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Pluschan

Gaia Project

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Demon Beast Invasion + Resurrection


Roger

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I demoni esistono, abitano da qualche parte nello spazio; qualcuno lo si può incontrare nel quasar PHL-5200 e il loro scopo è conquistare il nostro pianeta. Purtroppo l’atmosfera terrestre è fisicamente inadatta per i demoni, i quali per sopravvivere devono quindi impossessarsi dei corpi degli umani e generare (usando femmine umane) dei loro simili adatti alle condizioni terrestri.

Kasu ed il suo giovane aiutante Muneto sono due agenti appartenenti all’Interplanetary Mutual Observation Agency, il cui compito è individuare ed eliminare i demoni qualora vengano avvistati. Nessuno è al corrente dell’IMOA, né dei suoi agenti dalle capacità sovrumane, tantomeno dell’esistenza dei demoni…

La storia di questo primo episodio ruota attorno a Muneto, Tstutomu e Kayo, la ragazza di Tsutomu; i tre sono amici d’infanzia e si separarono quando Muneto dovette andarsene senza fornire spiegazioni né a Kayo, all’epoca la sua ragazza, né a Tsutomu, alla quale affidò Kayo.

Nel frattempo il demone arrivato da quasar PHL-5200 si scopa una buona quantità di ragazze appartenenti allo stesso istituto dello studente di cui ha preso l’identità, con risultati abbastanza raccapriccianti… le poverette non resistono fisicamente e muoiono in successione una dopo l’altra. Ad un certo punto arriva il turno di Kayo e il demone, per attirarla, prende possesso del corpo di Tsutomu.

Mentre Muneto combatte contro il demone, nel tentativo di liberare Kayo dalle sue grinfie (se la stava trombando), questo rivela che è errato definire i demoni come invasori, poiché in realtà la Terra il loro pianeta di origine e loro ne erano i primi abitanti.

Tra colpi energetici ed inefficaci pistole laser che si trasformano in efficaci spade laser, a fine episodio il demone viene sconfitto; purtroppo con lui muore anche Tsutomu, del quale si era impadronito, mentre Kasu si sacrifica per la causa.

Questo primo capitolo della serie, nonostante il ritmo della trama sia abbastanza vivace, è molto povero tecnicamente; le animazioni sono scarse, il character design è instabile, le ambientazioni ed i fondali molto imprecisi, la regia si limita al minimo necessario; a suo favore non gioca nemmeno la porneria (assieme all’introduzione, ovvero quanto è stato animato meglio) anche se, forse, rapportandosi ai tempi di quando venne prodotto l’ova, potrebbe sembrare spettacolare. Mah.

Anche il secondo episodio, dopo una sequenza di recap abbastanza lunga, inizia con delle scene raccapriccianti; il demone della puntata precedente è riuscito a mettere incinta Kayo e sebbene alcuni incubi le presagiscano un futuro dove i demoni sono tornati sulla Terra, la ragazza non si rende conto di cosa l’aspetta veramente. Il “piccolo” si manifesta per la prima volta una sera, nella forma di serpente con un paffuto musettino da gatto, quando Kayo sta per essere violentata da un maniaco nel tipico parco delle coppiette giapponesi; per proteggere la madre tale essere prima trancia gli attributi all’uomo ed in seguito gli mangia la testa in un colpo. Dopo questa esperienza sconvolgente, nonostante il suo fisico non lo comunichi, Kayo capisce che sta per dare alla luce un demonietto e si comporta da donna: impone una distanza tra sé e Muneto. Caso vuole però che Kayo fosse spiata da un agente dell’IMOA, il quale interviene durante un incontro tra la ragazza ed una sua amica riuscendo a far scappare il piccolo demone ma non ad ucciderlo. Nel frattempo Muneto, a causa del rapporto traballante con Kayo, è confuso e non trova di meglio che sbronzarsi ed andare a donnine; una sera, proprio mentre gioca al dottore con una tipa a caso in un alberghetto, arriva l’agente di cui sopra che gli fa “ciao, mi chiamo Yagami, sono un agente IMOA e mi hanno detto di fare coppia con te. Abbiamo un problema: Kayo ha dato alla luce un demone”.

