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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 30/05/2020 in Risposte

  1. A causa dell’improvviso tempo libero di cui ho “goduto” recentemente mi son riletto Berserk. Innanzi tutto perché ne avevo voglia. Poi, per vedere se la leggenda dell’epoca d’oro come miglior momento del manga fosse vera dato che, a leggere un volume ogni anno o giù di lì, avevo perso un bel po’ il filo del discorso. Mah, a voler ragionare a scaglioni diciamo che la mia impressione sull’opera di Miura è ora questa -Prima parte (quella del conte lumacone): tutto molto grezzo, dal tratto alla storia davvero basica. Sinceramente il vero lato forte di questa parte è l’aria malata che (credo anche involontariamente da parte di Miura) si respira. -Seconda parte (quella del flashback): da qui il fumetto migliora a vista d’occhio diventando un’opera molto più strutturata e profonda. I disegni sono in crescita costante così come la costruzione della tavola e l’inventiva per le creature e le situazioni. Diciamo che l’unico problema di rilievo è che rende il Berserk degli inizi arido e difficile da continuare sulla scia della sola vendetta del protagonista. In effetti tutto poteva finire con Guts che va verso un destino di dannazione senza speranza e morta lì. -Terza parte (quella fino al duello sulla collina delle spade): qui Miura si vede costretto a strutturare la sua opera ben oltre alla vendetta del suo solitario protagonista. Dopo l’eclissi era impossibile tornare alle atmosfere scarne degli inizi. Beh, direi che il nostro riesce in pieno nel compito prendendosi anche il rischio di mettere un capitolo “stand alone” (la valle degli elfi) dopo il climax assurdo dell’eclissi. Il risultato è un arco narrativo che nel suo insieme da moltissime soddisfazioni e che se si può considerare inferiore all’età dell’oro è solo perché meno narrativamente definitivo. Però c’è da dire che i disegni, l’evoluzione del protagonista e i nuovi comprimari spaccano (Mozgus vero mito e il duo Farnese/Serpico interessantissimo). Inoltre il mondo di Berserk viene allargato moltissimo senza le solite cartine geografiche da classico fantasy. -Quarta parte (dalla formazione della compagnia fino all’armatura passando per i troll): qui qualche problema salta fuori. Non tanto per la svolta da fantasy classico o per la streghetta che a leggere con calma i volumi uno dietro l’altro son pure ben inserite e sviluppate (oltre che quasi inevitabili vista l’ampiezza che hanno raggiunto gli eventi narrati) ma per l’inserimento dell’armatura del berserk. Innanzitutto io avrei evitato l’uso del termine berserk all’interno di Berserk dopo una ventina e passa volumi. Poi fin da subito questo elemento si è rivelato un power up ambiguo dato che Guts anche con questa armatura è ben lontano dal solo impensierire il suo antagonista. Quindi? Spunto da sviluppare con calma più avanti? Legame che permetterà di raccontare la storia del cavaliere del teschio? Probabilmente tutte e due. Per il momento, a leggere questo arco narrativo l’armatura del berserk ha un po’ impoverito il personaggio di Guts visto che il suo gran fascino stava anche nell’essere un uomo opposto a un fato gigantesco. Comunque, i disegni qui raggiungono una fase sublime così come la composizione delle tavole. I nuovi personaggi inseriti appaiono in divenire e difficilmente inquadrabili (a partire dalla nuova squadra dei falchi che almeno visivamente comunque spacca). Menzione d’onore al flashback su Farnese e Serpico. -Quinta parte (la guarra con i Kushan fino alla partenza in nave): questo arco narrativo appare forse di transizione per i protagonisti ma di grandissimo impatto per i macro eventi narrati. La guerra tra la squadra dei falchi e i Kushan è di proporzioni titaniche e certi volumi scorrono che è una gioia per gli occhi. Totalmente accantonata la grezza povertà dei primissimi volumi ci si ritrova con un affresco