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A new evolution

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Roger

Misteri della natura

Premessa.

 

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Bollitore - JK 760. / Dimensioni: 23 x 16.5 x 27 cm - Base d'appoggio con connettore elettrico a 360° - Filtro removibile - Triplo sistema di sicurezza - Resistenza interna incorporata nella base - Indicatore on/off - Si spegne automaticamente quando l'acqua raggiunge la temperatura - In plastica - Ampia finestra per il controllo del livello d'acqua - Comodo vano portacavo - Capacità: 1.5 l - Colore: Bianco - Potenza: 2200W

 

Fine premessa.

 

Circa venti giorni fa, come al solito dopo cena, mi trovavo sul pianerottolo antistante la cucina per sbattere la tovaglia. Fu in quel momento che la vidi, voltatomi per rientrare. Una piccola ombra era appena scattata tra le condutture esterne che fiancheggiano la parte più alta del muro dell' appartamento, nascondendosi dietro ad esse. Accadde tutto in un istante e pensai che dovesse trattarsi di una lucertola.

Più tardi decisi di uscire nuovamente, per la solita sigaretta prima di dormire. Di nuovo. Ma questa volta l' ombra era uscita allo scoperto dal suo rifugio. Quindi capii.

Quelle fitte tele lungo le tubature non erano casuali.

 

 

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Non lo erano nemmeno quei ragni morti, rinsecchiti, che di tanto in tanto le addobbavano.

 

 

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Preso da un sentimento di forte ribrezzo, mi ritrovai presto nello sconforto a causa del non poter fare qualcosa per liberarmene nell' immediato. Il buio della notte inoltrata non mi era certo favorevole, quindi avrei dovuto attendere la luce. Ma il giorno seguente l' avrei ritrovato ancora lì? Un essere delle tenebre?

L' indomani mattina - era domenica - tornai sul pianerottolo, speranzoso di porre termine a quell' orribile situazione.

Scopa in mano e via :lolla:

Evidentemente fui fortunato, se passando la spazzola della scopa tra le tubature lo vidi correre su di esse emettendo un lieve ma percettibile tichettio. Poi si fermò, immobile e visibile tra i condotti. Non fu un' allucinazione uditiva dovuta alla suggestione, perchè le dimensioni di quell' essere disgustoso non erano normali.

Passai circa un quarto d' ora ad osservarlo ed a pensare come concludere la faccenda. A monte, la constatazione che dovevo impedire che si riproducesse. Quindi avrei dovuto catturarlo. Mi guardai attorno e notai un vaso da fiori in plastica, alto circa 40 cm e con base di circa 30 cm di diametro, adeguato allo scopo; sorte volle che un colpo secco lo facesse cadere al suo interno. Di lì, per quanto si agitasse, di certo non poteva uscire.

 

 

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Quel che accadde in seguito fu una immediata e scottante verità.

Solo ora trovo il coraggio di scrivere queste righe. L' ipotesi che le radiazioni post atomiche abbiano contaminato le verdi colline del prosecco non è più scartabile. Perchè le cavallette sono così grandi???

Roger

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Rumi Natsumi, detta Suuko quando lavora di notte, è la numero uno del circolo Madonna, un sorta di centro telefonico in città che offre il servizio di... risolvere telefonicamente i problemi di chi chiama! In verità la ragazzuola in questione non è molto presente in ufficio e una sera, mentre sta eseguendo nel salotto del suo appartamento degli utilissimi esercizi ginnici, una sua collega la contatta telefonicamente per affidarle il compito, non ordinario stando al regolamento del circolo, di risolvere l' insolito problema del giovane studente delle superiori Ryo Sugiura.

