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Gaia Project

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Cosmos Pink Shock


Roger

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Il nome che dà il titolo a questo anime è quello dell' astronave con la quale la giovane diciassettenne Micchi scorazza per il sistema solare, ed oltre, alla ricerca di Hiroshi; i due, in sintonia fin da piccolissimi, erano soliti passare il tempo assieme e tutto sembrava filare liscio finchè una sera, durante una festa paesana, un ufo rapisce il marmocchio davanti agli occhi della pucciola.

Sono passati ben 14 anni da allora e Micchi, a bordo della Pink Shock, sta ancora cercando Hiroshi. Nel corso del suo viaggio verrà ricercata dalle forze di polizia per il suo continuo infrangere le leggi, ma saprà conquistarsi degli amici inaspettati...

Lo spirito di questo OVA, dalla trama semplice ma comunque ben costruita, è umoristico e per rendere l' episodio un po' più vivace sono state inserite parecchie citazioni-parodie di anime, e non, di una certa forza (nei primi minuti ci sono richiami ad un po' di tutto: Macross, Star Wars, Space Battleship Yamato, il leggendario team di baseball Tigers, Gundam...).

Data la brevità dell' opera (circa 35 minuti), il numero dei personaggi non è elevato ma ciascuno possiede una caratterizzazione efficace. In una serie di eventi concatenati, tutto ruota attorno alla protagonista Micchi, una ragazza dai profondi e nobili sentimenti che però non si ferma davanti a nulla; Gatsby è l' immancabile ragazzo belloccione e tenebroso, qui deluso dalla mediocrità delle donne, che deciderà di lasciare l' esercito ed accompagnare la ragazza nel suo viaggio proprio per le notevoli qualità positive che ella dimostra rispetto alle altre, e quindi diventandone l' amante segreto; i Tigers vedono sfumare la prima vittoria, dopo 210 anni, a causa dell' intervento della Pinck Shock ma ad un certo punto preferiranno fondare il fun club di Micchi; non mancano gli antagonisti, che tali rimangono per questioni di ruolo.

Graficamente l' OVA presenta una notevole cura per i personaggi ed i particolari, inoltre la regia è molto dinamica e le musiche di accompagnamento, considerando l' anno di produzione (1986), sono adatte e tutto sommato piacevoli.

I meriti artistici vanno rispettivamente ad AIC, Toshihiro Hirano e Kenji Kawai.

 

 

La particolarità di Cosmos Pink Shock, il quale procedeva di pari passo col rispettivo romanzo, è che all' epoca venne pubblicato con la rivista Animevision in tre differenti uscite, una per mese, della durata di 10 minuti ciascuna e solo successivamente i vari pezzi furono riuniti in un unico episodio; risulta tuttora inedito su moderni supporti di distribuzione per l' home video ed al tempo venne venduto sia attraverso il VHD, oramai quasi introvabile se non proprio scomparso e diretto concorrente del laser disc, che VHS.

Il VHD non si impose e purtroppo i successivi episodi, comunque progettati per essere pubblicati in quel formato secondo la stessa metodologia operata fino a quel momento, non vennero realizzati. Il senso di incompiutezza che si può provare pensando all' opera deriva da ciò, tuttavia l' OVA Cosmos Pink Shock presenta meriti oggettivi che permettono di apprezzarlo molto per quello che è.

4 Commenti


Commenti raccomandati

Ovviamente no, prima di quello devo procurarmi un VHS broadcast così poi da guardare le videocassette giapponesi al meglio.

 

Sto pensando di ordinarmi tuttala collezione di Sukeban Deka, il serial anni 80.

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