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La critica italiana fa male agli incassi...


Joker

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http://www.badtaste....8532&Itemid=152

 

Riporto qui questo interessante ed a tratti lolloso articolo!! :rotfl:

 

Ma non quando stronca, ma quando esalta un film! Incredibile ma vero, basta vedere i dati al botteghino per accorgersi di come la nostra critica non riesca a portare avanti le sue pellicole preferite…

 

Circa un anno fa, mi ricordo di un illuminante articolo di Paolo Mereghetti su Ciak, in cui si parlava dell’influenza della critica per portare al successo i film d’autore. Si diceva che la critica spesso non riuscisse a convincere il pubblico a vedere certi film, ma che quando questo avveniva era una bella soddisfazione. La ‘dimostrazione’? Gli ottimi incassi italiani di Into the Wild, la pellicola di Sean Penn. Già allora, la questione mi sembrava discutibile. Insomma, o la critica ha un’influenza che è misurabile con diverse prove e che si ripete spesso. O invece non ce l’ha e allora la comunanza di opinioni con il pubblico su alcuni prodotti è una semplice coincidenza.

Bene, con questo articolo vorrei dimostrare proprio questo, ossia che il rapporto tra critica e incassi è pressoché inesistente. Almeno, in senso positivo, perché di successi amati dalla critica e portati alla ribalta dai giornalisti ce ne sono veramente pochi (se ce ne sono). Ma la grande novità è che non solo la critica non è utile a certi film, ma che talvolta rischia anche di essere dannosa e controproducente. Insomma, un ‘bacio della morte’, come sembrano indicare certi risultati…

 

Questo è l'incipit!

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Sembra assurdo, ma io propendo per la casualità. ;D

 

In Italia non esiste una cultura della cultura (scusate la ripetizione, ma è inevitabile) tale da poter attribuire un'effettiva incisività delle opinioni di qualunque critico d'arte sul pensiero della gente.

Figuriamoci un critico di cinema!

 

Questo senza contare che il pubblico italiano è spesso più interessato al cinema come luogo di aggregazione che come "tempio dell'arte" (il che ovviamente non è necessaramente un male) e che la carta stampata, di solito primo veicolo divulgativo del critico cinematografico "ufficiale", da noi se la passa proprio male in quanto a popolarità (e spesso anche a professionalità).

 

In breve, per quanto riguarda quello che ho potuto verificare personalmente, in Italia è il passaparola a fare la differenza, insieme ai richiami sociali puramente irrazionali che certi film ispirano (penso ai cine-panettoni).

Secondo la mia modestissima opinione, quindi, il fatto che i risultati di botteghino trovino rispondenza nelle recensioni dei critici, nel nostro Paese è da imputarsi il più delle volte al caso.

 

Questo sempre volendo sorvolare sulla forma mentis di molti dei nostri critici "storici", che grazie a Dio vedo pian piano scomparire grazie al graduale, e mai troppo veloce, cambio generazionale. :lolla:

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