In cosa consiste esattamente questo caso? Beh il corpo di Ryo quando questo si masturba, come del resto capita a tutti gli adolescenti, si trasforma. Per dirla tutta, la cosa più incredibile della faccenda è che non si tratta dell' inizio di un anime erotico! Al termine di quell' attimo di intimità con sè stesso, e prima che il suo corpo cambi nella forma e nel colore, Ryo ha sempre una visione particolare: si trova in un bosco e vede distintamente un vortice luminoso, nel cielo coperto di minacciose nubi, che in seguito lo investe. La questione è complicata e al fine di spiegarsi meglio i due si accordano per incontrarsi una sera in un bar. Ryo confessa alla ragazza di essere piuttosto provato dal dover affrontare, ogni santa volta che l' ormone chiama, un cambiamento così drastico che oltre ad avere conseguenze di tipo economico (vestiti stracciati, la stanza dilaniata) ne ha anche di tipo psicologico e sociale; infatti il ragazzo versa in uno stato caratteriale di timidezza assoluta e l' approccio col gentil sesso risulta pari a zero. Per sua fortuna adesso c' è Suuko, la migliore nel proprio campo! E infatti, un po' per spirito di contraddizione in quanto femmina e un po' per divertirsi quel tanto che basta per passare la giornata, Suuko propone al (povero) Ryo di masturbarsi nel bar. Ovviamente il ragazzo fa goffamente capire che non è il caso, perciò Suuko parte all' attacco mentre tutti nel nel bar osservano stupiti. Il ragazzo come da tradizione si allontana e, ai piedi della disperata Suuko mentre si odono le risate della folla, inizia a perdere sangue dal naso... ma sono gocce le quali inaspettatamente presto diventano un rivolo che allaga il pavimento del locale! Ora la gente non ride più, è terrorizzata e Ryo si trasforma! L' exploit dura poco, non ci sono feriti e in breve Ryo ritorna ad essere quello di sempre. Suuko ha quindi la brillante idea di lasciare il locale e poichè è femmina trascina Ryo in una semideserta sala cinematografica dove proiettano un film horror di serie z. Lì dovrebbero essere in grado di parlare in pace. Ovviamente capitano mentre c' è una candida (l' essenziale) scena di tentacoli&rape, Ryo si trasforma nuovamente e i due devono fuggire ancora: non resta che andare in un hotel! Sempre perchè Suuko è la numero uno ed è femmina, dopo una doccia e vestita di un asciugamano dice a Ryo di non farsi strane idee in quanto non ha intenzione di dormire con un mostro; tuttavia gli si avvicina dicendo di essere interessata a lui e infatti Ryo inizia a mutare nuovamente, per poi tornare ad essere normale. A questo punto dell' oav, circa metà, è lecito chiedersi perchè Suuko sia ancora in vita. Ma il ragazzo è proprio intelligente e infatti non fa una piega quando Suuko afferma che non gli resta che abituarsi alla nudità in modo da riuscire a conquistare il controllo sull' impulso di trasformarsi. Dalle parole ai fatti e ryo viene pressochè obbligato a: giornaletti sconci, cabine per guardoni, vari locali notturni; purtroppo il risultato è sempre lo stesso. Nel frattempo i due non si accorgono di essere pedinati da due finti teppisti (quella a destra è Maki ed è una ricca lei), i quali hanno assistito alla scena nel bar, che li fotografano, e che a loro volta si imbattono in una gang di veri teppisti. In realtà i due gruppi si conoscono e il primo rivela amichevolmente all' altro il non segreto di Ryo (anche se ormai mezza città ne sarà già al corrente). Ma non c' è niente di meglio di unA terzA incomodA, dai capelli rigorosamente viola ed armata di lametta da barba, tra i due piccioncini che se la spassano in città per locali sexy; e così la capa della gang seria, quella di teppisti convinti di essere tali, decide di farsela con Ryo. Non bastasse, si ricorda anche di Suuko e l' idea di fregarle il ragazzo (essì, come in molti film di quegli anni si diventava fidanzati senza saperlo) la convince ancora più e così quando le capita a tiro le lancia la sfida: incontrarsi al bar Shangai il giorno seguente. Sta per giungere l' ora dello scontro, ma prima Ryo dall' occhio di tonno e Suuko la candida condividono un momento dolce e spensierato attraversato da una vena di romantica tristezza sotto la pioggia, ossia lei che regala un ciondolo a lui... "perchè al bar dove ci siamo incontrati la prima volta, e anche in seguito, non sei fuggita?"... "perchè... da quel momento mi sentivo interessata in te"... infine lui che si aggrappa al ciondolo per non trasformarsi in bestia quando lei, con aria innocente, chiude l' ombrello e la pioggia le bagna i leggeri vestiti che lasciano intravedere la sua biancheria ('starda, l' ha fatta apposta anche questa volta). L' idillio nel parco viene spezzato dall' arrivo della gang e la scena si sposta in un palazzo decrepito ed abbandonato. Qui la coppietta viene separata e mentre la capa cerca di farsi Ryo in una stanza, in un' altra Suuko dovrà difendersi dal resto dei teppisti (dimostrando inizialmente di essere all' altezza). Nel frattempo Maki viene a conoscenza di quanto sta accadendo e preoccupata si dirige all' edificio. Vi giungerà proprio quando Ryo, mentre sta subendo "violenza" dalla ragazza e Suuko sta cedendo al branco, ha la solita visione ed incazzatosi abbestia si trasforma in un abominio, liberandosi dell' importante ciondolo (che svolazza direttamente nella mano di Suuko). L' essere mostruoso non è certo mosso da ideali di pace, e non lo fermeranno nè quattro bastonate nè un colpo di bazooka sparatogli nelle fauci da Maki. Al gruppo non resta che fuggire e ovviamente si dirigono tutti... sul tetto!!! Lì Suuko si fa avanti verso la bestiaccia e lanciandogli contro l' indistruttibile ciondolo insulta Ryo (che sarebbe la vittima da più punti di vista, ma non importa) dandogli del pervertito e del debole. Ciò sortisce un effetto davvero imprevedibile e Ryo inizia a dividersi dal mostro in una scena dove mentre i due coesistono, il ragazzo cerca di trattenere la bestia. In questa sequenza Ryo riacquista la memoria e ricorda tutto: il bagliore della visione è un collezionista alieno, dalle "fattezze" di energia, che assume l' aspetto materiale delle forme di vita che ingloba. Inspiegabilmente, l' alieno viene rigettato dal corpo di Ryo e scompare in cielo lasciando il ragazzo nudo e crudo insieme agli altri, indenni e felici per la conclusione dell' incubo. In realtà... non molto tempo dopo e previa citazione cinematografica colta, allorchè la capa dei teppisti s' è messa a lavorare presso il circolo Madonna e tutto sembra andare per il meglio... si scopre che

