi qualche domanda a proposito del nuovo adattamento di Nausicaä della Valle del Vento, di prossima uscita nel nostro Paese grazie a Lucky Red.

Nausicaä della Valle del Vento torna ad essere localizzato per l'Italia, con un nuovo adattamento a cura di Gualtiero 'Shito' Cannarsi. Parliamo in primis della cornice di questo ritorno. Sai già se si tratterà di una versione destinata alle sale o pensata esclusivamente per l'home video?

Al momento non sono in grado di dirlo, non ho notizie ufficiali e certe. In più, non essendo un effettivo 'interno' della Lucky Red, non posso considerarmi intitolato a pronunciarmi sui piani editoriali dell'azienda, se non quando appositamente autorizzato a farlo - come è giusto che sia. Quanto alla mia personale sensazione sulla questione, ritengo che la Lucky Red sarebbe ben felice di distribuire Nausicaä in primis al cinema, ma pare che al momento vi siano problemi legati ai materiali disponibili dal Giappone, insomma qualcosa che prescinde dalla volontà dal distributore nostrano. Quello che però posso affermare con certezza è che il livello qualitativo dell'edizione italiana di Nausicaä, che ho personalmente curato per Lucky Red, è assolutamente sullo stesso piano di tutte le altre uscite cinematografiche targate Ghibli proposte dal medesimo distributore.

A proposito della scelte delle voci, che ricalcano, per i ruoli principali, l'inedito doppiaggio Buena Vista, sei soddisfatto degli abbinamenti? Letizia Ciampa per Nausicaä, Alessio De Filippis per Asbel, Angelo Nicotra per Yupa, Laura Romano per Kshana.

I quattro interpreti sui quattro ruoli che citi furono correttamente 'provinati' ai tempi del doppiaggio, poi mai distribuito, che eseguii io stesso per la Buena Vista. Proprio perché stiamo parlando di un precedente doppiaggio del tutto inedito, potrai capire che la conferma di questi quattro attori non ha nulla a che fare con ragioni di 'attaccamento del pubblico alle voci' – un criterio che del resto non ho certo cecamente seguito neanche nel caso di ridoppiaggi di film già pubblicati (Laputa, Kiki, Mononoke, Sen & Chihiro).
C'è quindi una precisa ragione artistica, se ho inteso 'confermare' i quattro interpreti principali senza colpo ferire rispetto al precedente doppiaggio del film. E tale ragione è che sono fortemente convinto che quella distribuzione di attori sui ruoli principali del film fu specialmente felice, particolarmente riuscita. Ovvero, ritengo fortemente che Letizia, Alessio, Laura e Angelo, oltre che dei doppiatori di assoluto valore e provata capacità, siano gli interpreti italiani più adatti, ovvero migliori, rispettivamente per i personaggi di Nausicaä, Asbel, Kshana e Yupa. Ai tempi del precedente doppiaggio, la loro unica 'imperfezione' era forse l'essere tutti generalmente un po' troppo giovani rispetto all'originale giapponese. Si capirà quindi come ora si sia avvertita la sensazione di sfiorare la perfezione distributiva vocale, migliorando l'unico punto migliorabile nell'ambito.
Per come è organizzato questo film, davvero molto è rimesso alla recitazione di questi quattro ruoli. Potremmo ben dire che la riuscita del doppiaggio italiano di Nausicaä della Valle del Vento è in primis il prodotto dello straordinario talento, della straordinaria bravura e della straordinaria dedizione dei quattro interpreti principali.


Un film del 1984, riproposto nel 2015, pone un problema non solo di 'attualizzazione' del doppiaggio, ma anche di restituzione dello stile dell'epoca. La curiosità riguarda soprattutto due punti: la questione della coincidenza anagrafica tra età del doppiatore e del personaggio, e l'interpretazione dei personaggi stessi. Come sono mutati questi aspetti tra vecchio e nuovo doppiaggio, e in virtù di quali considerazioni?

