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Tales of Monkey Island


Fencer

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Nel profondo dei Caraibi....

 

Guybrush Threepwood è pronto per una nuova avventura, a nove anni di distanza dal controverso Escape From Monkey Island, episodio che si diceva sarebbe stato la pietra tombale della serie (era tremendamente mediocre sotto tutti i punti di vista).

In effetti per la LucasArts il brand era morto e sepolto, ma i Talltales hanno deciso di puntarvi comunque, acquisendo la licenza e creando il quinto episodio della saga, Tales of Monkey Island.

Oramai la stagione completa è disponibile sul sito dei Telltales ed era dunque arrivato il momento di comprare e provare. Non è facile scrivere qualcosa sul nuovo esponente di un monumento come è MI rimanendo imparziali, ma si può almeno provare a farlo.

 

Tecnicamente, il gioco è più che buono. Graficamente non è Assassin's Creed, e nemmeno Bioshock, ma la grafica è appropriata per la saga, bella da vedere, colorata (finchè è giorno) e venti passi avanti rispetto al vecchio Escape, senza alcun dubbio. Mantiene una certa semplicità, ma è comunque tra i top del genere, contando anche che lo stile è leggermente e volutamente deformed, per giustificare l'essere sopra le righe del gioco, come sempre tendono ad essere i Monkey Island d'altronde. Le scimmie sono fatte benissimo, e non ce n'è nemmeno una parlante, il che è un plus. C'è qualche bug nei primi due episodi, ma è qualcosa di realmente marginale e con nessun effetto sul gioco.

Dal punto di vista musiche, è Monkey Island, nè più, nè meno, chi ha già giocato i precedenti giochi, si sentirà a casa, e i nuovi pezzi aggiunti non stonano affatto. Ottimo il doppiaggio inglese, con la voce ufficiale di Guybrush che torna ancora una volta (e ne sa, c'è poco da fare) sul personaggio, idem per Elaine e Lechuck, un pò di riciclo per i personaggi secondari, ma è difficile rendersene conto per via del cambio di tono (ci sono due personaggi con la stesse doppiatrice, ma uno finchè non legge i titoli di coda non se ne accorge).

 

Dal punto di vista dell'interfaccia, quasi totalmente abbandonata quella del terzo capitolo, tenuta in piccolissima parte quella del quarto, ci troviamo di fronte ad un ibrido. L' uso la tastiera si esaurisce nel movimento libero del personaggio, con i quattro tasti freccia o WASD (a seconda di come ci si trova comodi) utilizzati per il movimento, premendo lo shift se si vuole correre, mentre tutto il resto dell'interfaccia funziona via mouse. L'interazione con gli hotspot, l'inventario, e la combinazione di oggetti nello stesso si eseguono solo mediante topo, anche il movimento in teoria, dato che cliccando su un hotspot il personaggio vi si dirige, ma se gli stessi non ci sono tocca usare la tastiera. Metodo strano, ma ci si adatta in un lampo ed è molto intuitivo, senza contare che i punti in cui è davvero necessario utilizzare la tastiera sono pochissimi. Pollice su.

Buona la lunghezza di gioco, che fra tutti e cinque gli episodi, si attesta (senza una guida s'intende), sulle venti ore, lo standard per le avventure grafiche odierne. La difficoltà non è in generale ai livelli di Monkey Island 2, ma qualche puzzle che richiede un bel pò di lateral thinking c'è eccome, pensandoci però dal giusto punto di vista ce la si può fare tranquillamente senza mettersi le mani nei capelli come il famoso "usa jojo su idrante" o altri esempi simili, inoltre il gioco non è parco di informazioni e generalmente capita sempre di sapere quel che si sta facendo. Solo che capita di usare l'oggetto sbagliato e ci può volere un attimo per azzeccare quello giusto (non tutto è come sembra), personalmente però non mi sono mai invariabilmente bloccato da qualche parte. Ma sappiate che corteggiare la fauna marina non è qualcosa di facile. Difficoltà media direi.

 

Veniamo ora al punto focale (in fondo a quanti frega di avere una grafica dell'altro mondo e dell'interfaccia? Stiam parlando del fottuto Monkey Island): il gioco vale la pena di essere comprato? E' bello? Com'è rispetto ai predecessori?

