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Junikai-Hen


Garion-Oh

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Ed eccomi al mio ormai annuale report del viaggio in Giappone.

Il viaggio in aereo è andato abbastanza liscio... a parte il menù. Forse Alitalia cercava di uccidere qualche passeggero con i ravioli crudi ripieni di pongo verde?

 

Ad ogni modo questo è stato un anno particolare, visto il disastro dell'11 marzo e i seguenti problemi alla centrale nucleare di Fukushima. Tuttavia a Tokyo, prima tappa del mio viaggio, non ho rilevato nessuna differenza rispetto agli altri anni. Giusto diversi avvisi per il risparmio energetico e qualche luce in meno accesa di notte.

 

Ah, una differenza c'era ad Akihabara: la chiusura del Radio Kaikan (che a breve diventerà demolizione), causa instabilità dovuta al terremoto. Nel mio piccolo ero affezionato a questo luogo, perchè è stato il primo complesso di negozi in cui misi piede nel 2002, durante il mio primo viaggio. Nel corso degli anni l'ho visto cambiare, riempirsi sempre di più. E ora non ci sarà più.

In attesa della costruzione dello Shin Radio Kaikan, i negozi che si trovavano al suo interno si sono sparpagliati per Akihabara. I nomi più famosi, come Kotobukiya, Volks e K-Books, ora hanno interi palazzi per loro e quindi non credo che torneranno indietro.

Gli altri negozi più o meno grandi si sono spostati due palazzi dopo, per una sistemazione temporanea. Quest'anno cercavo dei pezzi particolari per la mia collezione, e a parte un paio di cose che si trovavano dappertutto, a Tokyo non ho scovato granchè (oltre ad Akihabara, nemmeno a Nakano e Shibuya).

Beh, si potrebbe dire che a Nakano sono anni che non si trova granchè e che lì il Mandarake stia prendendo una piega sempre più vintage, mentre le cose migliori si trovano al Mandarake Complex di Akihabara. Ad ogni modo ci sono state due cose che mi hanno colpito quest'anno:

1) L'esplosione definitiva del collezionismo dei POP di One Piece. Tutti i negozi ne avevano le vetrine piene, e i pezzi più vecchi e rari avevano quotazioni astronomiche.

2) I bambini. Akihabara era infestata da bambini che giravano per i negozi di modellismo otaku. Mi sono chiesto se dunque i giocattoli stessero tornando ad essere giocattoli per bambini, dopotutto. Ma non mi tornava la questione dei soggetti. Passi One Piece (anche se non ce li vedo dei bambini a convincere papà a frasi comprare una figure da 20000 yen), ma che se ne fanno di modellini di serie andate in onda 10 anni fa come minimo? Per non dire di più!

Poi quando sono incappato più e più volte in bambini portati in giro in passeggino mi è venuto un brivido. Questa è forse la seconda generazione? I figli degli otaku degli anni '70-'80? E allora fai caso che è il papà a indicare le cose ai figli. E fai caso alla mamma che mentre spinge il passeggino si sfoglia dojinshi yaoi.

Forse la società giapponese ha vinto la sua battaglia ed è riuscita a fare sposare anche gli otaku. Ci troveremo in futuro la generazione dei Figli degli Otaku?

 

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Ma torniamo al turismo.

Inizialmente questa vacanza era stata pensata per visitare alcune zone del Tohoku avendo Tokyo come base, ma decidendo che è meglio non dirigerci a nord, ci siamo rechiamo a Shizuoka. La meta però si rivela deludente. Del castello di Sunpu sono rimaste solo le mura esterne e il Monte Fuji non si è può vedere a causa della cappa di calore.

L'altra tappa fatta da Tokyo è stata Yokohama. Prima visitiamo la Chuka-machi (=chinatown) in verità più piccola di quel che credevo, ma comunque caratteristica. Quindi cerchiamo il ristorante noto perchè cucina "i migliori nikuman del mondo". Non lo troviamo. Mangiamo nikuman da un'altra parte. E subito dopo lo troviamo. Meh.

Quindi scendiamo sulla baia e percorriamo a piedi il tratto fra la Marine Tower (la vedrete in Coquelicot-zaka kara) e il Royal Park Hotel. C'è una bella brezza e non ci rendiamo conto di quanto picchi il sole. Il collo però alla sera ce lo ritroveremo viola...

 

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Da Tokyo ci siamo poi spostati a Osaka. Quest'anno cambio di albergo, ma sempre nella stessa zona. Di solito a Osaka pernottavo sempre nel quartiere a nord di Nanba, Shinsaibashi. Quest'anno invece direttamente a Nanba, poco sotto la stazione omonima (e a 500 metri dalla DenDen Town, ehm...). Osaka fa sempre un effetto particolare, perchè è una metropoli con stradoni ampissimi, con larghi spazi sotterranei... che però non sono mai pieni fino all'orlo come a Tokyo. Percui ci si gira bene. La zona in cui mi trovavo quest'anno era più tranquilla rispetto a quelle a cui ero abituato. L'impressione era quasi quella di stare in periferia pur essendo nel bel mezzo della città. Contagiati da questa calma abbiamo iniziato a fare regola di alzarci per le 9 e di seguire un ritmo meno concitato. In effetti ci si gode di più gli spazi attorno a sè.

