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Pluschan
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Prince of Persia


Fencer

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Il nuovo gioco preso in considerazione in questa occasione è Prince of Persia, l'ultimo esponente del notissimo brand iniziato nel 1989 da Jordan Mechner, e che attraverso gli anni si è esplicato in tutta una serie di titoli alcuni piacevoli da giocare, altri.... no. Questo è un bel gioco, che perpetua più che degnamente le mille e una notte passate davanti ai pc e alle console per giocare ai titoli precedenti.

 

Da notare che questo titolo, il cui nome è semplicemente Prince of Persia pur essendo qualcosa come il settimo titolo della serie, è a tutti gli effetti un reboot, il principe protagonista degli ultimi tre episodi ha concluso la sua corsa con "Prince of Persia: i due Troni" , che concludeva a sua volta la saga delle sabbie del tempo. Adesso il titolo di Principe di Persia passa al protagonista di questo gioco.... che però diciamolo subito non è un principe. La spiegazione del cambio di protagonista mantenendo però il nome di Prince of Persia è che quest' ultimo non è una persona, bensì una qualifica che passa da un eroe all' altro, che poi è la stessa tiritera snocciolata da Nintendo per i vari Zelda (anche lì il nome Link si è rivelato un titolo attribuito al protagonista a seconda delle varie saghe).

 

L'incipit della trama è semplice, e senza spoilerare troppo diciamo che il nostro se ne andava bellamente a zonzo per il deserto alla ricerca della sua scimmietta Farah, quando improvvisamente gli atterra tra le braccia una dolce pulzella di nome Elika, che lui, in nome di tutto ciò che è ormonale in un uomo, inseguirà per via della sua avvenenza.... E si troverà coinvolto suo malgrado in un gran bel caos con qualcuno che tenta di liberare un dio reso parecchio cattivo (o forse lo era già) e incredibilmente inviperito dalla prigionia. Il principe, con l'aiuto dell' avvenente nuova compagna di viaggio, dovrà impedirgli di uscire del tutto dalla gabbia, cercando nel frattempo di non farsi troppo male mentre affronta i seguaci del suddetto dio.

 

Durante lo svolgersi della trama, noterete l'ottima caratterizzazione del protagonista e della sua compagna. Scordatevi il principe fighetto doppiato da Gabriel Garko (in "spirito guerriero"): il nostro è un guascone di prima forza, uno spirito libero dall' umorismo pungente, la scarsa fede, tanto coraggio e parecchia voglia di conoscere meglio l'allegra Elika. Non vi annoierete mai a sentirlo parlare o a sentirlo sfottere la gente (ad esempio alla causa scatenante del casino in primo luogo dice, dopo averlo menato, qualcosa come "Se vuoi riconquistare l'affetto di tua figlia, la prossima volta prova con un pony. L' apocalisse.... non è la scelta migliore", e questo è solo un esempio), non è un noioso e pomposo principessino tutto casa, deserto e "in nomine della giustizia", lotta per sopravvivere, e non manca di farcelo notare, e anche perchè un pò gli girano le scatole per via del suo coinvolgimento in tutto questo casino quando lui voleva solo fare un pò il guitto con una ragazza dalle indiscutibili grazie. Ragazza che è il suo esatto contrario, vuole combattere la giusta battaglia in nome del dio che serve per salvare il mondo dall' avvento del male, e che fungerà da guida e da contrappeso al principe, mostrando anche lei una decise verve strafottente quando avrà capito con che razza di tizio ha a che fare. Il tutto per il sollazzo del giocatore che starà a sentirli durante i dialoghi, sia quelli opzionali (attivabili a piacere ma che sviluppano le caratterizzazioni e il rapporto tra i personaggi, nonchè un pò di trama aggiuntiva che non fa mai male) che quelli obbligatori.

 

Il comparto tecnico è di primissimo piano. L'uso del cell shading per i personaggi dona loro sì un aspetto vagamente cartoon, ma la definizione e l' espressività sono davvero ad altissimi livelli. Curatissime le movenze, anche le più semplici, ottime le collisioni, sia durante i salti che durante i combattimenti. Molto ben fatti e curati i paesaggi e le ambientazioni, alcune davvero evocative (il palazzo reale sembra tirato fuori di peso dall' immaginario delle notti d'oriente) e bellisime da vedere; alcune locazioni tendono poi a svilupparsi in verticale (un bel pò in verità) e anche ad altezze vertiginose il gioco è sempre un bel vedere. Altissima poi la spettacolarità in più di un frangente, come una corsa sfrenata ad altissima quota su dei palloni aerostatici, almeno, parevano palloni aerostatici. E non è nemmeno il momento più spettacolare.