 

 

Staff:

Director:Tatsuya Okamoto Screenplay: Tatsuya Okamoto Music: Norimasa Yamanaka Character Design: Kumiko Takahashi Art director: Katsuyoshi Kanamura (Studio Jack) Animation director: Kumiko Takahashi, Masatoshi Nagashima, Satoshi Yamazaki In-Between Animation: Toshihiro Kawamoto Monster Design: Junichi Watanabe Original story: Toshimichi Suzuki

 

Call me tonight è un breve oav della durata di circa mezzora prodotto da AIC nel lontano 1986, nel mezzo del periodo più florido dell' animazione giapponese realizzata appositamente per l' home video giapponese, quindi un circuito interno; tuttavia si notano gli influssi di una certa cinematografia americana, quella dei serial o dei film horror pensati per i teen agers (non a caso viene citata la locandina-puzzle di Ammazzavampiri e la struttura base dell' oav richiama quella di alcuni episodi di Ai confini della realtà dal finale ad effetto).

I personaggi compiono una serie di azioni illogiche al limite del credibile e proprio in ciò sta il divertimento nel guardare questo oav che, in fatto di animazione, risulta ancora validissimo dopo oltre due decenni.

Il merito di ciò va a ad AIC, noto studio specializzato in questa tipologia di prodotti per uso domestico, ed all' animatrice Kumiko Takahashi, che per l' occasione presenta un tratto che ricorda molto le produzioni animate legate alle opere di un' altra Takahashi, ossia la più famosa Rumiko.

L' ideatore della storia è Toshimichi Suzuki, la mente che ha ideato AD Police, Bubblegum Crisis e Crash, e si vede molto.

Roger

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Poker di thumbnail per quattro misteriosi oav che meritano di risorgere da un oscuro passato.

Erano gli anni '80 e ciascuno di essi cela un temibile segreto: è quell' animazione sperimentale (sensata o insensata non fa differenza in questo contesto) che non tutti conoscono.

Hanno importanza? Forse non oggi, e forse ne avevano poca quando vennero prodotti; tuttavia ci lavorarono autori oggi considerati tra i più rinomati in svariati campi dell' animazione giapponese.

