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granelleschi

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  1. granelleschi

    Anarchico in prova

    Finora la tua eredità si è solo assottigliata di seicento euro. Tanto ho dovuto pagare di contributo spese perché pubblicassero il libro. Comunque. La tua idea può essere attuabile, purché non mi tocchi ridurre ulteriormente la tua esigua eredità. Perciò pongo una condizione. Che si sobbarchino loro le spese di spedizione o che se lo vengano a prendere. Tieni conto che per spedire un libro come privato sono 6-7 euro per posta normale.Se proprio deve essere tedesco, allora preferisco Macht Arbeit frei? Ich bevorzuge die Sklaverei. No. Meglio La gatta cenerentola.Parliamo di Proust che è meglio. Il caso ha voluto che leggessi un po di La ricerca del tempo perduto, quando avevo adottato da poco questi occhiali a focalizzazione progressiva. Non so se il termine è giusto. Fatto sta, che non essendo ancora abituato, le righe ondeggiavano. Questo fenomeno, credo, ha reso più affascinante quella lettura. Dava l'impressione anche fisica di essere cullato dai ricordi di Proust. Certo. Di famiglia benestante, poteva permettersi di passare notti insonni, poi dormiva di giorno, a ricamare i suoi ricordi. Però li ricamava bene. Li descriveva minuziosamente, proprio come un monaco medioevale, chiuso nella sua celletta, curava ogni singolo carattere del suo manoscritto. Il più lungo romanzo che mai sia stato scritto. Io l'avevo preso in biblioteca. Dovevo riportarlo indietro. Credo che non sia un libro da leggere tutto di un fiato. Penso, piuttosto, che sia da tenere come certi credenti tengono un libro di preghiere. Sul comodino. Ogni tanto, prenderlo e leggerne qualche pagina. Tanto per lasciarsi cullare. Altro paragone, potrebbe essere come un liquore che piace, ma che se ne sorseggia un po' di tanto in tanto. Altrimenti ci si ubriaca. Certo. Nessuno vieta di ubriacarsi.
  2. granelleschi

    Anarchico in prova

    Non avevo mai sentito parlare di Jarred Diamond. Tanto meno della piccola isola Tikopia. Così sono andato a cercarli in rete. Ho letto troppo poco di antropologia. Ancor più se consideri che sono un fautore di questa scienza. Glottologo, per giunta. Parla dodici lingue. Poche rispetto alle quaranta due lingue e un centinaio di dialetti che parla Sigrid, una delle protagoniste del mio secondo libro che sto correggendo in questi giorni. Scherzo, naturalmente. La conoscenza delle lingue è un fattore importantissimo per la reciproca conoscenza. A questo scopo, Mattia De Pasquali, il riferimento, anzi, l'omaggio al Fu Mattia pascal di Pirandello è puramente voluto,protagonista di questo secondo romanzo, è stato fornito di una tuta che gli permette di apprendere rapidamente qualsiasi lingua,deve fare un viaggio in un'altra dimensione e non può sapere che lingua parlino di là. Anche nel primo, Anarchico in prova, ho dato molta importanza alla conoscenza delle lingue. Nel mondo? sogno? di Claudio, tutti parlano almeno tre lingue. L'isola di Tikopia mi ha ricordato molto Oppidia, il borgo del sogno? di Claudio. Il protagonista del mio libro si meraviglia del fatto che in un borgo così piccolo, vivano oltre diecimila persone, Poi capisce come questo fatto sia possibile. Non ci sono chiese, niente carceri, nessun tribunale ed è inesistente il fenomeno delle seconde e terze case, Insomma, tutte le case servono solo come abitazioni. Anche le attività umane svolte a Tikopia ricordano il modo di vivere di Oppidia.
  3. granelleschi

