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Shion

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  1. Secondo me è normale. Oltre agli esempi gia fatti, se la memoria non mi inganna 初 si usa regolarmente per intendere il primo di una serie di qualcosa. Ad esempio, per dire “prima edizione” (di un libro ecc) si usa sho, poi per le seguenti si passa ai numeri cardinali, proprio come per gli Eva. Per quanto riguarda l’Eva-01, non mi sembra di ricordare che si parli mai dell’intenzione di farne un modello unico/definitivo, poi cambiata in seguito. Ma in ogni caso, la denominazione suggerirebbe proprio il contrario (ossia, appunto, che sia il primo dei suoi simili, ovviamente intendendo lo 00 come prototipo pre-serie). Comunque, il punto è che “unità prima” non veicola niente in italiano, se non un apparentemente ingiustificato cambio di nomenclatura. Per rendere il senso giapponese completo, al limite bisognava chiamarla unità capostipite o unità archetipo. 😅
  2. Allora la responsabilità sarà principalmente del direttore del doppiaggio, perché se il metodo è quello i doppiatori hanno ben pochi gradi di libertà... Oltretutto, francamente anche la storia del “non si capiva niente, abbiamo dovuto consultare i vecchi copioni” mi lascia un po’ perplessa. Possiamo discutere a lungo circa l’opportunità, i pro e i contro di aggiungere la difficoltà di comprensione del linguaggio parlato a un’opera che già è difficile a livello concettuale, ma da lì a sostenere che il testo scritto non si capisse anche rileggendo più volte il nuovo copione, ce ne passa. Insomma, la situazione mi sembra decisamente bizzarra e le reazioni, eccessive.
  3. Io ho fatto in tempo a vedere solo pochi episodi, ma ho avuto la stessa impressione. Personaggi “letti” (e quindi interpretati) male, con punte di vero e proprio out of character. In alcuni casi ho avuto la sensazione che i doppiatori stessi non avessero capito cosa stavano dicendo, con ovvie conseguenze sulla comprensione da parte del fruitore. Mi chiedo però quanto di tutto ciò sia da attribuire alle scelte dell’adattatore e quanto al fatto che i doppiatori - non necessariamente per colpa loro - siano entrati in sala di doppiaggio senza un’adeguata preparazione sull’opera complessa sulla quale stavano per impegnarsi.
  4. Avrei tradotto anche io così, oppure ancora più aderente al significato etimologico di “apostoli”, qualcosa come “coloro che sono mandati da (un) dio”. Che per me, comunque, è quello che aveva in testa Anno. “Apostolo” = un essere inviato da una divinità. Poi, nel caso delle pergamene del Mar Morto, gli apostoli in questione (quelli che attaccano la Terra) hanno anche dei nomi che erano precedentemente noti come nomi di angeli.
  5. Confermo che a fine anni 90 ancora si diceva. Inoltre, se come modo di dire esisteva già negli anni 80, è evidente che non possa essersi originato proprio da imitazione di un neologismo di Misato (che era l’altra ipotesi plausibile, considerato il successo dell’opera).
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