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Ivo De Palma

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  1. Non capisco bene la domanda di Endorino. Se potesse riformularla con altre parole gliene sarei grato. Alex ha autocensurato un suo "outing" rispetto al proprio nome e cognome, ma la notifica con il testo integrale mi è arrivata comunque. Riporto quanto aveva scritto per poter rispondere, omettendo quel dato. INIZIO CITAZIONE A parte che Shito usa appunto il nick Shito, ti avrà specificato il nome giusto per presentarsi come collega e perché "nuovo arrivato" se no lo sanno anche i sassi qua dentro come si chima davvero... in ogni caso se davvero per te questa dei nomi è davvero una questione seria (come se uno che si firma Tonino Impastato potessi essere sicuro che quello è davvero il suo nome se non lo conosci in RL...) io mi chiamo XXXXXXXX (edit mio) Ti cambia qualcosa adesso? o serve anche codice fiscale indirizzo e impronte digitali? tanto in ogni forum uso sempre lo stesso nick se poi qualche deficiente perditempo ha voglia di copiarmelo per dispetto amen, se è talmente cretino da divertirsi così ho solo pietà di lui. FINE CITAZIONE So benissimo chi è Shito. La differenza tra noi due e tutti gli altri è che noi non diciamo il nostro nome solo su richiesta (per poi pentircene subito dopo come hai appena dimostrato...) ma lo diciamo SEMPRE E COMUNQUE, dando prova di responsabilità A PRIORI, e sicuramente garantendo trasparenza e buonafede (poi le opinioni si possono anche non condividere, ma è altro affare).
  2. L'horror vacui di cui parli è antica tradizione, in doppiaggio. E' chiaro che il pubblico può anche non notare una boccata non coperta, ma colleghi e studi concorrenti sì, e a nessuno piace dare l'impressione di aver lasciato scoperta una battuta, può andarne della buona nomea di chiunque sia coinvolto. Parlo di buona nomea tra addetti ai lavori, naturalmente, che è l'unica che per noi conta. Non lo dico per arroganza, immagino che a ognuno di voi la mia opinione sul lavoro che fa interessi poco, mentre sarà portato a considerare più importante e condizionante quella dei suoi clienti e/o collaboratori. Tale horror vacui è talmente presente che tra le possibili indicazioni presenti in un copione doppiaggio ve n'è una interessante, per il tema in discussione. Tale indicazione è: (sm) Significa "sul muto", con ciò intendendo una battuta non presente nel sonoro originale, ma che il dialoghista prevede ugualmente in italiano per coprire quel "buco", cioè quel labiale non sonorizzato. Questo vuol dire che tale possibilità è espressamente riconosciuta e codificata dalla prassi di sala. Per evitare che qualche genio, demoniaco o meno, attribuisca a me o a Cerioni o a Carabelli la paternità di tale "escamotage", che avremmo concepito al solo scopo di giustificare le più orride nefandezze, riporto uno stralcio del Contratto Nazionale Doppiaggio, che menziona, tra le altre, anche questa indicazione: INIZIO CITAZIONE Si definisce riga, la porzione di copione composta da un massimo di 50 battute dattiloscritte (con esclusione del nome del personaggio) e comprensiva degli spazi, della punteggiatura e delle sole indicazioni tecniche e didascaliche secondo la seguente tabella: (ic) in campo (fc) fuori campo (inIC) (finIC) inizia/finisce in campo (inFC) (finFC) inizia/finisce fuori campo (sovr) sovrapposto ovv. accavallato / pausa tra due frasi // pausa tra due scene ... sospensione all'interno di una frase (ant) anticipato (eff) voce effettata (ds) di spalle (sm) sul muto (ris) risatina (voce) voce pensiero (orig) come da originale FINE CITAZIONE Ve ne sono poi anche altre, o alcune di queste presentano varianti, ma quel che mi preme sottolineare è che l'indicazione (sm) è tra quelle "ufficiali" previste dal contratto nazionale, e quindi chi dice che non sono un professionista serio per il solo fatto che mi avvalgo di tale facoltà non sa proprio di cosa sta parlando. Ora mi leggo l'ennesimo sproloquio del demone, che dice "ognuno