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Eleven (Hakodate Side)


Garion-Oh

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che ne dite di usare tag SPOILER per nascondere le immagini?  

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  1. 1. che ne dite di usare tag SPOILER per nascondere le immagini?

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Il treno per Hakodate partiva all'una dalla stazione centrale di Tokyo. Avendo la mattina totalmente libera volevo che arrivassimo con un certo anticipo per andarci a cercare un bento adeguato. Difatti nel mercato sotterraneo c'è un'ampia scelta, comprensiva di bento caldi. E invece... non è che siamo arrivati all'ultimo minuto, ma con 20 minuti circa di anticipo. Troppo pochi per andare al mercato, quindi ci si accontenta dei bento freddi venduti nei Kyosk sul binario.

Diciamo che erano commestibili.

Il viaggio comunque scorre tranquillo. Tempo tre ore e arriviamo ad Hachinohe, il capolinea dello Shinkansen Tohoku (ma ancora per poco... a fine anno verrà inaugurato il nuovo capolinea, la stazione di Shin Aomori). Ad Hachinohe abbiamo ben 12 minuti per scendere dal treno, salire le scale, scendere su un altro binario e prendere il Super Hakucho per Hakodate.

Anche qui, nessun problema.

Mentre viaggiamo, il paesaggio visibile dai finestrini si fa sempre più verde e disabitato. Infine ad Aomori il grosso dei passeggeri scende, e rimaniamo in pochi temerari ad affrontare lui! Il seikan tunnel! 50 km a 250 m sotto il livello del mare! Ma dopotutto nemmeno ce ne accorgiamo.

Usciti dall'altro lato è ormai notte (erano le 19:30 e il sole era già tramontato). Arriviamo quindi ad Hakodate per le 20:00.

La prima cosa che ci colpisce scendendo dal treno è che... c'è fresco! Sembra incredibile dopo 5 giorni a Tokyo, ma la mancanza di afa sembra un dono del Cielo!

Usciti dalla stazione ci avviciniamo al Toyoko Inn, scelto oculatamente perchè distante solo 200 m. Una volta registrato il nostro arrivo e ottenuto il possesso delle camere, ci dirigiamo alla volta del luogo dove ceneremo: il Daimon Yokocho.

Si tratta di un agglomerato di ristorantini da 8-10 posti ognuno, situato in una vietta nascosta. L'atmosfera fa molto festa paesana e ha la buona caratteristica di rimanere aperto fino alle 24. Mentre si gira alla ricerca di dove cenare, il gruppo si lascia attrarre dal ristorante chiamato "Crab House". Poi di granchio se n'e' visto poco, ma contava più l'esperienza in sè.

Ad ogni modo, finita la cena erano circa le 23. Ci dirigiamo verso l'hotel e notiamo... che ci siamo solo noi! Le strade sono tutte illuminate, ma non ci sono assolutamente pedoni in giro. E nemmeno automobili! Sembra una città fantasma!

In effetti documentandomi su Hakodate avevo letto una cosa tipo "Vita notturna ad Hakodate: non esiste", ma non pensavo si arrivasse a questi livelli! Sembrava quasi che ci fosse il coprifuoco. I conbini però erano regolarmente aperti, almeno quelli. :thumbsup:

 

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Il giorno dopo ci alziamo per le 9. Il primo problema è decidere cosa fare per colazione. Dato che ad Hakodate non esistono Starbucks, ci dirigiamo verso il bar della stazione. Risultato: bocciato.

Quindi alla stazione stessa prenoto un po' di biglietti dei treni per i prossimi viaggi e mi consulto allo sportello turistico per i mezzi da usare.

Essendo il primo giorno ad Hakodate il programma richiede di visitare Hakodate :whistle: . Dopo essere usciti dalla stazione però ci dirigiamo a un palazzo lì vicino per un sopralluogo particolare. Fuori non c'è nessuna insegna, ma secondo le mie indagini al settimo piano avrebbe dovuto trovarsi un Animate. Infatti cos' è. E' di dimensioni medie, ma i trolli ci sguazzano comunque. Finita la gita prendiamo il tram che ci porterà al Goryokaku.

