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Il Ponte delle Spie (aka Bridge of Spies)


Shuji

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Al di la' delle crisi di pianto e commozione ingenerata nei riguardi degli adattatori quando si sono trovati semplicemente a tradurre il titolo inglese, senza i famigerati contorsionismi italici alla "se mi lasci ti cancello".

 

Al di la' di questo, e delle menate su una tipa, che dice ripetutamente di essere stata lasciata ove si trova da piccola, con tutta una ridda di ricordi che emergono una volta trovata una certa spada (compreso il ricordo visualizzato di qualcosa che aveva a che fare con l'essere lasciata li'), e che il solo fatto che combatta come una virago gia' dalle prime battute indica palesemente che qualcuno glielo avra' pure insegnato (e aggiungendo i ricordi direi non da poco tempo)...

 

Al di la' di questo, ogni tanto nelle sale fa capolino il Cinema.

Quello che racconta storie, che da' voce a delle storie, come le storie di tanta gente di cui non sappiamo nulla, ma che alla stregua di vigili del fuoco e poliziotti, pur nel silenzio, fanno in modo che questo schifo di mondo non cada del tutto a pezzi.

 

Questa e' la storia di un 'mediatore', un avvocato che scopre l'etica quasi quando e' messo alle spalle al muro della propria professione (lol), e che incide direttamente nelle vite di tante persone, semplicemente trovandosi, suo malgrado, in prima battuta, a negoziare il rilascio di prigioneri ai tempi della guerra fredda.

 

Il ponte delle spie e' un film diretto con stile molto poco 'incidente' nel sviluppo della vicenda, si 'accosta' al narrato ma non cerca e impone in senso lato particolari virtuosismi. E' uno Spielberg quindi molto 'misurato' quello di questo film, impegnato ma con lo stile derivante da non so quante ore dietro la macchina da presa in tanti anni.

 

E' sicuramente un film tagliato addosso a Tom Hanks, che fornisce una prova sorprendente, nel mettere in scena non un super eroe, ma una persona anzi terribilmente lineare per azioni e convinzioni relative.

 

Il risultato e' una rappresentazione asciutta ma non asettica, personale ma col distacco visivo di tonalita' e inquadrature, ma non del calore derivante dalla profonda umanita' che emerge per tutto il film, in tutti i personaggi, anche le comparse.

 

Un bel film, una storia incredibilmente edificante e che parla e mostra di persone e non di altro.

 

Non vedo francamente ragione per non vederlo.

 

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Aggiungo solo due cose; raramente (quasi mai) parlo di cosa un film tratti, reputo il farlo soltanto una sciatteria fancazzistica di chi riceve una cartella stampa e in 1.5 minuti deve buttare giu' tot caratteri. 
Qui no, perche' e' la vicenda in se', ad essere importante nell'economia del film.

 

Seconda cosa, un punto di vista 'singolare' cui non avevo mai pensato; l'inizio dell'edificazione del muro di Berlino, che non ho trovato agghiacciante soltanto perche' in testa si sovrapponevano le immagini dell'abbattimento. E' quindi insieme un punto di vista molto interessante cui non avevo mai pensato (ribadisco) abituato a 'darlo per scontato', ed insieme come dicevo poco fa, interessante per la sovrapposizione immaginaria tra edificazione ed abbattimento.

 

(Senza considerare che conoscere l'esistenza di persone come quella del vero protagonista della storia, rende anche piu' accettabile il pensare a questo schifo di mondo).

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