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Abacab

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1:3 Lost and Found


Garion-Oh

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Come tutti gli anni, anche questa estate mi sono recato in Giappone (questa volta con Pochi e Tama).

Tuttavia la tabella di marcia è stata un po' modificata rispetto al solito. Infatti dopo l'atterraggio avvenuto a Narita (con i sempre splendidi aerei Alitalia con i televisorini che non funzionano) prenotiamo i biglietti per andare direttamente a Osaka!

Quest'anno il railpass ha cambiato faccia e aspetto interno. Forse l'onda in copertina non era più una bella idea, per cui ecco svettare un solitario monte Fuji.

Ad ogni modo, la scelta di itinerario è stata ottima. A Tokyo diluviava, mentre per le 15:30 eravamo già nella placida zona sud di Osaka sotto un cielo sereno e senza umidità (quest'ultima invece è una rarità). Ovviamente confermato l'hotel dell'anno scorso, con i conseguenti ritmi rilassanti. Con calma si è pranzato (be' sì, un po' tardi, ma era l'amato kaiten sushi davanti all'hotel), poi fatto un giro nella vicina Denden Town per un primo assaggio di negozi (ma cmq già fruttuoso). Infine cena classica a Dotonbori, con yakisoba e okonomiyaki.

Il giorno successivo, martedì, al giusto orario (relax) ci dirigiamo per mete turistiche... e la scelta programmata è sempre Kyoto. Anche dopo tutti questi anni di visite, ha sempre templi e luoghi per noi ancora inediti. La mattina si visita con scioltezza il Sanjusangendo, il tempio che raccoglie al suo interno più di mille statue uguali della Kannon. Purtroppo non era possibile fotografarle, a memoria del fatto che giapponesi facevano i modellini in serie già nel XII secolo! :giggle:

Con calma poi ci dirigiamo alla meta pomeridiana, con ristorante scelto lì vicino per avere un maggiore comfort. Io mi mangio un chahan (una scelta che ripeterò spesso quest'anno), mentre Pochi si fa tentare da un'esotica Pepsi Cola gusto anguria! Era meglio che non la assaggiava!

Ma eccoci finalmente al palazzo imperiale. E' una visita che deve essere prenotata in anticipo di almeno due mesi ed è guidata. Ma si fa tutto tranquillamente via internet. Ho scelto la guida in inglese visto che del mio gruppo solo io so il giapponese. Ovviamente il rovescio della medaglia è che ci troviamo con gruppone di stranieri variopinto e disordinato. Il bello della visita è stata proprio la spiegazione della guida, che ci fornisce la chiave di lettura per tutto quello che vediamo e ci fa notare dettagli altrimenti sfuggenti. Il palazzo in sé è comunque molto bello, ma poterlo vedere solo da fuori ne diminuisce un po' l'appeal.

Dopo una merenda da Dipper Dan (catena di crepes molto amata da Tama) torniamo quindi a Osaka dove, approfittando di essere a Umeda, facciamo un salto al Mandarake relativo. Per raggiungerlo ci vuole sempre un po', perché nonostante sia una meta fissa i dedali sotterranei della stazione di Osaka ci confondono sempre. La visita è cmq poco più di un proforma, dato che non trovo niente che mi interessi (Tama invece trova sempre qualcosa da comprare).

Cambio di giorno. Nella mattinata del mercoledì ci dirigiamo al tempio di Sumiyoshi Taisha, il principale dei templi shintoisti della città di Osaka. E' completamente deserto, per cui possiamo girarlo con calma e soffermarci sui suoi vari dettagli come i tipici tetti a capanna.

 

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Per pranzo si torna al sushi davanti all'hotel, quindi inizia il giro esaustivo alla DenDen Town, seguito dalla visita al Mandarake Grand Chaos. Gli acquisti sono fruttuosi, tanto che trovo quasi tutti i pezzi che più desideravo. Fra cui la New God Phoenix della Fewture, fresca fresca di produzione. La scatola pesa un sacco, per cui decido che sarà questo il modello che porterò a casa a mano, mentre il resto verrà spedito via posta o riposto nello zaino.

Il giovedì si consuma la tragedia. L'idea era di mostrare a Tama com'era Fukuoka, dato che l'anno scorso ci aveva dato buca. Da Shin Osaka ad Hakata ci sono 2 ore e mezza di treno, per cui partendo per le 10 si arriva comodi per fare pranzo in loco, visitare e rimanerci 5 orette per poi tornare indietro. In effetti gli orari sono stati questi, ma dopo il pranzo a Tenjin le 5 ore vengono bruciate tutte all'interno del Mandarake. Sigh. (e non ho nemmeno trovato nulla di interessante per me).