    Che cosa state leggendo

    Ohibò, pensavo che una persona andasse nelle librerie perchè avido lettore, per curiosare tra gli scaffali, sfogliare i libri, annusare l'odore della carta, far due chiacchiere con il libraio... mah, forse era una battuta e non l'ho capita. ^^;; Mmmh nelle librerie, anche le meglio fornite, ci sono : 1) nuovi bestseller, che un fine lettore evita come la peste 2) i soliti classici, dei quali, dopo un pò, si son finiti da leggere quelli che interessavano e scartati gli altri. Nelle librerie infatti ci passavo da bambino. La situazione è affine, anche se qui parliamo di un livello ancora più basso, a quei libri che danno con i giornali, tipo i migliori autori dell'800 o del '900 con Repubblica: son quei 20-30 classici che un buon lettore ha già letto tutti: o li compra un bambino o li compra uno zotico. Mmmh, superbia a parte: per i motivi di sopra giudico poco interessante passare per le librerie, ove trovo solo roba che già conosco abbondantemente: meglio un catalogo online: mi dà più soddisfazioni e vedo davvero libri di cui so poco o nulla. Ma se non vai in libreria come fai a rubarli? Un onore da riservare solo ai dvd? Personalmente, preferisco le bibliotecha. Anche perché, non so più dove mettere tutti i libri, cassette, DVD e chi sa quante altre cose.Prò, mi piace passeggiare. Gironzolare per la città. Questo, naturalmente, le volte che lascio il mio eremo. Così può capitare che entro in una libreria e, fiutandolo, c'è qualcosa che mi attira. Però, oltre che leggere, è bello anche scrivere. Provare per credere. Io, ad esempio, mi sono messo a scrivere per poter rappresentare un mio ideale di vita. Il risultato è stato Anarchico in prova che la casa editrice La riflessione ha pubblicato. Per chi non avesse voglia di andare a ordinarlo in libreria, si sa, solo quelli già affermati, vuoi per meriti reali, vuoi perché ... lasciamo perdere, può ordinarlo si Amazon. Oltre tutto, chi sa perché, con questo sistema, costa meno. Domani, cercherò di vincere la pigrizia e andrò in biblioteca a riportare La scomparsa di Patò di Camilleri. Veramente originale. Una storia raccontata trasmite articoli di giornale e lettere scambiate tra gente e istituzioni varie. Non avevo mai letto niente che seguisse questa tecnica.
  4. granelleschi

    Anarchico in prova

    Posso capire si pensi che una democrazia debba essere quanto più inclusiva possibile (alla fin fine trovo più odioso il ruolo ellenico femminile: uno schiavo poteva anche emanciparsi...), ma ogni democrazia esclude alcune persone: per esempio, nella nostra, gli stranieri senza cittadinanza italiana e i minorenni. Uhm, beh, ovvio direi, le loro capacità tecniche ne limitavano la densità (anche se va ricordato che noi europei ne abbiamo avuto un impatto molto falsato, dato che il 90% di essi è morto se non prima dei conquistadores con esso, e la cosa ha avuto un impatto ancora più forte nella attuale America anglosassone, specialmente nelle zone di prima colonizzazione). Potrebbe esserci stata anche una certa saggezza conservativa nel limitare l'espansione in un ambiente fragile, ma non credo "universale", visto che hanno avuto i loro collassi da manuale.Vi sono diversi esempi di culture che hanno acquisito un modello positivo verso la gestione ambientale salvandosi da una probabile "fine", ma non credo si ergano da un continente più che da un altro. Certo, non sempre, anzi, erano quelli che diremmo modelli al contempo libertari... Interessante. Mi farebbe piacere che mi spiegassi bene cosa intendi per modelli libertari. Il mio interesse è dovuto al fatto che tanti anarchici hanno proposto di usare tale termine, perché anarchia ingenera facilmente un'idea errata,essendo usato questo termine anche per indicare disordine. In quanto alla democrazia, penso che si farebbe prima a dire quelli che include, anziché gli esclusi. Se leggi quel che ho scritto a Kobayashi, potrai leggere il finale di La gatta cenerentola, dove, appunto, si propone l'eliminazione dei ruoli. Ne conseguirebbe che non ci sarebbero cose che spetta alle donne di fare, e altre agli uomini. In realtà questa divisione è stato sempre il mezzo più forte in mano al potere. Pensa un po', a proposito di donne e uomini, si è sempre detto che gli uomini vincono perché sono più forti. Già. Questo perché si sono imposte delle regole per fare la lotta. In particolare, niente colpi bassi. Se proprio lotta deve essere, eliminiamo ogni restrizione. Un bel calcio nelle palle e la donna può vincere. Ricordo ancora come iniziai un tema che ci assegnò la professoressa di Italiano. Il tema era Cosa ne pensate dell'emancipazione della donna. Il mio inizio fu Perché la donna si emancipi, è necessario che lo faccia anche l'uomo. Una volta un mio collega la cui moglie lavorava disse Io non mi vergogno a dire che faccio anch'io i lavori di casa. Gli risposi Io mi vergognerei a non farli. Una volta sognavo di fondare il movimento di liberazione dell'uomo sulle orme dell'analogo movimento delle donne, ma mi ha già sputtanato Kobayashi, informando tutti che non ho mai fatto un gran che per realizzare i miei sogni. Un piccolo tentativo lo sto facendo scrivendo libri e cercando di dire cosa è, secondo me, l'anarchia. Il diritto di ognuno di sperimentare liberamente il patto sociale che più gli è congeniale. Nel mio romanzo, Olga che è un richiamo a Olga Prestes, un ebrea comunista perseguitata dal nazismo e compagna di Carlos Prestes, combattente comunista brasiliano, dice: - Anche una cosa giusta, se imposta con la forza, è sbagliata>>. Negli anni trenta, Errico Malatesta denunciava i crimini che si commettevano in Russia in nome del comunismo. E' vero. Anche in nome del cristianesimo si sono commessi tanti crimini, vedi le crociate o la santa inquisizione. A proposito di crociate. L'eroe della mia infanzia, Orlando, ha subito una metamorfosi. E' diventato Orlando il pazzo prima, lo sbruffone, poi.
  5. granelleschi