Ad onor del vero, da un punto di vista tecnico l' unico problema che affligge questi anime è di natura congenita; per guardarli ci vuole una certa dose di coraggio, quindi ne parlerò quando il karma e la luna eccetera :rotfl:

Roger

Mondi a parte

Ultimamente mi rendo conto che a volere incamminarsi in un percorso culturale, inteso come ampliamento delle proprie conoscenze attraverso la fruzione di alcune opere, in certe situazioni è davvero un'impresa ardua; in particolare, il destino ha contribuito a far sì che recentemente scegliessi di guardare un paio di OVA di non facile interpretazione.

In un caso sono a posto con la coscienza: sono di vedute diametralmente opposte e non potevo sapere. Nel secondo, invece, è una mezza sconfitta poichè ci voleva una certa preparazione, per l'appunto culturale, della quale non dispongo.

 

Ryokunohara Labyrinth - Sparkling Phantom

 

 

[imgleft]http://i48.tinypic.com/2rp3cc5.jpg[/imgleft]Come si evince dalla copertina a sinistra, i protagonisti di questa storia sono essenzialmente 3: lei (Fhalei), lui (Hiroki), lui (Kanata). In breve la storia è questa: lei, figlia di un re, dai lunghi capelli rossi imprigionata nella stanza di una dimensione oscura non ben precisata a causa della presenza sulla sua schiena del "marchio del diavolo che ha distrutto il mondo" (un giorno potrebbe fare qualcosa di terribile quindi prevenire è meglio che curare), un bel dì si desta e mette gli occhi sul primo dei due lui. Ne ha bisogno, vuole essere amata. I due lui sono studentelli coetanei amicici fin dall'infanzia che ora convivono felicemente.

Lei, per avere Hiroki, una sera lo induce a salvare una bambina mentre sta per essere investita dal solito camioncino spericolato, prendendone il posto; comunque l'incidente non gli provocherà che qualche lieve contusione. Il risultato del diabolico piano è infatti ben altro che la morte di Hiroki e consiste nello sdoppiamento del ragazzo: un Hiroki, cosciente di sè ma caratterialmente solo simile a quello iniziale, continuerà ad esistere nel mondo terreno conducendo la solita vita mentre un altro, mentalmente identico all'originale, vagherà nell'etere finchè lei non lo conquisterà in qualche modo. Insomma anima e corpo, spirito e materia.

Si tratta di due elementi separabili, quando di mezzo c'è l'ammmore? Certo che no, e infatti entrambi i due Hiroki sceglieranno di stare con Kanata nonostante gli interventi della rossa, che perciò è tristemente destinata a tornarsene da dove era venuta.

Esatto, è uno shonen ai nonostante la storia ad un certo punto suggerisca una classificazione più generica, e mi sto ancora lavando gli occhi perchè io 'sta roba qua non la voglio proprio vedere (non è il mio genere): è successo che era disponibile e ANN la identifica come "drama, psychological", in più è AIC ed è un OVA diretto, sceneggiato, disegnato ed oltre da Narumi Kakinouchi (i suoi disegni sono vera arte).

 

 

Mezame no hakobune (Open Your Mind)

 

[imgright]http://i47.tinypic.com/rievm8.png[/imgright]L'arca del risveglio. Questo OVA fu realizzato sfruttando prevalentemente la CG, ma sono presenti anche alcune scene "dal vivo"; è scritto e diretto da Mamoru Oshii, in genere per alcuni un nome che è garanzia di qualità mentre per altri fonte di notevoli emicranie. Rapportandosi all'epoca della sua realizzazione, il 2005, credo che quest'opera possa mettere d'accordo la maggior parte: qualità ed emicrania senza compromessi.

L'OVA, in principio concepito e proiettato come fosse un pezzo di teatro , è diviso in apertura/introduzione, tre atti principali e chiusura, i quali narrano le origini della vita. Chiaramente si trattava di un progetto ambizioso, tanto che per la sala dove si poteva assistere allo spettacolo vennero adottate soluzioni tecnologiche ad hoc inserite in un'ambientazione molto particolare e suggestiva, ma per Oshii tutto questo è il pane quotidiano.

Un meccanismo, il cui tichettio ricorda quello di un orologio, segna lo scorrere del tempo universale; giunge il momento della genesi e delle creature, emissari della dea Pan (da panteismo), discendono in una massa sferica destinata a divenire un pianeta. Successivamente essi assumono le fattezze antropomorfe di tre individui aventi il volto di un pesce, un'aquila ed infine un cane per poi mutare nei tre elementi naturali corrispondenti ai capitoli principali dell'OVA e secondo questa sequenza: acqua, aria e terra.