Proprio in quell’istante il demonietto in questione con la faccia da gatto se la ride volando alto nel cielo, sia perché è vivo sia perché percepisce che i suoi simili, a bordo di enormi statue antropomorfe usate come vascelli, stanno per sbarcare sul pianeta. In teoria, a causa dell’atmosfera, i demoni non potrebbero sopravvivere ma qualcosa la sta cambiando rendendola ideale al loro soggiorno. Yagami non lo sa, ma nello scontro finale con il demone fungerà da carne da cannone e spetterà a Muneto e Kayo, uniti nel nome dell’amore come richiesto dalla gentile voce di Maitreya, eliminare l’invasore (che avrebbe anche potuto uccidere la madre, ma non l’ha mai fatto… in un certo senso la riconosceva come tale o provava una forma di affetto nei suoi confronti. SIGH!); tolto di mezzo questo, i suoi simili perdono la bussola e sono costretti a tornare da dove sono venuti.

Questo secondo episodio , qualitativamente, si allinea al precedente. Nel complesso una trama, per quanto lineare e semplice, c’è ed ha i suoi momenti ad effetto grazie anche alle assurde idee che ne stanno alla base, rendendola a tratti insolita e curiosa; riguardo alla sporcellosità, resta piuttosto limitata per quantità e varietà. Gli spunti presi in prestito dall’omonima opera cartacea di Toshio Maeda, alla quale questo anime si ispira, sono veramente pochi: qualche personaggio (spesso però in altro ruolo), parte del setting ed alcuni concetti tematici. Tutto sommato è una storia alternativa all’originale e gli episodi che seguono non c’entrano per nulla con il manga.

 

Sarebbe potuta finire qui, e invece prosegue per ben altri 4 episodi (senza contare che ce ne sono altri 4 per la saga intitolata Resurrection). Tuttavia dal terzo episodio in poi c’è un cambio di stile che coinvolge tanto il character design quanto fluidità delle animazioni e tutto quanto è in background. Questa variazione crea un po’ di discontinuità con quanto visto precedentemente, e segna un allontanamento totale dai personaggi disegnati da Maeda, ma sostanzialmente è una scelta positiva in termini qualitativi. Tre misteriose sorelle equipaggiate di tutine tecnologiche non di questa terra appaiono nell’istituto scolastico dove si è consumata la battaglia finale con il demone ed attraverso i loro caschi ne rivedono gli ultimi istanti; sono anch’esse agenti dell’IMOA e sono giunte sulla Terra per portare a termine il lavoro iniziato da Muneto. Il demone, infatti, al contrario di quanto sembrava non è stato sconfitto ed ora vaga per la città alla ricerca della madre Kayo, alla quale si vuole ricongiungere, e sta rigenerando le parti del corpo che aveva perso in battaglia (per ricostruirle deve trombare come un matto, e sarebbero guai se non ci riuscisse visto che è nel pieno di una crisi ormonale :lolla: ). Tralasciando tutto ciò che è prevedibile di questo episodio, che è davvero tanto, si giunge nuovamente alla battaglia finale durante la quale Ash, la più abile delle tre sorelle, si sacrifica per salvare Kayo, mentre Muneto interviene solo alla fine per sortire il colpo di grazia al demone (che è immortale quindi tornerà ancora…).

