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FatMan

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  1. Deduco dunque che quel che dice Cannarsi valga quanto la carta igienica essendo diplomato. Quando sarà diventato professore emerito ascolteremo le sue e le vostre ragioni. Per ora ancora no. Scherzi a parte, direi di tornare nel merito della discussione. I pregi delle traduzioni di Cannarsi sono noti, la grande ricerca filologica anche.... Il peccato è che tutto si perda in un modo di esprimersi che è spiccatamente suo. In tutto il cinema italiano in sala negli ultimi 6 mesi, sarà l'unico che usa quelle costruzioni linguistiche. Più e più volte, rendendo la sua traduzione 2019 immediatamente riconoscibile come di sua mano. A differenza di quella degli anni '90 dove l'adattatore/traduttore appunto non si nota. Direi di proseguire la discussione su questi binari .
  2. Anch'io mi ero ripromesso di non intervenire ma mi permetto di quotare jellybelly ... Esattamente quello che pensavo. Tant'è che un'opera toccata da Cannarsi si riconosce dopo 5 minuti di ascolto audio, anche se di autori diversi. Ci mette un marchio di fabbrica sopra. È odioso purtroppo. Al netto dei pregi di fedeltà da riconoscergli.
  3. Un anime su cui ha lavorato lui ormai si riconosce in 5 minuti di ascolto. Non per le i termini giusti ( shito/apostolo ) ma per la costruzione linguistica particolare .. Che sia un opera di miyazaki, anno, takahata riconosciamo la sua costruzione linguistica. Non credo che in Giappone si riconosca l'opera di uno qualsiasi di quei 3 registi solo sentendo 5 minuti di audio a caso.
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