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Pluschan

Gaia Project

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Mobile Fighter G-Gundam


Roger

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Ci sono voluti circa 10 anni per visionare questa serie ma alla fine ce l’ho fatta!!!

(sì, l’ho scritto con un pizzico di orgoglio :rotfl: )

Il motivo è piuttosto semplice… come per Violinist of Hamelin, G Gundam è una di quelle serie tv nelle quali, per un bel po’ di anni, era molto facile imbattersi nelle varie discussioni relative all’animazione giapponese presenti in rete; in certi periodi, specie quando compariva una nuova opera di Yasuhiro Imagawa, era quasi inevitabile parlarne e confrontarla con G Gundam, il quale diveniva, assieme al Giant Robot dello stesso regista, un termine di paragone (in alcuni casi capitava anche con delle serie di Gundam o robottoni in generale più recenti). In definita l’effetto era quello di conoscere i punti salienti di G Gundam pur senza aver mai visto un episodio, e ciò mi ha sempre tenuto lontano dalla serie.

Ufficialmente Imagawa non è al lavoro su un anime dal 2009, quindi da Mazinger Edition Z: the Impact!, ma precedentemente si sono visti ed hanno suscitato un certo interesse: Tetsujin 28 (2004) più film (2007), i primi tre episodi di Getter Robot The Last Day (1998), Violinist of Hamelin (1996).

In realtà dagli anni ’90 ad oggi Imagawa ha partecipato anche ad altre opere ma, non trattandosi di titoli particolarmente importanti, sono passate quasi o del tutto inosservate.

Comunque G Gundam, nonostante lo scarso successo ottenuto sia in termini economici sia di share televisivo in patria come in USA, è comunque riuscito a lasciare un segno positivo e mi interessava conoscerlo; c’è però almeno un altro fattore che mi ha spinto ad iniziare questa serie, e sono gli ultimi due Gundam trasmessi in Giappone… non può esistere un Gundam peggiore di 00 ed AGE, quindi G andava recuperato almeno per riprendermi.

Infine, dal momento che prima di iniziare la visione di G Gundam ho terminato la serie tv di Hamelin, volevo sapere cosa aveva fatto Imagawa appena prima con un budget più alto ed impiegato in una serie più lunga. Hamelin (anime, del manga non so nulla se non che è completamente differente dalla serie tv) ha dei personaggi molto interessanti che compiono un viaggio e tramite questo cercano di capire sé stessi, cosa questa che rende la trama generale piuttosto particolare pur essendo semplice, ed un finale abbastanza spiazzante; però per certi versi è stato frustrante, trattandosi di una serie animata che quasi non si può definire tale visto che di animato c’è ben poco >_<

 

G Gundam è incentrato su di un torneo tra Gundam, giunto alla tredicesima edizione, e si svolge ogni quattro anni per determinare quale nazione/colonia avrà maggiore potere decisionale sulle altre del sistema solare; lo scopo del torneo è proprio evitare dei conflitti armati tra le varie nazioni. La serie può essere idealmente divisa in diversi archi narrativi; il primo copre gli episodi dal primo al sedicesimo ed in questi sostanzialmente viene presentato Domon Kasshu, il protagonista della storia, e la sua missione: ufficialmente è stato scelto quale rappresentante del Giappone per partecipare e vincere il torneo tra Gundam, ma il ragazzo è mosso anche da motivazioni personali (trovare il proprio fratello Kyoji, responsabile della morte della madre e dell’ibernazione del padre, quest’ultimo progettista a capo del Devil Gundam); quindi si fa la conoscenza dei suoi compari di “viaggio” (naturalmente non sarebbe stato bello se la maggior parte di loro prima non fosse stata sua avversaria) e del pericolo che incombe sull’umanità (il mostruoso Devil Gundam, rubato da Kyoji per non si sa quale ragione, e fatto precipitare sul pianeta Terra. La sua forza risiede nelle DG cell, cellule che ne determinano potenza e capacità rigenerative, di cui è composto). In questa prima parte viene dedicato spazio anche ad altri personaggi, in particolare quelli che accompagnano i vari piloti dei Gundam fin qui presentati, e Rain, una ragazza molto dolce amica d’infanzia di Domon che ha il compito di seguirlo ed assisterlo.

