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Che film avete visto oggi?


El Barto

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Ho visto "Le abiuratrici", un corto di SF italiano che non esito a definire "di fantascienza psicologica e sociale".

Per un vecchio estimatore di The Twilight Zone come me, ovviamente il format era ideale.

Più che raccontarlo, sono solo quindici minuti, vi scrivo a cosa mi ha fatto ripensare, nell'ordine.

Brave New World
Un paio di episodi almeno di The Twilight Zone, seconda serie
Frequancies (a.k.a. The Manual)
Elsa De Sica
Kaguya-Hime no Monogatari
WALL•E
Una singola scena di Kaze no Tani no Nausicaä
A certe derive del transumanesimo pure realmente propugnate da taluni
Oh, e The Bladerunner (il libro alla base del titolo del film)

Come vedete i pensieri sono in cerchio.

C'è poi un filo di ragionamento, da me elaborato e discusso con amici e corrispondenti con cui parlo di letturatura e filosofia, che si potrebbe riassumere in:

"L'eleganza è frigida" (frase non mia).

Il che mi ha sempre fatto pensare a Akutagawa e al suo dialogo con sé stesso, dove l'alter-ego li rinfaccia con disprezzo che lui non potrà mai capire l'eleganza di una tazza di Koseto, poiché riesce a trovare attraente un corpo femminile (sic, più o meno).

Il che mi rimanda, e queste sono parole "mie", al Mondo come voglia e rappresentazione, alla sua lettura in ottica freudiana, e all'idea che l'Io maschile sia intelletto e frigidità, mentre quello femminile sia vita e sensualità.

Grazie a Dio, o dio.

(All'ultimo vagone del treno di pensieri ho ovviamente pensato anche al mio conoscente prof. Morioka Masahiro e alle sue Confessioni di un uomo frigido).

In ogni caso, il corto mi è piaciuto molto, l'ho trovato molto bello, e significativo.

Ne consiglio caldamente la visione a tutti coloro che si ritengono intellettivamente sensibili (ossimoro, forse, o solo un bel sogno).

Edited by Shito
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"yesterday"

mi ha ricordato pixel (si ora qualcuno se incazza quindi spiego), nel senso che parte da una idea di base carina per un corto o anche un episodio di una serie antologica, ma tirata avanti per due ore è stata una palla.

 

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visto il recente amsterdam. di per sè non è nemmeno un brutto film e c'è un bale ispiratissimo (e chi lo considerava tale nell'ultimo thor o non ha capito una mazza o aprirà petizioni per dargli 40 oscar). anche il restante cast è molto convincente, compreso un redivivo de niro che finalmente ha azzeccato un ruolo seppur minore. la storia del film, beh, ha due problemi. il primo è che inizia in un modo e finisce per essere qualcosa che non ci si aspetta; il divario è davvero grande, è accettabile ma davvero il passo è lungo. in parte è anche colpa delle varie sinossi del film, le quali probabilmente hanno la coda di paglia ed ormai sono al corrente che un certo filone è parecchio esausto. il secondo problema è appunto questo passo, o meglio in cosa consiste il cuore effettivo della storia. se qualcuno ha visto la serie amazon hunters siamo proprio da quelle medesime parti. ma quante volte, ormai, questi temi sono stati calcati?

in più ci sarebbe da dire che il finale è un po' scoordinato nella struttura, almeno per quel che riguarda la famiglia della protagonista impersonata dalla sempre favolosa margottina.

cmq nonostante tutto è un buon film, rivolto ai patrioti democratici di un certo tipo che vivono il proprio sogno in loop. fosse uscito in un periodo storico meno stanco di certe tematiche avrebbe riscosso un maggiore successo (ma i suoi limiti tecnici sempre quelli sono... sarebbe ora di iniziarea guardare avanti piuttosto che svolgere il solito compitino di routine).

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  • 4 weeks later...