per la sua strada" e poi è sempre qui, ma risponderò più tardi perché sto... adattando un copione! :) (non di anime, quindi non cominciate a favoleggiare...) Demone, sono abbastanza grande per gestire la mia presenza su un forum senza bisogno che chi nasceva quando io cominciavo a fare questo mestiere si premuri di mettermi in guardia... per quanto riguarda ciò che hai scritto, rispondo solo a questo, ecco perché mi intrattengo ancora prima di tornare sul copione che sto adattando: >molto bene,allora,scusami se mi sono intromesso,evidentemente la frangia purista offre più garanzie di educazione e argomenti più validi rispetto ad altri. Ho già avuto modo di sottolineare come dalla frangia purista mi siano pervenute spesso critiche aspre, condite dai vari sfottò che ben si sanno, ma mai attacchi personali gravi e tantomeno minacce. Delicatezze che invece ho avuto a bizzeffe dagli oltranzisti diciamo... a destra di SSDS... Questo per il passato. In questo momento, anche grazie, devo dire, alla presenza sul forum del collega Cannarsi, sto dibattendo questioni generali nella più assoluta pacatezza. Quindi sì, non posso dire di aver trovato, dopo le iniziali scintille, altro che modi educati e argomenti interessanti, cui certo resto libero di rispondere o meno. Le cose cambieranno, dici? Verrò coperto d'insopportabili improperi? Bene, leverò l'ancora, in quel caso. Nessun problema. Da te, ho avuto, oltre a dubbi reiterati sulla mia identità, insinuazioni sui motivi della mia presenza qui, oltre alle solite lagne e ad ammonimenti paternalistici che ti prego di evitare per il futuro.
  3. Credo di aver capito un quarto scarso di quello che hai scritto. Comunque, non mi sono sembrate carinerie. Sul perché sono venuto qui e sul perché sono rimasto, basta saper leggere quanto ho scritto sopra. Come dovresti aver notato, ho comunque precisato che nessuno può tirarmi per la giacca spiattellandomi in faccia le minuzie che ritiene lesive di questo o quel prodotto da me personalmente curato. Rispondo in termini generali e culturalmente interessanti e, unico in questa sede a parte Gualtiero Cannarsi, lo faccio firmando con nome e cognome. Solo contro tutti, se occorre. Ma finora le cose peggiori me le hai dette tu. Poi è chiaro che se l'atmosfera dovesse diventare irrespirabile toglierò il disturbo. Sveglia, demone... qui non si trattano i temi scottanti della crisi mondiale, sto solo prendendo parte a una discussione in cui il mio nome, o i sarcastici appellativi che al mio nome alludono, vengono fatti abbastanza spesso. Roba che mi riguarda, quindi, se permetti. Ma in ogni caso, sto scambiando opinioni in un forum, punto e basta. Come faccio da molto prima che lo facessi tu. Tu e qualche altro "vi dissociate"? Ma perché, siamo forse sposati, demone? Militiamo nella stessa organizzazione? Svegliati proprio, ragazzo, ma in fretta... Quanto agli altri che nomini, non capisco perché devi ribadire l'ovvio. Mi pare che da tempo con te e Caronte le cose siano chiare e limpide, ancorché il giudizio sulle stesse possa grandemente differire. Francamente, e questo per me è l'unico punto di interesse del tuo sconclusionato intervento, non capisco invece perché Fa.gian. dovrebbe avercela così tanto con me. Non mi risulta di averlo mai ingiuriato. E' perfino capitato che ci incontrassimo personalmente a Torino, anni fa, e mi pare di averlo trattato più che bene. Se poi si tratta di questioni legate a SSDS allora pazienza. Quanto alla "minaccia" rilevata anche anche da Sua Santità John, stai pur tranquillo, demone. Non vi saranno da parte mia grandi conciliaboli su Elisio. Quel che andrà in onda, se e quando sarà, sarà quanto. Punto. Ultima riflessione sull' "amicizia" in virtù della quale io dovrei trasgredire agli obblighi di privacy inerenti alle scelte di marketing del mio committente: MA SEI COMPLETAMENTE IMPAZZITO, DEMONE??? Sono convinto che sei l'unico della trinità che hai nominato a pensare una simile boiata. Sicuramente Caronte e Fa.Gian sono molto meno sprovveduti.