Io sono abbastanza critico sulla possibilità di vivere in Giappone, perchè anche se da turista è una pacchia, come cittadino penso ci siano alcune cose alienanti. Tuttavia quest'anno ho pensato che lì a Nanba non sarebbe stato davvero niente male (e abbiamo conosciuto anche un italiano che ci abita e ci lavora, ma questa è un'altra storia). Ah, l'hotel di questa volta oltre ad essere a 500 metri dal quartiere otaku era anche a 200 metri dall'amato Kura-Sushi, una catena di kaiten sushi con prezzi davvero stracciati e che non mette il wasabi fra pesce e riso! Una pacchia! (Per la cronaca, ormai sono abituato a mangiare sushi con wasabi, ma trovo comunque che questo rafano piccante non faccia altro che coprire il sapore del pesce, che andrebbe invece valorizzato).

Osaka è come sempre la base di partenza per alcuni interessanti escursioni, soprattutto verso Kyoto che è molto ricca di luoghi turistici. Nel corso degli anni ho visitato e rivisitato un sacco di posti, ma qualcosa mi manca ancora per dire di avere visto tutto. Questa volta è toccato al Padiglione d'Argento (Ginkakuji). Rispetto al padiglione d'oro ha maggior fama perchè si tratta della costruzione originale e inoltre è circondato da un giardino zen. Tuttavia, dato che questi luoghi non sono da visitare ma da osservare, trovo che il Padiglione d'Oro sia molto più scenico, che offra un miglior appagamento alla vista.

Un'altra visita a Kyoto l'abbiamo fatta il 16 agosto. Essì, alle 8 di sera eravavo anche noi al fiume Kamo per osservare l'accensione del Daimonji, il primo della cerimonia nota come "Gozan no Okuribi". Era davvero *pienissimo* di gente. Tant'è che scesi dalla metropolitana, per raggiungere il luogo non abbiamo dovuto fare altro che seguire la folla. Dato che si tratta di una cerimonia che sancisce la fine dell'O-Bon - la festa dei morti - quest'anno era molto sentita per via del disastro dell'11 marzo. Però in sè è una cosa piuttosto semplice. Vengono accesi i fuochi sul monte. Poi dopo 20 minuti vengono spenti.

Una terza tappa turistica è stato il tempio di Horyuji. Sembrerà strano, ma in tutti i miei viaggi non ci ero mai stato. E ho sempre fatto male. E' un tempio molto famoso, ma dato che si trova un po' fuori mano non è visitato da masse di turisti. E' noto anche perchè conserva ancora delle strutture lignee originali del 600 (600 eh, non 1600). Sostanzialmente, una volta varcato il suo cancello sembra di fare un salto indietro nel tempo, tanto è stato preservato così com'era (ok, qua e là qualche tombino per lo scolo dell'acqua). Poi ha anche un'ampio museo dove sono raccolti reperti storici di vario tipo. E' stata una di quelle visite che ti lasciano il sorriso in faccia.

Una quarta tappa è stata Amanoashidate, località che si trova sulla costa del Mar del Giappone. Normalmente per raggiungerla si sarebbe dovuto passare per Kyoto, ma da quest'anno c'è un treno che parte direttamente da Osaka impiegandoci circa 2 ore e mezza. L'ultimo tratto della ferrovia però è in mano a una compagnia privata, percui pur arrivando con un treno diretto una volta scesi a terra c'è da pagare dazio. Il posto è molto carino, ma anche molto piccolo. Dopo avere pranzato ci dirigiamo alla seggiovia, che ci porterà in alto al belvedere, dove si può ammirare "il ponte del cielo" (=Amanohashidate). Certo, se non ci fossero tutti quei motoscafi in mare, magari il mare sembrerebbe il cielo! Dopo le foto di rito scendiamo in spiaggia. Ma prima di raggiungerla scopriamo una Melon Soda di una marca mai vista prima! Cheerio! Però è molto carica e dolcissima. Ce ne scoliamo comunque un bottiglione! Dopo un giro per vedere la spiaggia, sono già quasi le 17, ora di tornare a casa.

