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il Vì

Pchan User
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  1. Perché la E e la A sono notoriamente vicine nel tastierino al punto di premere una convinto che sia l'altra. 🙄
  2. Mi spiace risultare pedante, ma devo domandarti se, dopo tutto quello che s'è detto stasera, la sua argomentazione è quella valida e io gli ho detto fregnacce. Più che dimostrare che traduce (o sarebbe meglio dire che ritraduce la traduzione) i termini non in base a conoscenze effettive della lingua, ma a dizionario e "sensazioni", che altro si deve fare? Davvero, le opere "molto ricche e complesse/strane nei dialoghi" sarebbero i ghibli? Totoro (ma un po' tutti quelli di Miyazaki) è un film per bambini, in teoria. E anche lì c'erano delle storture qua e là.
  3. Visto che parlate di arzigogoli, mi stai dicendo che la resa che trovi più corretta per la frase di cui si è parlato tutta sera è quella usata da lui? Quello è un esempio di una frase qualsiasi detta in modo volutamente ricercato, con termini inesatti, per altro, e interpretata da lui a suo uso e consumo. Come fai a dire che Anno o chi per lui l'abbia pensata e scritta effettivamente così?
  4. Grazie per la risposta. Li guardai tempo fa, ma molti di quei punti, senza dubbio estrapolazioni di contesti più ampi, mi sono stati confermati da più parti (mi riferisco a professionisti del settore delle traduzioni, non studenti del primo anno) e, al netto di alcune ingenuità e avendo dall'altra parte ben presente Gualtiero, non li ho trovati così campati in aria. Oggi sono entrato nel merito di quel ohayougozaimasu solo perché Shito, per deviare una minima dal discorso della sua frase senza un perché, ha provato a buttarla in caciara su quello, ma ricordavo una serie di inconcruenze fatte notare e che avrebbero necessitato una spiegazione reale, non le supercazzole che cerca di propinare di solito come ha provato a fare tutt'oggi qui. O meglio, per farla breve, perché se dici di adattare in un modo, poi qui e qui hai fatto il contrario? E se invece usi quel secondo metodo, allora perché poi ritorni al primo? Questo ovviamente detto a grandi linee, giusto per spiegarti da cosa erano mosse le mie domande in merito.
  5. Un momento. Ripercorriamo un secondo l'allegra disquisizione restando su quella frase (nel di lei caso LOL). - Paragone tra sub, doppiato e una traduzione "esterna" di una frase; - La pubblichi in originale giapponese; - Giochi la carta dell'imposizione del cliente su "evacuare". - Faccio presente che non è credibile che ti sia stata imposta una cosa simile. - Ti faccio notare che la tua interpretazione della frase è sbagliata; - Neghi/glissi/minimizzi dicendo che non è il tipo correttezza che ricerchi. - Ti appelli ai dizionari, cercando di dimostrare il contrario di quanto da me affermato, usando però un altro termine non chiamato in causa da me. - Ti rimando al termine esatto. - Solo a quel punto te ne esci con lo schemino che ti saresti fatto per varie terminologie di quell'area semantica. Schermino che, in ogni caso, su quel termine particolare resta sbagliato. - Ammetti di aver torto, MA che avendo fatto lo schemino di cui sopra, il tutto è giustificato. (WTF?!) Adesso, non prendiamoci per i fondelli. Avessi avuto quello schema da principio lo avresti di certo usato alle mie prime obiezioni. Invece no, solo dopo tutta la diatriba, per magia, eccolo che arriva. Schema che, per inciso, continua a non giustificare il punto principale della contestazione iniziale, che era: com'è possibile che una frase, la cui traduzione è molto semplice, in italiano venga resa in modo così astruso, forzato, con termini sbagliati? Su questo, ancora non ci siamo. Perché se una frase può essere scritta in un italiano più fluido tu devi necessariamente darle una tua cifra stilistica che non è minimamente presente in originale, nonostante tu ti faccia sempre scudo della fedeltà per difendere le tue scelte? Da cultore della fedeltà assoluta al prezzo della fruibilità di un'opera, non vedi come tu, in tutti i tuoi lavori, abbia fatto parlare i personaggi non come si esprimono in origine, ma come tu pensi che si stiano esprimendo? Una frase presa davvero a casaccio tra tutte quelle che ti stanno contestando è risultata l'emblema del tipo ti seghe mentali che ti fai su un prodotto, trasformandolo in quello che tu credi debba essere. Un po' come il discorso del cut sul rifugio che avrebbe giustificato la tua scelta, tra un tentativo di buttarla sull'imposizione dall'alto e la magia dello schemino. Oltretutto, sempre in merito a questa frase, le varianti proposte non sono meno rispettose dell'opera della tua, è questo che forse non ti è chiaro. Quindi perché fare il possibile per farli parlare a quel modo?
