Inerentemente a queste cose, o ai miei dialoghi contestati, o al calcio.
Ma non l'avete ancora capito, alla vostra età, che alla gente non piace nulla che passare il tempo blaterando?
Per capire qualcosa, per amarlo (ché amore è comprensione che desidera comprensione) ci vogliono risorse mentali, tempo e dedizione.
Tutte cose di cui la stragrande maggioranza del genere umano non dispone. Non c'è bisogno di chiamarsi Anna Arendt per capire la banalità di ciò.
E non c'è neppure bisogno di chiamarlo "male".
La vita delle persone, che è vuota, si riempie di ciò che il vento trasporta e dell'eco del nulla.
E il nulla per antonomasia è l'alterco senza una ragione.
Si gioca a calcio per gli errori arbitrali. Penso che la federazione paghi gli arbitri per "sbagliare" intenzionalmente. Ma non per vendersi le partite: per avere qualcosa di cui parlare e reggere un intero indotto.
Parimenti, si guarda un film per poterne altercare sui difetti. Per "cercare i buchi di sceneggiatura". Per sentirsi così bravi, perché meglio di qualcun altro. Per sopportarsi un po', almeno un pochino, nel vuoto assoluto.
E' da sempre così.
Quindi generano più visualizzazioni le idiozie sui dialoghi di Shitarello, perché se ne può dir male – o così pare – che i film di cui si tratterebbe.
Quelli chi ha voglia di capirli?
La gente parlava e fantasticava più del come mai "Eva esce così lentamente" che del contenuto di Eva.
La gente compra DVD per non guardarli, compra cibo per farlo scadere e buttarlo. L'atto dell'acquisto vale l'intrattenimento dell'acquisto in quanto tale, poi è passato.
Siamo in un mondo in cui ci si annoia persino della noia. E' per questo che esiste la droga.
E la finzione d'intrattenimento è una forma di droga. A buon mercato e socialmente tollerata.
Nessuno che sia davvero appagato della sua realtà ne avrebbe mai desiderio.
Non si evade, né si diverge, da qualcosa che si ama.