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Pluschan

Abacab

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Eleven (Osaka Side)


Garion-Oh

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che ne dite di usare tag SPOILER per nascondere le immagini?  

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  1. 1. che ne dite di usare tag SPOILER per nascondere le immagini?

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L'aereo atterra in perfetto orario all'aeroporto del Kansai. Recuperati i bagagli ci dirigiamo verso la stazione ferroviaria. Tuttavia, appena usciti dall'aereoporto ci aspetta la dura realtà!

Ryudo dopo 3 passi si volta indietro e cerca di ritornare ad Hakodate. Troppo tardi. :frown:

Ormai siamo a Osaka, dove il tasso di umidità si sente anche a notte fonda e dove il fresco dell'Hokkaido appare come un miraggio. Ad ogni modo, ci facciamo la nostra oretta di treno e per le 22:30 siamo in hotel.

Sorpresa: dato che abbiamo prenotato direttamente via internet, abbiamo diritto ai coupon per la colazione e all'acqua gratis. Dopo avere depositato i bagagli si riparte per la cena. Orbene, nonostante Osaka sia una metropoli dalla vivace vita notturna (al contrario di Hakodate :whistle: ), non è che nemmeno qui i comuni ristoranti rimangano aperti oltre le 11 di sera (ad ogni modo è lo stesso anche a Tokyo). Quindi l'unica è cercare degli izakaya che rimangano aperti fino a notte fonda. Si da il caso che sappia dove si trovano a Dotonbori.

Dotonbori è *il* quartiere dei ristoranti di Osaka, città già famosa proprio per la sua cucina. Sorge lungo il canale omonimo, ed è uno sfavillio di luci e insegne mobili. In questa occasione ci rechiamo al Bikkuri Donkey, una catena a metà fra il famires e l'izakaya che ha aperto da circa due anni anche un locale in piena Dotonbori. Il Bikkuri Donkey ha una struttura interna molto caratteristica, perchè sembra di visitare delle vecchie cantine. La base del suo menù è l'hamburger (fatto non si sa con che carne, ma meglio non indagare). La prima serata a Osaka finisce così, senza brividi particolari.

 

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Il secondo giorno ci alziamo a un orario moderato alla mattina e ci dirigiamo per colazione da Starbucks. Data la sua assenza ad Hakodate, cominciavo a sognarmi le ciambelle! Ovviamente chi preferisce, può fare colazione in hotel col coupon. O fare colazione sia in hotel che da Starbucks! Il nostro hotel si trova vicino alla stazione di Shinsaibashi. Da qui prendiamo la metropolitana fino alla stazione di Osaka, dove tramite il Super Express raggiungiamo Kobe. Quindi prendiamo un locale e scendiamo alla stazione di Shin Nagata. Perchè mai vi chiedete? Beh, è qui che si trova la statua in scala 1:1 del Tetsujin 28! Certo, statua è un po' riduttivo come termine, dato che è stata realizzata tutta in metallo! Scattata qualche foto, riprendiamo il treno e torniamo a Kobe. Qui andiamo a piedi fino al porto - al centro commerciale Mosaic - dove è possibile mangiare il manzo di Kobe spendendo pochissimo (se si prende il menù turistico, ovviamente). Il pranzo soddisfa tutti e come ciliegina finale ci rechiamo lì vicino a un negozio della catena Crazy Crepe, famosa per offrire una grande varietà di scelta. La parentesi a Kobe si chiude con la visita al negozio Ghibli che si trova sempre all'interno del complesso Mosaic.

Per il pomeriggio si torna a Osaka. In stazione ci separiamo in due gruppi: c'è chi preferisce visitare qualcosa di turistico e si reca al castello di Osaka. Per gli altri invece è il momento della visita al quartiere otaku della città: la DenDen Town, chiamata dai giovani giapponesi però Ponbashi (diminutivo di Nipponbashi, il quartiere che ospita questo complesso di negozi).

