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Gingerbread

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  1. Sì, la parte iniziale dell'episodio è quella migliore (e abbiamo i bambini che vivono da bambini; dei momenti che fra un po' verranno a mancare), il paragone con le isole era per il tono della parte parte "action" successiva rispetto al resto dell'opera. Direi proprio di sì! Ho percepito che era un modo di dire adattato, e hai trasmesso molto bene il senso. "La luna e la lana" che avevi già commentato altrove è un po' più ostico, ma il senso generale è chiaro grazie al "rispetto a questi sacchi di patate". Magari un "come si dice" da qualche parte l'avrebbe sciolto? Per gli "orpelli anacronistici" e le "scale alla marinara" ricordo varie critiche, ma mi sono sembrati passaggi molto lisci in realtà. EDIT: Ci ripensavo, mi pare però ci sia una differenza fra "la luna e la lana" e "prevenire per non patire"/"il tipo che per i suoi fini non sta a scegliere i mezzi". Nel secondo caso c'è anche un richiamo non sono alla forma, ma proprio alla terminologia di due modi di dire italiani, che "combacia" abbastanza con il significato giapponese. Forse è per questo che "la luna e la lana" fece scalpore, mentre gli altri due. Probabilmente se in italiano esistesse un modo di dire "è come la luna e [qualcosa di negativo]", sarebbe risultato più naturale. John Who? (Anche la battuta sul Natale non l'ho capita. :D) Chissà se per quell'Apostolo non si siano ispirati agli algoritmi "di sciame". Grazie al solito per i commenti e gli spunti
  2. Buona Pasqua (in ritardo) e Pasquetta! Riprendiamo con il commento degli episodi. :) "Magmadiver" (unico caso in cui il titolo giapponese coincide con l’internazionale), visto un po’ di giorni fa, non mi ha detto molto. Più che la bilogia introduttiva di Asuka, è questo che mi è sembrato il "capitolo delle isole" di Evangelion (per quanto Higuchi non sia stato coinvolto), un po’ "fuori tono" rispetto al resto dell’opera. L’ho rivalutato alla luce del materiale dei LD, dove viene fatto giustamente notare che Asuka qua è protagonista assoluta (mentre negli episodio 8-9 era co-protagonista con Shinji) e ha perfetto controllo delle situazioni "esterne" (tutta la vicenda nel vulcano), ma non riesce a gestire le relazioni interpersonali. L’episodio 11 ("Nelle tenebre immobilizzate") ha la famosa (?) frase sugli "Apostoli con il nome di Angeli", anche se non è chiaro come Shinji possa saperlo (nemmeno è chiarissima l’informazione allo spettatore, vedremo a schermo i nomi degli Apostoli solo nell’episodio 14. Forse era già uscito del merchandising con i nomi dei vari Sachiel, Shamshel e via dicendo?). Comunque vedendolo ho avuto la netta impressione che gli autori si siano molto divertiti a realizzarlo, e questo divertimento è trasmesso allo spettatore. Ci sono molte scene che giocano con le aspettative a livello di regia/sceneggiatura: "Se un Apostolo comparisse in un momento simile sarebbe dura" -> Scatta l’allarme Maya all’inizio dell'episodio elogia la scienza -> Un po’ di scene dopo va tutto in blackout, Ritsuko commenta "È questa la struttura che incarna il fiorfiore della scienza moderna" "Niente da fare, è staccato anche il telefono d’emergenza" -> Cut veloci su vari altri telefoni che non funzionano Asuka apre la porta -> C’è l’Apostolo Sia Fuyutsuki che Ritsuko temono che Gendo possa diventare "molesto" (esattamente stessa battuta ripetuta). All'episodio ha collaborato lo Studio Ghibli. Cercando il nome del candidato singolo menzionato, si scopre che è ispirato al nome di un producer dello Studio Ghibli, ed amico