Hai del tutto ragione quando dici che la questione dell'età degli interpreti e dei personaggi è altresì da leggersi in ottica 'storica'. Ovvero: nel corso del tempo gli stili del doppiaggio cambiano e sono cambiati, in Giappone come in Italia. Nel 1984, in Giappone di certo non si sarebbero avuti interpreti 'ad età reale' sui personaggi di un film di animazione.
Per esemplificare e rendermi chiaro, Nausicaä è Shimamoto Sumi, classe 1954. Quindi, come matematica insegna, Nausicaä – che ha sedici anni – ebbe nel 1984 un'interprete trentenne. Cosa significa, questo? Significa che la recitazione di Nausicaä, dico la recitazione originale, consta di una componente tecnica spiccata: non abbiamo una ragazza che doppia una ragazza della sua età, ma una donna che "fa la voce" di una ragazza. È questo uno stile di doppiaggio tipico di quegli anni – oggi si tende piuttosto a ricercare una generale aderenza di età tra personaggio e interprete molto maggiore. Per esempio lo stesso Miyazaki Hayao, a partire da Sen to Chihiro no Kamikakushi, ha usato interpreti ad età reale sui ruoli giovanili e infantili dei suoi film – e in questo Takahata Isao era stato addirittura un vero antesignano.
Ma qui bisognava doppiare Kaze no Tani no Nausicaä, e quindi si trattava – benché ora ci troviamo nel 2015 – di ripercorrere quel suo stile che fu. Del resto, il film ha il suo bravo audio mono, ha una colonna sonora anch'essa composta ed eseguita nel 1984, e come ogni opera d'ingegno umano è figlia del suo tempo, dimostrando questa discendenza in ogni suo aspetto. Non avrebbe avuto alcun senso doppiare un film del 1984 con uno stile di doppiaggio del 2015: ogni opera deve restare sé stessa.
Dunque, Letizia Ciampa, ovvero Nausicaä in italiano, è classe 1986. Era straordinariamente brava già nel 2004, quando doppiò Nausicaä per la prima volta. Personalmente, oggi la trovo ancora più brava, sia dal punto di vista tecnico che da quello recitativo emotivo, ma di obiettivo c'è che oggi come oggi siamo con lei più vicini, molto più vicini all'originale di quanto non fossimo nel 2004.
Letizia si ricordava di Nausicaä. Era da un po' di anni che, incrociandola per una lavorazione o per caso, le dicevo che le sarebbe toccato ridoppiarla. E così è stato. Abbiamo riparlato del personaggio, della sua impostazione vocale – ovvero quello che si chiama in gergo "alleggerimento" (abbassare tecnicamente la propria età vocale), e poi del tipo di femminilità del personaggio. Nausicaä è una ragazza, non una ragazzina. È giovane, certo, ma non ha una voce da bimbetta. È una ragazza gentile e sincera, fondamentalmente, e di base è molto femminile, anzi quando è tranquilla si sente una gentilezza. una dolcezza da femminuccia: del resto è pur sempre una principessa. Ma siccome è la principessa figlia unica di un piccolo paese che ricorda una tribù, ha anche un lato androgino, mascolino. Non è una "fanciulla da salvare". Al contrario è determinata, è decisa, è estremamente fattiva e risoluta e all'occorrenza sa essere anche molto violenta. Con Letizia abbiamo parlato di queste cose, per poi ricercarle nelle singole scene, nelle varie battute. "Vedi, qui è in stanza 'con i grandi', ci sono il re suo padre, Yupa il suo maestro e l'anziana, qui lei fa un po' la bambina, perché adesso il suo ruolo è quello", "qui sembra una ricercatrice, una entomologa e botanica, ha un tono più serio, più adulto", tutte cose così. Letizia è stata straordinaria. Tra l'altro Nausicaä è anche un personaggio un po' faticoso, da recitare, perché alla fine ha più momenti bellicosi che pacifici, nel suo minutaggio. Spesso ci sono urli e strepiti e tanta emissione vocale, ma Letizia ha interpretato tutti questi passaggi con grande intensità, senza mai risparmiarsi, senza mai lesinare in nulla, in una lavorazione anche piuttosto serrata. Le devo davvero un grosso, grossissimo ringraziamento.

