-
Numero di post
8894 -
Iscritto dal
-
Ultima visita
-
Giorni Vinti
72
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Blogs
Gallery
Calendario
Tutti i contenuti di Erik
-
Spielberg non riesce fisicamente a girare male un film. Tutto starà, come sempre, nel vedere se il soggetto e la sceneggiatura saranno all'altezza della cinematografia. Per ora questo trailer mi incuriosisce ma non mi conquista. Comunque lo voglio vedere.
-
Promo-art della Civil War (una la riposto dal topic di Black Panther):
-
Direttamente dalla promo-art di Civil War: Poi ho trovato questa, sempre dal set di Civil War, che non mi pare di aver postato in passato:
-
Jessica Jones aka Alias su Netflix
topic ha risposto a Erik in una Boyd nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Te l'ho detto che può essere un semplice rimando stilistico. Però c'è un modo per cui potrebbe tornare. Attendiamo il prossimo serial dei Defenders per vedere se l'incrocio è lo stesso. Sempre dando per scontato che nel giro di pochi mesi i negozi non siano tutti cambiati per via della crisi! -
Jessica Jones aka Alias su Netflix
topic ha risposto a Erik in una Boyd nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Esagerato! Capace è una cazzata che non è minimamente vera e sono solo immagini promozionali che hanno la stessa impostazione per amor di coerenza narrativa. Epperò se fosse come dico io sarebbe spettacolare! Aspettiamo e vediamo. Intanto aspettiamo Jessica. -
Jessica Jones aka Alias su Netflix
topic ha risposto a Erik in una Boyd nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Ricordi questo? Dico: e se ogni personaggio dei Difensori avesse la sua strada all'incrocio? Questo sopra era il motion poster di Daredevil, stessa impostazione nel video che hai postato di Jessica Jones (precisamente a 0:25) Ora attendiamo Luke e Denny per scoprire se i quattro si incontrano idealmente all'incrocio di Hell's Kitchen. Che dici? Secondo me ha senso ed è una figata pazzesca. P.S. Per altro le finestrone davanti le quali atterra mi ricordano tremendamente quelle dell'appartamento di Matt Murdock. Che le insegne al neon siano proprio quelle? Che l'incrocio sia proprio sotto casa del Diavolo di Hell's Kitchen? -
A quel pover'uomo ora assegnano ogni cadavere di franchise per vedere se opera il miracolo?
-
Prevedibile. Tanto tra un annetto i diritti tornano a Cameron. Poi di lì si vedrà.
-
Sì, ma purtroppo funziona solo in quell'altro senso, cioè: Original IP -> Brand Per ora. Con il continuo gonfiarsi (in maniera per lo più ingiustificata) dei costi di produzione e di marketing, tuttavia, sta prendendo sempre più piede un certo numero di case di produzione, sto pensando alla Blumhouse, che fanno dei loro budget miserrimi e della loro inventiva il motivo del proprio successo. Non mi stupirei se nei prossimi anni si dovessero moltiplicare molto le "etichette indie" degli studios storici.
-
Tra l'altro è molto comune, a Hollywood, prendere uno script che ha delle tematiche/caratteristiche affini ad un qualche brand per cui lo studio ha i diritti e rielaborarlo quel tanto che basta per potergli cambiare titolo e usare il suddetto brand.
-
Jessica Jones aka Alias su Netflix
topic ha risposto a Erik in una Boyd nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
No, spè. Ripeto: tra le finaliste di cui siamo stati messi al corrente, la Ritter è la scelta migliore senza dubbio. Tuttavia io, che sono solo un lettore di fumetti e non conto nulla, personalmente per Jessica Jones avrei fatto scelte diverse. Nient'altro. -
Non importa. Un brand è un brand. Operazione U.N.C.L.E. ha un nome così cretino perché sarebbe il remake di una serie tv degli anni '60. Grazie anche a quel nome cretino (e alla faccia di cazzo di Henry Cavill) il film ha floppato di brutto. Eppure chi ci mette i soldi, se c'è un qualsiasi brand di riferimento, è molto più tranquillo. Come aggravante, poi, qui si parla di personaggi dei fumetti, che ora sono la gallina dalle uova d'oro.