di Anno. Curiosità linguistica per @Shito: "Prevenire per non patire" e "Il tipo che per i suoi fini non sta a scegliere i mezzi" rimandano a modi di dire italiani; in originale com’erano? L’episodio 12 ("Il valore di un miracolo è…") è davvero molto intenso. Affronta vare tematiche, interconnesse fra loro: il Second Impact. Penso alla radio in sottofondo nella scena in auto, i commenti di Asuka ("Quella del Second Impact è stata una generazione di poveracci"), e ovviamente… … il background di Misato, finalmente esplorato. Ma più che la scena tragica all’inizio (comunque molto di impatto), mi è rimasto impresso il discorso con Shinji sul modo di fare del padre: "Era una persona che sembrava un bambino", fuggendo "dalla realtà chiamata famiglia" per rifugiarsi nella ricerca. Eppure alla fine l’ha salvata. Il desiderio di vendetta muove Misato, così come… … il desiderio di elogio muove Shinji. Misato in auto fa notare che Shinji "non prest[a] attenzione che alle espressioni degli altri", e già nel primo episodio temeva di "essere indesiderato" (nel doppiaggio Dynit trasformato gratuitamente in "essere inutile"…). Qua si ripete di non dover fuggire, e nel finale finalmente riceve elogio dal padre. La quarta tematica dell’episodio è "il valore di un miracolo"; direi che questo ha valore nel momento in cui l’uomo lo compie con le proprie mani. Questo ricollega tematicamente l’episodio al precedente: nell’11 con il blackout le operazioni venivano fatte "con le mani dell’uomo", qua l’Apostolo bisogna "arrestarlo con le mani". La Scienza viene anche definita "la forza dell'uomo". Ci si ricollega anche all’episodio 7 (dove già si parlava di miracolo, compiuto alla fine da Misato con le proprie mani), e ovviamente il tema delle mani è ricorrente nell’opera (e ancor più nel manga). E probabilmente mi sfugge qualcosa. Episodio davvero bello e denso. Il titolo giapponese dell’episodio 13 rimanda a quello del primo episodio: da "Apostoli, l’assalto" passiamo a "Apostoli, l’intrusione". È un episodio particolare ma molto bello. Gli Eva e i Children fanno poco più di un cameo: potrebbe essere il pilota di una serie dedicata ai Magi e Ritsuko, qui veri protagonisti. Ovviamente molto interessante ed affascinante l’idea dei SuperComputer contenenti la "personalità scissa" della madre di Ritsuko (la quale lascia fra gli appunti un’"Ikari stupido idiota"). La vittoria di Ritsuko con un secondo di margine (che "non è zero, né un valore negativo", dice a Misato: lo scambio è quasi identico a uno nell’episodio precedente, ma a parti invertite) è grazie a Casper, la personalità "donna", la stessa che la tradirà nel finale cinematografico. Melanconiche le considerazioni sull'impossibilità di capire la personalità "madre". Ah, a conferma di quanto dicevamo un po’ di messaggi fa sul retcon di Adam/Lilith, Fuyutsuki teme che l’Apostolo possa arrivare "Troppo vicino ad Adam". Con gli episodio 12 e 13 inizia ad emergere come vero e proprio testo la componente, chiamiamola così, "psicoanalitica" dell’opera (l’indagine dei personaggi, dei loro moventi interiori), finora presente come sottotesto. Sì, ci sono ancora gli Apostoli, ma il focus di questi due episodi era chiaramente altro. Nei prossimi due gli Apostoli spariranno nel tutto, e quando torneranno con Leliel nel 16, sarà in funzione dell’esplorazione di Shinji.
  3. Comunque pensandoci ancora, questa versione mi convince abbastanza Solo che quello che dicono Asuka e Shinji non mi sembra "motivare" in Hikari la necessità di specificare "... né al terzo!". Però in effetti era così anche nella battuta originale ("... né al sesto!").