    Anarchico in prova

    A cosa ti riferisci esattamente? Cmq sia fai bene a esserlo (senza parole intendo). L'avatar è l'immagine che appare sotto il nome dell'utente(nel tuo caso granelleschi). Nella fattispecie è un'immagine di Peter Sellers mentre interpreta il Dottor Stranamore nel film omonimo. L'immagine di Malatesta è, ed è sempre stata, nel tuo profilo di utente. Ho scritto, più o meno, che mia sorella è migliore di me solo per farmi bello. Il napoletano sai che non lo so (e neppure la stragrande maggioranza degli altri utenti immagino), quindi per me è inutile che lo usi in firma. Ma se proprio insisti prima o poi te la aggiungerò. Chiedo venia. Non avevo riconosciuto Peter Sellers. Devo proprio essere rincitrullito per mettere in discussione le tue capacità di indagare l'animo umano. In particolare il mio. Per quanto, neanche tu sei esente da errori. Non capisci il napoletano? E' solo un blocco mentale. Se io, pur non conoscendo l'inglese, capisco abbastanza se lo devo leggere, non vedo come tu, o altri, non possa capire il napoletano leggendolo. La prima citazione, inoltre, è latino. Affrettati lentamente. Shito direbbe che è un ossimoro. Appunto. Dal contrasto, si evince quel che si vuol dire. In napoletano avrei potuto dire: va chiano, ca vaco e pressa. Va beh traduco. Vai piano che ho fretta. Traduco anche il finale di La Gatta Cenerentola. e questo può succedere in una città doveil sabato possono uscire tre numeri e chi detiene la ruota del gioco, ti fa perfino credere che sei nato fortunato. Ma io credo che per stare bene in questo mondo, o tutti gli uomini dovrebbero essere femmine, o tutte le femmine dovrebbero essere uomini o non ci dovrebbero essere ne uomini ne femmine per fare tutti una vita quieta e ho detto bene. Non mi sembra tanto diverso che se scritto in napoletano. Il concetto è, secondo me, l'eliminazione dei ruoli fissi. Non hai bisogno di farti bello. Lo sei.
  6. granelleschi

    Anarchico in prova

    Non era mia intenzione dare del cattivone agli ateniesi. Loro vivevano ilo loro tempo. La mia critica è rivolta a quelli che si dicono alfieri della democrazia e chiamano a loro sostegno l'esempio di Atene o degli Stati uniti d'America. Ritornando a questo secondo esempio, parlerò di quelli che loro sterminarono. Questi, vivevano secondo un sistema che io non mi sognerei mai di sostenere. Guerreggiavano spesso tra loro e, quando in una tribù il cibo scarseggiava, muovevano guerra alle tribù vicine. Loro, però, vivevano in pochi in un vasto territorio. Forse il loro sistema faceva sì da contenere ml'aumento della popolazione. Si pensi, ad esempio, al problema dei cinghiali in Toscana. I lupi, si sa, sono cattivi. Già prima di Esopo si sosteneva una tale tesi. Senza i lupi, i cinghiali proliferano. Questi ultimi devastano le culture. Il cervello umano è in grado di fare dei collegamenti. Se provassimo a usare questa capacità? La storia che ho riportato nel mio libro, ha voluto essere un timido tentativo di fare questa cosa. Io non so se Claudio, il protagonista, è veramente andato in un'altra dimensioone o se ha solo sognato. Fatto sta che, in quel mondo, la vita si svolge secondo uno schema diverso.
  7. granelleschi