Il venerdì mattina ci rechiamo a Kobe. L'idea è visitare la Kobe Port Tower (non ci eravamo mai saliti) e quindi pranzare con la fantastica yakiniku di manzo locale. In realtà ok, la meta vera era il manzo e la torre una scusa. Ad ogni modo la vista del porto di Kobe dall'alto è stata molto suggestiva, e all'interno della torre si trova un simpatico bar "rotante". Tu rimani seduto a mangiare e il pavimento gira facendoti vedere tutto il panorama a 360 gradi! Sarebbe stato carino fermarsi lì, ma la yakinuku ci aspettava!

 

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Il pomeriggio ci vede a un ultimo ritorno alla Denden Town, che però si rivela meno superfluo del previsto dato che completo l'acquisto dei modellini in wish list. Un po' per il cambio pessimo e un po' per il poco spazio a disposizione, i miei acquisti di toys si fermano qui. Verso sera c'è giusto il tempo per inscatolare quello che non posso portarmi dietro a mano o nello zaino e spedirlo in Italia.

 

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Dopo essere tornati in diversi ristoranti consolidati per le altre cene, questa volta proviamo a vagare un po' per la città sotterranea di Nanba e troviamo un ottimo ramen che offre un piatto a metà fra il tonkotsu di Fukuoka e quello di Kumamoto. Non è nessuno dei due, ma è molto buono.

I giorni a Osaka sono ormai finiti, e l'itinerario prevede di spostarci alla prossima tappa.

Il sabato in tarda mattinata si parte per Nagoya, ma all'arrivo mi capita una spiacevole disavventura. Proprio mentre il treno si ferma in stazione arriva nel vagone la signorina col carrello delle vivande e una passeggera la ferma proprio fra di noi e il posto in cui avevamo sistemato le valigie. Quindi zaino in spalla, salta il carrello, arraffa la valigia e corri giù dal treno. Quando arriviamo al tornello d'uscita Pochi si accorge che manca qualcosa: la mia borsa di carta con dentro la New God Phoenix. D'oh!

Chiedo a un controllore, che mi manda all'ufficio Lost and Found. Qui fornisco tutti i dati per riconoscere ciò che ho perso e lascio il mio contatto telefonico, cellulare ed hotel.

A questo punto ci dirigiamo proprio all'hotel per depositare le valigie (non era ancora mezzogiorno e il check-in si effettua solo dal pomeriggio). Inizia la nostra esplorazione della zona stazione di Nagoya. Visitiamo la città sotterranea e troviamo subito lo Starbucks che ci servirà la colazione nei prossimi giorni. Poi nella stazione stessa controlliamo i vari ristoranti presenti. Quindi usciamo dall'altro lato, dove si trova l'ufficio Lost and Found, e mi viene in mente che non ho detto che nella borsa c'era anche l'ombrello. Recatomi all'ufficio, mi rassicurano che hanno già trovato tutto e che mi verrà spedito all'hotel, con arrivo previsto per martedì essendo quel giorno un sabato. Finalmente rincuorato, mi dirigo al locale scelto per il pranzo.

Si tratta di un family restaurant della catena Denny's, selezionato perché... nel menù ha lo steak-don! bisteccadon! Buono. :D

Dopo pranzo si prosegue con la visita a uno dei negozi in zona. A Nagoya non c'è un'area otaku ben precisa, ma i negozi sono divisi fra la zona stazione e Osu. Visitiamo quindi Toy's Kings, che nonostante il nome e le mega pubblicità che si fa su Hobby Japan è un buco con dentro niente, e il Lashinbang locale, che invece qualcosa di interessante per Pochi e Tama ce l'ha. Dato che fra una cosa e l'altra è quasi ora del check-in, lasciamo il Melon Books e l'Animate per gli altri giorni.

Tornati in hotel, alla reception mi dicono che ha chiamato il personale della stazione e che confermano l'invio del pacco con i miei oggetti persi, Lascio quindi 2000 yen per pagare le spese postali. A questo punto siamo pronti per andare a Osu, dove si trova il Mandarake. Solo che... piove! E dov'era il mio ombrello? Fortunatamente, l'hotel ne mette a disposizione per i suoi ospiti. Ad ogni modo utilizzando vie sotterranee e vie coperte, alla fine i tratti a cielo aperto erano davvero pochi e si sarebbe potuto fare tutto anche senza.