  6. E aggiungo, trollando: a questo punto perché tradurre shelter? I giapponesi hanno il loro modo di dire "rifugio". L'effetto della parola straniera lo avremmo potuto mantenere tale e quale da noi, no?
  7. Perché sottolinare che le due parole sono sinonimi (in italiano), ma non che in giapponese dice proprio "ritirarsi da un luogo"? È evacuare, non prendere rifugio/rifugiarsi. La accendiamo? Hai modificato il senso originale della frase? Sì. Perché? Per una tua erronea convinzione, perché secondo te non si capiva il cambio scena, per via dello schemino che ti sei fatto con vari termini che in italiano possono avere comunque anche altre rese. Però poi tutto quello che fa sanguinare lo orecchie lo hai lasciato con la scusa, perché di scuse si trattano, di una presunta fedeltà al giapponese. Ora, stiamo scherzando o parli seriamente?
  8. Grazie, perché davvero sta dimostrando quello che si dice da anni. E tutto per limiti suoi.
  9. すでに退避完了との報告が入っています。 Peccato che la frase che hai messo qui prima abbia taihi e non hinan. Riprova.
  10. Perché questi sarebbero "dialoghi" mentre cose inascoltabili messe ovunque in questo nuovo doppiaggio sarebbero giustificabili dal fatto che il giapponese dice altro. Qui, in questo caso, dizionario alla mano, il giapponese dice altro e tu stai dicendo che la ragione la hai comunque tu. Perché qui hai sentito la libertà di cambiarlo (per altro, con una frase orribile da leggere) e altrove invece hai fatto scelte, spesso anche peggiori, con la scusa della fedeltà?
  11. A me sembra alquanto evidente che se da una parte dici che l'evacuazione è completata, poi tutti gli sfollati sanno pur messi da qualche parte (in questo caso un rifugio). Quanto al dizionario, cerca sul monolingue, non su quello giapponese-italiano. Il monolingue esprime proprio tutt'altro concetto, come ti ho scritto anche prima: "ritirarsi da un luogo per evitarne il pericolo". No, il rifugio non c'entra nulla.
  12. No, è sbagliata perché il verbo giapponese era differente. Secondo quello che TU usi sempre come riferimento per difendere il tuo lavoro di adattamento, se così lo si vuole chiamare. E non solo era differente, ma aveva proprio una spiegazione univoca sul fatto che si dovessero levare dalla zona pericolosa, non cercare rifugio nella zona in cui si trovano. Sono concetti chiaramente differenti. Solo che stavolta ti sei messo in testa che, essendoci il cut sul rifugio, allora la scena sarebbe stata più bella con una chiusura su "rifugio", ma almeno abbi la decenza di ammettere che è una aggiunta tua che, in questo caso, hai modificato il giapponese che solitamente è intoccabile, perché hai ritenuto opportuno farlo. Ma a questo punto perché non cambiare anche tutta una serie di cose obiettivamente "brutte" da sentire? Il metro di paragone dovrebbe essere l'originale, no? Eppure quando vuoi lo cambi... 🙄 Le scuse dell'imposizione su una cosa come evacuare, ti prego, tentala con qualcuno non del giro, perché le vere imposizioni dall'alto sono di ben altra pasta.
  13. Be', certo, non fa una piega. Meglio una frase SBAGLIATA (è bene ricordarlo, visto che ti attacchi sempre al Verbo dell'originale giapponese) e scritta male, in modo illegibile, inutilmente ricercata, anziché una soluzione più scorrevole, ma che non termini con un vocabolo che TU hai deciso che andasse messo nei dialoghi visto che poi, dopo il cambio scena, si passa a un rifugio. Rifugio che, ribadisco, non è presente nel testo giapponese ma è una tua personale aggiunta. Ritorniamo al fatto che quando pare a te le cose le cambi come meglio credi e invece quando te lo fanno notare altri sono loro a sbagliare perché l'originale è differente. Siamo al paradosso. Spero che tu almeno in cuor tuo te ne stia rendendo conto.