Si tratta dei resti di una fortezza di fine '800 caratterizzata dall'avere una forma pentagonale. Tuttavia della fortezza vera e propria non rimane piu' nulla, perchè fu rasa al suolo in seguito alla battaglia della repubblica di Ezo, quella dove perse la vita il famoso Hijikata dello Shinsengumi.

Comunque, per vedere bene la forma a stella pentacolare del forte, i giapponesi hanno ben pensato di costruire una torre nelle vicinanze dello stesso: la Goryokaku Tower.

Essendo la città di Hakodate priva di grattacieli alti, si gode una bellissima vista oltre che del forte, di tutta la baia fino al monte Hakodate.

Segnalo che in questa occasione l'Elfo si era messo a cercare dove poteva essere il Book Off, orientandosi con una cartina che aveva fotografato col suo Wildfire.

Scesi dalla torre entriamo nel forte vero e proprio. Sorpresa! Proprio a fine luglio era stata inagurata l'apertura della ricostruzione dell'edificio del magistrato, basandosi sui piani e sulle foto dell'epoca. Ovviamente essendo l'edificio nuovo di pacca, non ricrea esattamente l'idea di visitare qualcosa di storico. Molti lo ribattezzano "l'Ikea", per via del legnamo utilizzato. Ryudo poi non perde occasione di fare notare come lo abbiano riempito di sistemi tecnologici in contrasto con la "perfetta ricostruzione storica".

Usciti dal Goryokaku andiamo a pranzo in un kaiten sushi. Si tratta di Sushi Kantaro. Ne avevo letto un gran bene nelle mie ricerche e di fatti il locale è strapieno e dobbiamo aspettare un po' per poterci sedere. Ma poi a conti fatti a nessuno di noi è parso essere un sushi così eccezionale...

Dopodichè ci dirigiamo a piedi verso la stazione JR Goryokaku (distante circa 1 km). Lungo la strada proviamo anche a cercare il Book Off, senza fortuna. Comunque, una volta raggiunta la stazione abbiamo una ennesima dimostrazione pratica che l'Hokkaido non è Tokyo: il primo treno era dopo quasi un'ora. Vabbè, si aspetta.

Tornati in hotel ci si da una rinfrescata e verso le 18 si parte per il monte Hakodate. L'idea è di salire quando fa ancora chiaro e rimanere lì fino a dopo il tramonto.

Difatti è proprio quello che facciamo. Comunque si vede che si tratta della principale attrazione di Hakodate, dato che è pienissimo di gente. La coda per la funivia non era tanto lunga, ma poi sul monte i luoghi panoramici sono presi d'assalto.

Terminata questa visita scendiamo verso il porto e ceniamo all'Hakodate Beer Hall. Si tratta di uno dei vecchi magazzini in mattoni rossi convertito in ristorante. Qui le specialità sono la birra dei pionieri, la birra viola (ma direi più nera che viola) e la salsiccia da 45 cm!

Terminata la cena si decide di fare una puntata a un conbini dove si comprerà la colazione per la mattina dopo, vista l'inaffidabilità (=fa schifo) del bar della stazione. Gettonatissimi sono i minibrick con il latte dell'Hokkaido.

 

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Ed eccoci a domenica 15 agosto. Il programma del giorno ci vede in trasferta a Matsumae, luogo disperso lungo la costa dell'Hokkaido e famoso (?) per ospitare l'unico castello dell'isola. Per raggiungerlo dobbiamo prima fare 40 minuti con il Super Hakucho fino a Kikonai e quindi prendere un bus che con un'altra ora e mezza ci porterà alla cittadina. Questa volta il mezzo non è particolarmente comodo, ma ci si accontenta. Dopo avere passato innumerevoli paeselli tutti uguali, finalmente arriviamo a destinazione.

Beh, mmh. Matsumae era stato scelto come meta anche perchè in questi giorni ospitava un matsuri. In effetti vediamo le strade interne del paesello disseminate di bandiere che sottolineano l'evento.

