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Maratona "L'arte della gioia", serie tv mandata in sala al cinema in due film


Shuji

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Oramai non so più quanti anni orsono, mi ero fatto la convinzione che come punto di origine dei personaggi femminili forti, nel senso di autonomi e dotati di una certa volontà che li porti ad avere una personalità pronunciata, dovessi guardare ad oriente. E ad esempio Shurayukihime ho avuto centinaia di esempi in occidente di riferimento concreto a questo personaggio, da Frank Miller fino a Quentin Tarantino (per Kill Bill ero stato il primo a far presente che il riferimento fosse questo e non citazioni assurde e senza senso che nel primo periodo si facevano). L'opera era nata in Giappone nel 1973, è un numero che servirà in seguito.

Quindi il mio mondo andava su certi binari; non che di seguito sia deragliato, ma ho tirato il freno d'emergenza perchè una cosa ha attirando la mia attenzione.

Yuki, in Shurayukihime, aveva un costante sakki (殺気), la pressione intangibile di un intento omicida, la storia era di una vendetta, che qualcuno fosse ucciso faceva parte degli ingranaggi della vicenda.

Modesta, la protagonista di questo "Arte della gioia", prima, è come vedesse arrivare qualcosa arrivare per caso e invece di fare un passo avanti per sistemare un problema, faccia un passo di lato e poi dopo un'occhiata istintiva, decidesse che il corso della propria vita sarebbe stato migliore senza far niente; una lanterna cade in una casa, iniziando ad appiccare il fuoco, c'è uno checsta dormendo e altre due chiuse in una stanza; esci e ti allontani da casa mentre le fiamme avvolgono l'abitazione, ti volti un attimo, respiri da lontano la situazione e te ne vai. Tralasciamo i rapporti con quelle tre, ma ad esempio diversi anni troverai un uomo molto simile a quello bruciato in quella casa, per modi specialmente, e ci andrai a trombare, con alternanze saffiche esplicite, e gli impedimenti specie improvvisi, beh, vedranno cadaveri sul selciato metaforico della vita. 

C'è tanto altro in questa storia, e la cosa per me sorprendente è che questa storia, come il personaggio di Modesta, sia stata scritta in Italia nel 1976, circa una cinquantina di anni fa.

il mio mondo prosegue senza scossoni, ma questa breve sosta me l'ha reso molto più ricco.

L'autrice (del libro da cui serie/film e' tratta) si chiama Goliarda Sapienza (non è un nome d'arte), se non volete dedicare tempo a libro/serie, date uno sguardo a questa intervista registrata tanti anni fa. Secondo me, vale la pena di conoscere (pur limitatamente) qualcuno di veramente... unico.

 

 

Btw, il 1994 era stato anche l'anno della pubblicazione integrale di questo libro.

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