A differenza del giovane Spielberg del film che usava una Bolex, io per le prime cose in pellicola ho usato una Krasnogorsk-3 modificata super 16mm con lente zoom Meteor 51.

Era ed è una bella macchina con solo il difetto di design che la porta per chiudere all'interno la pellicola non era sigillava perfettamente il case una volta messa e chiuso lo sportello e potevano entrare dei "leaks" di luce che impressionavano per strisce verticali e punti la pellicola. Si occupava mettendo del nastro isolante intorno ai bordi una volta messo il rullo.

E si, a volte avete visto in qualche vecchio film questo tipo di strips e non come erroneamente pensavate dei difetti di trascinamento della pellicola.

In molte accademie viene ancora usata spesso appunto in alternativa alle Bolex

Da qualche parte c'è un topic che approfondisce.

Tutto questo per dire che si, il film non inventa niente nei dettagli.

E' un prezioso insieme di ricordo di Spielberg e la sua volontà di modificare le cose secondo la propria visione, insieme ad un chiaro messaggio fami!iare e non solo; non sempre chi realisticamente aiuterà lungo la propria strada, sarà chi sembra più affine a noi.

E' un bel film.

Però mi preoccupa un po' il leggerne lodi sperticate.

Perché mi dà!idea che mo'!ti si stiano anestetizzando sui cinepanettoni Marvel, e che quindi quando sono davanti a un FILM credono di vedere chissà che.

A chi si dovesse disintossicare senza citare i soliti titoli suggerirei ad esempio "il pranzo di Babette" di Gabriel Axel del 1987, quindi non troppo lontano nel tempo; aveva vinto anche un Oscar.

Così come ovviamente suggerisco anche questo Fabelmans 

 

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in 'sto periodo un po' di film:

la grande scommessa: non ci voglio pensare. davvero ci siamo presi un'inculata fotonica così e ce ne siamo ormai dimenticati? robe da pazzi. ma bale ha veramente un occhio di vetro?

day shift: filmetto action birra e pop corn di un tizio ammazzavampiri facente parte di una organizzazione legale che si occupa appunto di queste creature. diventa pure un buddy movie. c'è snopp dogg. la famiglia. i vampiri messicani organizzati in caste. ogni tanto ci vuole...

glass onion: secondo capitolo di knives out e johnson, per fare questo film, si è impuntato molto con i meme che faranno felice il suo pubblico dei social. è un peccato, perchè senza tutte quelle stronzate passeggere da internet usate per sceneggiare il film, glass onion è carino. leggo in giro lodi sperticate di questo film la cui soluzione del mistero è un pippone costruito su elementi che il protagonista/detective suppone molto dettagliatamente senza avere particolari riscontri sulla realtà finchè chi di dovere non vuota il sacco; il che rende tutto il metodo una enorme paraculata. però il film è girato in modo da renderlo gradevole, il cast è buono e musk starà sbuffando.

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  • 3 weeks later...

Babylon.

di Damian Chazelle 

Io mi sono immaginato questa scena;

protagonisti Damian Chazelle, DC e amici e colleghi vari che parlano, che chiameremo folla:

DC: facciamo una festa grandiosa!

Folla; tipo?

DC spiega alla Folla 

Folla; DC, ci vogliono una marea di soldi!

DC; ok! Ci faccio un film!1!

E nella festa iniziale di circa i prima 10 15 minuti sappiate che c'è Qualunque cosa possiate immaginare. E non sto scherzando.

Folla; e per il resto del film?

DC: CASINOOOOOOOOOOO 

-

Potrei chiudere qua, ma lascio con un pensiero sconfortato.

Avrò passato circa 3/4 del film (e parliamo di un film che dura 190 minuti circa come Avatar 2.....) a chiedermi Perché questo film non piaccia a qualcuno; e' grande, grosso, cazzeggia e trolla a livelli inauditi.

Poi.