Comunque, tanto per iniziare ci dirigiamo al castello. Si tratta di un semplice mastio a 4 piani, ristrutturato con una bella scala in cemento che ne agevola la visione (potete già sentire Ryudo porconare in sottofondo). All'interno però ci sono delle cose carine. Al primo piano sono conservate delle suppellettili ainu, mentre negli altri piani spade e armature relative alla storia del castello. Usciti ci troviamo di fronte alla leggere pioggerellina nebulizzata tipica del Giappone. Qui però va a banchi e quindi è un continuo aprire e chiudere l'ombrello.

Ordunque, di fianco al castello trovo l'ufficio informazioni che mi indica dove si tiene il matsuri. Peccato che in quel giorno cominciava alle 17 (mentre il giorno prima cominciava alle 13). Ad ogni modo scendiamo alla piazzola dove dovrebbe trovarsi e osserviamo sconsolati la pochezza degli stand presenti. Ma visto che è ora di pranzo cominciamo a vagare per il paese alla ricerca di un posto dove mangiare: la scelta cade su un ristorante di soba/udon. Al nostro ingresso credo che i villici ci abbiano visto come degli alieni appena scesi da Marte! Comunque il pasto non era male. A parte la vecchia che non trovando più la confezione dei cleenex era venuta a cercarlo da noi. D'altronde chi poteva essersene appropriato se non degli sporchi gaijin? Invece no, era stata una bambina locale, tiè!

A questo punto si decide di prendere il prossimo bus e tornare ad Hakodate. Questa volta ci tocca un bus più comodo e che passa all'interno della regione invece di fare il giro della costa. Arriviamo ad Hakodate per le 16 e decidiamo di riposarci un po', in attesa della cena. Il giorno prima andando al Goryokaku avevamo notato come la zona fosse ricca di ristoranti e karaoke, quindi con la speranza che il centro della vita notturna sia lì, decidiamo di fare una sortita.

Questa volta però andiamo in treno, e scendendo alla stazione di Goryokaku troviamo... il Book Off che il giorno prima avevamo mancato! I trolli ci sguazzano.

Dopodichè tenendo la Goryokaku Tower come riferimento ci avviciniamo alla zona ristorantifera. Erano più o meno le 20, ma ad Hakodate era come notte fonda.

Scegliamo il ristorante basandoci dai menù appesi all'esterno e per una volta andando alla cieca ci va bene. Dopodichè entriamo in un karaoke lì a fianco dove Ryudo vorrebbe ripetere le gesta della serata in karaoke che ha passato a Tokyo con DK. Il problema è che solo io so leggere i testi, percui fanno cantare quasi tutto da me. L'unica canzone che riscuote un successo generale (dato che tutti se la ricordavano a memoria) è stata "yakusoku wa iranai", la opening di Escaflowne.

Terminata l'ora in karaoke usciamo all'aperto e scopriamo che... non c'è in giro nemmeno un'anima! Rassegnati torniamo in albergo. A piedi. Dico ai trolli che in fondo sono solo 2 km (in realtà erano 4, ma forse se ne sono accorti da soli!). Durante il tragitto troviamo un combini sconosciuto, in cui un mio okyakusan trova degli snack al formaggio gusto Lamune. Ovviamente li compra e li fa assaggiare a tutti: una schifezza immane. E così si conclude la giornata...

 

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Il programma del terzo giorno è semplice: visita dei luoghi di Noein. Dopo avere fatto colazione nella hall dell'hotel (con il latte comprato al combini) andiamo a Motomachi, il quartiere che si trova sulla salita per il monte Hakodate. I primi edifici che incontriamo sono le famose chiese straniere. Innanzitutto quella cattolica, spingendoci fino al suo interno (e bisogna togliersi le scarpe). Poi ci sarebbe la chiesa ortodossa, ma è in restauro e quindi poco attraente per una visita. Quindi è il turno dell'ex consolato inglese, che si trova appena sopra al parco Motomachi. Qui visitiamo il parco stesso, che in Noein era ben rappresentato. Appena prima di questa zona, sulla destra c'è la famosa Dogenzaka, la strada che scende fino al mare. Sarebbe bella da fare con gli skateboard, a patto di fermarsi prima!