  14. Resta che il livello di precisione che dicevi di richiedere qui sopra sia un modello un po' elastico, visto che cambia a tuo uso e consumo. Dove sta la fedeltà se vai modificare una azione che no, non è affatto ascrivibile al significato di quella originale (e che sarebbe stata più scorrevole)? Alla fine le "regole" che dici di seguire per la fedeltà si infrangono ogni volta che poi le modifichi perché, A TUO GIUDIZIO, vanno modificate. Tutto a posto?
  15. No, Gualtiero, stai delirando e non te ne rendi neppure conto. Un dialogo con "i civili?" "è giunta comunicazione del completamento dell'evacuazione" dici che non si sarebbe capito? Davvero?Anche se l'adattamento dovrebbe fare qualcosa di meglio, come resa (tipo: "i civili?" "ci comunicano che hanno già completato l'evacuazione"), ma so che tanto su questo non ci incontreremo mai. Oltretutto ti farei presente che il monolingue per "taihi" (evacuazione) indica proprio il "ritirarsi da un luogo per evitarne il pericolo", quindi proprio evacuare. Non "trovare rifugio", ma proprio l'allontanarsi dal pericolo. Se vuoi fare il purista a tutti i costi. Quindi, purismo mancato per purismo mancato, perché non scriverla in un italiano leggibile? Ho giusto spiegato qui sopra che infatti dicevano, in giapponese, una cosa diversa.
  16. Scusa, non sta in piedi. "Ci è giunto comunicato che hanno già completato di prendere rifugio" ti sembra più corta di "è già arrivata la comunicazione del completamento dell'evacuazione"? Va stretta? perfetto! "è già giunta comunicazione del completamento dell'evacuazione" O ancora : "ci è giunto comunicato del completamento dell'evacuazione". Poi, da quando ti formalizzi nell'usare un termine italiano corrente che ha in quel contesto una interpretazione univoca (io stesso, re della malizia, non ho neppure lontanamente pensato all'altro significato), solo perché può voler dire che hanno finito di cagare? Non diciamo fesserie e stai sul pezzo, per cortesia. 🙂 EDIT: per altro, se si sono prestati a doppiare (Mazzotta in direzione, ma anche tutti i doppiatori in sala) tutto il resto, il problema sarebbe stato "evacuare"? Non sei serio nel dirlo.
  17. Non direi. Stiamo sempre su quella frase che hai trasformato per rispetto dell'originale presente solo nella tua testa. Fermo restando che non è mai bello mettere il becco nel lavoro di colleghi, ma un po' me le tiri fuori. Passi la parte iniziale "ci è giunto comunicato", visto il verbo "hairu" di movimento (per quanto sarebbe meglio un "ci è già arrivata comunicazione", dato che "giungere" è già un livello sopra arrivare, mentre haitteru è proprio terra terra), ma la finale assolutamente no. Quel "già" può essere attribuito sia al completamento che alla comunicazione, ma dipende dal contesto. Resta però il fatto che "退避完了" è "completamento dell'evacuazione", non certo "che hanno già completato di prendere rifugio". Poi, se giochiamo al purismo, è una stringa di quattro kanji, senza particelle, suffissi, ecc... quindi se vuoi fare il fedelissimo l'adatti nel modo più conciso possibile in italiano, altrimenti tradisci i tuoi intenti puristi. E se devi allungarla per evidenti problemi di sinc, c'è modo e modo di metterla senza per forza distorcerla in quella maniera, non trovi? È una critica sensatamente espressa, questa? Sai, mi sembra un po' come per la discussione nel topic di Jojo dove si è parlato degli ausiliari coi verbi servili. Del tuo usare "avere" quando il servile è seguito da "essere" ne hai fatta una questione di gusto personale, ma è una dannata regola della nostra grammatica, nulla di soggettivo. The winter is com- ah, no.