Il gioco poi utilizza una mappa unica, nel senso che se si va a piedi il mondo è uno solo senza interruzione nè caricamenti, che verranno resi noti al giocatore solo in caso ci si teletrasporti da un terreno fertile (quelli che servono a curare la corruzione in una determinata locazione usando i poteri di Elika) all' altro. Notevole anche lo stacco tra zone "corrotte" e zone "curate", con il passaggio dai colori nitidi e vivaci dei luoghi appena curati al nero e grigio slavato delle zone corrotte. Questo è una delle parti più belle graficamente del gioco: quando "curerete" una zona, questa riacquisterà vita, e voi potrete vedere i colori e la vita che ritornano.

Ci sono tuttavia un paio di bug (mi è capitato di oltrepassare un muro un paio di volte) e dei rallentamenti, sporadicissimi (una decina in quasi venti ore), ma ci sono. Non inficiano comunque l'altissima qualità del comparto grafico, davvero da vedere.

Altrettanto ottimo il comparto sonoro, con un'ottimo doppiaggio inglese e delle musiche mai invadenti e sempre appropriate.

 

Il gameplay è quello dell' action-adventure con fortissima componente platform, parecchio action e poco adventure, anche perchè non avrete oggetti permanenti da raccogliere e usare come può accadere in un Devil May Cry, e nemmeno armi come può accadere in un God of War. Il protagonista, armato solo della sua spada, degli artigli del suo guanto e dell' aiuto di Elika (che possiede discreti poteri magici) per tutto il gioco, deve saltellare, appendersi alle pareti, saltare ancora, scalare, saltare eccetera, risolvendo dei semplici (oddio, alcuni mica tanto) enigmi qua e là, ma la cosa più importante è appunto l' esplorazione, aiutata comunque dalla già citata verve grafica del gioco, con esplorazioni ad altezze vertiginose e wall run assurde saltando di colonna in colonna mentre si evitano gli ostacoli che si presentano man mano che si va avanti nel gioco. Sia derivati dalla "corruzione" (come ad esempio pozze che la contengono, o ammassi della stessa che fanno su e giù per il muro dove si deve saltare) che dalle asperità naturali. Esplorazione comunque che per forza di cose è rapida, dato che il protagonista è una scheggia.

Buona parte del gioco mette in evidenza la collaborazione tra il protagonista e la sua compagna di viaggio, i cui poteri sono necessari per proseguire nel gioco, e che seguirà sempre il protagonista senza mai stargli tra i piedi (MIRACOLO!) e senza intralciare salti o altre movenze. Dove andate voi andrà lei, pronta a rendersi utile dove serve. La ragazza infatti è l'unica in grado di curare le aree in cui sono suddivise le principali locazione del gioco: pur essendo la mappa unica ed esplorabili in continuità, formalmente è divisa in cinque macrolocazioni, a loro volta suddivise in sei aree. La procedura standard è trovare un determinato terreno in queste aree da "curare" coi poteri di Elika, poteri che si renderanno anche neccessari per poter accedere alla maggior parte di queste locazioni. Non i poteri standard, però. Durante il gioco si dovranno infatti sbloccare quattro poteri specifici, fondamentali per attivare determinate Plate (dei simboli) che permetteranno di accedere alle parti più avanzate delle aree. Per sbloccare questi poteri è necessario raccogliere i LightSeed, che da un certo punto di vista sono un pò il punto debole del gioco: per trovarli infatti è necessario esplorare a fondo un' area, rendendo a tratti monotono il meccanismo (cura il posto, raccogli i LightSeed, cura il posto, raccogli i LightSeed, e via così) e allungando un pò artificiosamente il tutto (per me era perfetto il vecchio meccanismo di acquisizione poteri dei Soul Reaver). C'è però da dire che i LightSeed necessari per sbloccare tutti i poteri sono circa la metà di quelli raccoglibili, quindi a meno che proprio non si voglia assolutamente prenderli tutti (per i maniaci dei trofei ad esempio) il problema è relativo.