Cosa ci dici della novità Pino Insegno per Clothowa? La passione per la recitazione di Insegno ha avuto un'ottima resa?

Prima di tutto, Pino è il tipo di attore che ama davvero recitare, che si diverte nel farlo fino in fondo. Dato che si tratta anche di un personaggio televisivo molto noto e amato, si potrebbe facilmente presumere un suo atteggiamento di divismo o di disinteresse nei confronti di un 'palcoscenico nell'ombra' come quello del doppiaggio, ma non è assolutamente così. Al contrario, Pino ama davvero molto recitare al leggio! Non ha importanza che il suo ruolo sia quello di un protagonista, o quello di una 'spalla', lui cerca sempre di renderlo al meglio, di recitarlo davvero, senza mai prendere sottogamba neppure un versetto. Questo lo rende particolarmente adatto a un certo tipo di personaggio ambiguo, che potrebbe facilmente venire ridotto a un cliché. Per esempio, proprio Clothowa ha i suoi momenti da macchietta comica, in effetti è l'unica 'spalla comica' di tutto il film. Ma non è soltanto questo. Perché Clothowa è intelligente, ed è anche un furbone, ma non proprio un furbastro, perché è anche fedele e realmente legato alla principessa di cui è l'attendente, ovvero Kshana. Essenzialmente, Clothowa è un po' Gonza (nella sua volontà di potenza, talvolta eccessiva, e nella sua fedeltà affettiva) e un po' Bonzo Jiko (nella sua intelligenza, nel suo capire i giochi di potere, nella sua cruda mondanità). Credo che Miyazaki abbia dichiarato che è uno dei suoi personaggi preferiti del film, perché è il più umano, volendo. Il più reale: un vivo che cerca di cavarsela nel mondo dei vivi. Quindi colgo occasione per dire grazie a Pino per avermi seguito nella ricerca di tutto questo nell'interpretazione del personaggio!

La tematica 'ecologica' del film sembra rievocare il motto baconiano a proposito della natura: «non la si vince se non ubbidendole». Da un lato, la tecnica come passione mortifera, dall'altro la natura come limite alla tracotanza umana. Al crocevia, la guerra come esperienza limite, a partire dalla quale si può immaginare un nuovo equilibrio, fondato sul riconoscimento della finitudine di ogni essere vivente.

Sono lieto che tu abbia usato il termine di tematica 'ecologica' e non 'ecologista'. Troppo spesso Miyazaki Hayao viene forzato in questo cliché di paladino della natura a tutti i costi contro l'umanità cattiva a prescindere. Credo che Miyazaki Hayao abbia da sempre, tra i suoi interessi, quello dell'ambiente naturale in rapporto all'insediamento umano. Più che un interesse 'ambientalista' tout court, mi pare un interesse sul filo dell'antropologia, della sociologia, persino dell'etnologia. Per esempio, in Nausicaä mi sembra abbastanza chiara l'assonanza della Valle del Vento con un insediamento rurale nordeuropeo (svedese, o comunque scandinavo?), di Pejite con certi motivi arabeggianti e di Torumekia con la Germania industriale. Simili conflitti tra diversi modelli di vita e civiltà umana erano del resto al centro anche della precedente opera seriale Mirai Shounen Conan.

L'incontro 'traumatico' tra uomo e natura non lascia immutati né l'uno né l'altra. In questo senso l'ambientalismo di Miyazaki non è ingenuo. Ti dispiacerebbe tornare ancora una volta su questo tema?