Il viaggio prosegue ancora, e superiamo una scuola media e una elementare. Alla media vediamo degli studenti che hanno appena finito di allenarsi a baseball. Dopo avere passato due templi, ecco che arriviamo all'ultima tappa noeiniana: il cimitero degli stranieri. Nell'anime, complice l'atmosfera notturna, sembrava un posto ampio, mentre invece è un piccolo fazzoletto di terra con una decina di tombe.

Terminata la nostra visita scendiamo dal monte e ci riavviciniamo al porto, arrivando alla meta decisa per il nostro pranzo: il Lucky Pierrot. Si tratta di una catena di fast food presente solo ad Hakodate, con ben 15 punti vendita. Ogni negozio è agghindato in maniera particolare. Quello da noi scelto (per comodità) è sullo stile delle giostre. Percui cavalli di legno e altalene ciondolano per il locale. Tuttavia noi troviamo posto in tavoli comuni. Un'altra caratteristica di questa catena è il suo menù: hamburger particolari che è possibile trovare solo qui, come quello alla capasanta o al calamaro. Ma soprattutto il mitico Futoccho, alto 30 cm e contenente svariate cose (hamburger, cotoletta, uova...). Nel nostro gruppo sono in tre a ordinarlo, e al momento della consegna la cameriera arriva... suonando un campanaccio per sottolineare l'evento! Tuttavia sarà la performance dell'Elfo a rimanere scritta negli annali: infatti nel tentativo di smontare l'hamburger causa la caduta di parte di esso sul suo Wildfire nuovo di pacca. :pazzia:

Dopo pranzo il gruppo si divide. Alcuni rimangono a riposare il albergo, mentre io, i trolli e un okyakusan decidiamo di visitare lo Tsutaya locale che si trova in zona Goryokaku. Mi ero sincerato di controllare online che avesse una zona recicle. In effetti c'è, ma è così striminzita da poter essere considerata inesistente. Visto il viaggio inutile decidiamo di pacificarci tornando da Animate.

La sera per cena visitiamo l'Hakodate Beer, un locale snob con tanto di pianobar, famoso per la produzione di birre locali (fra cui la famigerata viola, quella autentica). Diciamo che alla fine è una cena senza infamia e senza lode. Ad ogni modo si va a dormire presto, dato che l'indomani ci aspetta una levataccia.

 

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Il quarto giorno in Hokkaido ci vede partire per Sapporo. Saliti sul Super Hokuto alle 7 di mattina, ci aspettano 3 ore di viaggio per giungere a destinazione. Il viaggio scorre tranquillamente. Guardando fuori dal finestrino non posso fare a meno di non notare alcune case con colori improbabili, tipo blu elettrico o arancione fluorescente. :ph34r:

Notando che il treno prevede una fermata a Shin Sapporo, decido di scendere lì, dato che è la stazione più vicina alla nostra destinazione: il villaggio dei pionieri.

Si tratta di una zona alla periferia di Sapporo dove sono stati spostati vari edifici storici di inizio '900, provenienti da tutto il Giappone. Come ingresso è adibita la vecchia stazione ferroviaria di Sapporo. A sorpresa, la biglietteria ci consegna oltre al depliant a colori del parco, dei fogli A4 con la traduzione in italiano!

La google car è passata anche per le strade del villaggio. Chi vuole farci un giro virtuale può cercare queste coordinate(43.048083,141.497201) su google maps e attivare la street view.