Il Mandarake di Nagoya ha tre piani. Al primo libri e fumetti, al secondo dvd, figure e toys e al terzo cose sordide. Io trovo delle figure da acquistare per conto terzi, Tama fa il pieno di libri mentre Pochi si perde fra i bluray e le cose sordide. Terminata la visita ci rechiamo a un Mister Donut che si trova lì vicino per fare merenda. Il fatto che nelle zone otaku ci sia sempre un Mister Donut sarà una coincidenza? Infatti ce ne siamo serviti anche alla Denden Town e ce ne serviremo pure ad Akihabara.

Tornati in hotel ci si prepara per la cena: l'idea è assaggiare una sera per volta le specialità di Nagoya, con il kishimen per prima tappa. Il ristorante era già stato selezionato e individuato, ma purtroppo è il piatto che alla fine non ci soddisfa. Peccato.

La domenica ci vede in viaggio per la zona di Ise, non per il tempio omonimo (i comuni mortali non lo possono vedere), ma per le rocce sposate e l'isola delle perle.

Le rocce sposate (meoto iwa) sono i due famosi scogli legati da una corda. Si trovano un sacco di bellissime foto di questo soggetto, solo che... dal vivo i due scogli sono un po' deludenti per quanto sono piccoli. Be', fatte le foto di rito per pranzo cerchiamo la specialità locale, l'ise-udon. Anche qui però, non sentiamo nulla di speciale.

Nel pomeriggio ci dirigiamo all'isola delle perle Mikimoto. Si tratta di un centro che comprende diverse cose. Si può assistere al lavoro delle pescatrici di perle che si immergono nel mare. Si può visitare il museo didattico che mostra e spiega le varie fasi della coltivazione e della lavorazione delle perle. Si può visitare il museo che ospita oggetti storici importanti realizzati con le perle, fra cui dei soggetti incredibili voluti dal fondatore Mikimoto Kokichi. Infine si possono anche acquistare oggetti realizzati con le perle. Solo che alcune cose hanno un prezzo davvero disumano.

Terminata la visita torniamo a Nagoya, e visto l'orario recuperiamo il Melon Books giusto per passare il tempo. Per cena invece passiamo al secondo piatto famoso della città, il misokatsu. Si tratta del classico tonkatsu condito però con salsa di miso. Il ristorante selezionato, nonostante si trovi dentro il palazzo della stazione meitetsu, è un locale storico e dalla lunga tradizione. Sulle pareti sono esposte foto in bianco e nero che mostrano le origini della sua storia. L'ambiente è molto carino e il personale simpatico (in genere i giapponesi sono "professional", ti servono e basta, ma qui ci hanno chiesto da dove veniamo, cosa facciamo, ecc...). Il problema è il misokatsu in sé, che non ci soddisfa. Era comunque buono, ma il nostro palato barbaro preferisce il classico katsudon. Il terzo piatto famoso di Nagoya, l'hitsumabushi, invece lo saltiamo perchè è a base di anguilla e a 2/3 del gruppo non piace.

Lunedì la meta è Inuyama, ma... ehi! La mattina in hotel alla reception c'è il mio pacco con le cose dimenticate sul treno! Mi chiedo come siano riusciti a essere così veloci! Mi danno anche il resto di 900 yen per la spedizione!

Dopo avere depositato tutto in camera, ci dirigiamo alla stazione meitetsu dove prendiamo la linea privata che ci porta alla città di Inuyama. Qui raggiungiamo il castello omonimo, che si trova in cima a una collinetta. Si tratta di una fortezza composta dal solo mastio, ma è un reperto storico molto importante perché è tutto originale ed è il più antico fra quelli ancora in piedi. Inoltre apparteneva originariamente alla famiglia Nobunaga. Arrivati in cima, c'è una balaustra da cui ammirare il paesaggio esterno, ma visto quanto è bassa ci giro il meno possibile. Scesi dal castello ci fermiamo a bere una lamune e poi ci dirigiamo verso la stazione. Prima però ci fermiamo a mangiare un ramen, Mentre siamo seduti al tavolo fuori inizia a diluviare, ma la pioggia dura solo 20 minuti. Quando usciamo all'aperto il sole sta già asciugando per terra. Così prendiamo il nostro treno e torniamo a Nagoya, dove visitiamo l'ultimo negozio mancante, cioè Animate.