Ah già i Gundam… fatta eccezione per lo Shining Gundam, il Gundam principale, non sono nulla di eccezionale né per design né per capacità… è una scelta strana, per una serie che porta il nome Gundam nel titolo, però a conti fatti è una serie che punta sul raccontare i personaggi di una storia piuttosto che mostrare esaustivamente la bellezza dei mezzi che questi sfruttano o devono combattere. Ma in fin dei conti a che servono dei mobile suit quando c’è Master Asia, esperto di arti marziali ed in passato istruttore di Domon, che è in grado di abbatterli a mani nude? Peccato però che il fenomeno si sia alleato con Kyoji…

Dall’episodio 17 inizia un nuovo corso durante il quale Domon ed i quattro personaggi secondari proprietari dei rispettivi Gundam, sorvegliati ed aiutati da un misterioso uomo mascherato (non ci vuole molto a capire chi è), acquisiscono nuove capacità necessarie per proseguire nella medesima battaglia, quella che conduce alle finali del torneo; nel caso di Domon permane tuttavia anche l’obiettivo di fermare il proprio maestro Master Asia, vincitore del precedente torneo, ovvero il più importante nemico che lo separa dal Devil Gundam e quindi da Kyoji. Questa fase della storia si conclude con la sconfitta multipla (ma apparente) di Kyoji, Devil Gundam e Master Asia, ma soprattutto culmina con la rottamazione dello Shining Gundam a favore del God Gundam, il nuovo Gundam di Domon, per quindi proseguire velocemente verso la seconda metà della serie.

Dall’episodio 25, in quel di Neo Hong Kong, si combatte per arrivare alla finale del torneo. Detesto i tornei negli anime. Spesso sono una palla micidiale ma per fortuna in G Gundam i singoli incontri non durano molto e gli avversari sono così stravaganti che non annoiano; naturalmente il torneo è truccato, nel senso che l’organizzatore (Mr. Wong, primo ministro di Hong Kong, il solito riccastro malato di potere) ed un misteriosamente rinato Master Asia cercano di mettere in difficoltà Domon facendolo combattere contro i concorrenti più forti. A questo punto però succede qualcosa di strano. Mio Dio. Quando l’ho vista non ci credevo :lolla:

Un Gundam dalle sembianze FEMMINILI! E mena non poco, visto che va in modalità berserker… :pazzia:

 

La faccenda inizia a farsi un po’ più complessa, comunque il personaggio che pilota questo Gundam in gonnella si chiama Allenby ed è artificialmente potenziata. “finirà male”, ho pensato considerando i vari casi di umani geneticamente modificati in laboratorio apparsi in altre serie di Gundam.

Inoltre, mentre si svolge il torneo, Mr. Wong entra in possesso del Devil Gundam e così il suo scopo di dominare le altre nazioni prende sempre più forma; tuttavia gli manca un pilota idoneo. Inizialmente il candidato più promettente, e caldeggiato da Master Asia, era proprio Domon (non per nulla non ha mai perso un incontro nelle selezioni) ma poiché Allenby si è dimostrata più potente… beh Wong decide di prendersi la ragazza; questo non piace a Master Asia, il quale in realtà ha un proprio progetto e quindi per ripicca considera di dare un ultimo ed importante insegnamento a Domon.

Dopo che a turno tutti hanno combattuto contro tutti, arriva il momento dell’incontro finale! Tuttavia non si tratta di una sfida 1 vs 1, bensì di una battle royale il cui ring è un’isola! Il vincitore che ne uscirà manterrà il titolo per 4 anni, quindi fino allo svolgimento del torneo successivo, e la sua nazione dominerà su tutte le altre… bisogna però fare i conti con il piano di Mr.Wong, che schiera Master Asia, Allenby (condizionata), qualche faccia concorrente già vista ma contaminata dalle DG cell e soprattutto il Devil Gundam, il quale si rinforza assorbendo i vari Gundam sconfitti.

