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Tutti i contenuti di Erik
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Bello! Si era visto qualche giorno fa in una foto piccina picciò. Nice find Mask!
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Puoi contarci.
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L'omologo del COlonnello è raccapricciante!!! Più del makeup! :lolla: :lolla:
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Ma io lo trovo un casting azzeccatissimo!!! :pazzia: Uno che riesca a sembrare "infinitely more devious". Cosa volete di più?
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Superman 2 (nella versione cinematografica) è unammerdacolossale .
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Senti, già tu parlare strano. Io povero uomo bianco fare fatica. Poi se tu parlare con nomi uguali, ora nomi ora cognomi, io perdere filo. Prossima volta fai disegno. Uau, il racconto che probabilmente mi ha fatto più incazzare, vista l'immensa IDIOZIA del protagonista. Che culo. Colpa tua che non ti fidi. Non fraintendermi. Fai benissimo.
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Ma ti dirò di più: mi stupisco che la cosa non fosse stata ufficializzata prima. Ci pensavo qualche giorno fa. Tanto lo sapevamo tutti che avrebbe fatto 'sta stronzata. Perché lui si ama.
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Per ora non troppo, ma sarebbe meglio fermarsi.
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In realtà lo vedono entrambi, perché si sentono inseguire e si girano a un certo punto dureante la fuga. Tant'è che il protagonista lo descrive precisamente (per quanto possibile ). Quello che SOLO il collega vede e che non vuole rivelare, lo vede durante il viaggio di ritorno in aereo, dalle montagne al campo base.
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Nel libro lo Shoggoth viene visto dal protagonista. Ma comunque questa "teoria" di cui parli verrà un po' forzata, nel film. :biggrin:
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E' un'ottima iniziativa, che sto appoggiando personalmente in ogni modo possibile. Il progetto è molto valido, tutti gli artisti (tranne uno) sono tutte persone di mia conscenza, di grande capacità, vero talento e grande passione. La commistione di generi, l'horror di stampo lovecraftiano e il western fondato sugli stilemi del cinema degli anni '60 e '70, risulta particolarmente suggestiva e abbastnza nuova da meritare ampio respiro, diffusione e conoscenza da parte del grande pubblico nerdoide, lettore del fumetto italiano E americano. La prima graphic novel (1 di 3) che potete vedere nel filmato postato da Mike, è già stata tradotta in inglese (da me) e attende solo di essere publicata oltreoceano. Se volete essere tra coloro che possono dire "io lo conoscevo già", quando Purgatory finirà su Grande Schermo, vi consiglio di leggerlo e di divulgarlo. E di parlarne bene, si intende. :biggrin: Non vale. Te sei partito prima, Sexmachine.
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Sono d'accordo. E questo è già un evento! Non mi risultava fossero novellas (il novel è leggermente differente), ma è possibile che mi sbagli io. :biggrin: Meh, non fidarti. A parte che non è così complicato dal punto di vista linguistico, ma solo incasinato dal punto di vista strettamente formale ... e comunque lo sapete che il mio metro di giudizio è un po' strano! Abbiate pazienza. Cheppalle. Fai così. Non fidarti. Dammi retta. (tentiamo la psicologia inversa) Interessante lapsus, ma continui a non fidarti. Fai bene. Dubita. Tu non vuoi che io risponda a questa domanda, vero? Me ne parlò Mike ... prima o poi dovrò vederlo.
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Se mi levano Jane Foster per Lois Lane m'encazzo. (anche se tifo per un BEL film di Superman!)
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Su questo mi fido di te. Ahimè, sono indietro con la mia lettura di Poe (iniziata anni fa e mai finita. Mi devo decidere! :goccia: )! Tuttavia devo dire di aver riscontrato questo tipo di ingenuità anche in molti altri racconti celebri, uno su tutti "Colui che Sussurrava nel Buio", che è pieno di soluzioni improbabili e ingenue, figlie del loro tempo e della suddetta inadeguatezza della prosa di Lovecraft rispetto al suo genio visionario. :biggrin: Per questo l'ho imputato al suo stile, senza pormi il problema. Ecco appunto, me ne sto zitto. :biggrin: Comunque sì, da quel che ho letto in originale (non molto, per lo più sulla rete, per curiosità) la prosa di Lovecraft solitamente NON è complicata. Ok, ok. Mi cheto una volta per tutte.