Il tutto avviene in un turbinio dove figure, canzoni, musiche, colori, testi, inquadrature anche multiscreen, simbolismi vari, in altri termini ogni singola componente audio e video, sono elementi finemente pesati, ragionati, strutturati come meccanismi facenti parte di un più ampio sistema; e quindi, proprio per questa complessità fenomenale, di certo la comprensione dell'opera ne risente almeno nell'immediatezza se alla base non vi è una cultura appropriata che consenta un corretto approccio all'interpretazione.

Infatti questo breve lavoro di Oshii, proprio "a causa" della sua intensità dei contenuti amalgamati secondo delle linee guida solo in parte rintracciabili in contesti di vario genere (religioso, scientifico, filosofico, cinematografico...), non riesco a percepirlo più di tanto nemmeno dopo aver raccolto in un secondo momento delle informazioni aggiuntive che mi hanno permesso di apprezzarlo oltre la superificialità.

Sicuramente Oshii non si smentisce nemmeno con questa esperienza e rimane fedele a sè stesso sfoderando, concentrandolo, il campionario che lo ha reso celebre: lo scorrere del tempo, le rappresentazioni a cavallo tra l'onirico ed il reale, l'evoluzione naturale e quella artificiale conseguita con la tecnica (in tal caso forse è più opportuno parlare di perfezionamento), la bellezza della natura, la religione, l'infinito, la ciclicità degli eventi.

Non che 'Open your mind' sia frustrante, anzi, però è piuttosto impegnativo a cominciare dal titolo, contenente due riferimenti importanti: l'Arca di Noè e Buddha. Entrambi non sono presenti perchè così è più figo.

Musiche di Kenji Kawaii che si ricicla ma lui un po' può permetterselo.

Roger

Infinite (Black) Ryvius

[imgleft]http://img827.imageshack.us/img827/1765/20925369.jpg[/imgleft]Volendo, Infinite Ryvius può essere considerato su due livelli; da una parte è la storia di Koji, dei suoi amici e della Ryvius: un’avventura sci-fi dove i vari personaggi attraversano una fase delicata della propria giovane esistenza affrontando situazioni particolari alle quali sono forzatamente sottoposti. Dall’altra, più concettuale, è una rappresentazione in chiave realistica di come si potrebbe evolvere il potere governativo nella società, con tutto ciò che eventualmente ne consegue: in tal caso l’interpretazione di ciò che è giusto/sbagliato è comunque affidata allo spettatore. Il meglio però si ottiene quando si considera tutto nell’insieme…

L’umanità ebbe origine sul pianeta Terra ed in seguito si stabilì su altri pianeti fino a raggiungere le profondità del sistema solare. Nell’anno 2137 dal Sole ebbe origine un’enorme e misteriosa esplosione luminosa, denominata Geduld, la quale investì l’intero sistema e ne modificò permanentemente le condizioni gravitazionali in un’area; tale fatto non impedì agli esseri umani di continuare ad esplorare e studiare lo spazio.

Ottanta anni dopo questo fenomeno l’imponente stazione spaziale di addestramento Liebe Delta, il cui equipaggio è composto da alcuni adulti che svolgono la funzione di istruttori, una classe di cadetti (gli Zwei) e per una grandissima parte ancor più giovani apprendisti, “sorvola” l’area Geduld durante una fase manutenzione; tuttavia quello che ha le fattezze di un attentato compromette le manovre della Liebe Delta destinandola alla distruzione e il suo equipaggio di adulti viene sterminato mentre si sacrifica per mettere in sicurezza il restante del personale.

I cadetti e gli studenti riescono dunque a raggiungere l’interno di una sezione della stazione inconsapevoli di essere giunti a bordo della segreta e misteriosa nave Ryvius, la quale si distaccherà dalla Liebe Delta salvandoli da morte certa.

In quel momento inizia il viaggio di salvezza di circa 500 ragazzi e non sarà certo un’impresa facile; il primo problema che dovranno affrontare è di tipo organizzativo e coinvolge tutti: la naturale evoluzione dei fatti vuole che siano proprio gli Zwei, secondi in carica per ordinamento militare, a governare la microsocietà venuta a formarsi. Tuttavia vari eventi fanno emergere l’incapacità di questa classe dirigente, la quale viene quindi velocemente sostituita da un gruppo di “ribelli” dalle maniere spicciole ma efficaci nel fronteggiare le problematiche che si presentano.