  4. Da quel che ho capito, la battuta di Asuka & Shinji letteralmente significa che c'è un malinteso (gokai), giusto? Quindi stanno dicendo a Hikari che si sta sbagliando. Hikari però interpreta gokai come "quinto piano". La mia idea era mantenere: - Asuka & Shinji le dicono che si sta sbagliando; - Hikari interpreta come "piano". Il ché ci porta a: Hikari interpreta che Asuka & Shinji le stiano dicendo che ha sbagliato piano ("sbagli il piano"). Per questo è necessario aggiungere alla loro battuta "il piano..." (ovvero, se non fossero imbarazzati, le direbbero "Ti stai sbagliando! È parte di un piano!") Ammetto candidamento che scrivendo tutto il ragionamento mi sono reso conto da solo di quanto sia contorto ^^'.
  5. Conosco bene i luoghi che citi Shito, non sono originario di Pisa-Pisa ma durante l'università per un po' ho vissuto proprio vicino a Santa Maria della Spina (di cui la mia ragazza, non toscana, si innamoratò quando la vide la prima volta), e fino a pochi mesi fa passavo innumerevoli volte davanti l'Hotel Victoria (mai visto dall'interno però!). Per un periodo altrove ho avuto un avatar molto simile all'omino che hai postato :) Per l'indovinello ti mando un PM. Sul resto, ti ringrazio delle spiegazioni. Non sono convintissimo della resa finale della battuta di Hikari, anche se ora ho capito le ragioni. Io forse avrei alzato parzialmente bandiera bianca sulla fedeltà e provato un altro gioco di parole (fraintendimento - fraintendinaso mi ha fatto sorridere). L'adattamento della scena del "kasaneru" l'ho trovato invece molto efficace (il vecchio riscriveva invece la battuta). Grazie anche a Gendo per il materiale dal manga. Secondo me l'episodio 16 è la "svolta" di Eva a livello di regia e sceneggiatura (anticipata in parte dal 14), è interessante che autonomamente anche Sadamoto stesse andando a parare lì. C'era evidentemente una "comunenza di intenti", almeno sui temi e lo stile, fra lo staff di Eva.
  6. Gli episodi 8 e 9 introducono il personaggio di Asuka. Sono episodi divertenti, dal ritmo più leggero. Ricordo che da qualche parte (forse nell’Encyclopedia?) Shito li paragonò agli episodi delle isole di Nadia; in effetti hanno in comune Shinji Higuchi in ruolo chiave (là se non sbaglio regista, qui dietro gli storyboard). Emerge il carattere di Asuka deciso (o almeno così vuole dipingersi, anche se la maschera crolla nella scena del letto dell’episodio 8), in contrapposizione con Shinji che aspetterebbe gli ordini dall’alto. Nell’Episodio 8 se non sbaglio si pronuncia per la prima volta la parola "bambino"; lo fa il comandante, lontano dalle dinamiche della Nerv in cui finora siamo stati coinvolti. Sempre nell’episodio 8 c’è una scelta di regia interessante. Se non ci sto leggendo troppo io, quando Misato, Kaji e i "bambini" sono a tavolo, il surreale radiodramma in sottofondo sembra commentare la scena. La prima parte, sui sentimenti freddi, sembra riguardare Kaji e Misato; la seconda, sul cagnolino prodigio, Shinji e il sentimento di invidia di Asuka (qualche esempio qui). A livello "tematico" l’episodio 9 è un "mini-Completamento" di Shinji & Asuka; come suggerisce il titolo, nell’istante del combattimento contro l’Apostolo gli animi dei due si sovrappongono e diventano un tutt’uno. Bello il montaggio del combattimento sincronizzato. Due domande linguistiche: la battuta del secondo e terzo piano confesso che non l’ho proprio capita, e com’era in originale la battuta di Ritsuko "Che provi ancora amore, sarà?"? In italiano gioca sul fatto che il soggetto potrebbe essere sia "tu" (Misato) che Kaji. Sì certo, la vita privata degli autori rimane vita privata degli autori. Per fare un esempio, che Anno sia più volte caduto in depressione durante la realizzazione di Eva ci informa, in parte, sull’opera; quante volte andasse dallo psichiatra e di cosa abbiano parlato sono fatti suoi, ci mancherebbe. Tana per l’uomo di marzapane! Mi ha tradito il "bellino"? Sì scusa, episodio 15. Anch’io avevo sentito qualcosa di simile, che riportai nel topic linkato. Ricordo di aver letto da qualche parte che la battuta su Lilith fu aggiunta nello storyboard. Però cercando non trovo più la fonte e non ricordo altri dettagli; probabilmente è uno scherzo della memoria. Ho tradotto un po’ con LLM qualche appunto sulla backstory, ma ne ho capito di più dal tuo post. Ah, grazie del racconto su Sadamoto!