Il parco è diviso in varie zone: il centro cittadino, il villaggio dei pescatori, il villaggio degli agricoltori, il villaggio dei falegnami. E' possibile visitare tutte le varie case e entrarvi all'interno. In alcune si può visitare solo l'ingresso, in altre si può anche salire ai piani superiori. Dopo un iniziale smarrimento (le prime case erano di stile inglese, e Ryudo stava già sbuffando in sottofondo per l'improbabilità della ricostruzione storica visto che all'interno c'erano anche moderni sistemi antincendio), ci troviamo catapultati in un vero Giappone di fine '800. Per fare un paragone, in alcuni punti sembra di essere entrati nella realtà storica di Haikarasan ga tooru (Mademoiselle Anne). Usciti dal villaggio verso l'una e mezza prendiamo l'autobus che, dopo un'ora circa di viaggio, ci porterà direttamente nel centro cittadino. Qui, dopo avere superato Odori Koen, arriviamo alla meta per il nostro pranzo (e sono ormai quasi le 15): Ramen Yokocho, il vicolo dei miniristorantini di ramen. Il posto è molto rinomato e forse essere arrivati così tardi è una fortuna, perchè non abbiamo problemi a scegliere dove pranzare. Una delle specialità più rinomate è il ramen al granchio, e in molti vi si cimentano.

Dopo pranzo ci aspetta una visita al "Mandarake più a nord del Giappone", che si rivelerà una vera delusione (io non compro nulla, ma altri escono cmq con qualcosa in mano... per esempio Burumaru con l'enciclopedia di Xabungle). Dopodichè ci rechiamo alla stazione di Sapporo dove ci aspetta il treno e altre tre ore di viaggio. Alcuni decidono di comprarsi qualcosa da mangiare durante il viaggio, disertando poi la cena che si terrà al Daimon Yokocho di Hakodate (questa volta a base di tempura).

 

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Il quinto giorno è quello della partenza, ma essendo il volo programmato per le 18:40, abbiamo la giornata discretamente libera prima di recarci in aeroporto. La mattina quindi visitiamo il mercato del pesce, col mitico monumento al calamaro. Lì vicino fra l'altro nuotano pacifici dei calamari in una vasca. Fa un po' impressione vedere i giapponesi che se li pescano e poi si fanno preparae un sashimi all'istante per colazione. Dopodichè ci dirigiamo verso il mare in cerca di qualcosa da fare. In lontananza si vede l'Isola Verde, il parco in mezzo al porto di Hakodate e decidiamo di recarci lì. Per raggiungerlo costeggiamo tutta la zona portuale, cercando di non intralciare chi sta lavorando, arrivando fino alla zona dei magazzini in mattoni rossi. Uno di essi era quello che conteneva l'Hakodate Beer Hall. Ma gli altri? Negozi! Di chincaglierie varie, dolci, ricordini e quant'altro (perfino un negozio di carillon). Ci perdiamo più tempo del previsto, e una volta usciti è già ora di pranzo. Ma in quella zona che ristorante si può scegliere? Il più vicino era... il Lucky Pierrot. E così si fa il bis. Mitica l'osservazione di Burumaru al riguardo "sembra identico a quello che abbiamo già visitato". Eh già. E' perchè era proprio lo stesso!

Stavolta però niente Futoccho! In compenso la voce squillante di una delle cameriere risuona per tutto il locale, divertendo molto noi gaijin!

Dopopranzo raggiungiamo l'isola verde dove ci diamo al relax spudorato (con Ryudo che imita la cameriera del Pierrot e il suo "okyakusan, omatase shimashita!). Verso le 15 ripartiamo per l'hotel, dove recuperiamo le valigie. Quindi ci aspetta il bus per l'aeroporto. Arrivati, dopo avere sbrigato il check-in ci dirigiamo all'area ristoro in cerca di qualcosa da mangiare. Infatti il volo partiva alle 18:40, ma con l'arrivo previsto alle 21:00 e l'ora di treno per raggiungere l'hotel a Osaka si prospettava una cena a notte fonda.

Passato il controllo dei bagagli a mano ci accomodiamo nella saletta d'attesa per il volo. Anche qui si trova qualcosa da sgranocchiare e io compro lo "shiroi koibito", il cioccolato bianco specialità dell'Hokkaido. A questo punto avviene un fatto increscioso, dato che l'Elfo viene colto in flagrante mentre esce dal bagno delle donne! Ce ne si chiede il perchè!

L'aereo parte in orario e si dirige verso Osaka. Dal mio lato finestrino ho una cartolina ricordo di Hakodate (poi sull'aereo si continuerà a trollare l'ANA gUndam, ma questa è un'altra storia :doh: ).

 

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Tsuzuku!

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