fantasy amplissimo ricco di personaggi e creature. Anche qui, alcuni difetti vanno a parare verso l’armatura del berserk che danno a Guts i mezzi per affrontare medici forse troppo grandi. Sinceramente avrei preferito una fuga dal porto più disperata tra le fila dei due mostruosi eserciti messi in campo dalle fazioni avverse. Inoltre, Shilke e Isidoro sono ancor tutto sommato tenuti sotto controllo (soprattutto il secondo). Bene, fin qui posso parlare con una discreta cognizione di causa essendo archi narrativi conclusi. Ma veniamo alla sesta parte (il dio marino e l’isola degli elfi): ecco, sinceramente tutte le critiche negative che ho letto negli anni sulla deriva di Berserk vanno a mio avviso a finire su questa ultima manciata di volumi (due, due e mezzo su quaranta). -Il rallentamento narrativo. Sinceramente la battaglia con i pirati mostruosi è superflua. O meglio lo è quando i pirati tornano impossessati dato che la prima battagli navale è buonissima variante narrativa e possibilità per una volta di mettere Guts in panchina. Invece si perde un volume su l’ennesima battaglia mostruosa che oltretutto dopo il battaglione al porto appena affrontato appare inutile e ripetitiva. -La comicità invadente. Anche qui, in tutta sincerità in Berserk ci sono sempre stati inserti dal grottesco/ironico all’improprio anche nei momenti di grande patto (Mozgus e il suo god cannon a esempio) ma qui, Miura pare proprio aver perso la bussola. L’esempio che voglio fare non sono un Puk&Isidoro ormai persi nel SD perenne ma il personaggio di Magnifico. Leggendo Berserk annualmente non avevo fatto caso a come questo personaggio era stato inserito, come un pavido magari ma per nulla stupido! Il suo discorso con Roderick sul balcone della festa è tutto tranne che semplicistico o comico. Ecco, non riesco a capire come un personaggio che Miura aveva caratterizzato come poche pennellate così ben centrate sia diventato in un paio di volumi la macchietta della storia. Ripeto, questo è l’esempio forse più diretto e lampante della bussola smarrita da Miura perché se Isidoro a esempio poteva reggere nel suo lungo arco narrativo una deriva “picaresca”, Magnifico no, è proprio andato in vacca. -Infine, pure il disegno l’ho trovato svogliato nella fase del dio marino (troppe tavole dove si affollano personaggi a fare da semplici cronisti agli scontri di Guts oltre a molte soluzioni grafiche sgonfie, a esempio il re degli elfi simil kitsch) con il colpo di grazia del passaggio al digitale… Sarò onesto, ero totalmente all’oscuro di questa svolta “tecnologica” di Miura ma leggendo i volumi 39 e 40 è impossibile non notare un generale impoverimento del disegno con tavole più scolastiche e anatomie e pose molto più rigide del solito. Poi, Miura compie anche il classico errore del principiante digitale ingrandendo la tavola su cui lavora rendendo sì il dettaglio maniacale ma pure fastidioso all’occhio di chi legge. Un personaggio in secondo piano è naturale che subisca una sorta di sfumato atmosferico, renderlo al contrario iper definito finisce per appiattirlo. Davvero, non riesco a capire come si sia compiuta una scelta così scriteriata arrivati a questo punto della serializzazione. Riassumendo, pur sfatando la fola di Berserk decaduto dopo il flashback ho chiuso la lettura col timore inflittomi dagli ultimi due volumi. Berserk è un grandissimo fumetto per quasi 40 volumi (e dici poco, eh?) e spero che le debolezze degli ultimi due siano difetti passeggeri dovuto magari a una naturale fase di stanca del suo autore che spero possa riprendersi quanto prima. Insomma, mi auguro che a opera finita ci si possa ridere su sui volumetti dell’isola degli elfi come si sorvola sugli episodi dell’isola di Nadia…
    1 punto
  2. Mi sembra 10€ ad uscita? Se mettiamo quattro episodi a dvd, sono circa 13 uscite. (12*10)+1.99(la prima costa sempre 2€ tipo)=121.99€
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