La meta del martedì è Takayama, che però si trova molto distante dalla nostra base di partenza. Non per questo ci si alza presto la mattina, ma si prosegue con lo stile relax. Preso il treno intorno alle 10, arriviamo in loco alle 12:30 giusto in tempo per pranzare. Purtroppo però il ristorante che avevo selezionato si rivela essere fin troppo famoso, dato che c'è la fila di clienti in attesa anche per strada. Optiamo quindi per il "primo che capita" per non stare a perdere tempo. Messo a tacere lo stomaco, saliamo sul bus che ci porta al villaggio folkloristico Hida-Takayama. Si tratta in sostanza di vecchie case di fine 1700/ inizio 1800 che sono state smontate dalle loro posizioni originarie e rimontate qui. Ogni casa è introdotta da un pannello che descrive chi erano i proprietari, che lavoro facevano, da quale zona proveniva la costruzione e quali caratteristiche aveva. Inoltre alcune di esse all'interno hanno delle teche con esposti gli utensili che si usavano all'epoca, se non addirittura le foto di famiglia per quelle utilizzate fino a tardo 1800.

Entrare al loro interno è un po' come fare un viaggio nel passato. Inoltre in alcuni edifici è possibile salire anche al secondo piano per poter ammirare tutte le travi (rigorosamente legate e non inchiodate) che reggono il tetto di paglia.

 

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Il mercoledì mattina ci rechiamo a Gifu, dove si trova il terzo Daibutsu del Giappone, dopo quelli di Nara e Kamakura. Solo che questo non lo viene a visitare nessuno, ma in realtà merita. Quindi facciamo un giro per la città vecchia di Gifu, dove gli edifici sono sì storici, ma le strade moderne rovinano un po' l'effetto scenico. Valutiamo poi se visitare anche il castello, ma trattandosi di una ricostruzione completa decidiamo di ignorarlo e tornare in stazione.

Nel primo pomeriggio facciamo un salto al Tora no Ana, che si trova in zona Sakae. Ma è più che altro per impiegare il tempo in attesa dell'evento del giorno: il matsuri al castello di Nagoya! Arrivati sul posto ci aspetta una coda incredibile per fare il biglietto, e poi una seconda coda incredibile per aspettare l'apertura alle 17. Ma poi una volta entrati ci troviamo tutto quello che deve esserci! L'attrazione principale è un palco su cui si esibiscono dei suonatori di tamburi. Ma l'elenco degli eventi prevedono anche la presenza di una compagnia di attori con spettacoli in costume (quando sono arrivati e scesi dall'autobus, si è sentita una folla di ragazzine urlanti). Poi ci sono i vari banchetti proprio come si vedono negli anime, compreso quello con le vasche dei pesci rossi! Peccato che Pochi non voglia provare l'ebbrezza di pescarli con la paletta di carta >_<

 

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Il prezzo del biglietto include anche la visita al castello di Nagoya. Si tratta di una ricostruzione, quindi normalmente l'avremmo scartato. Ad ogni modo come edificio ha sempre un suo fascino e lo visitiamo con piacere. Per chiudere la serata si fa un'ultima visita al Lashinbang, dove trovo il cd di Denno Coil. E con questo concludo gli acquisti personali.

 

 

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Si conclude anche la parte di vacanza dedicata a Nagoya, dato che il giovedì partiamo per Tokyo. Dopo avere fatto check-in al solito hotel di Shinjuku, ci rechiamo a Nakano dove mangiamo l'ormai classico ebiburger del Lotteria. Quindi breve visita al Mandarake. Breve perché tutto sommato continua a non esserci niente di che, confermando il trend dello scorso anno. Addirittura il negozio delle figure è stato chiuso, in favore di una semplice vetrina all'ingresso del centro commerciale. Tama però riesce comunque a trovare dei cd da comprare. A fine vacanza avrà raggiunto quota 40...

Dopo Nakano passiamo a Shibuya, dove raggiunti da amici giapponesi ceniamo dalle 17:30 alle 19 circa (una bella mangiata!). Quindi visita al Mandarake, dove completo gli acquisti per conto terzi. A sorpresa scopriamo che al quarto piano dello stesso palazzo si è da poco trasferito Animate, che prima si trovava dall'altro lato della stazione.

Tornati a Shinjuku facciamo un giro per la Golden-Gai fino al mitico localino dove Izubuchi e Anno vanno a sbronzarsi. Ma questa sera non ci sono, ahimè.

