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Ivo De Palma

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  1. All'occorrenza significa ogni volta che c'è un labiale muto, tutto qui. E' un'occorrenza, naturalmente, da valutarsi diversamente a seconda del repertorio. In un film cinematografico, per esempio, io stesso (pur non potendo escludere che ciò sia comunque avvenuto e avvenga) mi porrei qualche problema in più. Per quanto riguarda l'uso televisivo, ho già spiegato qual è il discorso. Non parliamo di un obbligo, certo. Ma parliamo di un'opzione comunque non secondaria, lasciata alla discrezione del dialoghista e/o del direttore.
  2. Diastratico e diatopico sono quindi accettabili, in una versione italiana, solo se il contesto li richiede. E' molto più frequente che richieda il secondo, comunque. Ma non mi è davvero parso il caso dell'esempio che ho riportato, tutto qui. Che era un caso di costrutto idiomatico formato da parole italiane, quindi l'obiezione che non siano parole romanesche e/o non siano proferite con accento romanesco non c'entra, per dirla alla toscana, una "fava"... Ecco, non so voi... ma "non c'entra una fava" è un costrutto idiomatico ("fava" è regionalizzato nell'uso, per dirla con Shito) che non metterei in bocca a un samurai. E nemmeno a un rapper nero.
  3. Tu noti quel che c'è e secondo te non dovrebbe esserci, io, in una prassi di lavoro che (come ho spiegato riportando uno stralcio illuminante del contratto nazionale) prevede espressamente l'aggiunta "sul muto" non solo di fiati ma addirittura di battute all'occorrenza, noto ciò che non c'è e che devo riempire. Ma in nessuna prassi di lavoro attuale è per conto mio accettabile l'irrompere di locuzioni regionali italiane in un contesto che non le preveda espressamente. Non importa che non siano dette in dialetto stretto. Vale perfino per la Toscana, culla del nostro italiano. Fareste dire a un samurai "Sta venendo a piovere?". Io no, perché è una lucuzione tipicamente fiorentina, anche se può essere tranquillamente detta senza l'accento toscanaccio. E per non parlare dei vari "codesto" e "sicché"... Certo, i mastrorosati fiorentini sarebbero strafelici, ma non darò mai loro questa soddisfazione... :)))) Il fatto che io sia attualmente impegnato nella prosecuzione in continuity col passato (ma come avete visto non pedissequa e acritica e in questo il cliente mi ha sempre dato ascolto con molta disponibilità) di un adattamento che non fui io a impostare in quella data maniera (per quanto abbia sempre condiviso l'innalzamento del registro linguistico, e dato di conseguenza un contributo interpretativo credo innegabile alla resa dello stesso), cioè di un adattamento che con buona pace dell'irascibile ma spassosissimo Tancredi, costituisce un caso a sé, non sposta di una virgola il ragionamento.
  4. Vabbè, un problema può esistere indipendentemente da quanti lo rilevano.
  5. Tanto sciocchezza non è, visto che viene rilevata anche da Gualtiero e ricorrendo a un esempio ancor più raffinato, ma che secondo il vostro ragionamento sarebbe altrettanto ininfluente: vuoi che "papà" da solo non si capisca in tutta Italia, in luogo di "il papà", che è più corretto? Che poi i problemi dell'adattamento italiano, per non parlare di quelli del pianeta, siano altri, lo so da me, grazie.
  6. Si sta semplicemente dicendo che se un'espressione è romanesca, o piemontese, o sarda o ligure, non può stare in un adattamento in italiano, a meno che non sia precisamente motivata.
  7. Quindi, abbiamo appurato attraverso parere competente di persona non sospettabile di contiguità con me che quell'espressione non è certo l'unica a peccare di quel difetto. Nulla che abbia a che vedere con Hades, ripeto, infatti mi riferivo in realtà ai rilievi fatti su Samurai 7. L'esempio relativo a "casino" è non pertinente, poiché se è vero che trattasi di registro popolare, la parola è perfettamente italiana: http://www.treccani....bolario/casino/ Vedasi la terza accezione. Sull'alternanza tra "papà" e "il papà", anche qui parliamo di variante, certo non molto corretta, ma comunque italiana. Questo mi pare proprio un caso accettabile o meno a seconda della tipologia del parlante. Se a dirlo è un bambino, penso sia accettabile. Se a dirlo è un professore universitario mentre fa lezione, non lo è. A meno che non si voglia sostenere che il dialoghista ha anche una funzione di ammaestramento rispetto all'uso della lingua, piuttosto che di fedele fotografo (pur senza sconfinare nel dialetto o nell'eccessivamente sgrammaticato) dello stato delle cose. Ma qui, la questione si complica alquanto.