Ho capito.

Se andate a vedere questo film, fatevi un favore, vi dico anche il punto senza alcuno spoiler.

Quando un certo personaggio torna dopo anni, alzatevi e uscite dalla sala. Oppure fate un po' mente locale e considerate da quel momento in poi che il film sia finito.

Perché questo film.

Babylon

Ha forse il secondo finale più del cazzo della Storia del Cinema Mondiale.

E dico secondo perché non dubito che ci sia di peggio.

Ma non oltre la seconda posizione.

E guardate che non parlo di brutto finale. Non parlo di finale negativo. O che.

Io parlo 

proprio 

di 

finale 

del Cazzo.

 

 

 

 

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47 minuti fa, Shuji ha scritto:

Ha forse il secondo finale più del cazzo della Storia del Cinema Mondiale.

Appena finito di vedere ed è lo stesso che ho pensato io.

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E io sono uno che a volte apprezza i montaggi serrati di cose a caso!

Però era una bella idea citare Arancia meccanica non con delle scene, ma con i cartelli rossi, verdi e blu alternati a richiamare i suoi titoli di coda (se si citava qualcos'altro non ho capito). E mettendo l'assistente di scena perfetto sosia di Kubrick nella prima scena in cui Nellie recita!

 

Edited by Anonimo (*lui*)
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uhmmm a questo punto ci penserò bene prima di vederlo. peccato, il trailer mi aveva preso.

cmq stasera ho visto il film 'una birra al fronte', titolo cazzone che sta per The Greatest Beer Run Ever. è un film ispirato a fatti veri.

è un film contro la guerra ma è un po' particolare perchè, nella sua semplicità, è sincero e tutt'altro che pesante nel lanciare messaggini, ed anche per questo si lascia guardare con piacere. il resto lo fa la storia, quella di un tizio poco pratico della realtà che vuole portare delle birre ai suoi amici al fronte per fargli sapere che le comunità locali gli sono vicine; è una sciocchezza? assolutamente sì e infatti glielo dicono tutti (quelli ancora vivi). in pratica zac efron si fa un insolito e rocambolesco viaggio in vietnam che, a piccoli passi, gli cambierà molto la vita e la sua percezione delle istituzioni.

in aggiunta c'è un bill murray che fa il barista in un paio di sequenze, ma è nulla rispetto a quelle di russell crowe reporter di guerra: pure lui ha un ruolo marginale eppure, sebbene sia davvero molto appesantito, riesce ancora a bucare lo schermo.

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1 hour ago, Anonimo (*lui*) said:

Appena finito di vedere ed è lo stesso che ho pensato io.

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E io sono uno che a volte apprezza i montaggi serrati di cose a caso!

Però era una bella idea citare Arancia meccanica non con delle scene, ma con i cartelli rossi, verdi e blu alternati a richiamare i suoi titoli di coda (se si citava qualcos'altro non ho capito). E mettendo l'assistente di scena perfetto sosia di Kubrick nella prima scena in cui Nellie recita!

 

Si ma così è davvero tutto a caso

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10 hours ago, Roger said:

uhmmm a questo punto ci penserò bene prima di vederlo. peccato, il trailer mi aveva preso.

 

Secondo me, puoi tranquillamente vederlo 

Per il finale, tanto per specificare, in realtà non c'è problema e qua sta il problema.

 Mi spiego.

E' un finale del cazzo perché e' totalmente avulso dalle vicende del film.

E' in pratica la dimostrazione dell'autore che interviene in un tema di fondo del film, illustrando in modo diretto (e direi in modo quasi extra diegetico) la vitalità del medium film.

Non ha nulla a che fare con la vicenda del film di cui in realtà non ne e' la conclusione, ma solo l'autore che mostra qualcosa a supporto del tema di fondo del film.

In modo del tutto inutile perché era già abbondantemente chiaro nel film stesso.