    Anarchico in prova

    Kobayashi non rispondeva perchè era occupato a fare altro. Nella mia infinita disponibilità ti ho cmq sistemato il post. La firma, una citazione da L'anguilla (un gran bel film che vi consiglio di vedere), l'ho eliminata perchè la usavo io un tempo, non so come sia passata a te. Se ne vuoi una tua dimmelo che provvedo, anche perchè dubito che tu sappia inserirtene una per conto tuo e di spiegarti per telefono come fare non ne ho voglia. Ah, ti ho pure arbitrariamente aggiunto un avatar. Spero vivamente che sia di tuo gradimento Ti ringrazio per le generose, ma temo vagamente eccessive (specie per quanto riguarda l'esser dotato di senno)parole Per dovere di cronaca preciso che ha "generato" e cresciuto (assieme a mia madre, ovviamente) anche una figlia più giovane, ma molto probabilmente dotata di maggior senno ed educazione (oltre ad altre qualità)di me Avatar? Chi è costui? Se, per caso, è la foto che hai messo al posto di quella di Malatesta, la risposta è no Se proprio, preferisco il disegno che hai messo su fb. Da più l'idea di quello che sono io. Dove hai preso quella foto? Chi è? Il film,come ricorderai, l'ho visto e mi è piaciuto molto. Fai bene a consigliarlo. In quanto a generare, mi sembra una parola alquanto roboante. Preferisco termini più semplici. Non solo. Approfitto anche per dare una risposta retroattiva a Shito, adesso che sto cominciando a capire, vagamente, come è congegnato questo affare. Non credo che ci voglia chi sa che grandi capacità a "generare" un figlio. In quanto al crescere, i figli lo fanno loro da soli. Sono stato figlio anche io e so come è andata. Il telefono. Come disse quel saggio giudice, il telefono non ha diritto costituzionale a una risposta. Tua sorella migliore di te? Io direi solo che è diversa così come ogni essere umano è diverso da un altro. Non esistono due fiocchi di neve uno uguale all'altro, figuriamoci due umani.E' il sistema del potere che ci vuole uniformare gli uni agli altri. In quanto aspirante anarchico, mi rifiuto ad assoggettarmi a tale sistema. La firma. Vediamo. Cosa ne dici di festina lente? Oppure. A vita è 'na briosce. 'Na raputa e cosce. 'Na ngasata e pesce e tutto furnesce. Oppure il finale de La gatta cenerentola. ... e chesto pò succedere a na città addò 'o sabbato ponno ascì tre nummere e chi tene mmano 'a rota 'e stu juoco te fa credere 'nfino ca sì nato furtunato! ... ma io credo ca pe' stà bbuono a stu munno o tutte l'uommene avarriano 'a essere femmene o tutt'e ffemmene avarriano 'a essere uommene o nun ce avarriano 'a essere né femmene né uommene pe' fà tutta na vita cuieta ... ... e aggio ritto bbuono! ... Inutile che ti dica che quest'ultima è la mia preferita
  8. granelleschi