  8. Mi hai frainteso chissà quante pagine fa, ma non è un problema, in ogni caso mi scuso (nuovamente) per averti frainteso io, e sai che tale correttezza e cortesia mi costa le ire funeste di Tancredi, quindi apprezzalo... :))))))))) Il motivo esiste ed è chiarissimo. E' passata un'espressione romanesca, perché è ovvio che chi vive e lavora a Roma percepisce meno il problema. Anche a me capitò una volta, in Sentieri, tra le battute del mio personaggio, un "alla fin della fiera", che è tipico milanese per "in definitiva" (anche se tutte queste parole esistono in italiano... capito, Artamantes?). Corressi, ovviamente, e dissi un'altra cosa.
  9. Hades non c'entra, perché non è affatto in discussione. Se pensi che io sia qui a difendere il mio lavoro hai capito proprio male, Alex. Ho fatto un esempio. Non lo so se è l'unico in 50 episodi, così come non so se quell' "uccidere i villaggi" sentito anni fa in Inuyasha sia l'unico esempio invero poco brillante in quella produzione. Dico solo che chiunque, se si mette di buzzo buono a cercare il pelo nell'uovo nel lavoro altrui, è certo che lo trova. Così come se vuol difenderlo a spada tratta. Non è che la tua perorazione ("bisogna vedere perché e percome") sia meno crociatesca di altre. Quella non è una espressione italiana di ugual significato, come dice Fencer. E' un'espressione romanesca, punto. Dovevi dire, secondo me, che in ogni caso quella era un'espressione inaccettabile. Avresti dato prova di maggiore imparzialità. Io, come parte (fin troppo spesso e a sproposito) in causa, ad essa non sono ovviamente tenuto. Per quanto riguarda Fencer, ho evidentemente frainteso e me ne scuso. Quando mi fraintese lui, più sopra, io non feci però tutta questa cagnara.
  10. Cosa vuol dire "è inventata?", Fencer?? Con chi credi di avere a che fare? Per quanto riguarda Alex: quella è sicuramente un'espressione del gergo romanesco, che ovviamente va estendendosi proprio grazie al fatto che comincia a sentirsi spesso. Lo dimostra il tipico uso del verbo "stanno", peraltro, quindi non temo smentite. Altro che "bisogna vedere cosa diceva in originale e in base a quello vedere perchè è stata scelta la versione gergale"... Non è certo un'espressione che gli appassionati più rigorosi possano tollerare in un anime giapponese, a meno che sia ambientato in Italia, e in particolare a Roma, e chi la dice sia chiaramente originario del luogo. Il De Palma, invece, deve perfino sorbirsi dotte elucubrazioni sui fiatini...
  11. Ah... ma l'espressione "tutte le chiacchiere stanno a zero", tipica del gergo romanesco e non usata al di fuori della capitale (italiana, non giapponese), è dunque, giacché non fu firmata dal sottoscritto, un fulgido esempio di traduzione "fatta bene"? Soul Eater, ep. 37, versione italiana, battuta del protagonista.
  12. No, Schwartzeneggertaro in Kekko Kamen è un cartone. Tra parentesi, uno dei personaggi che meno mi è piaciuto doppiare nella vita. Non mi costa nulla dirti ciò che so. Ma non ho idea di cosa sia andato in onda in quella rete. Comunque, non sono sicuramente cose recenti, quindi l'assunto secondo il quale sarei finito, poiché "al tramonto", su quella roba fa veramente ridere i polli. :))))) Film, Endorino??? E' semplicemente un pessimo fotomontaggio...
  13. Nella carriera di un doppiatore c'è di tutto, Ombra. Nella mia anche Killzone, se non erro! :))))))
  14. Io mi riferivo alle amene immaginette, Ombra. Per tutto il resto, ho già fatto presente più sopra che non ho proprio nulla di cui vergognarmi.