La serie è in crescendo e dopo l’ep 39, dove Asia trasmette definitivamente i suoi ultimi insegnamenti a Domon, è il turno del 40, davvero molto bello, e ben animato. Durante questo Domon deve battersi in un duello mortale contro il fortissimo Schwarz (il misterioso uomo mascherato di cui sopra, in realtà suo fratello Kyoji, che l’ha sempre protetto). In questa coppia di episodi accade di tutto e viene data molto importanza ai legami tra personaggi. Dal 39 in poi è un crescendo di truzzaggine, manly tears e rivelazioni che raggiungono l’apice con le battute finali del torneo, durante le quali Domon deve battersi in successione prima contro il Devil Gundam ed immediatamente dopo con il suo maestro.

Con sorpresa, il torneo si conclude prima della fine della serie tv; nei rimanenti pochi episodi si entra nell’ultima fase ed il vero nemico si palesa chiaramente per riattivare il Devil Gundam. Ora il robottone malefico ha la stazza di, uhm, una colonia spaziale :pazzia: e si digievolve :pazzia: e nella sua forma finale acquisisce la furia di una donna: Rain! :pazzia:

L’episodio finale non mostra incertezze, è pregno d’amore e soprattutto è folle, vivace, sostenuto da regia ed animazioni spettacolari come giustamente si confà ad una puntata di chiusura :snob:

 

momento epico indimenticabile:

 

 

(chi non si commuove è un insensibile. Si noti il re di cuori; il suo faccione non è messo lì a caso ma non c'avevo voglia di farmi il mazzo per spiegare tutto)

 

G Gundam, in parole molto povere, appare come una serie con tante scazzottate tra buoni e cattivi, nella quale i primi migliorano ed i secondi restano tali; questo è divertente, però quello che conta non sono i vari mobile suit, spesso e volentieri dalle forme più strane, ma i numerosi personaggi e come si evolve la rete di rapporti che li lega.

È una storia che nasce dall’invidia e sfocia nel tradimento, nella quale la verità è diversa, se non l’opposto, di quanto è stato raccontato fin dall’inizio (basti pensare che il Devil Gundam, attorno al quale ruota gran parte della vicenda, era stato progettato per risanare il pianeta Terra ma viene spacciato per “arma finale”…).

Di realistico, in questa serie di Gundam, non c’è nulla. Per i tempi che furono si sarà sicuramente trattato di un (comprensibile) shock, vista la consuetudine di associare al nome Gundam a delle regole immaginarie che definiscono credibile un mondo futuristico (s’intende quello della storia nel quale appaiono il robottone stesso ed i suoi personaggi). Nonostante tutto ciò c’è comunque del buono in G Gundam, e sono la caratterizzazione dei suoi personaggi, la regia, le animazioni nei momenti più importanti, la trama così atipica per un soggetto così standardizzato già all’epoca, e Imagawa ci dà dentro come, e talvolta più, rispetto ai tempi di Giant Robot mettendo enfasi sulle vicende personali dei singoli personaggi, sulle loro capacità peculiari, sulla teatralità delle azioni, sul ciò che viene appositamente detto allo spettatore per poi rovesciarne le convinzioni. Il risultato è una trama veloce, ricca, accattivante ed in continua evoluzione. Perfino il classico “riassunto delle puntate precedenti” ad inizio episodio ha qui la sua originalità, in quanto prende la forma di un discorso fatto da un arbitro che mentre parla sembra stia rivolgendosi direttamente allo spettatore.

Menzione d’onore a Goro Taniguchi, che qui si è fatto un po’ di gavetta, ed a quel Shimamoto che ha caratterizzato i personaggi della serie (e che attualmente, sempre in compagnia di Imagawa, in questi anni sta riscrivendo G Gundam come manga).

3 Comments


Recommended Comments

Ma dai 00 non è brutto, beh il film si.

Ma l'hai accantonata per 10 anni o l'hai vista nell'arco di 10 anni?

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