  7. Prima o poi dovrai farci un resoconto dell'incontro con Sadamoto! :P Concordo, purtroppo ho notato che ultimamente si tende a fruire delle opere seriali, fra cui Eva, come se fossero un "blocco unico", piuttosto che un qualcosa realizzato man mano, "in divenire" fino all'ultimo. Personalmente trovo affascinante la "storia dietro la storia", cercare di capire i vari processi creativi che hanno portato all'opera che conosciamo. Che nel caso di un'opera seriale sono più d'uno, almeno uno per episodio. (Comunque grazie davvero delle belle parole *arrossisce*) @Gendo91La filastrocca (bellino il termine) ha senso nell'ultima versione / draft / sistemazione della trama. Però come dice Shito, né nel kikakusho, né negli appunti preliminari di uno degli autori, né addirittura nella prima bozza dell’episodio 24 si fa riferimento a Lilith, che appare solo nella seconda bozza. Quando Kaji svela a Misato l’esistenza di Adam nell’episodio 21, non stava né mentendo né si stava sbagliando. In quel momento, per gli autori, nei sotterranei della Nerv c’era davvero Adam! La natura di Lilith poi non è stata chiara da subito; qua Gualtiero spiegava che in Rebirth la recitazione della battuta "Anche noi esseri umani… siamo nati da una fonte di forme di vita chiamata Lilith, proprio come Adam" enfatizzava che noi fossimo, proprio come Adam (e gli altri apostoli?), discendenti di Lilith. Quindi Lilith sarebbe la fonte di tutte le forme di vita (questo ha senso anche alla luce del DNA quasi identico fra uomini ed apostoli, episodio 5). Mentre in End of Evangelion, la battuta è recitata enfatizzando che è Lilith ad essere "proprio come Adam". È anche da notare che né nei booklet cinematografici, né nell’Encyclopedia nel penultimo LaserDisc giapponese Lilith è definita Secondo Apostolo. L’idea di Lilith Secondo Apostolo viene, penso, dal merchandising post-EoE, ed è stata approfondita nelle informazioni contenute nel videogioco "Shin Seiki Evangelion 2" introducendo l’idea dei "Semi della Vita" e della "Prima Razza Ancestrale" (quest’ultima idea già accennata nel kikakusho). Poi quest’ultima forma del canone ha trovato consacrazione nel finale del manga. Quindi ricapitolando, per buona parte della serie, nella mente degli autori nei sotterranei della Nerv c’è Adam (rimane non chiara la relazione fra l’Adam gigante e l’Adam embrione che l’Apostolo Gaghiel aveva percepito…). Durante la lavorazione dell’episodio 24, viene l’idea di introdurre Lilith. Fino a Rebirth, e forse anche un po’ dopo, Lilith è l’origine di tutte le forme di vita, uomini ed apostoli. Con End of Evangelion, Lilith viene ricontestualizzata come "parallelo di Adam", origine degli uomini, come Adam lo è degli apostoli da Sachiel a Tabris. Con il tempo, copre il ruolo vacante di Secondo Apostolo e recuperando un po’ delle idee degli albori è fatta discendere (come Adam) da una razza aliena.
  8. Grazie Shito per il post sempre ricco di spunti Non conosco tutte le opere che citi, mi informerò (lato Gainax sicuramente dovrei recuperare Gunbuster... Così come Diebuster e Honneamise. Ho visto Nadia, KareKano, FLCL, e Abenobashi come opere tematicamente e creativamente affini ad Eva, anche se ormai tanti anni fa). Secondo me questo dipende dal fatto che la rivelazione sul legame Rei - Yui è, da quel che ricordo, molto tarda (episodio 21?), ed è "schiacciata" dalla successiva rivelazione sul legame Rei - Lilith. Per lo spettatore "vergine", Rei è un essere umano "incompleto" per la maggior parte dell'opera. Per lo spettatore che ha visto tutto Eva, Rei è la portatrice dell'anima di Lilith, strumento di Gendo per ricongiungersi a Yui. L'aspetto "Rei avatar di Yui", che è quello che più "informa" sul personaggio patetico di Gendo, può emergere solo riflettendo "con il senno di poi" post-episodio 21 pre-episodio 25', oppure considerando la trama di Eva da un punto di "esterno"/"meta", come un qualcosa in divenire scritto e riscritto più volte. Questa interpretazione è molto bella, grazie. Quindi l'odio di Rei per Gendo che emerge nell'episodio 25' era già "latente" prima dell'inizio della serie. Nell'ipotesi alternativa che avevo in mente, nell'UnitàZero ci sarebbe l'anima della "prima Rei", che sarebbe la Rei deforme che citi e "la me stessa dentro l'Eva" citata dalla "nostra" Rei (forse nello stesso episodio? Non ricordo, ma ci arriveremo). La tua ipotesi però spiega anche le considerazioni di Ritsuko sulla psiche di Rei, all'inizio del dialogo con Misato. Ho notato che quando Ritsuko (nel presente) racconta a Shinji, usa "in furia" (senza "stato di" - "Durante un esperimento di avvio, l’UnitàZero andò in furia"), mentre nel flashback "fuori controllo". Quando dici "prima del kikakusho", ti riferisci a un documento/intervista particolare con le intenzioni degli autori? Non ricordo se ne parlammo già all'epoca, ma questa è una delle (poche) scelta di adattamento che non mi ha convinto del tutto. Volevo fare un post al riguardo finita tutta l'opera nell'altro topic per non insozzare questo. Notato, notato :)
  9. Gli episodi 5 e 6 sono veramente belli a livello di regia e sceneggiatura, forse i migliori di questo primo blocco, sia nel mostrare la vita di Shinji e Rei nell'episodio 5, sia con il piano folle di Misato nell'episodio 6. Ne guadagnano anche molto visti sapendo che direzione intrapenderà la serie con la relazione Ritsuko - Gendo, con i primi piani e i silenzi di Ritsuko quando Gendo presta attenzione a Rei. C'è anche breve scena in cui Ritsuko volge lo sguardo verso Gendo. È muta, ma dice tanto. Misato ormai riesce a vedere oltre quello che manifesta Shinii a parole, un bel contrasto con gli episodi precedenti ("Con quella faccia, anche se dici 'niente di che'... è come se stessi dicendo 'datemi attenzione, per favore'"). Come fatto notare da Anno e Shito, con questa "bilogia di Rei" (come suggerisce il titolo internazionale degli episodi, Rei I e Rei II) si conclude il personaggio nell'anime fino all'episodio 23 (Rei III). Poi nel finale cinematografico diventerà avatar di Lilith, effettivamente un altro