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Intevista a Nicola Bartolini Carassi


Zio Sam

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Alessandro Apreda, il boss della ex-fu Digital Japan magazine ( quella con il dvd anime in omaggio) ha messo sul suo blog un intervista con il suo amico Nicola " Ryan " Carrassi.

 

http://docmanhattan.blogspot.com/2011/06/le-grandi-interviste-dellantro-atomico.html

 

Se dopo averla letta, volete lasciare un commento che rappresenti il vostro pensiero verso il Nicola più amato dai manga fan, o chiedergli cosa avesse fumato quando fece l'adattamento di Slam Dunk, ora potete.

Modificato da Zio Sam
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Le censure agli anime sono sempre state effettuate, sin dagli anni 70, ma si sono intensificate negli anni 80 [CUT] Bastino tre titoli: Lupin, Georgie, Lady Oscar

 

Diciamo chiaramente che si sono intensificate su Mediaset e sempre su Meidaset si sono via via intensificate. Sulle reti private regionali gli anime (almeno quelli che furono trasmessi per diversi anni) rimasero indenni, compreso lo stesso Dragon Ball prima di passare sui canali nazionali.

 

Vedi, ciò che mi ha sempre più colpito delle critiche che mi sono state rivolte è che non abbiano mai preso in considerazione il lavoro fatto nella sua globalità e correttezza.

 

Perchè considerandolo nella sua globalità era appunto un rimaneggiamento al ribasso qualitativo. Altrimenti elogiamo pure quelle cagate di versioni di, chessò, I viaggi di Gulliver, che spesso certi "traduttori", per adattare il più possibile al pubblico dei bambini l'opera di Swift, ne alteravano o cancellavano proprio gli elementi di satira. Nella globalità, censurando, si ottengono solo schifezze. Al di la del fatto che se mi interessa, per dire, Sailor Moon prodotto dalla Toei, non me ne faccio nulla del rimaneggiamento mediasettiano curato da AVM e NBC.

 

in breve, le censura c'era, c'è stata è c'è attualmente (come dimostra il fatto che anche l'attuale responsabile fascia ragazzi, dopo aver cercato di proporre anime non censurati, sia stato "punito" da ascolti ai minimi storici e dalle multe dell'autorità).

 

Quindi gli anime censurati fanno ascolti mentre mantenendo l'integrità dell'opera non se li caga nessuno? Non saranno piuttosto le scelte pessime di orari e palinsesti ballerini ad aver allontanato il pubblico, nonchè proporre determinati anime al target sbagliato o più banalmente, aver scelto serie che semplicemente facevano cagare?

Stranamente su Rai4 gli anime ci vanno da un pò di tempo, non censurati, ad orari diciamo più adatti al target per cui erano pensati, fanno, a sentire gli addetti ai lavori, discreti ascolti e tutto questo con cadenza settimanale. Mediaset non può permettersi questo tipo di programmazione? Problemi suoi, non certo degli anime che senza censure e ridicoli rimaneggiamenti, a sentir NBC, non farebbero ascolti.

 

Durante gli anni 90, semplicemente, questi interventi sono stati SEMPRE discussi con le case di produzione, con gli autori, e nulla è stato fatto "in automatico", tagliando qua e là senza senso.

 

Eccerto, adesso personale Toei veniva pagato dalla stessa Toei per seguire gli scempi fatti da Mediaset su Sailormoon :rotfl:

Avranno dato carta bianca e via, cosa molto diversa. Presi i soldi, non gliene fregava nulla del resto. Ma basta prender per il culo.

 

anto è vero che in Hanayori Dango il sottoscritto ha preso le distanze da una serie di censure perpetrate senza senso, con ridicoli fermo immagine e stupide sequenze ripetute: una scelta presa da un responsabile della casa di doppiaggio per risparmiare. Censurare la serie senza prendere in giro il pubblico avrebbe significato riversare ogni episodio su una nuova cassetta, così da rendere fluide le scene dalle quali andavano tolte bastonate nello stomaco, sangue, etc. Invece le censure furono effettuate sulla stessa cassetta con insert video cretini e anormali.

 

Quindi una censura mascherata non prende in giro il pubblico, no no.

Censurare una serie significa proprio prendere in giro il pubblico.

 

e serie disegnate dai giapponesi per bambini, qui in Italia, non sono mai arrivate. E quando sono state proposte non hanno generato gli ascolti e lo share di prodotti come Piccoli Problemi di Cuore, Sailor Moon o Slayers

 

Magari Salyers aveva un target un pò più grande (probabilmente otaku), ma Sailor Moon era un anime proprio per ragazzine eh.

