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Caledor

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  1. E nel primo caso il grande dilemma sarebbe stato se aggiungere arbitrariamente la "a" prima di destra o ometterla, per maggiore fedeltà. Ogni riferimento a "di morire non mi va" è puramente casuale
  2. La faccenda Angeli/Apostoli è un vero problema di localizzazione dove non se ne esce mai puliti al 100%, perché la contraddizione è intrinseca nell'opera originale: a questo punto è palese che Anno volesse sia il dualismo per il giapponese che l'uso di angels per l'occidente. Scegliendo Angeli, sacrifichi il dialogo di Shinji (quando torna alla base rimasta senza corrente) "cosa sono questi esseri? Questi *shito* che hanno i nomi di *tenshi*". Con Apostoli mandi in vacca quello di Kaji. Personalmente userei Angeli. è lodevole cercare di mantenere l'integrità dell'opera (io stesso visto il dialogo di shinji pendevo per apostoli fino a poco fa) ma andando contro le direttive dell'autore prima o poi rischi che ti venga presentato il conto. E infatti al quarto (!!!) film è arrivato.
  3. leggi a partire dal mio primo post a pagina 92. io non ne sono affatto convinto.
  4. penso si stia perdendo il nocciolo della questione. Siamo sicuri che la nomenclatura sia effettivamente diversa, anomala? E se per i giapponesi fosse perfettamente normale usare sho al posto di ichi per indicare il numero uno di una serie?
  5. Lo 00 era il modello fatto per vedere se la teoria era applicabile, per l'appunto un prototipo. Lo 01 è il modello sperimentale e l'unico a base Lilith anziché Adam. La produzione in serie comincia con lo 02. In ogni caso, ai fini della denominazione, l'unica domanda a cui bisogna rispondere secondo me è se è normale usare sempre Shodai al posto di "ichidai" per indicare il "primo" in giappone. Perché in tal caso, inserire una particolarità dove in originale c'è la normalità è un errore.
  6. Riguardo la denominazione degli eva, volevo portare un esempio che magari farà riflettere. In naruto per i Kage si usa similmente 初 (sho) per il primo (初代 ) e i numeri cardinali classici (二 三 四 ni, san, yon -> 二代目, 三代目, 四代目...) per i successivi, esattamente come fanno gli eva (zerogoki, SHOgoki, nigoki, sangoki). La mia domanda quindi è... possibile che questa apparente eccezione sia la normalità nella lingua giapponese, senza dietrologie sull'importanza dello 01? E che quindi rimarcando questa differenza nell'adattamento si ha una puntualizzazione che nell'originale non esiste (ripeto, perchè per loro è normale)? Edit: Aggiungo... pattern che ritorna identico pure in One piece con le spade Kitetsu. 初代, 二代 , 三代.
  7. Il primo esempio (scena dell'annaffiatoio) è esattamente ciò che ho contestato a questo adattamento in ogni singolo post che ho fatto. Quando parlavo di calco al giapponese, per chi ricorda vagamente i miei altri interventi, mi riferivo a scene del genere. Penso che chiunque, prima ancora che inizi la spiegazione (ho interrotto al minuto 5 per scrivere questo post), si rende conto a orecchio che c'è un perfetta corrispondenza tra uso di "Jibun" nell'originale e di "te stesso" nell'adattamento. Come se fosse obbligato a usare "te stesso" ogni volta che si ripresentavano il secondo e (soprattutto) il terzo Jibun solo per il fatto di averlo usato la prima volta. Esattamente come farebbe un traduttore automatico.
  8. Quella è una cosa che aggiungo io. Ritengo che un compromesso vada trovato sempre ma no tra mazzotta e cannarsi, tra i metodi di lavoro. Fedeltà e fruibilità, lingua di partenza e lingua di arrivo. metodo cannarsi e metodo mediaset.
  9. Non lo è, anche se purtroppo lo sarà per l'internet, perchè è il nome noto. Il problema a monte è la totale mancanza di supervisione del progetto. Il problema non è ne cannarsi ne mazzotta da soli, ma chi li ha fatti lavorare separatamente senza mai farli incontrare. Abbiamo ormai assodato quali sono i difetti del nuovo adattamento ma FORSE (e dico FORSE) se cannarsi avesse dovuto lavorare con altre persone anziché da solo a briglia sciolta si sarebbe trovato il famigerato compromesso tra fedeltà e fruibilità che tanto auspichiamo adesso.
  10. Questo è sacrosanto. Tradurre da una lingua all'altra richiede SEMPRE qualche forma di sacrificio. A mio parere, da modestissimo traduttore amatoriale, inseguire la fedeltà a tutti i costi è impossibile per le intrinseche differenze tra due lingue. L'adattatore è colui che balla precario sul confine tra fedeltà alla lingua di partenza e fruibilità nella lingua di arrivo. Io non ce l'ho con gli apostoli e i pochitti. Ce l'ho con le troppe, (imo) inguistificate, innaturali, dislocazioni a sinistra che sembrano ricalcate dal giapponese.
  11. Mi sembra onestamente la soluzione migliore. Se poi avesse accesso al vecchio adattamento dovrebbe essere una sciocchezza prendere lo stile (normale) del primo e integrarlo con le correzioni giuste (dove ce ne sono) del nuovo. Con questo scenario DOVREMMO essere in una botte di ferro.
  12. Questo nella normalità. Ma tu, nell'ultima settimana l'hai visto cercare qualche avvicinamento o l'hai visto difendere a spada tratta tutto il suo lavoro? Perché per ciò che ho visto io tu stai parlando di fantascienza. Questo mi rende molto scettico a una sua seconda partecipazione e molto spaventato in caso accettasse.
  13. E allora sappiamo già entrambi che finirà con un no secco. E lo spero, perché l'alternativa sarebbe agghiacciante: significherebbe che TUTTO quello che ha detto finora vale ZERO.
  14. Questo non mi sembra affatto corretto. Se cannarsi è stato bocciato in toto io al posto suo non vorrei né che: A - il mio nome comparisse ancora come credito nei dialoghi ritoccati. B - sia io cannarsi a dover fare i cambi perchè ho già consegnato un prodotto fatto e finito. Va preso uno nuovo e rifatto da zero o quasi. E tranquilli che anche il nuovo creerà polemiche in ogni caso. La più grande vittoria possibile la avremo se le uniche lamentele saranno "eh ma l'originale mi piaceva di più".
  15. La mia è una ipotesi. Tu sai per certo che potevano alzare i tacchi e andarsene in qualunque momento?
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