Ieri, mentre tornavo da Ascoli Piceno, sulla banchina ad aspettare il treno ho notato questo ragazzo, giovane e pulito, che scribacchiava su un foglietto.
Il treno arriva, lui mi si avvicina, e mi chiede: "Scusi, ma lei è Gualtiero Cannarsi?"
"Beh, sì, in effetti sì." ero imbarazzato come sempre in questi casi. A dire il vero capitano un po', di recente - a Sulmona (non c'ero mai stato, non conosco nessuno) mi hanno fermato in strada quattro volte in un giorno.
"Ho disegnato questo per lei, scusi se i dettagli non sono precisi, non li ricordavo."
E io: "Wow, ma no, è incredibile quanta corretta sensazione del soggetto tu abbia saputo infondere nel tuo disegno!"
Ero sincero, ovviamente. Lo vedete anche voi. La fisicità, la posa, la "terribilità" (termine michelangiolesco)... è proprio l'UnitàPrima. Schizzata in due minuti accovacciato sulla banchina di un binario all'aperto. Io che sono negato nel disegno come pochi altri, ero stupito. E ammirato.
Poi abbiamo parlato per tutto il viaggio in treno sino a Pescara, che lui raggiungeva per andare alla Scuola Internazionale dei Comics. In effetti, per giovane che è, disegna sin da bambino.
E così abbiamo parlato di matite e chine, di Michelangelo e Takahata, di articolazioni delle mani e di Claudio Castellini, di UltraMan e degli spellati all'Archiginnasio di Bologna, di fumetto e illustrazione. Del lavorare di notte perché la cognizione che tutto il mondo dorme intorno a noi aiuta la concentrazione.
Le persone sono diverse. Profondamente. Davvero.
Lui si chiama Francesco. :-)
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