Prima di raggiungere la Ponbashi vera e propria però ci dirigiamo al Mandarake Grand Kaos, che è comunque molto vicino. Dopodichè i trolli hanno finalmente modo di vedere il lato Osaka del modellismo, con il suo famigerato caos espositivo. Tuttavia personalmente rimango molto male nel vedere che il caratteristico cavalcavia che si trovava proprio al centro del quartiere è stato smantellato. La DenDen Town non sembra quasi più lei. In effetti, anche qui molte cose stanno cambiando negli ultimi anni.

La sera il gruppo si ricostituisce ed è il momento di andare a cena. Il ristorante scelto è uno di quelli più tipici e famosi: Creo-Ru, maestro nell'okonomiyaki. Noi però lo chiamiamo simpaticamente "il Lurido", per via della sporcizia accumulatasi negli angoli delle piastre roventi. Ryudo però avrebbe anche qualcosa da ridire sul sistema di riscaldamento delle piastre stesse (dei tubi ciondolanti sotto il tavolo), ma facendosi il segno della croce mangia e apprezza.

 

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Il terzo giorno ci vede in visita a Kyoto. Dopo avere preso il Super Express dalla stazione di Osaka e dopo mezz'ora abbondante di corsa in autobus, approdiamo al Ryoan-ji, il famoso tempio zen noto soprattutto per il suo giardino asciutto. Tuttavia l'ambiente è diventato un po' troppo turistico e non c'è quella pace necessaria a godersi lo spirito zen. Terminata questa visita ci dirigiamo a piedi verso il padiglione d'oro, ma prima di raggiungerlo ci fermiamo a un ristorante della catena Kura-sushi che serve sushi *senza* wasabi, a *105 yen* a piattino.

Scorpacciata.

Ed eccoci quindi proseguire verso il padiglione d'oro. Grande successo la riscuote la campana di bronzo che si trova prima dell'ingresso vero e proprio, che grazie a una piccola cifra può essere suonata anche dai turisti. Burumaru infatti si cimenta subito.

Il padiglione in sè invece è una semplice cornice da fotografare, dato che non si può visitare all'interno. E comunque si tratta di una ricostruzione dell'edificio originale, percui la sua funzione è puramente estetica. Dopo avere espletato il percorso di visita, riprendiamo un autobus e ci rechiamo in stazione. Una volta tornati a Osaka ci aspetta la visita allo Yodobashi Camera, dove riesco finalmente a trovare la Dotabattan (unico negozio in tutte le città visitate che lo aveva). Quindi è il turno del Mandarake di Umeda. Giù nelle vie sotterranee, attreaverso un dedalo di stradine e negozi, arriviamo fino alla destinazione. Qui trovo una chicca: il libro dei settei di Turn A Gundam, completo di intervista a Tomino. Le visite giornaliere si chiudono qui. Per la cena ci dirigiamo a un ristorante self-service della catena Hanamaru, famoso per i suoi prezzi bassissimi e per le crocchette di patate (chiamate da noi "crocchette di Kirino", in riferimento a quelle di Bamboo Blade).

 

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Il quarto giorno partiamo alla volta di Miyajima. Partendo dalla stazione di Shin Osaka prendiamo lo Shinkansen per Hiroshima. Qui un trenino locale ci porta a Miyajimaguchi, dove saliamo a bordo del ferry boat che ci conduce a Miyajima.

Il caldo è massacrante. Inoltre la marea è molto bassa, percui sulla spiaggia è pieno di alghe in stato di decomposizione. A completare il quadretto, ecco anche l'olezzo tipico dei daini, simpatiche bestiole che a Miyajima girano indisturbate per le vie del paesello. Mentre i trolli visitano il tempio di Itsukushima (quello famoso con il torii rosso in mezzo al mare), io e i miei okyakusan (che abbiamo già plurivisitato il loco) li aspettiamo all'uscita girovagando per i negozietti di ricordini. Per pranzo accompagno il gruppo a mangiare l'hiroshimayaki, una variante locale dell'okonomiyaki che prevede della soba inserita fra due sottili strati di okonomiyaki. Dopo pranzo ritorniamo a Hiroshima, dove i trolli si recano a visitare il Genbaku Dome e il parco della pace, mentre io rimango con gli okyakusan in zona stazione (il parco era già stato visitato negli anni passati). Quando ci ritroviamo verso le 16, accompagno il gruppo nei piani interrati sotto la stazione, dove fra i vari negozi ce n'è uno che prepara taiyaki sul momento. Ma oltre al classico ripieno di marmellata di fagioli, qui ci sono anche le varianti alla crema e al cioccolato!