E' Monkey Island?

Per me sì. Però come direbbero gli americani, non è proprio "your father's Monkey Island" al 100%, com'era inevitabile, e come per certi versi è giusto sia.

Tutto ciò che si conosce dai precedenti episodi e che è stato trasposto anche in ToMI, è come lo conosciamo, i personaggi hanno quel tocco in più (poco di più, in realtà, anche perchè troppo avrebbe snaturato gli stessi) di caratterizzazione che va ad aggiungersi a quella già presente maturata durante la saga, e no, non sto parlando di quel "poco di più" che intendono i sirenotti travoni (sì, la demenza è INTATTA). Guybrush è quel tranquillo Temibile Pirata che conosciamo, sempre pronto a dire una vaccata in situazioni magari serissime, ma sempre lì quando c'è bisogno di lui, sa anche accennare un paio di momenti di dolore, rabbia e persino un pizzico di abnegazione in modo credibile (non si direbbe, visto il personaggio), distanziandosi parecchio dalla caratterizzazione del quarto episodio, che è bellamente ignorato per molti se non tutti gli aspetti (avete presente la rivelazione del segreto di Monkey Island? Se la sono scordata tutti, e ancora chiedono in giro quale sia sto segreto), anche se siamo lontanissimi da un esempio di maturità totale, anzi.. diciamo che non è più esclusivamente una macchietta, ma ha sprazzi di umanità senza catalessi neuronale. Inoltre vediamo finalmente sfruttata bene Elaine, che prima faceva poco più che comparsate da manichino, e Lechuck... beh è Lechuck: grosso cattivo e pure parecchio st***** calcolatore, come negli episodi passati (again, quarto escluso). Oltre a questi si rivedono personaggi conosciuti, come Stan, e la Vodoo Lady, anche lei meglio caratterizzata, e se ne aggiungono di nuovi, un paio anche ricorrenti per gli episodi, altri invece one-shot.

Tales of Monkey Island , pur avendo la stessa struttura episodica degli altri giochi TellTales, racconta una trama unica (che non accenno, diciamo che ci sono Guybrush, Elaine, Lechuck e tanti, tantissimi casini con altrettante risate al seguito), di cui ogni episodio rappresenta un atto. Questa divisione è gestita in modo simile a quella del primo e del terzo MI, con locazioni principali singole, con qualche punto d'appoggio ulteriore raramente disponibile, mai ci si troverà nella situazione di girare tra tre isole abnormi come in MI2: il gioco non ha un alto numero di locazioni, ma stranamente non è una cosa che si senta molto, spesso non ci si pensa proprio. La trama riesce anche a mantenere la sua unità, con diversi colpi di scena ben distribuiti, il fatto che sia stata divisa però implica maggiori "boss fight", versioni a volte ridotte a volte AMPLIATE dei vecchi confronti con Lechuck al termine degli episodi precedenti.

Anche qui, tranquilli, non c'è traccia di Monkey Combat. Grazie al cielo.

Se devo aggiungere qualcosa della trama, è che per certi versi è la migliore del lotto dei giochi pubblicati fino a ora: i personaggi non solo sono caratterizzati in modo leggermente più profondo, ma sono anche più presenti, sono maggiormente integrati con la trama stessa, Guybrush avrà da loro tanti casini quanti aiuti, e si avrà la sensazione che il protagonista sia meno... "solo" diciamo, pur affrontando la maggior parte degli enigmi in soitaria, ma stavolta sembrerà che i personaggi di background abbiano un senso che non sia strettamente quello comico o di enigmi. Anche se il lato comico è comunque ben marcato per ognuno di loro ( c'è di tutto di più, compresi Murray, avvocati e comunisti), e spesso il gioco strappa più di una risata per l' intrinseca demenza che il protagonista e i comprimari riescono a mostrare in qualunque momento del gioco, nonchè per gli avvenimenti stessi, almeno fino a un certo punto, dove la cosa viene attenuata.