In particolare, il tema della ricerca di un equilibrio tra insediamento e civiltà umane da un lato e ambiente naturale dall'altro sono senza dubbio alla base di un'opera come Nausicaä, sia il manga che l'anime, e provengono in buona parte dai primi tre libri del ciclo di Earthsea, di Ursula K. LeGuin, molto molto amati da Miyazaki. Non si possono non notare forti assonanze, in particolare, tra il personaggio di Ged e quello di Yupa. Questa ricerca di risoluzione del conflitto tra civilizzazione umana e ambiente naturale ha continuato a serpeggiare tra le opere di Miyazaki sino a giungere, dopo oltre una decade, al punto terminale del manga di Nausicaä, che coincide con la produzione del film Mononoke Hime. Questo arco di evoluzione del pensiero ha certo seguito la crescita e l'invecchiamento dell'uomo Miyazaki Hayao. Possiamo ben vedere che l'anime di Nausicaä, corrispondente solo alla prima parte del manga, vive se non di un semplicismo comunque di una genuina ingenuità più giovanile. La conclusione del manga, così come Mononoke Hime, mostrano al contrario una assai più dura, mesta risoluzione in un nulla di fatto, o una quieta accettazione dell'ineluttabilità del conflitto. L'essere umano è parto e parte della natura, ma per sua natura non può non entrare in conflitto con lo stesso ambiente naturale che l'ha partorito. Sembra quasi un paradosso.

La 'risoluzione' del conflitto uomo-natura è affidato però alla dimensione 'mitica' o 'messianica' della figura di Nausicaä, il condottiero vestito d'azzurro che condurrà l'umanità superstite verso un nuovo inizio. A proposito dell'aspetto mitico-religioso del film, esistono suggestioni legate ai culti orientali, specialmente induisti. Ritrovi qualche connessione in proposito anche a livello di nomi e riferimenti linguistici del film?

Come dicevo, questo tipo di risoluzione è quella che appartiene al film animato, non certo al manga. Tuttavia, sì, concordo che vi sia nell'opera una soffusa suggestione di stampo induista, indiano. Ho già citato l'interesse etnografico del giovane Miyazaki Hayao. Il suo primissimo fumetto, pubblicato ancora sotto pseudonimo, si chiamava Sabaku no Tami, ovvero 'La stirpe del deserto', e aveva una forte connotazione etnica. Così pure Nausicaä, così pure la breve storia illustrata Shuna no Tabi (Il viaggio di Shuna), e poi ancora Mononoke Hime. In Nausicaä possiamo chiaramente rintracciare eredità indiane o vediche nei nomi di personaggi e creature, penso subito a Kshana e agli Ohm, ma anche il comparto musicale, ricco di sonorità assai affini a quella tradizione culturale, non può non farsi notare in questo senso.

Ringraziamo ancora una volta Shito per la cortesia e la disponibilità, e vi invitiamo a rivedere e riscoprire Nausicaä in questa nuova, curatissima veste.

Edited by Chocozell
Link to comment
Share on other sites

Beh, c'è anche che gli interpreti principali li avevo già resi noti forse da più di un mese, quindi l'intervistatore (specie perché parliamo di una risorsa non proprio generalista) ha pensato di non prescinderne. :-)

Link to comment
Share on other sites

Io non vedo riferimenti ad altro sotto alcuna forma.

Non mi pare neanche che sia un'intervista a dispense.

Se realizzo un pezzo e non creo riferimento ad altro, quel pezzo e' autonomo e in qualche modo l'informazione deve essere li' completa.

Se poi siamo arrivati al fatto che oltre alle intenzioni dell'autore, bisogna comprendere anche le intenzioni dell'intervistatore di qualcuno, direi che siamo proprio messi male.

Link to comment
Share on other sites

Non sto dicendo che io avrei fatto così, eh. Capisco quello che dici, mi pare chiaro e sensato.

 

Stavo solo dicendo che "credo sia per quel motivo", tipo "inutile chiedere in merito a cose già rese note", tipo.