    Anarchico in prova

    Riprendo in questo modo quel che stavo dicendo. Spero si comprenda. Anarchia, ovvero assenza di dislivelli. Io credo che a nessuno mai sarebbe venuto in mente di coniare la parola anarchia se qualche altro non avesse pensato al concetto di gerarchia. Penso anche che, a tal proposito, possano essere molto utili gli studi di antropologia. Il bene, il male, il torto, la ragione, la giustizia e il suo opposto. Sono tutti concetti inventati dall'uomo. Nessuno di questi è vero in assoluto. Pensi ad esempio a Platone. "L'illustre filosofo" scrisse La Repubblica. Un opera ponderosa. Pagine e pagine per dimostrare che fosse conveniente vivere secondo giustizia. Non una parola per dire in cosa, secondo Socrate, consistesse la giustizia. Il marrano ebbe l'accortezza di affibbiare le sue parole a Socrate. Così, se qualcuno gli avesse fatto questa obiezione, lui gli avrebbe risposto di rivolgersi al defunto che, pigro come era, non aveva mai scritto niente in vita sua. Pare, però, che dichiararsi illustri filosofi, dia una fama imperitura. Prenda, ad esempio, un altro caso illustre. Aristotele. Quante fregnacce che scrisse. Si inventò un universo tutto suo. Sfere di cristallo alle quali erano appuntate tante stelle luccicanti. Eppure, duemila anni dopo, Galileo, per non finire abbrustolito, ha dovuto dire che aveva ragione lui. Aristotele non aveva a disposizione il cannocchiale? E' vero, ma dei suoi contemporanei, anche essi senza cannocchiale, sapevano che la terra è una palla e che gira intorno al sole. Il fatto è che una religione o un presunto fatto scientifico, se fa il gioco del sistema al potere, diventa verità. Le religioni e il sistema elaborato da Aristotele per rappresentare l'universo sono serviti per giustificare il sistema piramidale delle società. Al vertice il capo e, scendendo verso il basso, tutti gli altri. Lei ha detto pseudodemocrazia. Io preferisco lasciarle il nome che le hanno dato chi l'ha enunciata. Ognuno ho il diritto di chiamarsi come gli pare. Per smerdare le loro pretese, l'ipocrisia sì che va rivelata, basterebbero poche cose. Atene. Culla della democrazia. 35000 cittadini, 500000 schiavi. Dichiarazione di indipendenza degli stati uniti d'america, la moderna culla. << Noi ci ribelliamo a un re straniero che ci vuole impedire di espanderci verso un territorio occupato da popolazioni selvagge.>> nCredo che bastino questi due esempi. Dicevo che sono pigro e che questo è il motivo che mi fa auspicare una società senza dislivelli. La giustizia, il bene, il male, son tutti concetti che cambiano col tempo. San Paolo, il fondatore del cristianesimo, disse: <<La Legge è un male da superare >>. Lui si riferiva alla Legge mosaica del comando. Fai questo, non fare quest'altro. Lui proponeva di sostituirla con la legge (l minuscola) dell'amore. Ha fatto comodo al sistema ed è stata adottata. Gioachino da Fiore, dopo il padre e il figlio, auspicava che venisse l'ora dello spirito santo. Quello della comprensione che potrebbe permettere agli umani di comportarsi in una determinata maniera non per paura, non per amore, ma perché è il caso di smetterla di farci la guerra l'un l'altro. Spero che se mai verrà quel giorno, non sia perché farà comodo al sistema di potere, ma per permettere a tutti una vita senza stare sempre come l'aretino Pietro. Per questa volta penso di avere già abusato troppo della sua attenzione.
  9. granelleschi