  4. Non è compito mio valutare più di tanto i dati di ascolto di emittenti per cui lavoro, quindi altro non aggiungo. No, l'accettazione aprioristica dei copioni di chiunque era esclusa. Il dialoghista di Hades, essendo indisponibile Stefano Cerioni, ero io e solo a me spettava l'ultima parola. Ascoltare il pubblico è stata una mia signorilità che, vi assicuro, mi ha complicato l'esistenza, piuttosto che facilitarla, ed è per questo che la cosa non si ripeterà. Ciò che SSDS è stata capace di combinare in seguito, specie in riferimento a taluni esaltati, è sotto gli occhi di tutti. Ma io rispondo soltanto al mio committente. Quel che è certo, ed è il motivo per cui mi intrattengo qui, è che il trattamento peggiore, in definitiva, l'ho avuto proprio da certi estremisti di quella fazione, che sono anche arrivati alle minacce di morte. I cosiddetti puristi, o come preferite farvi chiamare, mi hanno criticato, sì, ma senza quel tipo di eccessi, di questo devo dare pubblicamente atto.
  5. Ma guarda che a me, in ultima analisi, di nomi e colpi nei nuovi ridoppiaggi frega molto poco e l'unico termometro che devo considerare sono le eventuali richieste di chi paga perché io svolga un determinato lavoro. In linea generale, ritengo che le cose stiano come dico io. D'altronde un committente che richiede continuity avrà ben chiaro chi vuole accontentare. Gli esiti degli ascolti di Hades non dipendono dal doppiaggio naturalmente, ma dal fatto che nel frattempo il gusto del pubblico è cambiato. Non mi risulta, del resto, che le torme che hanno disertato Hades in tv si siano riversate con echi epocali sui DVD di cui parli... Se poi per te gli scarsi ascolti sono invece da imputare a me, padronissimo di pensarlo, ma confesso che qualche risata, a questo punto, me la farei anch'io... Come sei padronissimo di ritenere che la vostra parte raccolga la maggioranza dei consensi (su Saint Seiya, sul resto sono il primo a invocare fedeltà, come detto). Io la penso diversamente.
  6. Quel che io avrei da dire sull'eventuale ridoppiaggio degli OAV di Devilman non ha nulla a che vedere con la legittima facoltà di provvedere in tal senso da parte di chiunque avesse i titoli per poterlo fare. Non vedo proprio dove stia il problema. Io stesso faccio parte del nuovo cast selezionato per i recenti film di Kenshiro... E a mia volta, su Devilman, non ero la voce originale. Va detto che in entrambi i casi non si trattava di ridoppiaggio di vecchi materiali. Ma in entrambi i casi le fasi salienti delle vecchie trame venivano comunque ripercorse, quindi poco ci manca. Una guerra tra me, e Fencer e Shito?? Intendiamoci, io non li so gli eventuali accidenti che questi o altri utenti mi mandano scambiandosi comunicazioni in privato. In pubblico, mi sembra che lo scambio sia complessivamente civile. Quand'anche rispondesse al vero che le variazioni menzionate sono state operate su richiesta di SSDS, ciò non toglierebbe alcun valore al mio assunto, dal momento che SSDS rappresentava comunque il sentire del pubblico più vasto, e non certo di una frangia. Sul famoso video e le ipotesi sopra formulate, ciò che le fonti indipendenti scrivono o non scrivono di me è affare loro. Naturalmente, se trovassi quegli stessi commenti su Wikipedia o sul sito di Genna la guerra ci sarebbe eccome, ma la condurrebbe il mio legale. Quanto alla battuta razzista, mi corre l'obbligo di ricordarvi che un attore non è responsabile di ciò che dicono i personaggi che interpreta. La mia carriera, specie negli ultimi tempi, è costellata di efferati assassini (ben più che razzisti, insomma...), per quanto in genere piuttosto bellocci. Non significa necessariamente che io pensi, viva e agisca come loro.
  7. Qui sopra rispondevo al grande Mu. Quanto all'intervento di Fencer, certo, i crociati non sono di più, se li conti. Ma la loro posizione riflette comunque il gradimento di un pubblico più vasto, tutto qui. Se "purista" non va bene suggeriscimi pure il termine più adatto.