 

Nel nostro paese, ma un po' in tutto l'Occidente, cartone animato = bambini.

 

Vero, e il problema si aggrava quando ci sono persone che dovrebbero lavorare nel settore ma che sono totalmente ignoranti nei riguardi di ciò che gli passa tra le mani,

 

Le serie da Kiss me Licia a Marmalade Boy, da Rossana a Sailor Moon avevano le storie giuste e i disegni giusti per piacere al pubblico giovane. Purtroppo alcune situazioni non potevano essere proposte, e non per la volontà di un singolo: questo è il paese del Vaticano, del Moige, di psicologhe BLA BLA BLA

 

Ebbè, erano per l'appunto pensate per un pubblico giovane.

I rimaneggiamenti sono stati fatti per evitare i rompiballe e questo lo capisco, ma era una questione prettamente legata all'economia d'azienda, che preferiva trasmettere a certi orari piuttosto che in altri. Mediaset ha fatto il suo interesse ottimizzando e limitando gli eventuali problemi, ciò non toglie che le balle propinate a chi ne sa un pò di animazione sono, per l'appunto, balle, e cercare di riabilitare lavori pessimi, tra l'altro a distanza di anni, fa proprio ridere.

Tra l'altro se censurare una scena violenta o di nudo aveva la sua logica, nell'ottica di pararsi le chiappe da Moige e affini, i cambi di nome o le censure ai kanji o a qualsiasi riferimento alla cultura orientale (salvo poi introdurre un certo elemento anglosassone con nomi ammmericani, che forse era COOL nella mente di chi partoriva certe minchiate) non avevano alcun senso, specie alla luce del fatto che per anni proprio i cartoni animati con adattamenti più fedeli hanno stuzzicato la curiosità dei bambini e acceso successivamente l'interesse per il Giappone.

 

Se non avessimo adattato, e quindi anche "censurato" alcune serie, queste non sarebbero mai andate in onda.

 

Opere ben più meritevoli di quelle censurate e trasmesse da Mediaset non sono mai arrivate in Italia, tra l'altro nel momento in cui Mediaset stracensurava (tra il 93 e il 98), il mercato Home Video nasceva e diveniva florido, a riprova del fatto che non c'era bisogno degli anime censurati in tv per creare l'interesse sull'animazione nipponica.

 

È andato molto bene proporre in TV al grande pubblico versioni CHE ANCHE I GIAPPONESI volevano che fossero così

 

Aridaje. Erano versioni di cui ai dirigenti delle case di produzioni non gliene fregava nulla che fossero così.

 

Infatti non ho mai capito neppure gli otaku che urlavano allo scandalo e si costituivano parte lesa al posto dei produttori giapponesi che nulla avevano da ridire su certe scelte editoriali

 

Ma infatti le crociate anticensura erano ridicole, visto che queste erano motivate da banali ragioni economiche (evitare che i cagacazzi intraprendessero cause o che gli sponsor niuranti fossero rassicurati sui contenuti delle fasce orarie nelle quali andavano ad inserire gli spot). Non c'era partita perchè non era questione di confronto culturale, era solo semplice danaro. L'unica cosa da fare era evitare di guardare le schifezze trasmesse ed orientarsi laddove le cose andavano meglio (l'home video, all'epoca).

 

È palese che il pubblico dei puristi non eguaglia in numero e forza commerciale quello generalista.

 

"È palese che il pubblico di chi ha cognizione di causa circa ciò che guarda non eguaglia in numero e forza commerciale quello che si beve qualunque cosa gli venga passata." Così va meglio.

 

D'altronde la maggioranza vince, quindi se il pubblico numericamente più consistente è quello che vuole prodotti adatti alla nostra cultura, il taglio editoriale su un media generalista deve seguirne le esigenze.

 

Ennò, come scritto qualche riga più sopra, la maggioranza non è che vuole un prodotto adatto alla sua cultura; semplicemente non sa un ghezzo e si guarda quello che passa, tanto gli va bene comunque. Non fa una scelta culturale, perchè questa richiederebbe conoscenza, e quando c'è conoscenza non si accetta la presa in giro della censura e del rimaneggiamento da parte di chi non è autore.

Non vado al falso ristorante di cucina messicana per mangiare un riadattamento di quella al mio palato italiano, se ci finisco e non riesco a discernere è solo per mia ignoranza, mentre se me ne accorgo mi alzo e me ne vado ad un vero messicano.

 

una passione che a mio avviso non può essere cancellata dalla mancanza di qualche minuto di animazione. "Piccoli problemi di cuore" è piaciuto, sia adattato che e non, quindi non vedo dove stia il problema.