    Anarchico in prova

    Sono stato io a dire 'irrecuperabile'. Si trattava, ovviamente, di una boutade. Ma come mi è solito, le mie boutade -anche le più estemporanee- nascono da convinzioni profonde e per lo più articolate. A esplicita, gentile e parmi onesta richiesta, non posso che essere lieto e onorato di elaborare. Eviterò l'accademia, che pure mi è invisa. Il discorso che segue vorrebbe essere improntato sul parallelo binario di 'senso comune' e 'tentativo di univocità comunicativa finalizzata alla migliore comprensibilità'. Dunque, per anarchia, si intende una forma di stato 'civile' in cui la vita comune è 'regolata', ovvero autogestita, nell'assenza di leggi, ovvero di alcun tipo di prescrizione normativa dall'alto. Per contro, l'imposizione della 'legge' è cosa che si è dimostrata nella storia e nella realtà dell'umanità non già come 'bella' o 'amorevole' per se, quanto 'necessaria' e 'inevitabile' in ragione della natura umana. Ovvero, gli esseri umani, esseri individuali ciascuno dotato di individuale autocoscienza ovvero appecercezione del sé, non sono mai stati in grado -e io ritengo mai lo sarebbero- di vivere in gruppo di comune accordo. La loro natura, infatti, fa sì che benché la vita comune sia a loro UTILE, per varie ragioni (sia percettivo-esistenziali che più schiettamente pratico-utilitarische), pure non sia per loro PIACEVOLE in senso stretto, e cià determina l'impossibilità di una 'vita sociale naturale' dell'essere umano. Neppure la vita del singolo, cosa che dovrebbe essere il fondamento della vita del gruppo, riesce a essere garantita. Lo stato di natura dell'umanità è insomma fallato, poiché il fatto che un essere mortale sia pure autocosciente è propbabilmente un errore, e da ciò non può che deterimante quel famoso stato di guerra di tutti contro tutti, di uomini lupi di uomini e compagnia bella. Non funziona, semplicemente questo. Ovvero, non ha funzionato. Perché, come si vede, QUALSIASI istituzione umana è nata, ovvero è EMERSA, per *necessitàé. Non perché una razza aliena l'abbia imposta. Dalle paleoteocrazie alle moderne pseudodemocrazie, tutto è stato 'necessario', ovvero è 'ponstaneamente emerso'. Da cosa? Dalla natura umana, insieme di bisogni e modi di essere. Indi è utile vivere insieme, indi è auspicabile farlo, ma per riuscirci è necessario darsi delle regole. Tutto qui. Si potrebbe dire che dunque gli esseri umani sono stupidi, perché pur individuando un loro utile non sanno spontaneamente perseguirlo. E' così. L'essere umano è strangolato tra le dimensioni individuali e comunitarie, e non riesce a gestire sé stesso. Di fatto, indi, ritengo che l'anarchia sia: A) un concetto limite a cui ogni forma di governo dovrebbe tendere, poiché l'ideale della 'anarchia funzionale' non può prescindere dall'ideae sotteso di una società civile in grado di gestire l'anarchia, ovvero una società civile sì eticamente educata da non necessitare più di regole. E' una condizione inumana, si capisce, ma è altresì il limite (ovvero mai raggiungibile) a cui lo sforzo educazionale di ogni società umana dovrebbe tendere. Ogni stato dovrebbe puntare alla felicità dei propri cittadini e al tempo stesso all'annullamento di sé stesso, punto limite in cui lo stato, educando alla civiltà i cittadini, si è reso di fatto in superfluo ovvero inutile. Così come il padre è inutile al figlio realmente e perfettamente (nel senso di 'completamente) educato. Anche Hegel ha detto delle cose buone, direi almeno un paio. B) l'anarchia è, altresì, uno stupido ed infantile (l'una cosa non essenso necessariamente sinonima dell'altra) concetto romantico, qualora non solo propugnato, ma anche solo teorizzato come 'realmente attuabile'. Anche il sognarlo in maniera romantica è stupido. Perché è un'utopia stupida persino come utopia. E ora veniamo al concetto di 'irrecuperabilità' di un adulto che si trova nello status B. Tale irrecuperabilità muove appunto dall'infantilità dello status. Non uso il termine 'infatile' come una denigrazione implicita a caso. Dico 'infantile' perché un certo tipo di idealità da 'sopravallutazione della natura uamna' è tipica della fase psicologica dell'adolescenza maschile. La fase 'estetica', per dirla con parole altrui ma pure fatte mie, o quella 'eroica' o 'titanica'. Anche a me piace Foscolo, e Machiavelli, e Hobbes. Erano persone intelligenti e dotate. Mi sono formato in una cultura illuministica, nel senso proprio del termine, sono realmente 'il figlio di Emilio' (il nome di mio padre, non a caso gran romantico dell'umanità). E' bello pensare che l'umanità 'potrebbe essere in grado' di fare grandi cose, che I MIGLIORI dell'umanità potrebbero, e poi tutta l'umanità potrebbe essere un'umanità di ottimati, ovvero nessuno sarebbe più 'migliore'. Poi si cresce, e ci si rende conto che chi ci ha creduto, anche onestamente e positivamente, ha fatto