  8. Mi preme non essere frainteso, tutto qui.
  9. Non so chi abbia "puntato sulle parole di chi voleva richiamare quel passato che il committente chiedeva". Io sapevo perfettamente che se il committente fosse stato Mediaset (e negli anni precedenti all'effettiva acquisizione non si sapeva ancora se così sarebbe stato) avrebbe affidato il lavoro in continuità allo stesso cast del passato. Questo indipendentemente da frange nel frattempo organizzatesi. Che erano più rappresentative del grande - o non più tanto grande - pubblico di quanto lo siano gli attivisti di stretta osservanza purista, ad ogni buon conto.
  10. Che un committente molto grosso stia dietro alle "frange" mi sembra un ragionamento talmente fuori dalla realtà che non saprei proprio come commentarlo. E' invece ovvio che un committente molto grosso sta dietro al grande pubblico, punto. La frangia minoritaria siete voi. E con "minoritaria" non intendo "minorata" o quant'altro di negativo si possa (fra)intendere. Parlando di "miglioramento" non mi riferivo al tuo intervento, ma a quello di Hyo, su Samurai 7.
  11. Sono venuto qui per una rettifica, e poi mi sono trattenuto su alcuni punti generali, rispondendo alle domande che mi sono state poste. Ma non sono qui per dibattere i dettagli di 30 anni di carriera, se permetti. E non ho bisogno di trincerarmi dietro a nulla. Su Saint Seiya invoco il caso particolare non per evitare di parlarne, ma per sottoscrivere ogni cosa che ho fatto, quindi semmai per il contrario. Su tutto il resto, è stato comunque scritto che c'è, dal vostro punto di vista, un miglioramento. Direi che posso ritenermi più che soddisfatto, visto che non è detto da "discepoli devoti". Ogni traduzione, ogni adattamento, come del resto ogni messinscena teatrale, ogni arrangiamento musicale, non sono che uno dei possibili esiti di quella particolare idea. Tot capita, tot sententiae.
  12. No, Hyo, non ci siamo. Io non sono tenuto a dibattere proprio nulla. Tantomeno il singolo fiatino, la singola battuta, la singola sfumatura, oltretutto su una traduzione italiana già pervenutami e comunque, sulle battute, con esigenze di sincrono che devono in ogni caso essere soddisfatte. Ho detto la mia su Samurai 7, già sapendo che il lavoro di chiunque non può piacere a tutti. Non ho altro da aggiungere.
  13. Ai tempi in cui fu lavorata la serie, con speciale riferimento agli inizi, quindi ai tempi in cui le principali decisioni vennero prese, non c'era alcuna frangia, non c'era internet, non c'era niente. Quindi non la penso come te. Quanto a mantenere la fedeltà all'originale, in Hades l'unica mediazione possibile fu quella da me esperita. La continuity andava comunque mantenuta il più possibile. Occhio a non mettere sullo stesso piano il mio nome e quello del signor Margaria, altrimenti si rischia di perpetrare le sciocchezze ipotizzate tempo fa da demoni vari... Io sono un esecutore, anche se con questo né intendo lavarmi le mani di ciò che ho personalmente operato e deciso, né fare quello che, come è stato scritto sopra, ora viene qui e pigola "gnè gné è colpa del cliente"...