  15. Roba vecchiotta, Ombra. Ampiamente sbeffeggiata all'epoca da tutte le persone appena appena normali. :))))
  16. Ahahahahahahahahahahahahahahahahah..... Spettacolo, Tancredi! :P
  17. Ombra, io sono un professionista del settore, come del resto Shito che, per l'appunto, tiene anch'egli a ricordarlo. Non rispondo di quanto dicono "certi figuri", degli insulti che il Demone profonde a chicchessia, e tantomeno mi baso sui "si dice", che riguardino me, voi o Hitler. Rispondo alle osservazioni di chiunque, nei limiti più sopra già chiariti, e questo è quanto. Non ho "dovuto" fare nessuna rettifica, perché io, al di fuori del mio lavoro (e qui siamo tecnicamente al di fuori, per quanto spesso il tema sia proprio il lavoro che io e i miei colleghi svolgiamo) non "devo" fare o dire nulla. La rettifica non serve a riabilitare me, ché altrimenti la farebbe il mio legale e non qui, ma serve a dimostrarvi che la pusillanimità che il titolo dato al video mi attribuisce ("il doppiaggio che Ivo De Palma non vi farebbe mai vedere") non esiste proprio. Sono anzi reperti televisivi interessanti, dal mio stretto punto di vista, certo. Interessanti poiché di natura insolita, rispetto alle cose per le quali sono più noto. Testimoniano, quindi, una versatilità tecnica e artistica che non tutti conoscono. Di alcuni di essi ho perso perfino il ricordo. Invito pertanto chiunque, semmai, a scovarli e a pubblicarli. Che fine ha fatto Caronte? E che ne so io?? Chiedetelo al Demone...
  18. Ombra Salmastra. Non vedo perché mai dovrei "mettere a tacere" proprio chi eventualmente dovesse sostenermi. Fermi restando che chi ha i diritti fa quello che vuole, punto e basta. Se c'ha i soldi per ridoppiare e vuole farlo, lo fa, punto. Io non ho, ad ogni buon conto, il potere di "mettere a tacere" nessuno, per quanto agli estremisti crociati piaccia moltissimo dipingermi come una specie di Padrino. Capisco il diritto di satira, capisco la goliardia e il trollaggio (di lei erede su internet) ma una fesseria resta una fesseria, che la dicano i crociati o che la diciate voi. Delle parentele di Mur di Aries non so nulla e, soprattutto, non mi frega nulla. Ho avuto dal committente l'incarico di curare Hades in continuity col passato, cosa che ho fatto mantenendo le mie prerogative di discutere con lo stesso cliente alcuni indispensabili aggiornamenti, dei quali già ho parlato anche qui, più sopra. E questo indipendentemente da frange, più o meno rappresentative. Il linguaggio super aulico è stato lievemente moderato, ma questo anche perché il dialoghista di allora si è rifiutato di prendere parte al progetto, come ben sapete. Con Caronte me la sono già presa a suo tempo, quindi è ininfluente che ora tu mi inviti a farlo. Quanto alla battuta "facciamolo alla napoletana" ti ricordo che sono di Napoli anch'io, e soprattutto che non me ne vergogno. Quindi escluderei mie iniziative per infamare i napoletani. Se fu una battuta aggiunta in italiano non lo ricordo, ma in ogni caso non stava a me eccepire in alcun modo. Chi fosse il direttore di quel doppiaggio non lo ricordo.