Di qui in poi gli episodi successivi sono di una ripetitività e pretestuosità disarmante per costruzione narrativa; nel quarto episodio il solito demone, ormai ridotto a brandelli, è ancora nei paraggi ma vuole dare una sterzata alla solita routine, pertanto decide di prendere le sembianze di Miyuki, una studentessa e cugina di Kayo, per raggiungere quest’ultima; per esigenze di copione, avendo scelto di possedere il corpo di una ragazza e contemporaneamente dovendo continuare a spupazzarsele tutte, ora ella ha “la sorpresa” (verde, raggrinzita, tentacolare, dentata, viscida). L’agente IMOA di turno, questa volta, è lo zio di Muneto; si tratta di un monaco che sotto le vesti sfoggia un completino g-string, maniche e stivaloni in pelle nera. Grazie a lui l’episodio finisce e tutti tranne il demone (ma torna eh!) si salvano, senza rancore.

 

1995. Sotto una battente pioggia verde, Mei Ling e Hoei sono in fuga per la libertà e la loro meta è Hong Kong; la coppietta è inseguita da un gruppo di paesani armati di fucili, ma fortunatamente i due riescono a far perdere le proprie tracce. Manco fosse l’ultimo giorno del mondo, i due imboscati iniziano a darci dentro e, non appena Hoei sbottona la camicetta di Mei Ling, dalla riva del fiume che stavano percorrendo esce un giga girino verde (come la pioggia) che gli si piazza comodamente di fianco. E’ una larva del solito demone che piagne la mamma, episodio cinque.

Kayo ha cambiato tinta ed acconciatura, ed ora dalla sua testa da un lato spunta un’assurda coda di cavallo, dall’altro una frangia astronomica. Nel frattempo il demone ossessionato ed ossessionate si dà da fare nell’ennesimo tentativo di rinascere e ricongiungersi alla madre, quindi fa vincere a Kayo e Muneto un soggiorno ad Hong Kong e per sicurezza sottomette i capi della Triade, ai quali (si) regala delle giovani donne per divertirsi, oltre a pirati e banditi vari. L’agente segreto IMOA dell’episodio, che ovviamente muore dopo un’azione gloriosa, è una specie di Rambo cinese che prova inutilmente a salvare tutti. Quando tutto è pronto per la scontatissima battaglia finale, il potere dell’ammmore di Kayo + Muneto sconfigge il demone, che questa volta esplode come un’atomica. Sfortunatamente Mei Ling e Hoei non ce la fanno :crying:

Sesto episodio, stessi attori, stesso demone. E’ tempo di gite scolastiche e la classe di Kayo e Muneto va in trasferta al mare. La sera stessa dell’arrivo, la solita coppietta decide di isolarsi per un po’ di tempo in acque lontane dalla spiaggia e Muneto pensa bene di aver trovato l’occasione giusta per divertirsi alla grande; infatti Kayo si toglie i vestiti e si tuffa in mare, lasciandolo sulla barca. Non si capisce come sia possibile, ma il solito demone che non vuole morire, ridotto a larva, è nelle profondità marine della zona e percepisce la presenza della madre. D’altra parte è troppo presto per entrare in azione e il cucciolo decide di continuare il riposino.

L’episodio si basa su una leggenda raccontata agli studenti da un vecchio pescatore del posto; è una storia triste, la cui protagonista è una donna che salvò un mostriciattolo marino, lo crebbe come un figlio su di un isolotto vicino alla costa e alla fine lo scopò prima che questo morisse a causa delle profonde ferite che si era procurato. La donna rimase incinta e poiché il padre era ignoto i suoi genitori, in accordo con i parenti, la fecero abortire a mazzate… vedendo che il corpicino dell’essere era mostruoso lo uccisero e la ragazza, disperata, si tuffò in mare e nuotò fino alla fine del mare (WHAT?!). In chiusura, il vecchio aggiunge la nota della sfiga: si suppone che quella creatura un giorno tornerà su quella spiaggia. Chissà quindi quali imprevedibili sviluppi avrà questo episodio, considerando che dall’inizio una tipa misteriosa si getta periodicamente in mare per raggiungere il solito demone e promettergli che ritroverà sua madre, previa scopata.