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Fai, fai il furbetto, che tanto poi mi darai ragione. Comunque hai (e non succee mai) completamente frainteso. Non ho mai parlato di "super-trama", ma di ampliamento e completamento di quella che c'era già, ovviando a problemi che il libro originale ha. Esempio: per tutto il libro tu leggi i resoconti di uno che è tornato indietro sano e salvo. Ok, bello spaventato, ma sano e salvo. E non è tornato da solo, son tornati tutti tranne il povero Dott. Lake, sezionato dagli Antichi. Nel film, almeno nella versione che conosciamo io e lo scrofone (ma non vedo perché dovrebbe essere cambiata) chi torna è Permetti che come impianto è notevolmente più interessante e coinvolgente? Poi se devi da rompe 'r cazzo, continua pure, eh! :lol: Non stiamo parlando di generalizzazioni onanistiche, ma di un romanzo preciso. Dunque, in At the Mountains of Madness abbiamo una vicenda precisa, che è la scoperta scientificamente inoppugnabile di un segreto incredibile e spaventoso: antichissime forme di vita aliene hanno abitato la Terra in tempi paleozoici. Ok, questo lo troverai con estrema fedeltà nel film. ESTREMA. FEDELTA'. Quello che troverai "in più" non fa altro che portare il romanzo originale ad un estremo che è assolutamente nelle corde della narrativa di Lovecraft: non c'è speranza, non c'è salvezza, non si può scappare dopo aver conosciuto certe cose, né si può vivere. Non andate. Non dovete. Ecco, questo il film lo trasmette infinitamente meglio del romanzo. Non è un problema del tutto imputabile a Lovecraft, tuttavia, perché ritengo che nell'ottica di uno scrittore in attività da anni, e che da anni costruisce una certa mitologia, non ci sia motivo per volerla riproporre TUTTA in ogni racconto. Anche quando questo racconto è la sua unica novella, come si dice in Inglese. Il merito di Del Toro è di voler usare il più celebre racconto lovecraftiano in modo tale da abbracciare l'intero ciclo di Chutulhu e l'intera visione delle mostruosità cosmiche concepite dal Solitario, che ben conosciamo. Difficile spiegarlo diversamente senza sputtanare troppo e rovinare sorprese. Forse ho già detto troppo. Te vuoi far parte della seconda spedizione, dì la verità! Sissì. Tanto poi ti fappi di sicuro. Vedrai. Zozzo. Eh, sono molto indeciso. Il sunto della sceneggiatura E' in pratica il libro originale. Temo che dicendovi altro non possa che rovinarvi la visione ... e questo, soprattutto in questo caso, proprio non lo vorrei.
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Ce n'è già uno che non si fida. Non ti ci mettere anche te! E comunque, se vogliamo metterla su questo piano, "fidati di me, che mi fido di Del Toro".
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E chi ha mai detto il contrario? Sto dicendo che, in questo caso, la versione di Del Toro che conosciamo io e lo scrofone è superiore all'originale di Lovecraft in tutti questi aspetti. La trama è più articolata, ha maggio respiro ed è più compiuta. L'intreccio è lo stesso, ma è gestito in maniera più accattivamente. La sostanza è la stessa, ma arricchita e completata con grande gusto. Vuoi continuare a farmelo ripetere? :biggrin: Questa frase non ha senso. Soprattutto alla luce di quanto ho detto. Riformula, please. :biggrin: Tu continui a non fidarti.
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Tu non vuoi saperlo realmente. Lo so bene, ma questo non cambia il fatto che il libro HA molti punti deboli, molta lentezza, molta poca sostanza e vive totalmente sulla visionarietà della mitologia che racconta. Lovecraft era un visionario migliore di quanto non fosse come scrittore. Questo è un dato di fatto. Potrei fare un elenco di "errori" narrativi e strutturali del libro, ma non mi pare il caso. Questo ovviamente non toglie nulla all'apporto straordinario ed altrettanto innegabile che Lovecraft ha dato all'immaginario collettivo. No e no. No. Nono. No. Manco po'. No. Ho già detto no? Esatto. Senza contare che ci sono cose che uno spettatore non perdonerebbe MAI in un film. Una su tutte, il passare il grosso del film a guardare bassorilievi (che comunque nel film ci sono, non temete).