personaggio. Sadamoto gestisce invece, da quel che ricordo, questa bilogia come un "punto d'inizio" più che di fine nel percorso di Rei, con Shinji che progressivamente sostituisce Gendo nell'animo di Rei e l'immagine ripetuta del "tocco" della mano (che qui ha inizio con la gaffe nell'appartamento di Rei). Fra i misteri della serie, al momento non è chiaro a cosa stia alludendo Ritsuko all'inizio dell'episodio nella conversazione con Misato, parlando della causa dell'incidente ("Però... possibile che... [...] No... Non potrebbe essere"). EDIT: L'Episodio 7 alla mia prima visione di Eva lo ritenni abbastanza inutile; col senno di poi è un buon "cuscinetto" fra l'arco iniziale e l'arrivo di Asuka. È anche uno degli episodi che più incarnano l'idea di "SciFi realistica" a cui puntava Anno, fra le organizzazioni rivali, la discussione dei budget, i viaggi di lavoro, la surreale scena della password con le alte sfere che fanno scaricabarile. Gestire robottoni giganti è anche questo. Si inizia a svelare un po' di verità sul Second Impact (e Misato non ha una bella espressione quando Ritsuko ricorda la spedizione). Nel messaggio precedente mi riferivo alle considerazioni finali di Kensuke, che fanno sentire a Shinji di avere una famiglia. Mi sembra una "risoluzione" ad alcune delle tematiche dei primi episodi. Ah avevo dimenticato, grazie @Gendo91! Unisciti anche tu alla discussione se ti va! :)
  10. Un piccolo "omaggio omaggio" se qualcun altro sta leggendo questi scambi (Shito immagino saprà e avrà già tutto); qui -> https://astrayscans.blogspot.com/p/evangelion.html sono disponibili i materiali LD originali, mentre qui -> https://wiki.evageeks.org/Neon_Genesis_Evangelion_Proposal il kikakusho con le sinossi originali degli episodi e le schede dei personaggi. Io sto usando Claude per tradurre il testo delle immagini, e mi sembra riesca a fare un buon lavoro (almeno dal giapponese all'inglese). Nel caso dell'episodio 4 (primo e unico (?) episodio non sceneggiato da Anno), si inizia a divergere dalle intenzioni originali (che avrebbero raccontato il compleanno di Shinji, con l'assenza Gendo) e i materiali LD forniscono una bella chiave interpretativa: l'episodio ruota attorno la sofferenza della distanza nel "dilemma del porcospino". È un bel complementare all'episodio precedente, dove la sofferenza del dilemma era nella vicinanza agli altri. Il tema del sentirsi a casa e non soffrire in vicinanza con gli altri tornerà, se ben ricordo, all'inizio e alla fine dell'episodio 7, e lì Shinji effettivamente inizierà ad accettare (e sentirsi accettato) da Misato. Un'altra chiave interpretativa è data dalle considerazioni finali di Misato, che ben si sposano con tutto quanto detto qui sul modo di esprimersi dei personaggi. Fra l'altro, sono considerazioni complementari alla battuta di Ritsuko sulla "docilità" di Shinji nell'episodio precedente: Ritsuko (ep. 3): "Obbedisce docilmente a quel che gli si dice di fare... Che questa sia la condotta sociale di quel ragazzo?" Misato (ep. 4): "Quel ragazzo... non riesce a comunicare i propri sentimenti che parlando in un modo come quello." Sembrano quasi due battute che "parlano" fra loro.
