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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 15/01/2020 in Risposte

  1. Ho visto la clip postata da Acromio. È stato molto duro, per me, perché in particolare quelle scene e quei dialoghi di Air mi commuovono sempre. Asuka risolta, più che risorta. La risoluzione del suo primo trauma infantile: l'abbandono materno. Il trama originale. "Sì, d'accordo, muoio insieme a te, mammina, ma tu per favore non smettere di essere la mia mammina!" - parliamo di questo, per chi sa di che parliamo. In quelle scene, Asuka risolta (ha trovato l'anima della madre nell'UnitàDue, ergo il suo Eva È sua madre, e l'ATField del suo Eva è quello della madre) mostra un'espressività diversa ad ogni frase. E infatti ha una netta espressione diversa in viso in ogni cut. "Mama, mama, wakatta wa...!" ("Mammima, mammina, l'ho capito...!") Qui Asuka è fiera, orgogliosa. Ha appena compiuto un atto bellico vittorioso (ha scaraventato la fregata sugli avamposti delle Stratedauto), ma lei è più che altro orgogliosa di quel che sta "dichiarando" alla madre, ovvero: ha capito. Ma ha capito cosa? È essenziale che a quel punto la battuta non sia "tenuta sospesa", ma venga lasciata morire. La parte successiva è l'ovvio (ormai) che Asuka aggiunge - anche a beneficio del pubblico. "ATField no imi!" ("Il significato dell'ATField!") Qui Asuka è concitata. E sull'ultima sillaba avrebbe come uno scatto. Perché? Perché ha rilevato l'attacco che le sta giungendo alle spalle e usa brillantemente in "colpo" di ATField per spiccare un balzo e eluderlo acrobaticamente. Dopodoché, in "caduta libera", Asuka spiega quale sia quel significato con piena gioia infantile, è totalmente gioiosa, perché si è resa conto che: "Watashi wo mamotte kureteru!" ("E' che mi stai proteggendo!") "Watashi wo mite kureteru!" ("E' che mi stai guardando!") La chiosa, con un'alzata di sguardo che è paradigmatica, è il punto di risoluzione finale, la certezza che: "Zutto... zutto isshou datta no ne, mama!" ("Sei sempre... sempre stata insieme a me, mammina!") --- E poi ci sarebbe così tanto altro da dire, su ogni dettaglio, ma mi fermo qui. Il punto è che in un'opera complessa come Eva non è possibile trovare e rendere il senso delle frasi, anche semplici come queste, e delle scene, e dei personaggi, e del tutto, senza capire ALMENO a questo livello il senso delle cose. Non è una sit-com, le frasi non sono menate buttate lì per far ridere, o far fico, o che. C'è un retropensiero in ogni angolo, e da quelle sfumature viene fuori il tutto. Nella clip doppiata, Asuka sembra avere un costante tono di commozione sull'orlo del pianto. Non ha senso. Non è quello che la scena mostra, né significa. Non ha senso. Credo una volta di più che Sara Labidi sia perfetta sul ruolo. Spiegandoglielo. E spiegandole i modi e i sensi di ogni battuta. Conosco la sua capacità recitativa e il suo potenziale interpretativo. Ma facendole leggere un copione buttato lì, come in quella clip sembra fare, e poi quel copione di quell'anime per di più, non ha senso niente. Acromio: prova ad ascoltare la stessa attrice sulla protagonista di "Quando c'era Marnie".
    3 punti
  2. Sì, la contrapposizione efferata tra la risoluzione del trauma infantile di una ragazzina e le azioni assassine dall'una e dall'altra parte è eccezionale. Per questa scena, si volle infatti un surrettizio restyling dell'UnitàDue, così che le sue proporzioni, la sua silohuette, sembrassero ancora più umane e meno "robotiche". Da quando l'Eva risorge dala profondità del lago sotterraneo del Geo-Front, dove giaceva in posizione fetale tanto quanto Asuka, la sua stessa immagine è quella di un "kaijuu", un mostrone animale, contro cui si dispiega l'esercito regolare. Infatti il parallelo con l'arrivo di Sachiel nell'episodio 1 è ricercato e insistito fino alla singola inquadratura. Ma il riscatto della bimba infine risoltasi ("Io non perderò! Non contro di voi! (...) Ma se mammina mi sta guardando!") viene portato a livelli di "ira di Dio". Del resto, dopo la perdita della madre la libido di Asuka si era sempre mossa come un vettore di catessi esistenziale alla ricerca di chi "la guardasse", che guardasse e testimoniasse esistenzialmente la sua eccellenza, il suo essere, ovvero tutto il mondo, o il solo Kaji. Il dialogo tra i tre Children in salita alle gabbie nell'episodio 12, ripresa di quello tra i soli Shinji e Rei nel 6, è eloquente. Ma Asuka per tutta la serie parla di chi "la guarda", la cosa esplodendo bell'episodio 22 ("Quindi guardami!'", la madre, Kaji, il mondo), e nella tragica scena di quando viene ritrovata nell'episodio 24 ("D'altronde non mi guarda più nessuno..."). Ah, ovviamente tutti sappiamo della foto storica dei giovani aviatori della TokkouTai col gattino (o cagnolino), vero? --- Acromio: prova a risentire Anna (la protagonista di "Marnie") quando si apre e dice che "non perdonerà mai i suoi genitori per essere morti lasciandola da sola". La paura dell'abbandono (e la morte dei propri cari è l'abbandono per antonomasia) credo sia alla base del disagio psichico nella società ppstmoderna del benessere diffuso, insieme ad altre percezioni altrettanto apicali (su tutte: la percezione di avere ricevuto poco affetto e protezione per narcisismo/egocentrismo materno, che volendo credo sia molto psicotransazionale, dico alla Berne).
    1 punto
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