 

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Infine a Osaka c'è stato il tempo di visitare anche il "banpaku kinen koen", cioè il parco dell'Expo del 1970. Era davvero enorme, e non me l'aspettavo. Cioè, dovevo aspettarmelo. Ma non si riesce a realizzare la cosa finchè non ci si è dentro. Qui si trovava anche un museo con le foto dell'epoca, che mostravano come era allestito nel 1970. Dal punto di vista turistico è un luogo che probabilmente non vuole dire nulla, ma culturalmente secondo me significa moltissimo. L'unico peccato è di esserci andato con 40 anni di ritardo!

 

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E gli acquisti? Ah, ci sono stati! Diciamo che Osaka si è rivelata preziosa, sotto questo punto di vista. Al Mandarake di Umeda ho trovato (dopo avere cercato un bel po', perchè quel posto è un vero deposito dove le scatole si ammassano l'una sull'altra) il Mospeada Rey Type della Beagle. Da Super Position ho trovato il Durandal Valkyrie (in una vetrinetta, nascosto dietro le figure di Sheryl e Ranka) e da Joshin ho trovato Hades (era l'unico negozio in tutto il Giappone ad averlo ancora, e lo vendeva pure scontato).

 

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Spedito quello che dovevo spedire - ovviamente l'ufficio postale era vicino all'hotel - la vacanza a Osaka era ormai conclusa.

 

Finalmente il Kyushu! Per raggiungerlo i treni cambiano nome. L'Hikari infatti non mette piede fuori dall'Honshu e per arrivare alla stazione di Hakata serve il Sakura! Il viaggio ovviamente fila liscissimo, tanto che le 2 ore e mezza volano in un attimo. Dopo avere depositato i bagagli ci dirigiamo a Tenjin, il cuore della città (e anche città otaku). Subito ci troviamo ad avere a che fare con la pioggia, che rovinerà un po' l'ultima parte della vacanza. Ad ogni modo, i negozi ci sono ma sono molti ma molti meno rispetto a quanto siamo abituati. In sostanza i soliti Mandarake, Melon Books, Tora no Ana, Animate, Cospa e Volks. Il Mandarake è tutto nuovo. Ha cambiato sede ad aprile di quest'anno. Quello vecchio era molto più caratteristico perchè era un palazzo intero che torreggiava in fondo a Tenjin, mentre adesso si trova a circa 400 metri dalla stazione ed occupa due piano di uno stabile. Si respira al suo interno la stessa aria di ordine presente al Complex di Akihabara e al Grand Kaos di Osaka. Qui compro il Fire Valkyrie della Yamato, completando i miei acquisti.

 

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La sera ci dirigiamo a Canal City, il centro commerciale costruito vicino al fiume Naka e attraversato da un canale artificiale. Decidiamo di cenare qui, dato che c'è una bella zona ristoranti. Tuttavia un mio amico che chiameremo "Pochi" decide di provare uno strano tempura udon. Io leggo bene che si tratta di tempura di gobou, che il mio dizionario traduce come scorzonera. Ne sappiamo come prima. Lui comunque la assaggia e interpellato da me sul gusto mi risponde "sa di corteccia".

Il secondo giorno prendiamo lo Shinkansen per andare a Kokura. Sono solo 20 minuti di treno, ma intanto perchè no? Col railpass abbiamo l'ingresso libero percui prendiamo un Kodama con scioltezza, dirigendoci verso i vagoni senza prenotazione. A Kokura visitiamo il castello, in realtà completamente ricostruito, che però ha un bel museo al suo interno. Quindi pranziamo e ci dirigiamo al Mandarake locale, in verità un po' piccolino e deludente. Ma subito al suo fianco si trova il mitico ristorante italiano "Scassacazzi". Ehm.

Tornati a Fukuoka ci rechiamo in periferia, dove si trova un'altra zona famosa per i negozi di manga e modellini usati. Dire che è stata una delusione è dire poco. Se ci si lamenta che ormai il Mandarake di Nakano sembra un magazzino di 20 anni fa, bisognerebbe vedere questi negozi, che sono moolto più vecchi e polverosi! Alla sera per cena decidiamo che è il momento di mangiare la specialità di Fukuoka, il Tonkotsu Ramen (=ramen in brodo di ossa di maiale). Inizialmente si voleva provare uno yatai - i cosiddetti baracchini con le ruote - ma il senso di sporcizia che li pervade non ci invoglia moltissimo. Quindi ripieghiamo suun locale chiamato Porco Nero. Beh, diciamo che il ramen era buono ed economico. Giusto un po' pesantino... ma d'altronde il brodo era totalmente beige e non offriva alcuna trasparenza. Il locale era pulito ma dalla cucina (cioè da dietro il bancone, giacchè c'era solo quello) arrivava un odorino di rancido che non era proprio il massimo.