  19. Non sempre il tempo è quello che le produzioni più importanti hanno a disposizione. Anzi, direi che in ambito di doppiaggio televisivo tale tempo non c'è praticamente mai. Le condivisibilissime riflessioni sul modo ideale di lavorare vanno purtroppo spesso a cozzare con la realtà commerciale (nel senso delle consegne e dell'ottimizzazione aziendale del lavoro)) nella quale nel 70% dei casi (e solo a Roma potendo contare su un restante 30% di produzioni di altissima qualità, prevalentemente cinematografiche) ci troviamo a operare. Per il resto, è anche qui questione di punti di vista. Io non conosco il secondo personaggio che hai citato, ma dalla descrizione che ne fai lo trovo MOLTO più adatto alle mie corde che non il Conte di Cagliostro... Quest'ultimo è in effetti, in definitiva, un volgarotto piuttosto rigido, quindi non mi ha permesso di giocare con la voce come su altri, e molto più sottilmente raffinati, cattivoni che mi sono trovato a interpretare negli ultimi anni, tipo Muraki o Suitengu, per intenderci, o in anni più verdi Sooji Mikage. La tipologia del cattivo volgarotto mi diverte molto meno, insomma. In ambito "buoni come il pane", invece, parliamo di corde che nel caso, per esempio, di Toki ho dovuto proprio recuperare dai miei 20-25 anni, ché da molto tempo non mi venivano più richieste (se non per Pegasus, ma anche lì, caso a parte...). Quindi, certo, ogni tanto capita di dover faticare un po' di più per sintonizzarsi. La speranza è che il personaggio abbia comunque qualche momento che ti consenta di dare gas all'interpretazione.
  20. Beh, 'nzomma... quanto a "belle voci che recitano con fascino" (e con voci sicuramente più adulte della presunta e dichiarata età dei personaggi, esattamente come spesso avviene da noi) direi che certi anime in originale diano il loro bravo esempio. Raggiunto un accordo sulla "buona estrazione attoriale e vocale", bisogna necessariamente convenire anche sul fatto che questa si oggettiva in una precisa personalità vocale dell'inteprete, non a caso scelto, se il personaggio è bello grosso, sulla base di alcune caratteristiche di sicuro impatto su quel volto, e di buona od ottima approssimazione delle "corde" del doppiatore a quelle della voce originale, o comunque a quelle del personaggio. Il succo è proprio questo, e anche qui le opinioni possono differire a seconda del background di ognuno. Per come la vedo io, il vero servizio al personaggio, in italiano, è dato dalla spiccata personalità vocale del doppiatore, certo coordinata e modellata dalle indicazioni del direttore. Non credo che mortificare la personalità dell'interprete italiano, costringendolo a un'interpretazione rinunciataria, sia una prassi molto producente, e ve lo dico dopo 30 anni di microfono: se non ci divertiamo, rendiamo la metà.
  21. Vabbè, Taro, tu la vedi così, io diversamente. Non è nel mio stile comunque approfittare della mia trasparenza per condurre attacchi verso chicchessia, tantomeno colleghi. Ancora una volta, nessun problema. Su tutto il discorso di Shito potrei concordare se non mancasse un riferimento a che ruolo ha, in tutto questo, la lingua d'arrivo. Probabilmente la pensiamo diversamente, nel senso che per lui avrà un ruolo relativo, per me invece un ruolo da cui non si può assolutamente prescindere, e da cui certo non potrei prescindere io, che sono di estrazione innanzitutto attoriale e vocale. Per qualcuno ciò sarà un limite, per me è un pregio, questione di angolo di visuale.
  22. Sì, ma a questo punto non lo è più, anche perché tu stesso hai detto che nessuno, te compreso, è attendibile, per chi non lo conosca personalmente. Vedi tu se vuoi insistere, ma per me questo argomento è chiuso.
  23. Come detto, per me non è un problema. Io rispondo principalmente agli argomenti, se ritengo di farlo, indipendentemente dall'identità di chi li pone. Mi è capitato, però, e tutt'ora può capitare anche su Facebook, di discutere con sedicenti paladini di correttezza e trasparenza (e non mi riferisco solo agli anime, ché su Facebook parlo di tutto) che cascavano proprio su questo piccolo particolare: non si poteva sapere chi fossero in realtà... Tutto qui.
  24. Sì, ma vedi... Alex... o Alessio... siamo sempre lì... E' cosa arrivata solo sulla base del mio appunto. Io, invece, il mio nome lo dichiaro e non c'è alcun dubbio che sia questo. Insisto sulla "cazzata" perché hai insistito tu. Per me, che agisco sicuramente, e in maniera comprovata, alla luce del sole, più che un "falso problema", direi che "non è un problema". Penso nel frattempo di aver risposto, per quel che mi compete, anche a Endorino.
  25. Penso di poter dire che trattasi di usanza del passato. In Hades, che ho curato personalmente, è rarissimo trovare riempitivi del genere. Nulla di "onnipresente", in sostanza.
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