gran disastri. Che il socialismo è stato il sogno dell'umanità che si ingannava di essere migliore di quel che era, ed ha fallito. Prima nella sua incarnazione minimalistica (francese) e poi in quella massimalistica (russa). E perché ha fallito? Semplicemente per la natura umana. Perché non funzionava. Perché alla fine ci si rende conto che gli illuministi erano tutti dei ragazzini intelligenti che ragionavano 'da ragazzini', come il giovane Foscolo che scrive la meravigliosa 'Che stai' (anche nota come 'A se stesso'), come il giovane Julien Soriel che fa la fine, paradosalle, che fa. Carogne, carogne, carogne. Tutto, mestamente, qui. Non c'è da intristirsene. C'è da rimboccarsi le maniche. Mantenendo sulle labbra il sorriso di una condizione dannata, quella umana. Per quanto Lei possa avere l'età di mio padre, direi che la prima affermazione è fasulla. Non credo che Lei sia contemporaneo dell'età della Chanson de Roland e dell'amor cortese, in particolare non la credo coetaneo del Poliziano, e indi direi che -su quella scala- siamo della stessa generazione, la generazione di chi quelle cose ha avuto la fortuna di studiarle a scuola. Un grande lusso. Sentendo l'affermazione che lei cita, le dico che: A) E' un ossimoro. Il concetto di 'furto' NON può prescindere da quello della 'proprietà'. La proprietà, non già il possesso, è un istituto giudirico. Come quello di furto. E il secondo non puà configurarsi senza il primo, ci aveva mai pensato? Solo questo rende ai miei occhi palese il livello del Suo autoinganno, del mageggio semantico *inconscio* sotteso alla Sua percezione delle cose. Ma lo ripeto: lei è troppo anziano per essere recuperabile da questo punto di vista. B) è una frase romantichetta adatta a chi non è anarchico, ma ha vissuto -tutto sommato- sufficiente benessere per dissimulare il proprio modus superegotico di autarchia come un sogno di anarchia. E' una cosa triste. E' tutto molto buffo, perché Lei ha vissuto più di me, e ha fatto evidentemente cose più grandi di quelle fatte da me, ovvero lei ha generato e cresciuto un figlio che parmi dotato di senno e pure una discreta educazione. Quindi, ci tengo a sottolinearlo, sebbene io La ritenga irrecuperabile pure sono conscio che tale è faccenda del tutto triviale. Se ha già fatto così tanto di bene, perché non dovrebbe ora cullarsi con le dolci fantasticherie che pure Le sono generazionalmente proprie? Io direi che va tutto bene così. Rispondo volentieri. Che bugiardo che sei. Lo sappiamo tutti che la tua pigrizia è proverbiale. Poi ci caschi nelle discussioni e non sei capace di tirartene indietro. Zitto tu che intervieni sempre a sproposito. Non ti ho interrogato. Lasciami interpretare la mia parte. Il tuo angolino è quello. A cuccia. Chiedo scusa. Non dategli retta. E' Coscienza che crede sempre di saperne più di tutti e interviene a sproposito. Ci fossero altre interferenze da parte sua, prego tutti di non dargli retta.Mi è difficile rispondere in modo adeguato e comprensibile. Comincio dalla risposta più semplice, sperando che possa essermi di aiuto per proseguire il discorso. E' vero. Non sono dell'età di Poliziano. Col Tasso, mi unisce il solo fatto di essere nato poco distante da dove lui nacque. Lui Sorrento, io Napoli. Si è trattato di un equivoco e ne chiedo perdono. Mi riferivo ai pupi siciliani. Non so quanti di voi possano conoscerli. Nella mia infanzia, non si gridava: - Miva, lanciami i componenti -. No ci mettevamo in posa e sbraitavamo: - In guardia marrano -. Questo succedeva in quelle terre, dove , in passato, imperava il regno delle due Sicilie. Cosa succedesse a nord del Volturno, non saprei dirvi. Allora, la globalizzazione era solo agli inizi. L'equivoco, però, ha fatto sì che lei, Shito, abbia fatto un'affermazione che ha provocato in me una profonda stima nei suoi confronti. Noi che abbiamo avuto la fortuna di studiare. Animi meschini avrebbero detto: - Io mi sono fatto il culo sui libri. Ora è giusto che io abbia di più dalla vita -. A questi signori non passa per la mente che, mentre loro studiavano , sia comodamente seduti al calduccio, sia avvolti in una coperta per cercare di combattere il freddo, dei loro coetanei si alzavano all'alba per andare a lavorare nei campi o in fabbrica. Dei super privilegiati, i detentori del potere, in questo momento, non ne parlo. Credo di essere stato esauriente nel chiarire l'equivoco. Adesso è il momento di passare alla cosa più difficile. Anarchia. Senza ordine. Questa seconda parola nella traduzione in italiano crea, secondo me, un equivoco. Senza ordine vuol dire disordine. L'anarchia si prefigge tutt'altro. Proverò, allora, a tradurre in senza: gradini, senza dislivelli. Mi sembrano già delle traduzioni che rendono meglio l'idea. Sono in difficoltà. Kobayashi non risponde al telefono. Lo spazio è terminato. per ora invio questo.
  10. granelleschi