-
Jessica Jones aka Alias su Netflix
topic ha risposto a Erik in una Boyd nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Quello sì, ma Jessica Jones è un personaggio molto particolare. Si tratta del tipo di donna che, quando passa per strada, non ti giri a guardare, perché è solo quando si mette adeguatamente in tiro che appare per quello che è, ovvero una bella gnocca. Se passa la Ritter ti giri eccome. Ma anche se è vestita da muratore. Per carità, sono piccolezze che con il giusto script e la giusta recitazione (che non ho motivo di mettere in dubbio) si possono tranquillamente aggiustare, ma per me, fisicamente, come impatto, non è lei la Jessica Jones ideale. Resto comunque contentissimo della scelta. Sicuramente è la migliore nella lista che trapelò qualche mese fa. -
E' lì che viene fuori quel piccolo particolare che agli investitori piace tanto, che è il BRAND.
-
Ah, ma su quello non ci piove: cappa della levitazione e Occhio di Agamotto vanno presi pari pari dal fumetto.
-
Quello non è eccentrico. Quello è monnezza. Letteralmente.
-
Ecco se proprio chiedi a me, eviterei i pantacollant e i guantini leopardati... ma sono certo che ci sia un modo per tradurre quella roba lì in qualcosa di meno... hem... eccentrico.
-
Jessica Jones aka Alias su Netflix
topic ha risposto a Erik in una Boyd nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Ne parlavo un paio di giorni fa con un amico. Io non avrei scelto lei per Jessica Jones e non avrei scelto Mike Colter per Luke Cage, però Netflix ci ha già dimostrato di saper fare i casting e comunque sono due buone scelte. Mi aspetto gran belle sorprese da questo show e, per ora, i teaser vanno nella direzione giusta. -
Sì, sono d'accordo. Quello era proprio brutto. Comunque le news che arrivano sul Dr. Strange sembrano tutte ottime. Sono molto ansioso di vedere anche solo un concept art con la facciazza aliena di Cumberbatch.
-
Notevolissimo. Non ai livelli di quello di Fury Road, che ha più di un colpo di genio, ma comunque notevolissimo.
-
Si usano talmente poco che, quando compaiono sulle locandine, tutti si stupiscono.
-
Ci sarà una mezza chiappa di Gal Gadotta...
-
Ah sì? Questo è davvero interessante! Grazie sirtà! Appena ho possibilità allora gli do una chance!
-
Ma cosa cacchio... :lolla:
-
Mi limito a cercare di spiegare l'ultimo passaggio che mi chiedi, se riesco. Il fulcro della vicenda è un momento di grande distacco fisico ed emotivo, un trauma che la protagonista vive. Questo momento formante, che come dicevo altrove è qualcosa che tutti noi, in modi e con gradazioni differenti, abbiamo sperimentato dolorosamente, è raccontato in un modo se vogliamo paterno (o materno, se vedi come me in Joy e in Sadness due metà di una figura materna) e ti guida attraverso un percorso di guarigione e comprensione, che ha come conseguenza l'happy ending di cui parlavi anche tu. Questo, secondo la mia lettura del film, è la sua ragion d'essere: far riflettere sul fatto che la vita, quando si manifesta al di fuori della nostra comfort-zone, è fatta di esperienze dal sapore contrastante e che l'idillio dicotomico felice-triste non solo non è più applicabile, ma neppure funzionale, né sano, per diventare adulti in ogni senso. E che non è possibile proteggersi per sempre dal mondo esterno, né proteggere chi si ama. Contesto che un bambino dell'età di Riley possa apprezzare pienamente il messaggio perché, in realtà, questo momento lui non l'ha ancora superato! O se l'ha passato, è ancora troppo vicino ad esso per poterlo vedere per quello che è. E' chiaro che sto generalizzando e che certamente tra le milioni di ragazzini che questo film l'hanno visto qualcuno avrà capito benissimo ciò di cui si parla. Eppure credo che anche un zagazzino molto intelligente, che ha capito tutto quanto, comunque non ha gli strumenti per fruire veramente del senso della storia. Perché per lui, quella storia, è appena cominciata. Questo è il mio punto di vista. Per questo dico che è un film per adulti e, in modo ancora più profondo, per genitori. Ovviamente al di là della maschera di bizzarra fiaba colorata che gli hanno dato.