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Gaia Project

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Odin - Photon Space Sailer Starlight


Roger

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Il mare… attraverso di esso l’uomo ha ricercato libertà e prosperità.

1500 ac: la regina d’Egitto Hatshepsut scopre l’Oceano Indiano

800 dc: i Vichinghi conquistano il Mare Artico

1492 dc: Colombo scopre l’America

1520 dc: Magellano circumnaviga Capo Horn e scopre l’Oceano Pacifico

1805: Lord Nelson sconfigge la flotta di Napoleone

1860: la Karnin Maru è la prima nave giapponese ad attraversare il Pacifico

L’oceano è sempre stato al centro delle grandi imprese dell’umanità e le navi simboleggiano l’espansione delle frontiere!

Anno 2099: la scienza ha permesso di creare nuove tipologie di navi in grado di attraversare lo spazio.

Dopo questa necessaria premessa filosofeggiante e soprattutto filologica inizia il film che ha come protagonista la Starlight, una costosissima nave spaziale a vela la cui costruzione è durata ben 20 anni. La Starlight è il gioiello tecnologico dell’Ente Spaziale Internazionale ed è dotata di un dispositivo di controllo della gravità che le permette di raggiungere una velocità di crociera impareggiabile; la sua missione: oltrepassare Giove, l’attuale limite per i viaggi spaziali.

Prima della sua partenza dal porto è però necessario assistere alla sequenza durante la quale l’equipaggio della Starlight sale a bordo. 4 minuti, animati piuttosto bene come lo è gran parte del film, per mostrare ‘sti tizi in divisa correre ai propri posti e urlare come scimmie in calore. Ad addolcire il tutto un accompagnamento musicale di stampo rock dalle sonorità molto simili a qualcosa che già girava a quell’epoca. Un videoclip musicale, il primo nel film, che non si può dimenticare facilmente.

Non molto dopo il varo è già tempo di SOS: la nave Alfred sta cedendo sotto i colpi di un attacco misterioso e la Starlight si prepara a raggiungerla. Prima di fare ciò Akira, un cadetto che non è riuscito a passare il test d’ingresso per entrare a far parte dell’equipaggio della Starlight ma che desiderava ardentemente essere incluso nella spedizione, si impunta per salire a bordo del super veliero. Qualche manovra fintamente pericolosa con il ricognitore da caccia, davanti al ponte di comando, è sempre un’ottima carta di presentazione e infatti il comandante della Starlight decide di accoglierlo più che volentieri; nemmeno 5 minuti dopo essere salito sulla Starlight, il ragazzo raggiunge il ponte di comando e si mette a dare ordini a tutto l’equipaggio (che esegue senza porsi domande) e il comandante –tranquillo come niente fosse- gli lascia gestire le varie manovre per compiere il salto gravitazionale o quel che cazz’è basta che la nave fili a razzo. Il Tom Cruise di Top Gun gli fa una pippa ad Akira, è ovvio. Però nonostante tutto Akira non può essere riconosciuto come un membro ufficiale della Starlight. Mannaggia! E così Mamoru, sua vecchio amico/rivale nonché miglior cadetto del gruppo, per rincuorarlo lo avvicina e gli dice che la Starlight ha bisogno di lui, delle sue capacità, e che sarebbe orgoglioso di essere il suo copilota.

A questo punto mi rendo conto che sono passati solo 33 minuti dei 139 previsti, ergo la strada è piuttosto in salita.

Raggiunti i pressi di Giove, l’area dove la Alfred è stata abbattuta, qui i nostri recuperano una capsula contenente Sarah Cyanbaker, unica sopravvissuta al disastro causato da un asteroide armato e di fattura presumibilmente aliena.

Alcuni membri della Starlight entrano nell’asteroide per ispezionarlo, tuttavia questo improvvisamente esplode (?) catapultando il veliero nei dintorni di Urano.

Dopo il salto, Sarah ha delle sensazioni e decide di chiedere al capitano di recarsi su Oberon, una delle lune di Urano, perché lì c’è qualcosa di importante che la sta chiamando. Il capitano non è un tipo molto sveglio e infatti accetta; inviato Akira su Oberon, il non membro della Starlight vi trova i relitti di un ufo, dal quale successivamente preleva dei cristalli contenenti un diario di bordo. Sarah riesce a decifrarne solo una parte dei contenuti perché le sopraggiunge un mal di testa così forte che le impone di non continuare con la traduzione, pertanto non è chiaro cosa sia successo esattamente all’ufo però ogni indizio conduce al pianeta Odin.

Ma siccome il capitano oltre a non essere un tipo molto sveglio è anche un po’ bastian contrario, decide di tornare sul pianeta Terra… la scelta provoca il disappunto generale dell’equipaggio che, pur di recarsi su Odin, opta per l’ammutinamento.

Durante il tragitto Akira e Sarah trovano il tempo di scambiarsi delle confidenze sul proprio passato e su ciò che hanno intrapreso, però i due vengono improvvisamente interrotti dall’apparizione spaziale di un vecchio signore, tale Asgard, che pacatamente sfoggia la sua somma importanza tra i nove universi ed etichetta tutti gli esseri umani (alieni dal suo punto di vista) come malvagi sia nella mente che nel corpo; per concludere, con tanto di risatina, Asgard avvisa i terrestri della Starlight che stanno per morire e gli invia dei droni a bombardarli. La Starlight esce piuttosto malconcia da questa prima battaglia, ma non sconfitta, seppure con gravi perdite tra le file dell’equipaggio; cosa più importante: non aver eliminato la nave irrita Asgard e gli altri capoccia misteriosi (presumibilmente delle macchine, o almeno così si lascia intendere), che quindi decidono di partire con l’intera flotta di astronavi dalle dimensioni smisurate alla volta della Terra per sterminare l’umanità in quanto rappresenta un pericolo.