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Ti dico fidati. Ti ho detto fidati. Ti vuoi fidare?? Solo io e Boyd sappiamo. (e io so grazie a lui che sapeva prima di me)
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Non ho detto "scrivi, scrivi, scrivi", ma "allenati a raccontare una storia", che è una cosa differente e molto più difficile di quanto si pensi comunemente. Intendevo PARLA e RACCONTA a qualcuno una storia qualunque, di una lunghezza qualunque e inventa mentre parli. Ti assicuro che sentirsi dire stronzate è uno dei modi più efficaci e veloci per farsi uno stile narrativo. 1) La grammatica italiana ormai la trovi in manuali di ogni forma e misura. Non dovrebbe essere difficile trovarne uno che ti piace. Per le lingue straniere mi sono sempr trovato bene con i volumentti della Avallardi: piccoli, poco costosi, chiari e completissimi. Mi pare che quello di grammatica italiana avesse la copertina bianca. 2) Essere consapevole di cosa scrivi dipende da te e non da un manuale. Quello ti dirà smeplicemente "sii sempre consapevole di cosa scrivi". E grazie al cazzo! 3) Il come scrivere è un altro paio di maniche e, come dicevo, sulla manualistica in questo senso non posso aiutarti. :goccia: Non hai capito. Stavo facendo un discorso un pochettino più complesso, riferito al narrare. Mi riferivo alla semplicità dell'intreccio, non all'elementarità della forma grammaticale. Quello si trova di sicuro, anche se mi sfugge la sua utilità. :lol:
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No, non hai capito: non sono stati TOLTI dettagli, ma AMPLIATI, APPROFONDITI, MIGLIORATI quelli che già c'erano. Quello che trovi nel libro, nel film c'è. Solo che ce n'è di più, fatto meglio, raccontato meglio e in modo infinitamente più cattivo e spaventoso. Credici o no. Andò sta? http://en.wikisource.org/wiki/At_the_Mountains_of_Madness/full Ti dico da subito che non ho tempo di mettermi a scartabellare, ma se c'è è proprio nel primo capitolo. O tutt'al più nel secondo, quando si racconta dello sbarco e del primo giorno di scavi.
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La storia del film è quella del libro, para para ... MA scevra da ingenuità, incoerenze, stupidaggini e inutili appunti di importanza marginale (come il primo capitolo, tutto incentraro sull'inventario della spedizione ). Il protagonista del libro, il geologo William Dyer, racconta della spedizione che la Miskatonic University aveva organizzato al Polo Sud per prelevare campioni di fossili antichi. Questo nel film è rimasto, ma ampliato e completato con eccezionale gusto e intelligenza, sia nelle premesse, che nello svolgimento, che ne finale. E' un VERO viaggio da incubo, che Lovecraft avrebbe MOLTO apprezzato. Ne sono più che convinto. Ah, Larson è un enorme norvegese (non quotatemi sulla nazionalità, però, vado a memoria) che si occupa dei cani da slitta. Nel libro ha credo una sola menzione di mezza riga.
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Nonostante sia io che Anoint ci dilettiamo di scrittura, temo di non poterti essere d'aiuto, visto che non ho mai nemmeno pensato di comprare un manuale di questo tipo. Il mio unico consiglio è: prova a raccontare una storia. A te stesso, a un bimbo, a un'altra persona ... fare il Master a un GdR qualunque aiuta molto, in questo. Una volta che inizi a raccontare storie scoprirai di non poter sopporatare certi cliché, di amarne altri, di prediligere personaggi fatti in un certo modo, di voler tentare generi che non ti riescono comodi e soprattutto di voler tenere il lettore/spettatore/giocatore lì, appeso alle tue labbra, fino alla fine. Ovviamente, leggere molti buoni libri, magari anche di autori che raccontano in maniera eccellente quello che è parte del nostro immaginario, aiuta moltissimo ... ma sono certo che questo già lo sai. Per il resto, parti dal semplice, non mettere personaggi che non servono a nulla, mantieni coerenza e chiarezza. Il resto è tutto nelle tue mani.
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L'avevo letto ieri sera. Allucinante. :goccia:
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E' che ora che si è staccato da Lo Hobbit è come aver fatto saltare una diga! :biggrin: Grande Guillermo, facce sognà (e questo ci riesce per davvero!)! :dance2: