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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 28/04/2024 in Risposte
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Mi dai l'occasione di scrivere qualcosa che volevo scrivere da tempo. Un po' di giorni fa su instagram in una pagina a tema anime che mi è capitata sotto occhio leggevo lodi per il doppiaggio più recente di Gintama, quello con l'INPS e Barbara D'Urso, al che io ho scritto un commento non proprio positivo a riguardo perché considero quel tipo di adattamento fatto oggi in questo modo forse ancora più grave di quello che veniva fatto da mediaset . Dopo un po' mi si risponde così: "No anzi è un doppiaggio intelligente, proprio perché hanno sostituito le battute con cose riguardanti l’Italia, visto che è un anime comico che punta tanto sul fare delle battute sulla “cultura pop” giapponese ecc, cose che noi italiani non possiamo comprendere non essendo giapponesi… e se un anime comico non fa ridere c’è un bel problema proprio per questo si chiama adattamento, basta pensare che per essere un bel doppiaggio bisogna essere uguale all’originale Tra l’altro anche nei sottotitoli è stato riadattato alla cultura italiana italiana, proprio perché tradotto letteralmente non avrebbe fatto ridere e non si sarebbero capite le battute" Parliamo probabilmente di appassionati molto giovani sia i gestori della pagina che l'estensore del commento, quindi quando tu mi scrivi Hai colto in pieno la questione e gli editori nostrani magari hanno antenne ricettive a questo tipo di andazzo e allora perché mai sprecare risorse per ridoppiaggi se tanto oggi per molti è addirittura non solo concepibile ma auspicabile un adattamento alla Gintama? Inizio fortemente a pensare che la fase in cui gli appassionati erano così tanto attaccati alla fedeltà dell'adattamento, quella che tu e molti altri qui avete vissuto dall'inizio, quella in cui io un po' più piccolo sono cresciuto come appassionato, sia stata solo una parentesi, forse per tanti persino una posa che è scomparsa la prima volta che si è andato a toccare quello che si conosceva (Apostoli\Angeli). Alla fine in Italia il feticismo del doppiaggio all'italiana e l'attaccamento morboso a quello che si conosce è la cifra descrittiva del fandom. Se c'è una mancanza che imputo agli editori italiani, in quanto teoricamente esperti del settore e conoscitori della materia, di non avere mai avuto il coraggio di fare scelte impopolari, ma che potevano "guidare" i fan nella giusta direzione.2 punti
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Ti dico, mi sembra improbabile. Nei credits della versione italiana del film viene menzionata la figura di Francesco Prandoni in veste di traduttore. Questa è l'informazione che ci è stata fornita dall'editore, ed è a questa che ci dobbiamo attenere. Poi, come ben sai la fase di adattamento dei dialoghi è un discorso a sé, ed è proprio in questa fase che si decidono le sorti dei dialoghi di un prodotto, ma il presupposto è che se è stata fatta una traduzione da una figura professionale apposita si prende come riferimento quella. In questo discorso sto dando per scontato che uno come Francesco Prandoni (che non è il primo che capita) abbia effettuato una traduzione a partire dall'originale giapponese, e sinceramente non vedo perché pensarla diversamente.2 punti
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considerazione interessante che potrebbe portare ad altro... il primo doppiaggio italiano di akira era basato su quello inglese. può essere che lo sia anche quello di perfect blue visto, come si è letto qualche post fa, un certo tipo di linguaggio? cmq mi sembra che a fasi alterne tanto yamato quanto dyamic fossero sub licenziatari di alcune opere. i flm di patlabor, ad esempio se si vuole prendere qualcos'altro che necessita di essere ridoppiato ed appartiene più o meno a quell'epoca, probabilmente all'inizio non lo erano ma guardando le fascette delle varie edizioni vhs si è capito che ad un certo punto ha cominciato a farsi il giro di tutte le succursali: universal (geneon), planeta de agostini, manga ent, shin vision, yamato eccetera. per dire che in realtà nella decade 1990-2000 quasi chiunque potenzialmente poteva essere specializzato, essendo gli anime una roba che usciva da editori di nicchia che però per qualche ragione e grazie ad accordi erano in grado di ottene una distrbuzione occidentale quasi simultanea. nicchia = specializzazione! nel nostro caso forse era sbagliato l'assunto che gli editori di anime fossero specializzati in senso vero e proprio. magari erano più che altro appassionati dell'animazione giapponese e ci hanno provato. tipo un artigiano (nome molto evocativo in tempi moderni, direi romantico), il che non significa che sia necessariamente un portatore qualità perchè ce lo si immagina sudorante concentrato a cesellare finemente con estrema cura ogni spigolo dell'opera, ma piuttosto un lavoratore che cerca di tenere il passo con i pochi mezzi che ha a disposizione e date le naturali limitazioni non sempre ce la fa. ora il fatto è che akira e gits, due licenze del passato, hanno giustamente ricevuto un trattamento di tutto rispetto. questi sono due capolavori, o meglio vengono definiti così (akira è un capolavoro visivamente e nient'altro, gits lo è e non si discute lol). in quanto tali, per anni gli si era fatto le pulci qui ed altrove senza nessun problema. il motivo è semplicemente che in un momento di maggiore consapevolezza e conoscenza da parte del fandom, poichè si era saputo esserci qualcosa di sbagliato nel doppiaggio nostrano, si voleva sapere cosa fosse sbagliato in quei doppiaggi molto prima che ne venissero realizzati di nuovi. si è dibattuto, un po' si è saputo, un po' si è riso ed un po' porconato, il resto si sa e non è MAI servito che gli astri si allineassero per prendere una frase da un doppiaggio e corregerla. che si parlasse di miyazaki, di evangelion, di utena, di un qualsiasi anime commerciale, di gundam o di una girella tipo joe del domani (o era il domani di joe? c'è un ponte da attraversare?) o i caciaroni spaziali. altrimenti di che stiamo a parlà? l'assunto che i doppiaggi anni '90 (ma in certa misura anche dopo eh) degli anime fossero molto fantasiosi è qualcosa che tra l'altro è stato verificato abbondantemente dopo, vuoi perchè lo stesso si diceva dei doppiaggi anni 70-80 vuoi perchè c'erano... gli editori specializzati, e quindi ci si sentiva in mani sicure. ebbene, accennavo ad una certa delusione e, in qualche modo, ci si ritorna. al di là del sentimentalismo, anche spicciolo, la realtà è che non stiamo parlano di un anime qualsiasi, e pertanto il livello di criticità si alza per forza di cose. per me perfect blue non è quel capolavoro che si dice. è certamente un buon film e con esso kon ha "spaccato" dimostrando ad un vasto pubblico il proprio talento di regista ed animatore. ma kon ha fatto oggettivamente di meglio in seguito. ache peggio, ma si è deciso che tutto quanto fatto da lui è capolavoro. perfect blue è legato ad una certa tematica, solo in parte ancora attuale, storicamente (l'epoca di produzione) rilevante per una cerchia di soggetti giapponesi ma non è questo a renderlo un capolavoro. indirettamente si sta facendo però proprio questo errore: è ciò di cui parla, e che oggi vale quel che vale, a renderlo un film capolavoro; non è tanto come kon ha lavorato, realizzato l'opera. il che è desolante, e assurdo, ma tant'è. ok, per semplicità prendiamo pure per vero che perfect blue sia un capolavoro. come diavolo ci è arrivata la gente a definirlo tale, con fiumi di recensioni e filosofie varie per spiegarlo, se il doppiaggio italiano è così. a partire dal romanzo? allora è osmosi. questa era un'occasione d'oro. cinema + ridoppiaggio. recensioni veritiere. confronti versione vecchia vs nuova. megawin per tutti. epperò il film, al cinema, ha funzionato lo stesso. abbiamo imparato che non serve correggere i vecchi dopiaggi. nemmeno con i sottotitoli, di cui si interesseranno 4 gatti qualora uscisse il film su qualche piattaforma streaming o in home video. questo è il messaggio che il fandom ha dato agli editori. ottimo risultato. così se mai uscirà un nuovo doppiaggio corretto di qualcosa, sarà un evento epocale invece che il giusto. basta fare la giusta promozione, e a chi ha compiuto l'impresa faccio i miei complimenti più sinceri (non sono ironico).1 punto
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