In questo periodo vengono realizzati pochi prodotti animati sci-fi dove il mecha design ha una certa importanza, pertanto tocca ripiegare su quel poco che c’è; la scelta è caduta su Case; Irvine e Votoms Finder, i due recenti OVA del 2010 "legati" all’universo di Votoms ma non alle vicende di Chirico. In passato era già stato fatto qualcosa di simile, ovvero Mellowlink; questo era uno spin-off di Votoms, con il quale manteneva coerenza di stile e continuità narrativa (stesso universo); le due nuove produzioni, invece, sono così autonome che pur essendo “Votoms” si fatica non poco a capire cosa condividano con l’originale… in definitiva un legame c’è, ma bisogna usare la fantasia.
In Case; Irvine il protagonista è Irvine, un ex soldato, che vive una doppia vita: ufficialmente è un ottimo meccanico che si dedica alla riparazione di AT; d’altra parte, non essendo riuscito a dimenticare completamente il gusto per la battaglia, saltuariamente partecipa segretamente a pericolosi combattimenti, organizzati in varie arene, con il suo Scopedog.
In realtà Irvine è pagato per perdere ed è proprio questa sua seconda attività, più che la prima, a consentirgli di tirare avanti; la situazione cambia radicalmente quando durante un duello ad eliminazione lo spietato Paygan, il suo avversario che tutti ha eliminato, ne riconosce le effettive qualità di combattente e pretende un vero combattimento.
Sostanzialmente la storia ruota attorno a questa sfida tra “migliori”, strizzando l’occhio al concetto di Soldato Perfetto introdotto durante la serie tv di Votoms, e del quale in realtà risulta essere soltanto una banale semplificazione; stesso dicasi per la caratterizzazione dei vari personaggi, dei tipi piuttosto comuni, tra i quali risalta solo in parte Paygan grazie ai suoi isterismi e manie di grandezza.
Per il resto c’è una narrazione lineare condita da alcune esagerazioni come l’AT del finale, fuori scala (a momenti sembra fatto con i lego technics…), e i disastrosi combattimenti in città, tutto così ben gestito da risultare ilare.
Per quel che riguarda character design, mechanical design (non in CG) e musiche si può dire che non sia nulla di particolarmente significativo.
Votoms Finder è la storia di Aki, un giovane bottomer che vuole cambiare la propria vita, di pericolosi insettoni giganti, di un altissimo muro roccioso che divide due classi della stessa società (Toppers e Bottomers).
Joze Lessing è un funzionario militare e chiede ad Aki di ritrovare Sandorion Thrini, la figlia di un presidente, sequestrata da un individuo; il giovane ed ingenuo bottomer intravede in questa l’opportunità per dare una svolta alla propria vita, pertanto accetta immediatamente l’incarico; Aki, oltre ad essere un esperto di combattimenti a bordo di AT, ha anche una profonda conoscenza del territorio dove deve svolgersi la ricerca e, accompagnato da una squadra di Lessing, riesce in breve a trovare la ragazza.
Sorpresa sorpresa… in realtà la figlia del presidente non era stata rapita ed il suo presunto rapitore, Dierhalt, è la sua guardia del corpo; la ragazza, semplicemente, era in fuga da Lessing poiché questo ha intenzione di ricattare suo padre per guadagnare potere politico. In pratica Aki ha aiutato proprio le persone sbagliate e quindi tenta di rimediare all’errore fornendo sostegno a Dierhalt; inizialmente tra i due non corre buon sangue, ma gli eventi e la stella del buonismo sotto la quale sono nati li portano a superare le reciproche diffidenze e salvare la (inutile) ragazza.
Il chara design di Finder, definito da Junichi Hayama, non è molto impegnato ma si salva e il mechanical design, interamente in CG, si lascia guardare; l’accompagnamento musicale è il tipico da sense of wonder, ma qui di wonder non c’è nulla.
In definitiva si tratta di ova colorati puliti che con il Votoms di Takahashi condividono solo qualche idea e nemmeno fino in fondo: delle locazioni (arene, deserti, città) non ben definite che richiamano un certo tipo di situazioni, e macchine antropomorfe realistiche, di piccole dimensioni, customizzabili.
Tuttavia il maggior problema di questi episodi, che potrebbero essere dei pilot, è la loro brevità, in quanto non possono sfruttare la progressione degli eventi per migliorare i vari personaggi:questi infatti restano sé stessi dall’inizio alla fine; ma forse tutto ciò è voluto, così che ci si possa imbambolare davanti alla presunta spettacolarità di qualche scena od ai singolari mezzi meccanici che ogni protagonista possiede (c’è sempre la scusa per la quale essi si differenziano dalla massa attraverso odiosissimi modelli dai colori sgargianti).
1 Commento
Commenti raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già un account? Accedi da qui.
Accedi Ora