Per il terzo giorno la scaletta prevede Kumamoto. Saliti ancora sullo Shinkansen, dopo un'oretta eccoci arrivati nella città in cui è ambientato Gunparade March. Ma il nostro obiettivo è il castello! In effetti il castello di Kukamoto ha la fama di essere uno dei tre più bei castelli giapponesi insieme a Himeji e Matsumoto. Ciò che mi ha subito colpito è stata l'imponenza delle sue mura fortificate. Girando per la strada labirintica che porta al mastio centrale si respira tutto il senso storico del sito. Peccato però che il castello sia una ricostruzione (venne bruciato durante la ribellione di Satsuma). Tuttavia una torre è rimasta originale ed è molto interessante visitarla. Ovviamente se si è già stati ad Himeji la visita interna può deludere. Però l'ambiente è bello.

 

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E' ora di pranzo quando la pioggia torna a tormentarci. E ne viene giù talmente tanta che decidiamo di non andare a visitare i giardini Suizenji, ma di recarci subito a mangiare in un locale vicino al castello, che avevo scovato su google maps. Abbiamo preso dei ramen con dentro delle fette di maiale che erano la fine del mondo. Credetemi. Il ramen e il brodo erano già di per sè molto buoni, ma quel maiale era di una squisitezza mai provata prima.

 

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La pioggia proseguiva imperterrita e quindi mogi mogi ce ne siamo tornati ad Hakata, dove ci siamo infilati nuovamente a Tenjin. Dall'Italia era arrivata la richiesta di cercare una dojinshi di Nisemidi presentata al Comiket appena conclusosi. Il posto ideale per trovarlo era Tora no Ana, e infatti ce n'era una pigna. Non avevo mai visitato questo genere di negozi perchè non colleziono materiale di questo tipo, ma ne sono rimasto parecchio colpito. Perchè vedere pareti e pareti pieni di fumetti porno amatoriali dedicati alle novità del momento ha davvero qualcosa di fuori dal comune.

Per la sera continua a piovere e non potendoci muovere moltissimo alla ricerca di un ristorante, prima ci infiliamo nel palazzo dell'autostazione (che sta a 200 metri dal nostro hotel), scoprendo che al settimo piano c'è un Namco Center, un Gamers e un angolo del Tamashii Nations. E all'ottavo i ristoranti. Ma è ormai tardi e molti hanno già chiuso. Ci infiliamo quindi nella città sotterranea sotto la stazione di Hakata e notiamo un ristorante specializzato in riso alla cantonese. Andata! E subito di fianco: un Mister Donuts! Dolce assicurato!

E alla fine è arrivato l'ultimo giorno. Ancora pioggia. Per la mattina visita alla Fukuoka Tower. Il pomeriggio era ipotizzato con un giro in barca, ma le condizioni metereologiche ci fanno desistere. Si torna a cazzeggiare a Tenjin. Meh.

 

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E alla sera, dato che piove ancora, si torna al ristorante della sera prima, così si provano altre varietà di riso.

 

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Per il ritorno facciamo un volo da Fukuoka a Tokyo (e l'aeroporto di Fukuoka stava a... 2 km dal nostro hotel!) e quindi Tokyo-Milano con Alitalia. Ovviamente i nostri televisori non funzionavano e il viaggio è stato un tormento. Pace, la vacanza comunque è stata bella.

 

Anno prossimo: Chubu!

15 Comments


Recommended Comments

Ma subito al suo fianco si trova il mitico ristorante italiano "Scassacazzi".

 

Lolwut?

 

Quanto sei stato cmq? Una settimana?

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Sulla CHEERIO cfr anche FLCL.

 

(sempre splendide letture, Garion. Quest'anno vado a fine Febbraio, solo Kansai come quasi sempre ormai. Potresti consigliarmi qualche escursione per me ancora inedita!)

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Yukarin ed io siamo spiritualmente legati indissolubilmente (e Togame è il suo avatar). Anzi devo consolarla per il ruolo dimmerda che le hanno dato su Cubo Cazzata Continua o come si chiama quella roba del regista di Bakatesto 2.

 

(scusa Giroro, dovevo pur finire la trollata :P )

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Non ho capito quel " ma che se ne fanno di modellini di serie andate in onda 10 anni fa come minimo? Per non dire di più!"

 

Mi piacerebbe sapere innanzi tutto che serie sono , per vedere se sono cult o anime sconosciuti ai più.

Nel primo caso non ci vedo nulla di strano, saranno degli evergreen che vendono sempre e cmq alla faccia delle mode e della crisi.

Voglio dire, da noi c'è chi compra ancora Goldrake che di anni ne ha 35 anni ....

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Lo conosceranno penso grazie a qualche videogioco della serie SRW , o semplicemente troveranno figo il modello .

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Magari ci vedono giocare il fratello più grande ( anche se io bimbi di 8 anni che giocano ai VG ne conosco non pochi) o ripeto, troveranno figo il modello.

Se io da piccino volevo il King Star senza aver mai visto Calendarman , non vedo perchè i bimbi di oggi non possano fare altrettanto con Gaogaigar

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