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io odio fare il sapientino... Ma cosa c'è di male in un palazzo del dio drago? proprio la storia di urashima taro, cosi come quella di Ulisse, dovrebbero insegnare che il tempo impiegato per il mondo a girovagare, in avventure di vario genere per accrescere la propria conoscenza(questo è ulisse che mi pare fosse descritto come uno tra i più ingegnosi tra i greci) è tempo sprecato. Il dramma non è mica che ha vissuto nel palazzo del dio drago - tra gli agi ? - ma che quei tre giorni gli sono costati 300 anni. Quindi si è una bella storia, ma il punto non è il tempo che si congela in una zona o in una comunità, ma individui che dimenticano il proprio ruolo e che si svegliano quando ormai è troppo tardi. Quindi paradossalmente una comunità funzionale non ha nulla a che vedere con urashima coso, pur se fuori dallo spirito del tempo (odierno). Restando in topic il vero palazzo del dio drago è proprio il massimo sforzo, il dedicarsi alle proprie passioni, etc, Che è quello che fa un bambino, poi un giorno ci si sveglia e toh. Si era cominciato a scrivere sui forum adolescenti e ormai si ha 50anni, sembra ieri, non si hanno avuti figli ne niente, casomai successo professionale ma poi ...... La mediocrità invero è un ottimo antidoto, perché una vita mediocre ha ben pochi orpelli con cui mascherare il suo vuoto. Questo è il motivo per cui oggi ci si immerge nel consumismo, ma anche nel massimo sforzo. Si cercano orpelli per adornare il vuoto. Un mediocre o fa famiglia e ama qualcuna o passa il tempo nei modi pià ignominosi possibile. Chi si impegna può fare molte belle cose, cose belle di per se. Dove sta il rischio maggiore di svegliarsi ormai vecchi? Io la mia risposta la ho fin dalle elementari.
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Mah concordo si, è proprio nella gradualità che si evitano grandi amori non corrisposti, questo era il punto Sul resto nell'intervista, non ne La cura, credo Battiato si riferisse a singoli gesti. E una mia opinione, non verificabile, neppure importa se veritieria in fin dei conti. Sul titanico invece dissento, credo la maturazione si abbia proprio quando si riesce ad accettare la banalità, nullità, naturalezza dello starsi accanto, quasi l'obbligatorietà. e credo che sia una cosa connaturata dunque facile. Piuttosto è titanico, almeno per ora dato che ci siamo evoluti migliaia di anni su quella falsariga di stabilità degli affetti, il modo di fare attuale. Quello si che è oltraumano. Infatti credo che nonostante tutto durerà poco. Non è neppure ancora iniziata del tutto, deve ancora estinguersi e morire la generazione / le generazioni passate. Dalla Treccani: titànico1 agg. [dal gr. τιτανικός, der. di Τιτάν -ᾶνος «titano»] (pl. m. -ci). – Dei Titani: la stirpe, la progenie titanica. In senso fig., possente, gigantesco, riferito a opera o azione che sembra trascendere le forze e le possibilità umane: uno sforzo t.; un’impresa titanica. ◆ Avv. titanicaménte, in modo titanico, da titano.
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Scritto su un forum funziona quel che dici, nella realtà non si da conoscenza reale senza reciprocità... Mi spiego si va per passi, come dire non si può conoscere una e poi lei è indifferente. Ho trovato sempre veritiero, al di la dei molteplici e facili umorismi, il modo biblico di parlare della conoscenza come fare sesso. Credo sia una realtà profonda e verissima. Davvero una della scelte lessicali più ispirate (diversamente dal tuo uso di metanarrativo sconfessato pure dai dizionari, ma vabbe capisco il dialetto a volte, posso capire anche un uso bizzarro dell'italiano. Chiusa qui la parentesi scherzosa). Ora il punto è come ci si può innamorare dalla distanza... il minimo della conoscenza reale credo sia essere andati a letto almeno 1 volta con una ragazza, il che presume che lei acconsenta. Perché che si voglia svilire o meno l'atto sessuale è comunque il momento in cui si tenta di gettar giù la maschera, almeno un pò, anche per reazione inconscia. Quindi sicuramente un attrazione può non essere reciproca, ma dato che l'attrazione si nutre di conoscenza lo scarto tra i due non può che essere piccolo, perché la conoscenza che alimenta l'attrazione è dall'altro concessa. Sembra cervellotico ma non lo è. Per il resto tornando a Battiato credo la tua lettura - e mi conferma il modo in cui sei stato letto - è abbastanza deforme. Ovviamente ogni gesto d'amore nasce per moto spontaneo, senza aspettarsi nulla in cambio. Altrimenti sarebbe grettezza, commercio, cosa di mammona volendo continuare con le citazioni bibliche. Tuttavia Battiato parlava del singolo gesto, e di un generico amare le persone. Dunque tanti singoli gesti. Non amare senza essere riamato, una vita intera semmai. Quello è alimentare la pazzia dell'altra implicato in quella folle partita a tennis, altro che struggimenti adolescenziali. Ben peggio. Chi vede tanti vecchi tutti i giorni sa che quelle pazzie non passano per la testa a nessuna donna, a nessun uomo. In genere sono contenti di aver passato una vita insieme... Tipo: sa io e mio marito, siamo insieme da tanti anni. sono 50 ormai e via dicendo. C'è molta dolcezza e tenerezza. Nulla di titanico, nulla di eroico. Quello può esserci all'inizio forse, nel vincere le difficoltà pratiche ma poi... Tranne si sia particolarmente disgraziati sono anni e anni di quotidianeità, condita da piccole tenerezze che sono l'amore, credo. Davvero nulla di titanico.