Ma la Starlight ha modo di incrociare la loro rotta prima di giungere ad Odin e nonostante stia per fare una brutta fine per la seconda volta, grazie al solito Akira che per l’ennesima volta prende il controllo della situazione, riesce a sbarazzarsi della flotta nemica facendogli scoppiare davanti un enorme meteorite (in pratica la Starlight esplode l’unico colpo in canna a sua disposizione verso il meteorite, i cui frantumi colpiscono le navi nemiche annientandole).

Solo la “nave madre” riesce a salvarsi, pertanto il solito Akira in compagnia di alcuni compagni vi entra con dei caccia al fine di abbatterne il cuore e quindi debellare la minaccia. Giunti a destinazione, si ripete il solito schema pochi umani vs esercito apparentemente implacabile; in questo caso uno sparuto numero di soldati (5 uomini e Sarah) deve fronteggiare una quantità spropositata di robot umanoidi supportati da un carro armato quadrupede che definire enorme è ingiusto essendo molto di più; d’altra parte, è sufficiente usare un bazooka a piena potenza contro il carro per proseguire con la missione. L’obiettivo è distruggere il cervellone elettronico centrale che governa tutto!

Prima di svolgere il compitino, il gruppetto si rende conto che non stava combattendo contro comuni macchine antropomorfe, bensì dei cyborg nei cui corpi scorre del sangue e ciò rattrista parecchio Akira e compagni al seguito. Tanto peggio che da un soldato nemico in fin di vita si apprende la prima verità: in realtà quei cyborg sono alcuni degli abitanti originari di Odin che per sopravvivere al cataclisma provocato dall’avvicinarsi della stella Canopo al pianeta dovettero modificare il proprio corpo innestandovi parti meccaniche; al tempo, la regina di Odin decise di inviare alcune sue cellule altrove, così da poter essere ricreata, e il suo nome era Sarah (insomma Sarah è la rinata regina di Odin). Il secondo problema insorse dopo molti anni a distanza da ciò, poiché i superstiti di Odin iniziarono ad affidarsi completamente alle macchine fino ad attribuire ogni loro attività ad un computer centrale: Asgard. Tuttavia il cervellone elettronico in questione si sviluppò un po’ troppo e prese il comando di tutto, sottomettendo ogni individuo alla propria volontà di macchina.

A questo punto Akira e combriccola, compresa Sarah che pare abbia recuperato parte della memoria, non ci vedono più e marciano contro Asgard per eliminarlo definitivamente e rivendicare la propria natura di esseri viventi dotati di intelletto, anima e sentimenti! Giunti al suo cospetto, Asgard gli rivela la restante parte della verità: il suo compito è eliminare ogni forma di vita biologica.

Essendo Asgard un computer di Odin, sarà sicuramente dotato di un meccanismo di auto distruzione! Pensano i nostri…

Comunque ciò non ha importanza… un paio dei nostri nonostante alcune difficoltà (raggi laser ovunque, il solito esercito infinito, una barriera di protezione, Asgard che eleva la temperatura del proprio corpo per bruciare i microbi) riescono a sparare nel cervellone una palla spinata che sviluppa un buco nero in 10 minuti, pertanto è necessario lasciare il posto in fretta.

Infine, manly tears. Com’è il pianeta Odin, dopo un viaggio così lungo, non è dato saperlo.

 

La cosa che più mi ha sorpreso di questo film del 1985 è la grande cura per i dettagli grafici, che si mantiene tale anche quando ci sono lunghe scene di azione con prospettiva variabile; solitamente in animazione più una scena è movimentata e maggiore è la semplificazione dei disegni. In questo film accade esattamente il contrario.

E’ tuttavia un peccato che ogni virtuosismo, merito di artisti di grande livello, venga sprecato da una storia che è quello che è, cioè una brutta copia del concept della corazzata spaziale Yamato in combinazione con il tema dello sviluppo dei computer, che intorno a quegli anni aveva sollevato ovunque parecchi (inutili) dubbi e paure.

Odin: Photon Sailer Starlight nasce proprio da un’idea di Yoshinobu Nishizaki, creatore di Yamato, e si vede fin troppo. L'impressione è che per fare questo film siano stati spesi capitali non indifferenti...

3 Commenti


Commenti raccomandati

Ho avuto più o meno le tue impressioni. Il film doveva essere il primo di una trilogia, abortita a causa del successo nullo ai bottehegini. E' un peccato che così tanta arte sia stata sprecata per un soggetto così povero...

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Odin non è certo l'unico anime dove gente di talento ha sprecato tempo ed energie a favore di una trama così e così.

Certo, Nishizaki era uno che non mollava e ha cercato in tutti i modi di rispolverare il concept di Yamato nel disperato tentativo di ripetere il mega successo del passato.

Addirittura la trovata del Gran Computer che domina le mase l'ha ripresa dal plot di un episodio un altra sua serie, quella tratta dal racconto L' Uccellino Azzurro ( dove compare pure la Yamato, in un episodio).

Ovviamente sapete tutti che il film fu doppiato in italiano in una versione illegale ( dove non avendo a disposizione la traccia audio internazionale, ogni volta che i personaggi parlavano l'audio spariva) della Eden vero ? ?

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sì è vero, ma un conto sono quelle opere dalla storia dichiaratamente semplice o perfino banale che però ti diverti anche solo a guardarle (così al volo mi viene in mente birth), altro sono quelle come questo odin che invece si vorrebbe fossero prese sul serio.

però, commercialmente parlando, se questo film si fosse chiamato yamato resurrection dubito avrebbe avuto la stessa sfortuna .

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