Il venerdì è tempo di Akihabara. In realtà avendo già concluso tutti i miei acquisti, per me è solo una gitarella di osservazione. Quello che ho notato è che ormai questo quartiere è in mano al fenomeno delle AKB48. Non che l'ambaradam otaku sia sparito (tutt'altro), ma mi è parso che il focus fosse altrove. Comunque facciamo un giro classico dei negozi (K-Books, Mandarake, Liberty, Sofmap) cercando di non strafare. E poi Pochi e Tama trovano sempre modo di non uscire a mani vuote dai negozi. Verso la metà del pomeriggio si fa la classica merenda da Mister Donut (ciambella + melon soda) e poi si torna all'hotel. Per cena avevo selezionato un ristorante specializzato in Tonkotsu Ramen 100% originali, così da farli almeno provare a Tama. Il locale è piccolino e imbucatissimo (devi proprio sapere che è lì per trovarlo), ma contrariamente all'aspetto dimesso i ramen sono spettacolari. Intanto mi segno di non lasciare mai a Pochi la guida del gruppo. Nonostante sia la settima volta che viene in Giappone, ancora non riesce a orientarsi per le strade di Shinjuku. E pensare che ogni anno facciamo sempre le stesse!

Sabato mattina diluvia per un'oretta, e la cosa sconvolge un po' i nostri piani per la giornata. Troviamo comunque modo di scattare almeno qualche foto alla Sky Tree Tower. Avremmo voluto salirci, ma tutti ce l'hanno sconsigliato perché avremmo fatto mezza giornata di coda. Sarà per un'altra volta.

Al pomeriggio ci rechiamo a Ikebukuro e dopo un pranzo da Jonathan vi dirigiamo alla otome road... dove anche se non sembra, ci sono un sacco di cose anche non per otome. A sorpresa scopriamo che il palazzo di Animate a novembre si sposterà in un'altra zona di Ikebukuro, più vicina alla stazione. Terminate le ultime spese, torniamo a Shinjuku dove preparo un secondo pacco con gli acquisti per conto terzi da spedire in Italia. Quindi per cena katsudon!

La meta di domenica è il castello di Matsumoto, nella prefettura di Nagano. Saliti a bordo del nostro Super Azusa, raggiungiamo la destinazione verso l'ora di pranzo. Dopo esserci rifocillati nel ristorante selezionato (specializzato in soba), visitiamo il castello. Urca, c'è mezz'ora di coda per entrare! Ma i giapponesi che pensano a tutto, hanno predisposto delle coperture e dei posti a sedere per l'attesa. Mi chiedevo come mai regolassero il flusso d'accesso al castello in modo così restrittivo, ma una volta dentro la risposta è evidente: tutte le scale sono strettissime e ripidissime. Specialmente quella dal quinto al sesto piano crea un bell'ingorgo di visitatori. E' valsa decisamente la pena di vedere questo castello (anche se ovviamente, dopo Himeji tutti gli altri sono un gradino sotto), ma è stata anche una bella faticata!

 

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Tornati la sera a Shinjuku, è tempo per l'ultima cena in Giappone. La scelta ricade su un locale classico, l'Hidakaya, dove si mangia dell'ottimo ramen pagando pochissimo (anche se io preferisco prendere il chahan). Usciamo sazi e soddisfatti, ma svoltando l'angolo troviamo... "gli originali ramen di kumamoto". Argh! Ma come? Da quando c'è quel locale? Mesti mesti ci dirigiamo verso l'hotel, appuntandoci di tornarci un altro anno.

E così la domenica è il momento di tornare a casa. Ci alziamo presto per prendere il Narita Express, riusciamo a fare check-in senza fare coda (al contrario della caotica esperienza a Milano), quindi facciamo colazione da Starbucks (evviva il Terminal 1 di Narita!) e ci dedichiamo all'acquisto di souvenir pacchiani da portare in Italia. Senza dimenticare tutti i kit-kat dai gusti strani che mi erano stati chiesti. In aereo poi Alitalia cerca di avvelenarmi con una lasagna vegetale, ma io non ci casco e la lascio lì.

Si conclude così il mio 13esimo viaggio che, tra cose perse e ritrovate, mi ha confermato che è molto meglio vedere poche cose con calma che tante di fretta. Alla prossima!

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2 Comments


Recommended Comments

MisDo è religione. Pon de Lion è un kami di poco inferiore a Billiken, è un fatto. ^^

 

Io vado alla ricerca dei MisDo come un segugio. Il primo in genere lo becco ad Tengachaya (IIRC).

 

Ovviamente, anche a Nakano non manca.

 

Ma il menù di all-you-can-eat da *Fujiya* è una sfida che non si può mancare. Digiuni per 24h, e poi giù di fette di torta!

 

Ha notato la selezione di bambole bonus di Peko-chan da Mandarake Grand Chaos? XD

 

Sempre belli i tuoi report, amico Garion. :-)

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