Tales of Monkey Island infatti presenta dei risvolti abbastanza drammatici, non da drammone psicologico profondamente triste e palloso intendiamoci, è sempre qualcosa di momentaneo e comunque trattato "alla Monkey Island" quando ci si ritorna su, ma sul momento è qualcosa che lascia un pò spiazzati in quanto sono vette mai toccate dai giochi precedenti. Per conto mio, non le ho trovate scelte per niente fuori posto, solo che colgono con la guardia abbassata il giocatore di vecchia data che non se le aspetta, il che può essere un plus o un minus a seconda di chi gioca.

Alla fine, il tutto è un piacere da seguire, soprattutto per i fan, e vi ritroverete sempre a dire il classico "ancora dieci minuti poi spengo", così come a provare di tutto solo per vedere che risposta deficiente può uscirne fuori, anche sapendo che è sicuramente la scelta sbagliata. Ma non ve ne importerà nulla, vorrete comunque vedere "come va a finire se clicco questo".

Tutto positivo quindi? Beh, c'è un piccolo dettaglio che da un lato si apprezza, dall'altro fa discretamente bestemmiare, occhio che pur non essendo uno spoiler vero e proprio potrebbe inficiare l'esperienza di gioco, lascerò un pò di spazio prima di procedere, ne lascerò altro al termine del "dettaglio" così da poterlo saltare se si vuole......

 

 

 

... Siete qui? Ok. Quasi sicuramente il gioco avrà un seguito, e ciò è positivo. Il problema è che hanno volutamente dimenticato di dare termine a un particolare della trama per farlo, sto benedetto seguito. Viene risolto praticamente tutto, alla fine dei cinque episodi Guybrush sarà bello felice, libero e con mogliettina al seguito, ma durante il gioco vi verrà instillato un dubbio, del quale si leggeranno parecchie allusioni, se ne sentiranno di tutte e di più, ma non vi verrà data una risposta certa, anzi, la cosa si infittirà se deciderete di vedervi tutti i credits finali dell'ultimo episodio, col filmato che seguirà al termine degli stessi. E rosicherete. O, se rosicherete, voi (noi) fan della saga, perchè VORRETE sapere quella risposta, e saprete che non ve l'hanno data VOLUTAMENTE. E che non ve la daranno per almeno i prossimi sei mesi, dato che il prossimo gioco dei Telltales è la terza stagione di Sam&Max , che come minimo avrà cinque o sei episodi. Certo, non è un dubbio che impedisca di rimanere soddisfatti dal gioco e dal suo svolgimento tutto, però vi lascerà con un senso di anticipazione quasi insano. Porca vacca, odio quando va così.

 

 

 

 

 

Alla fine, credo che il gioco sia un acquisto quasi obbligato per i fan della saga, e un buon acquisto per chi vuole giocare un'avventura grafica ben fatta.

Piccola aggiunta finale: ho acquistato il gioco sul sito TellTales, la stagione in blocco per l'esattezza, che dà diritto alla spedizione del Collector dvd con bonus (si paga solo ed esclusivamente la spedizione però, per ulteriori informazioni basta guardare qui: http://www.telltalegames.com/store/talesofmonkeyisland ), l'esperienza è stata ottima, nel senso che appena fatto l'ordine ed eseguito il pagamento,trenta secondi dopo il gioco è stato disponibile per il download dal mio account, ad una velocità di circa un mega al secondo. Occhio però che il dvd col gioco e bonus per ora pare sia disponibile solo sul sito Telltales, ergo se comprate da loro e non da altri provider di quel genere di servizi (mi pare che Gametap ad esempio venda i giochi Telltales alla stessa maniera) allora pagherete solo il costo di spedizione del dvd, se invece avrete comprato altrove, dovrete ricomprarvi l'intera stagione dal sito TellTales (gli account sono separati). Almeno, questo in teoria, poi non so se a fronte di richieste elevate (ToMI è il gioco Telltales più venduto a quanto pare) la cosa cambierà in qualche maniera, per ora non ci sono nemmeno avvisaglie di vendite alternative, anche se si presume che all'uscita del gioco su dvd arriveranno le versioni scatolate come con Sam e Max, c'è solo da capire se aspetteranno la seconda stagione per farle o le faranno uscire distaccate nel tempo (S&M avevano la dicitura Season One e Two dall'inizio).

Vedremo, in ogni caso meglio sicuri che fregati.

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