  14. Saint Seiya è un caso speciale. Per i motivi che sappiamo tutti. Il mio invito al confronto sul mio forum era da intendersi, ovviamente, all'interno di una direttiva ben precisa, pertanto venire lì con la pretesa di suggerire il massimo della filologia era comunque un approccio sbagliato. E' certamente un'esperienza che non ripeterò più in quei termini, quindi per il futuro, se vi sarà, il problema non si pone. Per quanto riguarda la precisa domanda di Shito, non è affatto vero che io mi sia trovato sempre a lavorare in quelle condizioni, anche se certamente molto spesso. Vi sono casi in cui, avendo carta bianca su un prodotto senza precedenti da considerare, ho cercato di operare secondo criteri più aderenti a una resa più fedele dei contenuti originali, anche se il fatto di padroneggiare la musicalità della battuta può sempre orientarmi su varianti (dello stesso significato) che reputo (ahimè, a mio gusto) più efficaci musicalmente della pedissequa traduzione letterale. In che misura vi sia riuscito è, in questo momento secondario, del resto anch'io potrei non dichiararmi comunque soddisfatto del lavoro altrui, che si parli di doppiaggio, di ristorazione o di impianti idraulici. Vi è un esempio piuttosto vecchiotto, cioè i due OAV di Devilman (non molto tempo dopo la serie classica di Saint Seiya, quindi in epoca in cui si poteva supporre, sbagliando, un diversissimo approccio da parte mia). In quel caso fu provvidenziale la lungimiranza dell'allora Granata Press, che mi fece trovare tra i materiali anche tutto il manga. Più recentemente, Samurai 7, in cui il lavoro di aderenza all'originale, che non mi sognai nemmeno per un secondo di mettere in discussione, fu invece favorito dalla preesistente traduzione italiana a cura di Panini Video, che mi venne fornita. Ora, che questo o quello saltino su a dire "capirai, che bella merda che erano quei due lavori" non mi cambia l'esistenza e non starò nemmeno a replicare. Mi premeva solo confermare ciò che da anni ripeto ovunque, e cioè che per me un conto è Saint Seiya, un altro conto è qualunque altra produzione. E che il mio approccio standard come dialoghista non differisce affatto da quello che si intende, attualmente, per quello più corretto.
  15. Agire non esclude sbagliare, naturalmente. E certo la pretesa di riuscire sempre brillantemente a tenere sotto controllo due fazioni, con i rispettivi estremisti, non mi ha mai nemmeno sfiorato. Per me, leggere tutti i pareri era lavoro in più, che mi sono sobbarcato volentieri perché l'ho trovato stimolante. Ma certo la maturità di sapervi confrontare tra di voi dovete averla voi. Io non sono né il vostro badante né il vostro carabiniere.
  16. Appunto. Venire a confrontarsi, come sto facendo io in questo momento con voi, significa mettere in conto di non essere proprio graditi al mille per mille, ma restare purtuttavia a confrontarsi. Specie se intemperanze simili non provengono dal padrone di casa, e sicuramente da parte mia non vi furono verso nessuno che argomentasse con pacatezza le proprie opinioni.
  17. Mah, io non credo di aver mai trattato male nessuno che la pensasse diversamente da me. Purché, certo, tale elemento non mi abbia attaccato frontalmente e soprattutto personalmente. Qualche volta sarà anche capitato, ma ricorderete che non ho mai fatto distinzioni tra sostenitori e detrattori. Tanto che tra i miei attuali detrattori vi sono anche alcuni ex sostenitori. Per intenderci, non ho mai trattato nessuno come il grande Mu sta trattando me. "Il dolore ha un colore" mi piace moltissimo. Non lo metterei altrove, naturalmente. Ma Saint Seiya è un caso a sé, come ben sappiamo. Ritengo che mediare fosse importante, ma non poteva significare abbandonare completamente il passato.
  18. Il grande Mu evidentemente non ha seguito con attenzione le vicende inerenti, altrimenti saprebbe che la mediazione di cui parlo fu ampiamente dibattuta e che, sullo sfondo di una continuity che non poteva essere ignorata, mi sono preso tutte le responsabilità del caso, per le scelte operate in Hades. Per quanto riguarda i rilievi di Fencer, non dibatto le singole battute altrimenti non la finiremmo più e comunque si tratta di questioni già trattate in altre sedi fino alla noia. Io so che ho ascoltato anche il pubblico. Certo, solo quello che ha accettato l'invito di venire a confrontarsi.
  19. Non tutte le tendenze umane sono encomiabili, e se il gusto significa abitudine ciò vale per tutti, professionisti o meno. Constatazione amara, come dici, con ciò implicitamente riconoscendo che l'oggetto della questione ha una sua forza, con la quale bisogna comunque confrontarsi. Comunque, non so a voi, ma a me non piacciono affatto le stesse cose che mi piacevano a 20 anni, quindi la mia brava strada verso l'accettazione dell'impermanenza sono arcisicuro di averla fatta. Quanto a Saint Seiya, anch'io avevo ben presente l'esistenza di un grande pubblico (ottenebrato o meno non sta a me dirlo, ma poiché in genere apprezza il mio lavoro - anche e soprattutto quello di voce del protagonista - tendo a giudicarlo molto amichevolmente...), alcuni esponenti del quale avevano anche preso posizione pubblica a mio favore (chiunque pensi che fossero da me manovrati è un dietrologo da quattro soldi), ma ciò non mi ha impedito di aggiornare decisamente l'impostazione del progetto, quando sarebbe stato assolutamente più facile vivere e proseguire di rendita. Una mediazione che può comunque non soddisfare i qui presenti (nonché i da tempo ex sostenitori pubblici), ma che non può essermi disconosciuta, giacché "carta canta". Attualmente, il controllo dei committenti su ciò che esce in italiano è molto più stretto, e in questo caso non è nemmeno il gusto a farla da padrone, ma i sondaggi del marketing. Le responsabilità del cast doppiaggio sono pertanto da intendersi limitate, per molta parte di ciò di cui fruite, alla sola sfera artistico-vocale.