  11. Grazie @Shito. Be', direi che non ci sono dubbi, interpretazione sbagliata mia. Sulla lore di Nerv e Seele ho ricordi confusi, ne parleremo arrivati verso il finale. Intanto, episodio 3. Il titolo della versione Dynamic ("Un telefono che non squilla") mi è rimasto impresso perché, insieme ai "soffitti sconosciuti", il "dilemma del porcospino", le "women [who] longed for the touch of others' lips, and thus invited their kisses" e così via, è una di quelle immagini che "fanno Eva" e riassumono bene l'opera. Tempo fa a un mio amico descrissi Eva come "il dilemma del porcospino e il telefono che non squilla" (poi elaborai). In questo adattamento il titolo diventa "Non squilla, il telefono". È una piccolezza che mi ha colpito, perché il titolo del vecchio adattamento era distaccato, "oggettivo", mentre questo sembra recitato con un sospiro da un personaggio immerso nella narrazione guardando il telefono (Shinji stesso, chissà?). Ho anche notato che i titoli dei primi 6 episodi, che sappiamo essere stati il primo blocco produttivo, hanno tutti la struttura "XXX virgola YYY". È una citazione a qualcosa? Un caso? Ah, dicevi prima: In effetti qua abbiamo una militare giapponese che tratta giganteschi invasori alla stregua di pretendenti molesti! ("Loro non badano alle esigenze altrui…! Sono il tipo che le donne detestano.") Ritsuko invece ha cambiato registro; adesso Shinji è alla stregua di un animeletto (un gattino? vediamo per la prima le statuette dei gatti) che "obbedisce docilmente a quel che gli si dice di fare" (anche qua, nel primo doppiaggio si perde questa sfumatura). Molto bella la telefonata sul dilemma del porcospino e il diventare adulti (anche se tutte queste considerazioni sul modo di parlare dei personaggi ci avvicinano più a Wittgenstein che Schopenauer :p). EDIT: Ah, concordo in pieno con la frase sotto lo spoiler. Io ogni volta che mi approccio a un'opera straniera, in particolare giapponese non conoscendo per niente la lingua, ho sempre la paranoia di fruire di un falso a uso e consumo del localizzatore di turno :/
  12. @Shito Grazie dei bei messaggi! La scena con l'UnitàPrima che si muove da sola l'avevo interpretata in modo leggermente diverso. Poco prima, quando l'Apostolo ha attaccato la Nerv, Misato ha fatto ecco a Ritsuko, che a sua volta confermava l'ordine di Gendo: Per me è qui che Misato sta vedendo Shinji come un mero strumento, allineandosi a Ritsuko-Gendo. Fra l'altro Shinji certo non poteva sapere, andando lì, che si sarebbe trovato a pilotare un robot gigante. Quindi il suo "non devi fuggire" suona un po' retorico, finto. Poco dopo c'è la scena dell'UnitàPrima, alla quale la stessa Ritsuko non sa dare risposta. Ritsuko si concentra sull'aspetto tecnico ("Non può essere! È impensabile! Ma se non era stata neppure inserita un'entry plug! Non poteva muoversi!"). Misato intuisce qualcosa ("Un moto di reazione... o per meglio di dire di protezione... per lui."), con il suo intuito che tornerà negli episodi successivi. Il "Può funzionare!" lo leggo come un "Non lo stiamo mandando a morire. Sì, ce la può fare". Ancora non siamo usciti dalla sfera dello Shinji strumento, ma già Misato sta un po' iniziando a pensare a lui. @Anonimo (*lui*) Grazie anche a *te* per i saluti! Per quanto riguarda la struttura narrativa di Eva-anime, per me l'anime è particolarmente debole a livello di intreccio di eventi. Gli autori hanno cambiato più volte idea in corso d'opera sugli aspetti più Sci-Fi dando risposte contradditorie (o non dandole affatto), e dopo gli episodi iniziali Shinji non ha un'effettiva progressione (è sempre un passo avanti e l'episodio dopo un passo indietro). Questo riflette il carattere improvvisato della sceneggiatura dell'anime da parte del team di autori in generale, e lo stato mentale di Anno in particolare. Al netto di questo, rimane comunque una narrazione molto ben gestita per quanto riguarda le relazioni fra il cast di personaggi e le tematiche che porta avanti. Eva-manga guadagna da essere stato scritto: (in larga parte) "a posteriori", quindi sapendo già dove si voleva andare a parare; da una persona sola, che aveva comunque lavorato al concept della serie (quindi non è una fanfic autorizzata); da una persona sicuramente più mentalmente stabile di Anno. Quindi gli eventi sono rimossi, aggiunti o alterati per dare un senso di progressione più robusto. Non proprio tutti i tasselli vanno al loro posto, e qualche scelta di Sadamoto può risultare indigesta (su tutte, Asuka ha uno screentime ridotto), però da quel che ricordo risulta narrativamente molto più solido di Eva-anime, e, secondo me, ha il finale migliore. Volevo rileggerlo finito l'anime.