    Anarchico in prova

    Ho provato a rispondere singolarmente, ma ne sono incapace e colui che potrebbe istruirmi in proposito, si trova a 1200 chilometri. Che ci volete fare. A lui piace il freddo, a me il caldo. Allora. Dai commenti fatti a proposito di proprietà e furto, si vede chiaramente come sia sbagliato riportare una singola frase. Proudon, nel suo opuscolo che porta quel titolo, non si riferiva alla proprietà personale, cioè tutto quello che uno si procura col proprio lavoro, ma alla proprietà privata dei mezzi di produzione. Tutto quello che Kobayashi si costruisce con le sue mani, è suo e nessuno ha il diritto di toccarlo. Nessuno però, deve poter dire: Questa fattoria di cento ettari è mia. Può essere suo solo la terra che lui riesce a lavorare con le sue belle mani. Comunque è vero. Anch'io, vivendo in questa società, quel che è mio me lo tengo e non lo vado a dare in giro. Non solo non faccio mai l'elemosina, ma mi tengo ben lontano dai vari teleton e cose simili. Ho specificato che aspiro all'anarchia. In quanto all'età, ci tengo a essere vecchio e non ho nessuna intenzione di ricorrere a cose tipo viagra per fare quel che facevo in anni passati. A dire il vero, già non mi è mai andato a genio nessun tipo di governo, ma visto le cronache, quello attuale è da vomito. I giovani, qualcuno dice, preferiscono la lega. Bossi padre o il figlio? Teneteveli pure. Per la cronaca. La foto che si vede come granelleschi, non sono io. E' Errico Malatesta. Io vi consiglierei anche il mio di libro, ma ancor di più, vi consiglio i suoi scritti.
  11. granelleschi

    Anarchico in prova

    Vediamo se, come dite voi giovincelli, ci ho capito una mazza. A dire il vero, è un modo di dire alquanto stantio. Si usava anche ai miei tempi. Intendo dire, quando anch'io ero un giovane imberbe, perché, nonostante l'età, questi di tempi, sono ancora anche i miei. Cercherò di andare con ordine. Secondo qualcuno, data l'età, parlando di anarchia, io sarei irrecuperabile. Sono sempre stato curioso, così, anche in questo caso, mi piacerebbe sapere perché dovrei essere recuperato, da chi e da che cosa. Mi piacerebbe anche sapere, una volta, se fosse possibile, recuperato, dove dovrei essere portato. Scherzi a parte. Perché non dovrei poter parlare di anarchia? E', forse un argomento sorpassato, o si ritiene che uno della mia età non ne può sapere niente. Se c'è qualcuno che ne sa qualcosa e ha delle idee in proposito, mi piacerebbe conoscerle. Siano esse favorevoli o contrarie. Come il protagonista del racconto che ho narrato nel mio libro, anch'io aspiro all'anarchia. Sottolineo aspiro. Se dicessi che lo sono, sarei presuntuoso. Lo confesso. Di anime e manga, non ne so nulla. Sono della generazione di Orlando che combatteva i saraceni per gli occhi della bella Angelica. Eppure un personaggio della mia infanzia l'ho ritrovato nei manga. Re Artù. Forse un giorno, dopo i cavalieri della tavola rotonda, vedremo anche quelli di Carlo Magno. Ritornando a bomba, metterò in campo un argomento. Qualcuno di voi, sentendo l'affermazione secondo la quale la proprietà è un furto, ha qualcosa da dire in proposito? Ah! Dimenticavo. C'è qualcuno tra voi che ha una memoria di ferro. Io neanche ricordavo dell'intervento che avevo fatto in una notte di insonnia di un anno fa.
  12. Non so se la storia che ho raccontato sia un sogno o sia stata realtà. Io l'ho riportata così come l'ho trovata. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi. Di cosa parlo? Anarchico in prova. Appunto. Ho scritto questo libro per dire come vorrei che il mondo fosse, ma forse in quell'altra dimensione la realtà è veramente come l'ho descritta. Un mondo senza leggi, dove tutto è fatto di comune accordo e dove bastano poche ore di lavoro per condurre una vita agiata. Il libro è edito da Davide Zedda. Son convinto che valga la pena leggerlo. A voi, poi, decidere se il protagonista ha solo sognato, oppure, per un caso misterioso, ha veramente varcato la soglia che lo ha portato in un'altra dimensione. Fatemi sapere
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