  18. Appunto. Ma non ti poni neppure lontanamente nell'ottica di ascoltare realmente le critiche. "è così perché giusto così", punto. Non si riesce mai ad andare oltre. 🙂 Ora però il nano chiama davvero. Ciao!
  19. Se fosse arzigogolato anche in originale, io darei ragione a Shito senza problemi, ma abbiamo l'esempio di prima da usare, se vi serve. Sottotitoli: L'evacuazione risulta completata. Doppiato: Ci è giunto comunicato che hanno già completato di prendere rifugio. Traduzione (di terzi che traducono di mestiere): è già arrivata la comunicazione del completamento dell'evacuazione. La frase originale è quella postata da Shito qualche pagina fa. Buona continuazione. 😛
  20. Gualtie', continui ad attaccarti a virgole, imprecisioni, per evitare di parlare dell'insieme. Secondo l'etichetta è vero che di mattina andrebbe usato "ohayougozaimasu", ma, così come da noi c'è chi dice buongiorno alle 5 del pomeriggio, in Giappone senti Konnichiwa di mattina. Ma è questo il punto del discorso? Fedeltà e rispetto per l'opera: tu che li hai a cuore, davvero non vedi come "modifichi" a tua discrezione, per un tuo modo singolare di interpretare la traduzione e la sua effettiva resa italiana, dialoghi e registri? Restiamo pure su quella frase dal terzo episodio (mi fido di quanto hai riportato, io l'ho letta solo sull'antro di Manhattan), per quanto mi riguarda. Aspetto una eventuale traduzione di Garion e poi ne riparliamo. 🙂 Ora, con buona pace di john, devo pensare a Kojiro.
  21. Cosa non ti è chiaro di quel "LETTERALMENTE"? EDIT: Il punto è che la traduzione che ti arriva dal traduttore, prima che tu ci metta mano, immagino sia scritta in modo ben differente dalla resa finale. E non ne faccio una mera questione di lunghezze.
  22. Seriamente. Nel pezzo citato c'è anche un esempio "notturno" dell'uso di konnichiwa (oltretutto, è cristallino che di mattina te lo dicessero in ascensore e di pomeriggio, nella formalità di un negozio, passassero al konbanha ^^""). Che sì, si usa anche di sera. Semplicemente. Non andiamo ot con "addii" vari, però. Ora, possibile che 6 traduttori di mestiere, laureati e che in alcuni casi vivono in Giappone, più due madrelingua e una semplice amica che non ha attinenza con questo ambiente, dicano tutti la stessa cosa? Non sarà che forse sbagli tu che sai il giapponese da autodidatta? Sai, è sempre possibile e dicevi tu stesso che era il vecchio Gualtiero a non ammettere i suoi errori. E invece. Se @ryoga vuole dirmi, qui o in pvt, chi sarebbero le altre persone che fanno il tuo lavoro e che hanno trovato questi stessi difetti nell'articolo, io sono sinceramente desideroso di comprendere o, in caso contrario, di farti comprendere. (tutte ste notifiche via mail sono una novità per testare i nervi dell'utenza? 😂) LOL Quel "È bellissimo" finale lo devo intendere detto à la Prati?😂
  23. Veramente ha scritto una cosa ben differente da quella che stai lasciando intendere tu qui ora. In un discorso più ampio. Un po' come quando tu dici che non andrebbero prese, decontestualizzandole, delle frasi dai tuoi adattamenti perché altrimenti perdono di significato. Cito: O-hayou gozaimasu! La prima battuta è il celebre おはようございます o-hayou gozaimasu, una delle prime parole che si imparano quando si arriva in Giappone anche solo da turisti: è il saluto base e per semplicità d’uso è solitamente tradotto come “buongiorno” o simili. Analizzandone la forma, però, si scopre che in realtà ha un significato più preciso, che è quello con cui viene usato dai madrelingua. La versione scritta in ideogrammi 御早う御座います o-hayou gozaimasu mostra che la frase è composta da: 御 O- (onorifico) 早う hayou “presto” (avverbio) 御座います gozaimasu, coniugazione in forma cortese del verbo antico 御座る gozaru “essere” Quindi in realtà o-hayou gozaimasu letteralmente non vuol dire affatto “buongiorno” e