  13. Ciao a tutti, spinto dal trentennale ho iniziato una nuova visione del buon vecchio Eva. L'ultima volta l'avevo visto al debutto del famoso doppiaggio Netflix, però francamente tutta la bagarre che si era creata non me lo fecero apprezzare come avrebbe meritato. Adesso lo sto vedendo in un'"edizione amatoriale", fornita da un gentilissimo utente di questo forum, con audio giapponese e sottotitoli basati sull'adattamento Netflix di Gualtiero. Per adesso ho visto i primi due episodi. Un elemento che mi ha colpito è il ruolo giocato da Misato, che è a tutti gli effetti co-protagonista di questo primo blocco, in una misura che non ricordavo ma che è coerente con il ruolo dato al personaggio da Anno nella sua iniziale "dichiarazione d'intenti" per l'opera (Shito l'ha tradotta nel topic Moonlight Shadow, che ancora devo leggere a pieno). A una prima visione rimangono ovviamente impressi la prima battaglia con l'Apostolo e, a un livello più profondo (nel senso di messaggio dell'opera), i "soffitti sconosciuti" che titolano il secondo episodio. Però questo ruota attorno a Shinji, ed è certamente vero che entriamo nel mondo di Eva con gli occhi di Shinji. Al tempo stesso, Misato è protagonista di molte scene, e ce ne sono almeno tre che mostrano un monologo interiore o lei che parla fra sé (in auto, quando riflette sulla propria manifesta euforia, quando riflette sul vedere Shinji come strumento). È un privilegio riservato - nei primi due episodi - solo a lei, e a nessun altro personaggi. In altre parole, non sarebbe difficile realizzare un'ipotetica "versione di Misato" di questi primi episodi spostando su di lei il focus. E come se ne esce, Misato? Sicuramente come una parziale "outsider" nella Nerv. Nel modo di parlare di Fuyutsuki e Ritsuko, e ovviamente nei comportamenti di Gendo, è palese che per la Nerv i "Children" non siano nient'altro che strumenti; sono descritti come oggetti in battute come queste: Ritsuko: "Lo hai appena consegnato [il pilota, Shinji]" Ritsuko: "Anche la sua [di Shinji] manutenzione è lavoro tuo, no?" Fuyutsuki: "È [Rei] utilizzabile?" (Fra l'altro questa sfumature andava persa nell'adattamento di fine anni '90 -- ad esempio la prima battuta diventa "Ne è appena arrivato uno [di piloti]") Misato, dalla sua, incita Shinji a salire a bordo dell'Eva, al pari di Ritsuko, ma empatizza con Shinji, se ne fa carico dell'episodio 2, e come dicevo prima, riflette sul fatto che vedere Shinji come mero strumento, "come [fa] Ritsuko", è sbagliato. Misato è parte della Nerv, ma in modo diverso da Gendo, Fuyutsuki o l'amica Ritsuko. C'è poi il suo colmare un vuoto comunicativo con atteggiamenti sopra le righe, ed è un peccato che i "pochitto" e le auto "restaurate" siano stati definiti qualche anno fa tratti distintivi di un adattamento, piuttosto che di un personaggio, lo stesso personaggio che eleva improbabili pinguini termali a coinquilini. Il ché lancia un'ombra oscura sull'empatia mostrata da Misato -- Shinji è per lei al pari di un'auto da restaurare o un pinguino termale, quindi ancora uno strumento per colmare un vuoto, o c'è effettiva volontà di avvicinarsi a lui? Chiudo questo primo post (vorrei pian piano commentare qui i vari episodi) con questa bella battuta sempre di Misato, che definisce un altro tratto del personaggio, per ora qua non mostrato a fondo ma che tornerà dirompente in alcune delle prossime battaglie contro gli Apostoli: La speranza illusoria è una necessità dell'uomo per continuare a vivere.
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