In breve si rende necessario stabilire anche dei criteri di assegnazione delle competenze di lavoro e razionalizzazione delle scorte; tali decisioni, necessarie poiché volte a definire un equilibrio globale, naturalmente non vengono recepite positivamente da coloro i quali non vedono soddisfatte le proprie aspettative e perciò conducono alla formazione di ristretti gruppi di individui propensi ad un nuovo governo. Non appena le difficoltà provenienti dall’esterno si fanno più pressanti, l’equipaggio della Ryvius entra in crisi e precipita nel caos totale: l’ordine sociale in vigore salta del tutto, il rispetto reciproco viene a mancare quasi definitivamente, i sentimenti di incomprensione, invidia, egoismo, rabbia e violenza hanno il sopravvento anche in quelli che un tempo erano amici fin dall’infanzia.

Paradossalmente è proprio una parte degli Zwei (quella più formale) a riassumere il controllo, imponendo restrizioni ancora più severe delle precedenti tanto da stroncare quasi definitivamente la microcriminalità maturata nel microsistema ma da terrorizzare il “popolo”.

Cosa potrà mai porre fine a questo crescendo di deliri? La risposta è semplice. In realtà bisogna considerare che l’approccio iniziale al problema è sostanzialmente errato; quindi l’unica via d’uscita è la resa. A tutti, a sé stessi, a ciò che non si è in grado di gestire perché non se ne hanno le doti e non le si possono (almeno per il momento) acquisire. Infatti ciò a cui si è arrivati è dovuto al voler vivere sia senza dover effettuare dei piccoli passi necessari, sia negando il proprio passato (collettivo o di ciascun individuo) che è il vero punto di partenza.

La vicenda della Ryvius si mescola abilmente con quelle dei suoi abitanti, in particolare del numeroso cast principale che la abita.

La scorrevole rappresentazione di causa-effetto tramite la quale si assiste al passaggio da una forma di governo alla successiva, dove ogni mutamento è anche la proiezione degli ideali di un personaggio od un gruppo e perciò della sua indole, è solo uno degli elementi che arricchiscono Infinite Ryvius.

La componente sci-fi non viene mai a mancare ed anche questa è piuttosto varia.

La Ryvius è un’astronave con un’origine, collegata al fenomeno Geduld ed ai misteriosi alieni Vaia che la popolano, che viene svelata pezzo dopo pezzo ed il cui importantissimo scopo sarà chiaro solo nel finale; inoltre è un soggetto sperimentale volutamente messo in libertà con la consapevolezza che i casi precedenti sono falliti (perché chi governa questo tipo di nave sembra essere destinato ad impazzire), ma anche questo ha una spiegazione come tutti i misteri che contribuiscono a dare forma alla storia. E sono parecchi, a cominciare dall’identità degli Sphix (ricavati dai Vaia) che vivono nelle rispettive navi ed i loro Vital Guarder (mecha o organismi controllati come marionette da un parte dello staff di bordo).

Un’altra caratteristica positiva è che in questa serie nulla è lasciato al caso; ogni cosa, piccola o grande che sia, ha un inquadramento definito: c’è una linearità generica con la quale gli eventi progrediscono, ma allo stesso tempo alcuni importanti sviluppi hanno inizio da fatti insignificanti o per lo meno apparentemente trascurabili che si inseriscono nella trama portante dando vita a situazioni non prevedibili. Il peso della manipolazione dell’informazione pubblica, sia su piccola scala (l’interno della Ryvius) che su grande (le masse di abitanti sui pianeti), è un esempio di questa meccanica narrativa alla quale si aggiungono i “temi” della violenza fisica e psicologica, o dei fanatismi religiosi ed ideologici.

Questa è la storia nella quale vivono il “protagonista” Koji, suo fratello Yuki, Ikumi l’amico di sempre, Aoi, Faina, Blue ed il suo gruppo, tutti gli Zwei, i membri dell’esercito e molti altri… non ci sono eroi ma solo individui le cui singole vicende si mischiano in modo significativo e drammatico.

