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Dave666

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  1. MI è chiaro da questo articolo che lui non veda la professione di dialoghista nella mia stessa maniera, e va bene così. Io sarò sempre dell'idea che le migliori traduzioni e i migliori adattamenti delle opere giapponesi siano quelli fatti da persone in grado di rendere in italiano semplice e comprensibile a tutti una lingua come il giapponese, senza perdere comunque lo spirito dell'opera. È difficile, è vero, ma c'è chi ci riesce. Vi auguro una buona giornata!
  2. Gualtiero potresti rispondere alla mia domanda in merito al ruolo del traduttore? Voglio cercare di comprendere il tuo punto di vista e le motivazioni che ti spingono a rendere le opere sulle quali lavori meno fruibili al grande pubblico. Il mio punto di vista è che un traduttore si dovrebbe impegnare per rendere comprensibile un dialogo dalla lingua di partenza alla lingua target. Come mai tu non lavori in questo senso? Potrei avere delucidazioni su questo? Se c'è bisogno ti copio quello che ho scritto ieri: Scusa Gualtiero. Ti parlo da studente di giapponese e ho una domanda per te. Non, voglio assolutamente mettere in dubbio le tue capacità linguistiche, ma non credi che certe tue scelte sintattiche e lessicali nella trasposizione dall'italiano al giapponese possano mettere in difficoltà i nuovi fruitori dell'opera di Anno e complicare inutilmente una serie già di difficile comprensione? La mia domanda è: come mai tendi a tradurre in maniera estremamente precisa e letterale una lingua che come ben sai ha delle grosse differenze dall'italiano? Non credi che il ruolo di un traduttore sia di rendere il più comprensibile possibile la lingua di partenza nella lingua target? È una domanda che vuole solamente fare luce sul tuo metodo ti trasposizione. Ti ringrazio in anticipo.
  3. Scusa Gualtiero. Ti parlo da studente di giapponese e ho una domanda per te. Non, voglio assolutamente mettere in dubbio le tue capacità linguistiche, ma non credi che certe tue scelte sintattiche e lessicali nella trasposizione dall'italiano al giapponese possano mettere in difficoltà i nuovi fruitori dell'opera di Anno e complicare inutilmente una serie già di difficile comprensione? La mia domanda è: come mai tendi a tradurre in maniera estremamente precisa e letterale una lingua che come ben sai ha delle grosse differenze dall'italiano? Non credi che il ruolo di un traduttore sia di rendere il più comprensibile possibile la lingua di partenza nella lingua target? È una domanda che vuole solamente fare luce sul tuo metodo ti trasposizione.
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