Volendo e' anche un divertissement dell'autore, ma resta un finale del cazzo.

Perché il film a parte questo, comunque, merita

 

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On 1/22/2023 at 12:45 PM, Shuji said:

E' un finale del cazzo perché e' totalmente avulso dalle vicende del film.

E' in pratica la dimostrazione dell'autore che interviene in un tema di fondo del film, illustrando in modo diretto (e direi in modo quasi extra diegetico) la vitalità del medium film.

Non ha nulla a che fare con la vicenda del film di cui in realtà non ne e' la conclusione, ma solo l'autore che mostra qualcosa a supporto del tema di fondo del film.

HD-wallpaper-evangelion-shinji-ikari.jpg

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visto everything everywhere all at once per capacitarmi delle 11 candidature ai prossimi oscar.

è sicuramente un film molto particolare per come vuole raccontarsi e volutamente affrontare precise tematiche umane tanto individuali quanto, viste le implicazioni in larga scala, sociali. si toccano solitudine, amore, stress, sessualità, divergenze di vario genere, tradizionalismo, rispetto degli altri, accettazione, paura e terrore, fallimenti personali...

la posta in gioco è parecchio alta e, quindi, interessante in vista di eventuali riconoscimenti.

pur tralasciando la messa in scena, esagerata ma adeguata per il concetto di caos che è a monte di tutto la storia, il problema è la soluzione universale offerta: ci sono cose, anche molto importanti, che sono quello che sono e non le si cambia; ce ne sono altre che semplicemente non meritano troppa importanza; altre ancora sono giuste, anche se incoerenti, perchè in qualche modo questo è proprio il loro equilibrio. ci sarà sempre del caos, tutto è possibile, tutto può andare bene dicendogli sì, un po' di amore potrà comunque evitare il peggio.

non penso sia un suggerimento completamente sbagliato, anzi, ma messa così è una paraculata colossale.

in questo messaggio che il film regala manca giusto una cosa: NESSUNO pagherà per i propri errori, piccoli o grandi che siano, che colpiscono gli altri o sè stessi. perchè? perchè a chi sbaglia è sufficiente dare quello che vuole (è il motivo per il quale arreca sofferenza, anche a sè stess*).

c'è un'utopia pazzesca in questa ricerca del benessere, dove i punti di vista e gli interessi dei vari soggetti si annullano in alternanza a seconda del risultato predefinito (sa quindi di prefabbricato qualunque cosa accada...); ne esce una lezione finto razionale che dovrebbe condurre alla salvezza di tutto.

film molto furbo che fa leva sull'emotività.

di contro, il caos di cui sopra è ben guidato e spiegato, ci sono una vivacità e varietà delle scene che per 3/4 lo rendono un film sci-fi d'azione a basso costo guardabile senza pensieri, c'è umorismo (a volte anche troppo... i dildo insanguinati usati come nunchaku e i buttplug inseriti per far diventare della gente gli avatar di combattenti specializzati non erano proprio necessari ma vabè, siamo nell'epoca dell'inclusione).

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che film elvis.

passata l'introduzione che si ricollegherà a quanto dovrà accadere verso la fine del film, c'è una prima parte solo apparentemente descrittiva e che in realtà si rivela necessaria per la successiva, carichissima come una giostra che gira a velocità smodata. elvis, caratterizzato da un impegnatissimo tale che risponde al nome di austin butler, ovviamente è il personaggio che si prende la maggior parte del tempo nel film ma il vero protagonista, e narratore della tragedia, è il suo manager, un tom hanks luciferino (e sorprendentemente umano in certi aspetti) che imo avrebbe meritato una nomination agli oscar.

finale che può strappare qualche lacrima vista la transizione da film a realtà con note sequenze di repertorio quando ormai elvis era sfatto e finito ma, ancora, interpretava sè stesso con i suoi tic e nonostante tutto non gli mancava quella voce pazzesca.

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