Molto belli i comparti musicale, registico e grafico. In particolare il primo, sebbene inusuale (ma non troppo, a quanto pare, quando Goro Taniguchi è alla regia. Che si tratti di una sua scelta stilistica?) è coinvolgente a partire dalla sigla di apertura. Forse si poteva fare qualcosa in più per la rifinitura estetica dei personaggi, il cui character design è qui affidato a Hisashi Hirai. Sunrise ha comunque creato un’ottima serie di 26 episodi televisivi, davvero unica nella produzione animata, che però per l’apparente complessità ed il ritmo con la quale procede rischia di passare inosservata. Oppure volutamente snobbata, che è anche peggio.

Roger

Delpower X

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Dopo "Call Me Tonight" è il turno di questo ova del 1986 a riemergere dall' oscuro sgabuzzino degli anni '80.

Cosa avrà mai di speciale?

Innanzitutto il cast che vi ha cazzeggiato allegramente partecipato è una carta di presentazione niente male:

 

Director: Masato Sato

Script: Yumiko Tsukamoto

Original Work: Project X

Character Design: Ami Tomobuki; Haruhiko Mikimoto; Mamoru Nagano; Mutsumi Inomata; Shuuichi Shigeno; Toyoo Ashida; Yutaka Izubuchi

Animation director: Ami Tomobuki

Mecha design: Hidero Okamoto

Character Concepts: Ami Tomobuki

Mecha Concepts: Iruka Tabi; Masami Yuuki

 

Non è poco se si considera che l' ova in questione non ha chissà quali pretese nemmeno nel genere comico al quale appartiene. Sarebbe dunque lecito chiedersi che ci fa tale parata di famosi artisti giapponesi in un anime di volutamente basso profilo... e invece no! Perchè molto probabilmente gli andava di divertirsi e non è che si possa perdere tempo a sindacare sui sollazzi altrui! Quindi chissene cosa ha fatto chi e perchè!

A onor del vero l' ova è colmo di caricature di personaggi famosi, non in veste di protagonisti, magari abbozzati per l' occasione proprio da quei disegnatori sopra menzionati; sequenze che a seconda di quanta animazione giapponese si abbia sul groppone possono far scattare quella malsana passione del riconoscimento di tizio, caio e Minky Momo.

Vale la pena di mostrarne un paio tanto per chiudere l' introduzione a questo ova dalla trama semplice ma comunque simpatica.

 

 

 

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Baribari Legend (Shuuichi Shigeno) e Heavy Metal L-Gaim (Mamoru Nagano).

 

 

 

La protagonista di questa storia è la giovane studentessa Hanegi Manami, il cui premuroso nonno Yanami Tatsueton è il classico vecchio e allegro scienziato di robotica (che altro ruolo può avere un personaggio giapponese in un anime di questo tipo?). La mattina di un bel giorno, mentre la ragazzina sta uscendo di casa per recarsi a scuola, un elicottero militare recapita una enorme cassa di legno targata NASA davanti all' abitazione; quell' attimo le si rivelerà decisivo poichè farà la conoscenza di Miyamoto Yousuke, un tipo molto popolare che frequenta lo stesso istituto e dove è presidente del team di ricerca 'pro wrestling'.

Inutile dire che tra i due sboccerà del romanticame; la coppia, dopo aver scoperto che il contenuto della cassa è proprio l' armatura Delpower fatta costruire dal nonno, sgommano a bordo della di lui moto per andare lì dove inevitabilmente si svolgeranno le prime importanti sequenze d' azione di questa storia: a scuola.

Contrariamente a quanto ci si può aspettare, il simpatico nonnino non è certo immune alla regola dello scheletro nell' armadio e infatti nella scena successiva improvvisamente gli si piazza davanti il suo ex collaboratore Von Getsueru, in armatura robotica ed in cerca di vendetta! Costui ha tutte le ragioni di questo mondo (e più) per avercela col nonno, dal momento che al lavoro il vecchiaccio praticava mobbing perculando e ridendosela. Un vero sadico che va sfidato in una lotta tra armature robotiche, ma che se la svigna sul Delpower per raggiungere la nipotina in quanto aveva dimenticato il pranzo.

La scena si evolve in un inseguimento per le trafficate strade di città, dove Von Getsueru dimostrerà tutta la propria incapacità e goffaggine, ma soprattutto rivelerà qual è il primo segreto del Delpower: va a benzina (quella col numero di ottano più elevato, e ad un qualsiasi distributore gli si può far controllare l' olio! Se poi ci si trova in Giappone l' operatrice sarà così gentile da offrire un servizio che comprende lo svuotamento del posacenere!). In pratica un robot così real che deve anche sottostare alle leggi dei semafori e dei vigili urbani. Altro che Gundam e Patlabor...