 

Ma non deve giustificare la sua passione. Capiamoci, a questo mondo esistono i girellari, cazzo. Che vuoi che sia la contraddizione di chi dice di essere appassionato di animazione giapponese e ritenere un buon lavoro la censura di certe serie.

Infatti non c'è problema per PPDC, il problema c'è per Marmalade Boy, che non è mai arrivato in Italia e non arriverà mai più, perchè il suo tempo è passato e non è più pensabile un suo arrivo con traduzione e adattamento in italiano corretti.

 

i conoscono: la vestizione di Sailor Moon nell'ultimo episodio, le lesbiche, i gay, gli ubriaconi, le prostitute, gli assasini, i pedofili di Dragonball, Slayers, etc etc... Insomma, tutte cose per la fascia pomeridiana da oratorio, no?

 

Eh, che esagerazione :rotfl: Chi conosce quelle serie sa benissimo quanto certi elementi fossero talmente blandi che solo i pazzi di certe associazioni avevano da ridirci sopra.

 

Non amavo mettere le mani nel lavoro di altri. Detesto chi le mette nel mio. Ma negli anni anche i miei prodotti sono stati censurati, o sono usciti in altri paesi con il titolo cambiato. È una cosa che si accetta quando si vende una storia e si cercano i grandi numeri.

 

E sticazzi :rotfl: Se a lui è andato bene così meglio per lui, tuttavia non è detto che tutti lo accettino. Chi può mantenere un certo controllo sulla propria opera (in genere è possibile per i fumetti, nel campo qui in esame), o almeno su quelle opere che ritiene di voler tutelare particolarmente,spesse volte non accetta manco per il cazzo. Esempi? Limitando ai giapponesi, sappiamo di Yas, di Shirow, di Nagano o di Miyazaki.

 

Quando la Takeuchi ha venduto i diritti del proprio manga alla Toei, la storia non è stata forse cambiata (come è accaduto alla maggior parte dei manga)?

 

E che significa? Ha sbagliato totalmente esempio. La Takeuchi non ha dato alla Toei il proprio manga per farlo rimaneggiare e ripubblicare alterato. Ha concesso i diritti per trarne un anime, che è altra opera (basata sul manga). Ovvio che in quel momento l'autrice sa che gli autori dell'anime cambieranno diversi elementi o ne aggiungeranno di nuovi in relazione a varie esigenze, ma non c'entra un benemerito col cambiamento operato dia chi dovrebbe trasporre un originale (l'anime, nel nostro caso) in una versione localizzata che sia fedele, in quanto AVM e NBC non sono autori.

Già detto mille volte, chi ha certe aspirazioni, si crei una propria opera (libro, cartone, film, opera teatrale) o ne crei anche una ex novo basandola su una esistente.

 

Se si è potuto adattare e censurare significa che c'era la possibilità di farlo. PER CONTRATTO.

 

Bè, la Takeuchi poco poteva sull'anime. Casomai il suo controllo riguarda il manga, che è la sua opera.

 

Quindi, in realtà, gli otaku puristi dovrebbero prendersela con gli autori giapponesi delle storie, che pur di vendere hanno ceduto l'anima al diavolo...

 

Come detto, nel caso degli anime non gli autori dei manga da cui sono tratti, ma chi detiene e gestisce i diritti. Si la responsabilità di certe schifezze è anche dei giapponesi che vendevano e cui non fregava nulla del resto (loro diritto, ci mancherebbe). Quindi certi appiccicotti sono responsabilità tanto di certi produttori che di certe aziende italiane, "che pur di vendere hanno ceduto l'anima al diavolo..." Entrambi.

 

Sia chiaro. Non critico il fatto che per vere/presunte questioni di economia (denari) siano state operate certe cagate di adattamento (e se a molti certi cartoni trasmessi su mediaset sono piaciuti anche a quel modo, buon per loro). Quello che suscita riso e perculate verso certe persone è la difesa a posteriori di certe scelte, il tentativo di riabilitare certi scempi (di cui ancora oggi spesso si paga dazio -si pensi a Sailor Moon-), il dire "beh, si agiva per questi motivi, la censura era necessaria, però in fondo s'è fatto un buon lavoro", la faccia tosta di volersi mettere su un piano paritario, relativamente ai discorsi di traduzione/adattamento, con chi ha tutti gli strumenti per valutare OGGETTIVAMENTE una localizzazione di opera straniera.

 

 

Che poi da anni ormai nessuno si caga più ne AVM ne Carrassi ne Mediaset; e si torna a parlare di loro (e i cosiddetti puristi a scrivere qualcosa in merito) giusto quando escono interviste come questa, altrimenti veramente chi ci pensava più ai nomi che stavano dietro a certe storture.

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