non contiene nessuna parola di augurio: vuol dire “è presto” in forma cortese -masu, ed è così che lo usano i giapponesi, i quali non si scambiano il saluto o-hayou gozaimasu solo la mattina, bensì a qualunque ora del giorno e della notte la prima volta che si incontrano. È inoltre un saluto che si usa principalmente fra persone che si conoscono già o con cui si ha familiarità o con cui si sta per fare qualcosa insieme (compagni, colleghi, eccetera): è infatti un saluto nato e usato in ambito militare. Con gli sconosciuti o fra civili si usano di solito altri termini, come ad esempio こんにちわ kon’nichiwa, che vuol dire “È (iniziato) questo giorno” ed è il vero e proprio “buongiorno” dei giapponesi. Ad esempio, nel romanzo Le quattro casalinghe di Tokyo di Natsuo Kirino, le amiche protagoniste, colleghe che lavorano insieme in una fabbrica al turno di notte e si incontrano sempre verso le 23:00, si salutano proprio con o-hayou gozaimasu; nell’edizione italiana il saluto è stato reso con “buongiorno” (di notte???), ma d’altronde la traduzione di Lydia Origlia è nota per essere un coacervo incredibile di errori marchiani. ---------- Ora, chiedendo anche a più traduttori, la sola precisazione che TUTTI (non ho sentito @Garion-Oh, ma mi farebbe piacere che intervenisse, se lo ritiene opportuno) hanno fatto è che più che usarsi la prima volta che si vedono durante la giornata, la usa la persona che sopraggiunge nel posto in cui l'altro c'è già (della serie: "to', sei già qui?"). Quanto al significato di konnichiwa sarebbe "konnichiwa (gokigen ikaga desuka)" --> "quest'oggi (come stai?)" Appurato questo, tutto il resto degli articoli, sempre carta da culo? O ci sono da fare altri esempi decontestualizzati come questo? Volendo, già che ho invocato Garion, mi farebbe piacere che anche lui desse una sua traduzione (se vuole, ovviamente) della frase di prima: すでに退避完了との報告が入っています。 Non lo sapevo. Lurko ogni tanto, ma su altre discussioni. Peccato però che molti altri traduttori con cui lavoro e/o che conosco (e so come lavorino), dicano il contrario in merito a quegli articoli. Anche dei madrelingua, per dire. Quindi dove starebbe la verità?
  24. @Shito Grazie per la non-risposta. È quello che cercavo di farti presente col primo messaggio a mo' di scherzo. 🙂 La domanda resta sempre la stessa: perché non parlano in italiano, ma in "cannarsese"? Parli di fedeltà e rispetto per l'opera (giustissimo), ma ogni volta li fai parlare come tu immagini che debbano parlare, inficiandone la fruibilità. Te lo si fa presente e o non rispondi* o dimostri di aver ragione andando a smontare la frase giapponese incurante di quale dovrebbe essere la lingua di arrivo della traduzione stessa. 🤷‍♂️ Detto questo, torno a trollare in allegria, ché di tempo per discorsi seri non ne avrei. ^^ * (ho letto un articolo bellissimo su di te, il cui autore ha perso fin troppo tempo trovando esempi, traduzioni, citazioni e facendo un'analisi seria e accurata dei tuoi adattamenti (ghibli, se ben ricordo). Mi è sembrato un ragazzo mosso dai più genuini sentimenti verso l'amore per l'opera. Mi pare non sia mai riuscito a ottenere una risposta da te. Se sbaglio, ti prego di dirmi dove andare a leggerla, perché sarei estremamente curioso di capire. Qualora non lo conoscessi, ti metto il link qui sotto. In fondo alla pagina, ci sono i rimandi alle altre quattro che, complessivamente racchiudono il tutto: [ Introduzione • Metodo • Titoli • Dialoghi • Canzoni ].) http://www.dimensionefumetto.it/gualtiero-cannarsi-nel-di-lui-caso-introduzione/?fbclid=IwAR025tUjmFN_BrychAyLyunRDzJGmlkgZzuC6kTm53smtu8lhurr9PAwIJU Per gli admin: si può mettere un link come ho fatto qui sopra, vero? Con tutti i cambiamenti nel forum, non ho pensato a leggere di nuovo il regolamento.
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