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Pluschan

Weltschmerz

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  1. Beh, non capisco davvero di quale autorità nei miei confronti tu ti senta investito per arrivare a sentenziare queste cose sul mio conto, se delle mie circostanze non conosci assolutamente nulla. Comunque di nuovo: sembra che non mi renda comprensibile. Non credo di aver negato la sofferenza della protagonista, né di aver scritto che sia infantile empatizzare con questa. Infantile (nel senso etimologico di "proprio del bambino", perché questo tipicamente non ha ancora consapevolezza delle cose spiacevoli) penso sia semmai una forma mentis che non presuppone la sofferenza come elemento inte
  2. Probabilmente non mi sono fatto capire allora: intendevo che, di fatto, a prescindere dalla forma utilizzata, lo scioglimento della fabula ha una risoluzione positiva. È questo che dico abbia una connotazione consolatoria. Avrebbe anche potuto essere negativa ed essere comunque conforme alle convenzioni narrative del cinema statunitense.
  3. Non credo tuttavia che le convenzioni impediscano di chiudere con un esito tragico.
  4. Questa è una fallacia logica chiamata falsa dicotomia. Quello che sorprende realmente è come la gente insista che un film sia o per bambini o per adulti, in maniera esclusiva. Guarda: devo essermi spiegato male. Non intendevo che il film fosse esclusivamente rivolto a un pubblico infantile in senso anagrafico, ma che il suo contenuto fosse più appropriato ed efficace per delle persone psichicamente immature che non per degli adulti (di nuovo: non solo anagraficamente). Perché si presuppone che questi ultimi un percorso di crescita come quello descritto nel film lo abbiano già metabolizzat
  5. Chiedo scusa se mi concentro ancora su questo punto, abbi pazienza. Il fatto è che se per Yukino e Asuka il soddisfacimento del requisito per sentirsi degne di esistere è dato dal riscontro di un effettivo consenso esterno (cioè dalla consapevolezza tangibile dell'approvazione altrui), per Soichirou ho avuto l'impressione si trattasse di un processo assolutamente autoreferenziale: è lui stesso in coscienza sua a determinare se incontra o meno certe aspettative, desunte dall'introiezione del suo contesto. Dei riscontri esterni in realtà mi ha dato l'idea che fosse disinteressato: quelli sono s
  6. Ringrazio entrambi per l'apprezzamento. Dei genitori adottivi di Arima non ricordo granché, perché mi pare nella serie la loro presenza fosse piuttosto marginale. Mi sembra però che se ne potesse dedurre che Arima percepisse il loro sostegno più come una cortesia circostanziale che non come un gesto intimamente sentito: come se si reputassero in dovere di rendergli un indennizzo per le sue sventure. È perciò che dicevo che mi pare sia solo da Miyazawa che Arima si sente amato senza condizioni. Per lei è sufficiente che lui esista com'è. Coi genitori è diverso: si sente investito del carico
  7. Sulla corriva conclusione della serie Yamaga si è espresso brevemente in questa intervista, dicendo che l'autrice avrebbe disapprovato la prevalenza degli aspetti comici a scapito di quelli sentimentali e che la sua contrarietà sarebbe stata il motivo dell'abbandono della serie. Da questa dichiarazione si potrebbe dedurre che forse alla Gainax fossero a disagio nell'adattare un'opera preesistente (Kare Kano mi pare fosse il loro primo soggetto non originale), e che quindi non avessero neppure molta lena di continuare. Comunque, io ho avuto la fortuna di aver visto per la prima volta l'ani
  8. Grazie per il benvenuto Erik. Beh sì, come mi pare sia già stato scritto da qualcuno, per la questione delle leggi di mercato (e quindi l'ampliamento del bacino di pubblico perché il fine è comunque l'introito, se ho capito cosa vuoi dire) sono stati inseriti dei siparietti un po' più audaci (come quello del ricordo del sudamericano nella psiche della madre), ma mi sembra si tratti per lo più di elementi marginali. Non credo si possa trascurare il fatto che la protagonista, che convenzionalmente rappresenta il personaggio con cui lo spettatore deve identificarsi, è una prepubere. Que
  9. Sì, questo genere di film americani ovviamente è per lo più confezionato nella tradizionale struttura restaurativa in tre atti (non saprei determinare di volta in volta quanto pedissequamente rispetto allo schema canonico, però grossomodo riconosco la procedura). Diciamo che a me piace soffermarmi a osservare il modo in cui si organizza il materiale narrativo, ma questa è mia una deformazione. Primariamente ho trovato l'idea di per sé piuttosto meritoria (penso che qualsiasi proposito di educare il proprio pubblico lo sia), ma non credo avrebbe avuto la medesima efficacia senza un'impalcat
  10. Salve a tutti. Appartengo anch'io a quello stuolo di utenti che spulciano il forum in disparte. Siccome non mi reputo granché in grado di rapportarmi a un ambiente comunitario mi sono sempre astenuto dal partecipare, ma stamane volevo intervenire in una discussione e così mi sono fatto coraggio. Comunque i miei antefatti sono i soliti: fruitore di anime sin dalla tenera età (non) risolto alla crescita, e così via.
  11. Premetto che questo intervento non ha alcuna intenzione provocatoria e mi auguro non infastidisca nessuno. Vi prego di essere indulgenti nel caso in cui qualche mia parola offenda chicchessia: non è voluto! Ho pensato di scrivere questa risposta perché mi ha davvero sorpreso notare con quanta insistenza si sia sostenuto che questo film non sia rivolto prioritariamente a un pubblico infantile. È una cosa che mi ha molto incuriosito e allora volevo condividere le mie personali impressioni. Perché la sensazione che ho avuto nel guardare il film è stata sì quella di assistere a un'opera che si p
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