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pluz

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  1. Non è infatti nessuna roba apocalittica. Come al solito c'è gente che ha fatto molto chiasso e per come vanno le cose oggi una multinazionale come Netflix ha deciso di dare il contentino ai pochi urlatori. Per me una mossa indecente ma tant'è, se n'è parlato abbastanza. Tutto sommato a me pare un lavoro ben fatto, sì forse alcune frasi fanno storcere un po' il naso ma sono pochissime. Ovvio che riportando sempre le solite quattro o cinque si finisce col generare l'impressione che la serie sia inguardabile. E concordo con chi dice che EoE ha finalmente un buon adattamento, a me è piaciuto molto. Compreso il "di morir non mi va" che ho trovato molto calzante ed emozionante.
  2. Verissimo. Soprattutto le carrellate sui fondali, che raramente presentano effetti di parallasse. Silenzi sì, decisamente rilevanti. Aggiungerei le atmosfere appena suggerite da fondali effettivamente fissi i quali però unitamente alla colonna sonora e ad effetti atmosferici danno un senso di pienezza alla ripresa, anche lunga. Vero! Specialmente nell'animazione seriale. Su questo preferirei ancora non espormi troppo. Sto ancora scrivendo e nel frattempo sperimentando, ma credo che mi soffermerò su qualcosa di più leggero nel frattempo.
  3. Buongiorno a tutti! La premessa è la seguente: è da tanto tempo che porto avanti l'idea di fare animazione. I miei tempi sono estremamente dilatati ma il progetto si sviluppa comunque. Ora, il mio indirizzo è sempre stato quello legato all'animazione classica di stampo prettamente americano e nello specifico disneyano, un'animazione piena, complessa e ricca di dettagli. Col tempo ho però maturato l'amara consapevolezza che con il mio metodo di lavoro un approccio del genere sia impraticabile. Il mio sguardo si è rivolto poi a oriente perché negli anni ho imparato a riconsiderare quelli che ritenevo - e che per certi versi ritengo ancora - dei limiti propri dell'animazione giapponese come elementi distintivi che fanno della necessità di seguire un ritmo di produzione serratissimo, tipica del mercato giapponese, una proverbiale virtù fino a definirne una cifra stilistica e artistica. Così quindi le scene con personaggi che durante un dialogo non fanno che muovere la bocca mentre tutto il resto è sostanzialmente un fermo immagine, non sono solo il risultato naturale di un'animazione ridotta all'osso per limiti di tempo e denaro, ma conferiscono a quegli stessi personaggi e alle loro battute un carattere granitico, lapidario, definitivo e in sostanza drammatico e carico di pathos. Di conseguenza mi sto avvicinando all'idea di ripensare ai miei progetti nell'ottica di produzione giapponese. Quali altri limiti/qualità trovate nell'animazione giapponese?
  4. Se questo fosse il caso e se fossi incaricato di risolvere la questione restando fedele all’originale, io in una versione inglese terrei Apostole in generale e mentre Kaji parla inglese nell’originale gli farei dire Angels, ovviamente però indicando in quella scena che in originale sta parlando inglese, magari aggiungendo una scritta in sovrimpressione tipo “in inglese”. A quel punto il patto di fedeltà con lo spettatore sarebbe rispettato e la complessità non verrebbe semplificata.
  5. A quanto so adattamenti di opere straniere che non siano mere traduzioni di testi scientifici godono eccome dei diritti d'autore come opera a sé stante. Ragione per cui quando per esempio un'opera diviene di dominio pubblico lo stesso non vale per le traduzioni già disponibili che ancora sono legate al diritto d'autore. Ma ci addentriamo in questioni che a quel punto solo i diretti interessati e informati sui fatti potrebbero smentire o confermare, e mi riferisco a Dynit, Netflix, VSI, Mazzotta e Cannarsi.
  6. Mi sembra un ragionamento perfetto. Un'opera giapponese va tradotta nella nostra lingua, non nella nostra cultura, in modo che durante la visione capiamo cosa i personaggi dicono rimanendo questi però giapponesi inseriti per altro nel loro universo narrativo e non trasformandosi di colpo in italiani. Da questo punto di vista l'approccio di @Shito mi sembra sia pregno di ottime intenzioni e di rispetto assoluto nei confronti dell'opera. Le frasi "stonate" poi devo dire che per quanto mi riguarda sono davvero pochissime e in nessun modo distruggono la fruizione dell'opera nella sua interezza. Se pure si trattasse di qualche frase (e poi girano sempre le stesse tre) sarebbero comunque poca cosa in una serie di 15 ore complessive.
  7. Buongiorno a tutti. Ho seguito la discussione nel forum nei giorni scorsi anche se ammetto di non aver letto tutto tutto tutto. Cogliendo l'occasione per salutarvi vorrei porvi una questione: possibile che la commessa affidata a Shito comprendesse anche quella di discostarsi dal vecchio adattamento per questioni legate al diritto d'autore della precedente edizione?
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