Giunto a destinazione, epic fail! Il vecchiaccio non riesce a consegnare il pasto (brutalmente calpestato dall' ex collaboratore :crying: ) alla nipotina ma finalmente capita l' occasione per mettere la protagonista a bordo del Delpower (in fin dei conti è stato progettato proprio per lei) così da combattere e difendere l' onore. Siccome la dinamica è quella di un incontro di wrestling, non si arriva subito al dunque ma...

 

here comes a new challenger!

 

NICK JAGGER!!! (uno degli allievi di Von Getsueru)

 

il quale prima di lanciare la sfida decisiva per il giorno seguente, al parco di Seibuen, giustamente mena Yousuke un paio di volte perchè voleva atteggiarsi a difensore degli oppressi.

Dunque la sfida per la vendetta del pranzo ha inizio ed entrambi i lottatori a bordo dei rispettivi mecha se le danno un po' comicamente e un po' sul serio, finchè non irrompono due Knight Sabers lottatrici in scintillante armatura, di parte Von Getsueru, che mettono in difficoltà Manami mentre ha la meglio su Nick Jagger! Ma la cosa non è gradita nè da Von Getsueru nè da Jagger, del resto l' onore non è un' esclusiva degli eroi, quindi le due vengono "disattivate".

Restano solo Nick e Manami, incoraggiata dagli studenti della scuola.

Ed ecco che il nonno rivela il secondo grande segreto di Delpower!!! Il sistema per l' attivazione totale di Delpower (non c' era gusto a dirlo prima perchè l' incontro sarebbe terminato subito) è: urlare miracle genki! Questo comando sortisce immediatamente gli stessi noti effetti di un pacco di steroidi, ossia miracolosamente gonfia i "muscoli" alla suit.

Quel che conta è che grazie a ciò ed alla famozizzima mossa finale del supplex tedesco Manami riesce a concludere l' intera vicenda :rotfl:

Del resto, "chi può vincere contro una ragazza innamorata?". In realtà non si sa, anche perchè come verrà svelato nei titoli di coda era solo un film girato dagli studenti :doh:

 

Il Delpower pre e post cura anabolizzante:

 

 

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Roger

1) In occidente il termine doujin è generalmente percepito come un lavoro amatoriale relativo ai manga; in realtà si tratta di un fenomeno di intensità maggiore ed in continuo sviluppo che coinvolge svariati media ed arti d' espressione.

2) Nell' epoca degli anni d' oro dei video games da bar, quindi tutti gli '80, circolava una quantità indefinita di shoot 'em up (in seguito rinominati shump); con questa tipologia di giochi elettronici si identificano tutti quei programmi nei quali si prende il controllo di un personaggio o di un mezzo con il quale sparare a qualsiasi cosa si muova sullo schermo; ovviamente anche le "cose" mirano all' alter ego del giocatore, col non trascurabile vantaggio di poterci andare contro per eliminarlo...

Una delle peculiarità di questo genere di giochi di quel periodo, molto nota a chi ci ha passato del tempo (pomeriggi interi) e che ha permesso ai loro produttori di arricchirsi, consisteva nella molto fastidiosa e diffusa abitudine di inserire un livello di difficoltà progressivo che ad un certo punto raggiungeva un limite assurdo.

Quindi il giocatore, giunto ad un punto particolare del gioco (ad esempio lo schermo pullulante di strafottutissimi malefici proiettili che non lasciavano passaggio), sapeva che lo avrebbe sorpassato unicamente sottostando ad una delle due seguenti condizioni: o perchè San Culotto, il santo protettore dei videogiocatori, era dalla sua parte, o perchè aveva il sacchettino delle monetine (o dei gettoni) a portata di tasca pronto per l' imminente "continue" dopo il quale ritentare l' impresa.

 

E' possibile mescolare doujin e video games di quell' epoca? Certo che si può fare, ed eccone un esempio ben riuscito e pensato apposta per gli Sciuggi di tutto il mondo!

 

Roger

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Finalità del blog: evolvere le coscienze

Metodologia di applicazione: tanti caffè

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Argomenti di interesse del blog: si vedrà

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