Connacht Inviato 29 Giugno, 2019 Share Inviato 29 Giugno, 2019 (modificato) Testo adattato condensando post sparsi che avevo fatto altrove. Foto prese da Wikimedia Commons. I sirfidi (Syrphidae) sono una grande famiglia di insetti che appartiene all'ordine dei ditteri, lo stesso di cui fanno parte mosche, moscerini, zanzare e simili. Nei paesi anglofoni sono chiamati flower flies, mosche dei fiori, questo perché dal punto di vista ecologico sono importantissimi impollinatori, ma anche hover flies, per la loro tendenza a sostare a mezz'aria come simpatici elicotterini. Utilissimi e fondamentali per la salute di un ecosistema sia naturale che artificiale (es. in agricoltura), la caratteristica della stragrande maggioranza dei sirfidi che più risalta all'occhio è sicuramente la colorazione a bande gialle e nere, che li rende molto simili cromaticamente ad api e vespe. Nella seguente foto possiamo vedere a esempio un esemplare maschile appartenente alla specie Episyrphus balteatus: Questo invece è un maschio di Syrphus ribesii: E un maschio di Eupeodes corollae: La loro colorazione si nota parecchio, così tigrata. Sembrano davvero strane api. Il genere Spilomyia è più audace e imita l'aspetto di vespe e calabroni. Femmine di Spilomiya diophtalma e di Spilomiya manicata: Il successo evolutivo dei sirfidi consiste proprio in questo fatto. Api, vespe, bombi, calabroni e simili presentano i loro colori sgargianti come forma di avvertimento: risaltano subito, fungono da "avviso" per i predatori che riconoscono il pericolo e si tengono alla larga. Ne siete stati vittima anche voi, ogni volta che avete riconosciuto una vespa ronzarvi attorno, e magari avete pensato di allontanarvi per non rischiare di essere punti. In zoologia questo fenomeno viene detto aposematismo. Ma... i sirfidi non hanno pungiglioni e non vi possono fare proprio nulla. Perché allora la colorazione d'avviso? Si tratta di un inganno, o meglio di un "travestimento": il sirfide imita (inconsciamente) i colori di una specie più pericolosa e viene confuso con essa. I predatori non sanno che in realtà hanno a che fare con una sorta di moschino anziché una vespa o un ape, ma vedono lo stesso schema cromatico, diffidano istintivamente e si tengono alla larga. L'organismo che possiede questi colori può sopravvivere e trasmettere alla prole i geni che ne sono responsabili. L'adattamento è vantaggioso e si diffonde di generazione in generazione. È una forma di mimetismo, detto batesiano, da Henry Walter Bates, un importante biologo e naturalista inglese che nel XIX secolo studiò approfonditamente in Amazzonia la capacità di mimetizzarsi dei lepidotteri sul posto. Fino a ora ho specificato se gli esemplari fossero maschili o femminili. Ecco ancora una femmina di Sphaerophoria scripta: È uno dei sirfidi più diffusi in tutta Europa. Chissà, magari lo avete incontrato tantissime volte mentre svolazzava di fiore in fiore, e forse l'avete confuso con una strana ape o vespa, perché davvero quelle bande gialle e nere sono vistose. Ma come facciamo a distinguerne il sesso? A colpo d'occhio, un modo rapido per identificarli è osservare gli occhi. Come per molti insetti, i grossi occhi dei sirfidi sono composti da numerose sottounità dette ommatidi. Sempre come in molti insetti, fra i due grossi occhi sono compresi dei puntini, detti ocelli, che sono sensibili alla luminosità e aiutano a direzionare l'animale. Nei maschi gli occhi compositi sono talmente voluminosi da toccarsi in sommità. Non sono cioè separati, a differenza della femmina che ha uno spazio compreso fra di loro. Occhi tangenti di questo tipo sono detti oloptici (se separati alla fronte sono detti dicoptici) e il consenso è che aiutino il maschio nell'individuare la femmina durante la riproduzione. Ecco per esempio una femmina e un maschio di Sphaerophoria scripta che si stanno accoppiando: Qui vediamo in maniera più ravvicinata gli occhi di un maschio di Episyrphus balteatus: Mentre qui un primo piano di un Eristalinus taeniops che ci permette anche di apprezzare il dettaglio del polline che aderisce alla superficie dell'animale, è facile visualizzare come questo venga così trasferito di fiore in fiore, ottenendo così la fecondazione della pianta: Questa caratteristica è molto diffusa ed è quindi un modo rapido per determinare il sesso di un esemplare nella stragrande maggioranza dei casi, ma alcune specie non la presentano, come per esempio nei generi Helophilus, Microdon e Neoascia. (i cui maschi hanno occhi separati come le femmine, sono dicoptici). Come detto all'inizio, i sirfidi sono importanti impollinatori, i più importanti dopo la famiglia degli apidi. Ciò li rende elementi tasselli fondamentali nei meccanismi degli ecosistemi non solo per quanto riguarda l'equilibrio selvatico, ma anche per l'agricoltura umana. Le varie specie sono sia generaliste che specializzate nel prediligere certi fiori. Alcune delle relazioni più importanti che possono instaurare sono con le orchidee, che in alcuni casi sono capaci di attrarre sirfidi producendo sostanze chimiche analoghe a quelle emesse dagli afidi come segnale di pericolo. Infatti l'utilità dei sirfidi non è data solo dalla pollinazione, ma anche dal fatto che le larve di molte specie si cibano di afidi, cicaline, cimici e altre pesti dannose per la pianta. Si tratta quindi per davvero di alcuni dei più grandi amici che potete trovare correndo nei prati fioriti. Per maggiori informazioni ed eventuali approfondimenti più settoriali (da appassionati o studiosi), potete consultare questo manuale dell'ISPRA, con dettagli morfologici, analisi tassonomiche e schede d'identificazione di alcune delle principali specie italiane, che è anche la mia fonte tecnica di riferimento: http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/manuali-lineeguida/MLG_128_2015.pdf (comprende sirfidi più simili a imenotteri vari che potrebbero essere più facilmente confusi, da notare Doros destillatorius che imita anche la forma di una vespa vasaio o Criorhina berberina che è molto simile a un bombo per la sua peluria) Modificato 29 Giugno, 2019 da Connacht ortografia + aggiunte un paio di foto 1 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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