Tornati a Osaka sempre con lo Shinkansen, si rientra in hotel. Qui i trolli vengono a trovarmi nella mia stanza per vedere l'artbook di Turn A comprato il giorno prima. Tuttavia mentre parliamo mi ricordo che quel giorno c'era la finale del Koshien e quindi accendo la televisione proprio in tempo per vederne la sintesi. Non ne ho mai parlato nei precedenti diari, ma l'appuntamento serale per seguire i risultati delle partite era per me praticamente irrinunciabile. Nel lungo viaggio verso la finale ho visto la squadra vincitrice dell'anno scorso ripresentarsi al torneo (un evento rarissimo) e perdere poco dopo. Ho visto l'avanzata del Tokaidai, la squadra di Kanagawa che sembrava proprio imbattibile... ma in finale si è schiantata contro il Konan di Okinawa, già vincitore del Senbatsu (quello che viene chiamato scorrettamente come "Koshien di primavera"). Per 13 a 1 il Konan entra quindi nella leggenda, dato che la doppietta è riuscita solo 6 volte in 82 anni.

Per la cena il gruppo decide di tornara dal Lurido, visto l'alto gradimento dell'altra serata.

 

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Il quarto giorno prevede alla mattina una visita a Nara. Partendo dalla stazione di Tennoji attraversiamo la cosiddetta regione di Yamato e arriviamo alla più antica capitale giapponese. Qui ci dirigiamo verso il Todaiji, dove è conservato il Daibutsu (più grande di quello di Kamakura, anche se solo di un paio di metri). Per farlo passiamo in mezzo al parco infestato dai daini (forse più puzzolenti di quelli di Miyajima). Dopo la visita, il pranzo prevede una specialità del posto: il kamameshi (riso in scodelle di alluminio, famoso per la crosticina che forma). A me piace molto, ma gli altri commensali non sembrano gradire molto. :goccia:

Risaliti sul treno ci dirigiamo direttamente alla stazione di Osaka, dove partiamo alla volta dell'Umeda Sky Building. Dalla sua cima si può osservare tutta Osaka dall'alto. Quindi il gruppo si smembra ancora. Io e i miei okyakusan ci dirigiamo direttamente alla DenDenTown, mentre i trolli si fermano al Gran Kaos. Sono gli ultimi scampoli degli acquisti, prima della partenza. Alla sera si cena ancora al Bikkuri Donkey e dopocena si fa un'ultima immersione allo Tsutaya di Dotonbori.

A questo punto la vacanza è davvero finita.

 

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La mattina dopo ci aspetta la partenza per l'aeroporto, l'attesa dell'aereo e il traumatico rientro in Italia. Questa volta ai trolli (che si fermano a Roma) va tutto bene, mentre invece il mio aereo in coincidenza per Milano è in ritardo di un'ora.

 

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Con questo è tutto. Spero di essere riuscito a trasmettervi quanto ci siamo divertiti questa estate. In quest'occasione mi preme comunque ringraziare Ryudo, senza il cui aiuto ci sarebbero stati intoppi vari lungo il percorso. :sisi:

 

Owari!

 

Raitoshi: Kyushu. :thumbsup:

4 Comments


Recommended Comments

Siamo noi che ringraziamo te Giroro, organizzazione impeccabile :fash1:

 

Io mi sono solo occupato di recuperare l'Elfo svariate volte, ordinaria amministrazione :lolla:

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Nel Kyushuu si va col camper, è deciso.

 

ma i camper in nippo non li ho mai visti :pazzia:

 

che poi, se sono a dimensione di nippo, serve un 7 posti per 3 trolli :°_°:

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