“La critica cinematografica si è eclissata... nel dimenticatoio sono finiti gli insegnamenti della nostra giovinezza, quando imparavamo che l’esercizio della critica consiste nella conoscenza, nel discernere, nell’analisi, nell’approfondimento, nell’osservazione, nella scelta, nella maturazione riflessiva che promuove la qualità dello spettatore, del creatore e della crescita intellettiva...”.
Mi piace iniziare con le parole di Domenico aka Mino Argentieri, uno dei pochi critici 'di razza' che e' scomparso lo scorso marzo.
In un paese storicamente con 50 milioni di allenatori di calcio, e nell'epoca massimizzante di stelline e mi piace, c'e' davvero bisogno o la voglia di sentire argomenti e non le solite risse, condite dall'infallibilita' a prescindere della soggettivita'?