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Credo ci si possa realmente innamorare di qualcuno - ove per realmente intendo essere realmente attratti da quella persona piuttosto che da esigenze personali che l'immagine che ci siamo ricostruiti di tale persona soddisfa, tutto in ottica masturbatoria solipsistica beninteso - solo se tale qualcuno accetta di farsi conoscere. Il che va da confidenze a mostrarsi lati della sua personalità, in banali conversazioni, uscite insieme etc. Per questo dico, non ci si può innamorare da soli... perché ci si innamora di ciò che si conosce, ed una persona si deve lasciar conoscere. Al pù è : chissa lei/lui forse potrebbe piacermi, oppure fintanto che la/lo conosco mi piace. Diversamente è pazzia, ancor prima che reato. Lo stalking nasce infatti come a danno di personaggi pubblici, che ci si illude di conoscere. L'atto persecutorio è più quello dell'amore tradito, ed in genere era femminile perché etologicamente è una donna che si concede nel fiore della sua giovinezza, e non può più rifarlo, una volta data a uno, non la può ridare ad un secondo. La giovinezza intera, non solo la verginità fisica. L'esempio tipico è Medea. Credo sia il motivo per cui i soggetti vittime di pedofilia o rimangono innamorati di chi li ha usati (mi viene in mente Tiger Tiger) o più spesso sviluppano un odio profondo. Al di la dei mezzi con cui qualcosa si prende, quel qualcosa è stato comunque preso. Se è preso tramite inganni, bugie, giocando sull'ingenuità non cambia comunque la sostanza, al più è benzina per un odio che avverrà con la successiva presa di coscienza. La dinamica attuale di femminicidi e stalking la vedo più che altro ad opera di uomini disperati, su donne attempate o comunque vissute, ovvero quando non ce ne sarebbe neppure il senso. Appunto per una dinamica di tipo solipsistico/masturbatorio che delineavo sopra. In ciò non vedo spazio - nella realtà - per un amore dalla distanza tipo Fuyutsuki-Yui, neppure per un rosicamento profondo se non di natura solipsistica.
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La vera domanda è: si può essere innamorati di qualcuno/a che non contraccambia neppure per nulla... Tipo la paura di essere rifiutato, o cose simili. è una cosa che non ho mai provato, del tipo se scatta la scintilla si sente. Altrimenti non è amore ma altre cose: voglia di sesso per un uomo, voglia di non essere scartata per una donna, cose del genere. Quindi credo che fintanto che sei sano di mente il problema realmente non si pone. Se ami senza essere ricambiato, o sei pazzo (e può essere perché la solitudine genera mostri), o lei te lo sta facendo credere ma non ci sta perché non gliela fa a concedersi, e allora sei solo fesso/inesperto ^^ Sui rapporti a lungo termine non so: credo sia un accettarsi a vicenda, ove non direi neppure che si tratta di accettare i difetti ma proprio la persona in toto. E accettare anche se stessi, i rapporti che ho visto finire e ne conto un bel pò ormai sono sempre stati dovuti ad uno dei due partner che non accettava alcuni punti del suo essere e del suo vissuto e per ciò si rendeva insopportabile o giù di li. *** sul discorso di li, chiunque ha lavorato in un ambiente di alta professionalità dove se il collega non è necesseriamente intelligente di sicuro non è neppure particolarmente ritardato ti confermerà che il grado di tenuta emotiva di una persona dipende in parte dal suo intelletto in parte da quanto la vita lo abbia frustrato e ferito. Si vede dagli sguardi, dal tono della voce, etc. L'intelletto in tal caso non protegge dalla pazzie in modo raziocinante, aiuta ad elaborare il dolore e fa si che il dolore non porti alla pazzia. :)
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Disse Battiato, con notoriamente una bellissima donna che gli voleva bene, un matrimonio lungo una vita, condito da anni di convivenza. Le sue canzoni sono molto belle eh, ma a me ha sempre dato l'impressione di una persona profondamente sola, le sue parole quelle di uno che è stato poco riamato. Forse mai, forse che non è stato in grado di farsi riamare. https://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/12/01/news/battiato_io_mai_innamorato_che_bello_dormire_da_soli-47816610/ (trovato a caso dopo aver deciso di scrivere questo post. Ma era una cosa che nelle sue canzoni si sentiva... Prima di andare a far proselitismo con l'idea di amore si dovrebbe parlare onestamente di quel che si è raccolto nella vita).