  20. Il risultato è cosa che, forzatamente, va giudicata a posteriori. Considerando anche che il gusto personale, che io ho difeso nel professionista, presiede anche alle opinioni del fruitore. Ma sempre di gusto personale si tratta.
  21. Mi sembra che Zio Sam abbia più sale in zucca di altri... In ogni caso, a me il Sanctuary e il Meikai (nonché il Tenkai) piacciono moltissimo, in italiano. Proprio perché ho mediato tra un passato che nel bene e nel male aveva caratteristiche precise, ma contenuto stavolta entro limiti (per me) accettabili, e una sensibilità presente che non ne poteva più di edulcorazioni (infatti il Tenkai comincia con "Muori, Pegasus" e direi che è indicativo del trend), di arbitrarie esclusioni (infatti il Buddha è regolarmente nominato, in un dialogo che parla del concetto di morte, anch'esso non grato in anni lontani), di arbitrari rimpinguamenti (i silenzi sono stati praticamente sempre rispettati), e quant'altro. Capisco l'obiezione di Taro, ma tutto sta a intendersi bene sul concetto di "versione italiana". Per me, la lingua d'arrivo non ha un'importanza secondaria, tutto qui. Quanto alle altre strade da percorrere per scoprire l'originale, direi che attualmente anche quel problema sia ampiamente risolto, dal momento che ora basta un clic sul proprio lettore DVD per passare dal doppiato all'originale, e ad ogni tipo di sottotitolo. Mi sembra, in buona sostanza, che le esigenze e i diritti di scelta di tutti siano rispettati. Sono peraltro anche più frequenti, oggigiorno, gli integrali ridoppiaggi, volti ad accontentare anche il pubblico di nicchia.
  22. Dipende dai repertori, non tutto è Shakespeare o il Vangelo... Ma sui silenzi sono il primo a difenderli a spada tratta, come feci infatti per quelli di Hades, in particolare i primi 13 episodi, dichiarando pubblicamente più volte che li avrei rispettati e non li avrei farciti di effetti pensiero, e sì che ci avremmo pure guadagnato in busta paga... La sensibilità attuale va nella direzione da voi auspicata e giustamente pretesa, per quanto attiene ai testi (sulle prestazioni e interpretazioni artistiche il discorso si complica notevolmente). Sul passato, o su un presente che il committente richieda in continuity col passato, è inutile stracciarsi le vesti.
  23. Tutto ciò è condivisibilissimo e, direi, è parte di una sensibilità ampiamente conseguita nel settore, come la stessa postilla del dialoghista di allora conferma, laddove dice che oggi farebbe diversamente. Ma alla corretta definizione di ciò che è professionale bisogna anche abbinare la corretta valutazione di eventi lontani del tempo, maturati quando la sensibilità era un'altra, o mancava del tutto. Sappiamo ciò che è preferibile non succeda proprio perché un tempo è successo. La sensibilità attuale non la porta la cicogna, ma è l'esito di un percorso, più o meno lungo a seconda dei casi. Comunque, per fare un altro esempio, personalmente Eddie Murphy lo preferisco con la risata italiana (che in originale praticamente manca del tutto). Gli toglie qualcosa? Secondo me no. Anzi, gli aggiunge molto.
  24. Vi ho detto che l'unico giapponese visto in giro era quel ragazzo. E vi ho riferito cos'ha detto, punto. Se per voi è un complimento, per me va bene. I gusti di un professionista sono senz'altro discutibili. Ma sul fatto che non debba averne non concordo.
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