L’agente IMOA questa volta è quasi inesistente; fa in tempo a comparire per salvare Kayo dalle voglie notturne delle larve-clone del demone, che però si accontenta delle restanti studentesse, e poco più; ad eliminarlo non è il demone bensì la tipa misteriosa, la quale si è immedesimata nella donna della leggenda. La signorina in questione riesce anche a portare Kayo dal pargoletto per completarne la rinascita. Segue il solito schema: l’ammore di kayo e Muneto vince, segue fatality, fine della storia.

 

La prima parte di Demon Beast Resurrection si ricollega al terzo episodio di Invasion. L’IMOA si accorge che il demone sta per rigenerarsi e per fermarlo vuole resuscitare Ash, la loro miglior agente; per fare questo e dopo uno strano pippone sulle teorie genetiche di Rudolf Stener, le sorelle della deceduta devono impiantare in un soggetto simile ad Ash le sue memorie e la scelta ricade su Miki, soprannominata Cat’s Eye, una biker molto famosa tra le bande giovanili. A causa di un trauma passato, ovvero la morte di tutti i suoi famigliari, Miki non teme la morte ed accetta di immediatamente di prestarsi per divenire Ash e combattere il demone, il quale non ci ha impiegato molto a ricrescere e seminare zizzania in città.

Il processo di rinascita di Ash va naturalmente a buon fine e, mentre le due sorelline dell’agente combattono valorosamente per proteggere il laboratorio dove avviene l’esperimento, Muneto dà il benvenuto alla reincarnata con una bella trombata. La missione di Ash consisteva nell’eliminare il demone, quindi accade l’inevitabile; la storia si ripete ed Ash si sacrifica nuovamente :crying:

lo spirito del solito demone vaga nello spazio e raggiunge la stazione orbitante sede dell’IMOA; per vendicarsi decide quindi di farla sparire nel nulla con tutto il suo equipaggio ma la capa dell’agenzia, il cui nome è O, si salva con una capsula dirigendosi sulla Terra. Con l’episodio 3 sembra quindi che inizi la storia di O. E invece no perché Miyuki, che ormai ha fatto carriera ed è diventata la sacerdotessa di un nuovo tempio (una costruzione lussuosissima da fiaba), invita Muneto a raggiungerla e mentre questo parte fa rapire la cuginetta Kayo. Lo scopo della sacerdotessa è attirare il demone sul pianeta affinchè lo distrugga, ed essendo convinta di far parte di una razza eletta è altresì sicura il demone risparmierà sia lei che i suoi fedeli. Prima dell’apocalisse decide prima di far divertire un po’ Muneto con il tipico frutto locale dell’amore (il soma), poi Kayo con la cerimonia per richiamare il demone. Ed è qui che O interviene, portandosi via Muneto per organizzare una strategia; nel quarto ed ultimo episodio O, tramite i potenti mezzi tecnologici dell’IMOA, capisce che tutto quanto sta accadendo è dovuto alle cellule del demone che si sono mescolate con quelle di tutti gli individui del tempio, in realtà discendenti della civiltà dei Mu,i quali pertanto sono posseduti ed agiscono per conto del malefico. Miyuki riesce solo in extremis a portare a termine la cerimonia perché O spazza via tutto a cannonate, ma da qui in poi è un delirio di reincarnazioni sparse tra vari personaggi, nel senso che ciascuno di loro 12000 anni prima era qualcun altro, e questa storia rappresenterebbe la resa dei conti; come se non bastasse, O si fa impiantare le ovaie di Kayo (operazione chirurgica della durata di qualche istante!) per attirare il demone e combatterlo. Mancava solo il potere dell’ammmore per chiudere in bellezza, e infatti…

E fu così che tutti, tranne il demone sfigato e O(lga) che scompaiono nelle profondità dello spazio, vissero felici e contenti e liberi dal karma. Beh, almeno Resurrection è disegnato ed animato molto bene :°_°:

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