Edited by Shito
Link to comment
Share on other sites

All'interno della prossima edizione del Romics il gruppo Lucky Red presenterà, sabato 11 aprile al

Romics Movie Village dalle ore 16.10 in assoluta anteprima, uno special video del lungo documentario cinematografico Yume to Kyoki no okoku (Il regno dei Sogni e della Follia) firmato dalla giovane regista Mami Sunada che ha avuto l'opportunità di seguire nella loro quotidianità i tre fondatori dello Studio Ghibli, Hayao Miyazaki (Ponyo sulla scogliera, Nausicaa della valle del vento, Kaze Tachinu), Isao Takahata (Pompoko, My Neighbors Yamadas, Storia della Principessa Splendente) ed il produttore Toshio Suzuki.

 

 

 

Significativamente il docu-film si apre con Hayao Miyazaki che annuncia il suo ritiro allo staff dello Studio, immagini che oggi assumono un significato, un sapore diverso da quel che pensavamo e scrivevamo nei giorni in cui abbiamo presentato per la prima volta quest'opera. Il documentario sarà distribuito dal prossimo 25 maggio nei cinema della penisola.

 

Oltre al documentario il gruppo diretto da Andrea Occhipinti proporrà venerdì 10 aprile nel Padiglione 7, alle ore 18.30 la proiezione dei contenuti speciali dal dvd La storia della Principessa Splendente di Isao Takahata e durante la manifestazione romana sarà presentato l'evento Il Piccolo Principe diventa un film dedicato al film di Mark Osborne (creatore di Kung Fu Panda), tratto dall’omonimo e popolarissimo libro per ragazzi di Antoine de Saint-Exupéry.

 

Nell'occasione dell'uscita del docu film, Kappalab rilancerà tutti i romanzi della collana "LIBRIGHIBLI" nelle librerie e fumetterie italiane:

 

IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL - di Diana Wynne Jones

IL CASTELLO IN ARIA (HOWL 2) - di Diana Wynne Jones

LA CASA PER OGNIDOVE (HOWL 3) - di Diana Wynne Jones

LA CITTÀ INCANTATA - di Sachiko Kashiwaba

KIKI CONSEGNE A DOMICILIO - di Eiko Kadono

SI ALZA IL VENTO - di Tatsuo Hori

CONAN IL RAGAZZO DEL FUTURO - di Alexander Key

PRINCIPESSE E MONONOKE - di Yakumo Koizumi

UNA TOMBA PER LE LUCCIOLE - di Akiyuki Nosaka

QUANDO C'ERA MARNIE - di Joan G. Robinson

IL FIUTO DI SHERLOCK HOLMES - di Hatsuki Tsuji

 

Un sentito ringraziamento ad Andrea Baricordi.

La trilogia di Howl l'ho letta tutta. Posso dire che il Libro è nettamente superiore al film(di parecchio semplificato), ma comunque rimane bello.

Sull'edizione italiana ho qualche dubbio, se devo dire il vero(vabbeh che già i titoli lì scritti mi fan girare i coglioni. La Città Incantata in primis). Non sono riuscito a comprare l'edizione inglese, quindi non posso dirlo con sicurezza, ma secondo me, qualche errorino sparso, c'era(sorvolando su alcune scazzate grammaticali).

Link to comment
Share on other sites

Di mio, ho ringraziato nei titoli di coda (cartello edizioni) de "La tomba delle lucciole" la professoressa Orsi per la sua magnifica traduzioni del romanzo di Nosaka Akiyuki.

 

Credo che il libro di KappaLab usi però una diversa traduzione.

Edited by Shito
Link to comment
Share on other sites

Non credo abbia influito granchè. Il pubblico non distingue tra un lavoro fatto bene e uno fatto male, almeno non quelle generalista.

E non subito, soprattutto.

 

Semplicemente il brand tira. D'altronde è costantemente in onda da una decina d'anni.

Link to comment
Share on other sites

  • Anno featured this topic

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.

×
×
  • Create New...

Important Information

By using this site, you agree to our Terms of Use.