I combattimenti sono stati rivoluzionati anch'essi, nel senso che sono pochi e abbastanza difficili, i nemici sono sempre quelli e i boss che affronterete pure. Ogni macrolocazione è assegnata ad un boss specifico, che affronterete qualcosa come sei volte, ed ogni volta sarà sempre più rognoso da tirar giù. Nemici "semplici" ne affronterete al massimo uno o due per area, infatti il punto focale del gioco è l'esplorazione, i combattimenti sono lì principalmente per i boss, mentre i soldatini fanno figura e basta. Il battle system è spettacolare anch'esso, però è fortemente basato sulla capacità del giocare di parare e deflettere i colpi col corretto tempismo, tempismo necessario anche in caso di qualche quick time event per premere il tasto giusto al momento giusto. Una volta imparato il tempismo dell' avversario diventa però fin troppo facile riuscire a bloccare sul nascere la sua offensiva (esclusi i suddetti QTE) e infilare tutta una serie di combo. L' unica barra dell' energia presente su schermo durante i combattimenti è quella nemica: il principe infatti quando prende un colpo comincia a camminare ferito, al secondo colpo va a terra e parte il QTE in cui il nemico tenta il colpo finale. Colpo che non andrà MAI a segno, nel senso che 1) E' facile vincere il QTE in quanto anche un bradipo zoppo riuscirebbe ad azzeccare il tasto in tempo 2) anche se toppate il QTE interviene Elika a fermare il tutto salvandovi la pellaccia, il tutto a prezzo di un consistente recupero di energia del nemico. Questo è uno dei punti che più ha attirato critiche infatti: non è possibile in alcun modo morire. Se sbaglierete un salto o finirete in qualche trappola, Elika vi salverà portandovi all' ultima piattaforma sulla quale vi trovavate, senza dover sciropparvi magari chilometri per tornare alla stessa da qualche checkpoint messo lì mezz'ora prima (e sbagliare di nuovo il salto magari.....) e senza caricamenti da sorbirsi. Però queste critiche vertevano sul fatto che il gioco veniva reso troppo facile per venire incontro al casual gamer. Dirò la mia: sono tutte cretinate illogiche ed elitiste. Facile il gioco lo è di suo, ma non molto più di quanto lo fosse Sands of Time, e a seguire non è che se sbagliate il salto e invece di dovervi rifare un pezzo parecchio lungo vi trovate la possibilità di rifarlo immediatamente la cosa possa essere negativa. In nessun senso secondo me, chi è il tizio che è contento di doversi rimacinare mezzo livello perchè ha sbagliato un salto? Se poi uno è masochista, può sempre ricaricare un salvataggio precedente e riprovare se ci tiene, ma non vedo come si possa criticare il fatto di permettere al giocatore di sbagliare un salto e farlo ripartire subito prima dello stesso risparmiandogli tempo e magari anche un pò di rabbia (e salute al joypad che non rischia di volare dalla finestra). E nemmeno è detto che non si debba rifare comunque un pò di strada (non è che le piattaforme siano sempre vicinissime, certo non dovrete mai rifarvi dieci minuti di strada perchè avete sbagliato un salto a un metro dal checkpoint da attivare), e in certi casi la cosa rompe comunque.

C'è però un pò di automatismo (le travi annesse al terreno a meno di saltare dalla parte opposta non le mancate MAI), ma niente che infici il valore del gioco come certe critiche volevano far sembrare. Francamente, spero che questa innovazione sia mantenuta anche per i successivi Prince of Persia, ma temo non sarà questo il caso visto che in certe occasioni i fan più anziani della serie si rivelano anche quelli col comportamento più puerile. Cacchio, se volete la difficoltà andatevi a rigiocare il primo o fatevi una partita a Tetris a livello 90.

In ultimo, la longevità si assenta da un minimo di undici ore (stimo per difetto) a un massimo di diciotto-venti se ci si ferma ad ammirare il tutto, si prendono tutti i LightSeed e si vuole il 100% dei trofei. Diciamo che un bravo giocatore in quindici ore potrebbe fare tutto come si deve.

 

In definitiva comunque un'ottimo gioco, che merita di essere giocato e apprezzato. Solo attenzione: se lo giocate sul pc procuratevi un joypad, con la tastiera mi sa che è difficile giocarci (per la cronaca, la mia versione è quella Ps3). E' stato anche messo a disposizione sui vari marketplace e PSN un DLC a pagamento che contiene l'epilogo del gioco, dura circa un' ora, e non è mai stato pubblicato per PC. Chi fosse curioso lo trova comodamente sul tubo comunque.

2 Comments


Recommended Comments

Lo sto finalmente provando in questi giorni...

 

Su PC l'uso di un joypad permette di gestire i movimenti del protagonista in modo decisamente più fluido, in particolare per i salti più spericolati.

Io l'ho testato con piacere servendomi di un rustico Saitek da pochi euro, lo stesso che uso per SRW e su Linux (per farlo riconoscere correttamente al programma ho usato il solito emulatore del gamepad 360).

 

Molto piacevole a vedersi, e mi è piaciuta assai la caratterizzazione del principe. I combattimenti con i grunt sono un po' telefonati, ma dopotutto non sono il focus della storia; va meglio con i boss, decisamente tosti, ma senza raggiungere vette di sadomasochismo fine a se stesso.

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Concordo in toto con la recensione.

Io stesso ho litigato spesso con i fan della saga per via della difficoltà, che io considero allo stesso livello dei precedenti, se non superiore.

Considero questo gioco migliore della saga precedente, e spero sinceramente in un sequel o, comunque, in un gioco che ne mantenga le caratteristiche di base (grafica in cell shading compresa).

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