Vai al contenuto

Trois couleurs: Bleu, Blanc, Rouge


Shito

Messaggi raccomandati

Ho rivisto di recente questa trilogia di Krzysztof Kieślowski.

 

Rivederla mi ha fatto uno strano effetto. Quando i film uscirono, ero ancora abbastanza giovane. Non mi interessarono. A quei tempi, siccome ero già ritardato, mi interessava Nadia. E mi interessavano i giochi della SNK, soprattutto.

 

Ma ok, il punto che volevo fare non è questo. Non è nemmeno così solipsista (che poi sarebbe un modo chic per dire "egocentrico").

 

Il motivo per cui questi film oggi mi hanno fatto un certo effetto è che, beh, li ho trovati blandamente interessanti. Bleu, sul tema della libertà, è grazioso. Ben girato, direi (ma di cinema capisco poco e nulla). Blanc mi è parso più sciocchino e meno interessante, veramente obv. Voglio dire "E' perché non parlo francese che non mi considerate come voi?" - beh, sì, certo, la risposta è "sì". D'altro canto, 'égalité' vale per quelli che capiscono cosa significa, già che è solo una parola, come tutto il diritto. "J'ai droit" vale solo per chi sa pronunciarlo, no? Invece Rouge mi è parso piuttosto interessante, non so se più o tanto quanto Bleu.

 

Il punto però su cui mi è venuto da riflettere è che, sì, ok, carini, sono del film carini. Interessanti un pochino. Che non mi è dispiaciuto avere visto.

 

E pensavo che per me, che sono italiano, beh il cinema sarebbe questo. Ovvero, il cinema sarebbe una forma di finzione atta a far -come dire?- riflettere su noi stessi, sull'umanità, sulla società degli umani, sulla natura umana. Insomma queste cose.

 

Pensando a questo, mi è venuto da riflettere che ormai tutta l'idea di 'cinema' sia stata, qui da noi in Italia, soppiantata, sovrascritta dall'idea americana (Hollywoodiana), nella quale il cinema è una forma di intrattenimento. Credo che per gli americani lo spettacolo e l'intrattenimento siano la stessa cosa, e la musica, il cinema, il teatro, tutto ne sia parte. E' una cosa che, onestamente, odio con tutto me stesso. Del resto la postmodernità parte dagli Stati Uniti. Kojeve diceva che dopo la fine della storia correttamente teorizzata da Hegel (appunto), gli uomini reanimalizzandosi sarebbero tornati a accoppiarsi come cani, cantare come uccelli e giocare come rane (se ben ricordo), ma aggiungerei anche: "a ridere come scimmie e ragliare come somari". Del resto "se un atto non ha un senso, non è umano" . Ovvero: è il senno ciò che distingue l'uomo da (ogni altro) animale - cosa che comunque l'uomo è e resta.

 

Quindi adesso abbiamo una società in cui le persone adulte vanno al cinema a vedere le bambinate senza senso, e, cosa ancor più spaventevole, le bambinate senza senso vengono concepite dagli adulti per gli adulti.

 

Continuo a pensare che i tre film sul tricolore francese di Kieślowski fossero tre filmetti carini, sicuramente non epifanici o che - almeno per me. Ma erano tre film, davvero, con una regia, un significato delle espressioni e delle scene e dei personaggi e delle loro azioni e tensioni.

 

Sempre più spesso, invece, si leggono "critiche cinematografiche" che partono dal presupposto direi basilare che un film DEBBA *divertire*. Ma chi l'ha detto che è necessario divertirsi? (B. Pascal) E poi al cinema, dico, dove si è esposti passivamente all'opera creativa di un altro uomo! Così si leggono queste "critiche" davvero strane, per me, tipo "il film non ha ritmo", o "è molto lento" e... di cosa stiamo parlando? Di un concerto di Michael Jackson?

Mi sembra davvero tutto strano.

 

In questi giorni così ragionavo.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Il mio preferito è Film Rosso (gran bella attrice, un Trintignant in piena forma e una delicatezza inaudita nel rappresentare il rapporto tra i due). Tra l'altro il giudice che mette in dubbio la sua autorità mettendosi a nudo mi aveva ricordato "La Caduta" di Camus.

 

Blu è molto, molto bello. Preferirlo al Rosso è una questione di gusti personali, ma oggettivamente i due film sono estremamente autorali e registicamente sopraffini. Il Bianco sembra più che altro un divertissment del regista e nulla più - a questo punto è meglio rispolverare il Decalogo o vedersi la Doppia Vita di Veronica.

 

Detto questo, il tuo discorso successivo da quel che ho capito si tratta del classico dibattito "mainstream vs nicchia". Cosa è meglio dei due? Di certo Kieslowski  - come anche Tarkovskij, Bergman, Antonioni e compagnia - non è un regista mainstream. Si rivolge più che altro a sé stesso, nonché a una nicchia che lo può comprendere. L'arte deve per forza essere roba per pochi? A ognuno la sua. Io sto nel mezzo. Il mainstream becero e fracassone tipico dell'attuale deriva del cinema a stelle e strisce senz'altro non mi attira, tuttavia il cinema americano ha fatto la storia e in passato ha messo in dubbio lo stesso sogno americano - Quarto Potere, Orson Wells - rivelandolo per quello che effettivamente è: un'illusione.

 

 

Del resto la postmodernità parte dagli Stati Uniti. Kojeve diceva che dopo la fine della storia correttamente teorizzata da Hegel (appunto), gli uomini reanimalizzandosi sarebbero tornati a accoppiarsi come cani, cantare come uccelli e giocare come rane (se ben ricordo), ma aggiungerei anche: "a ridere come scimmie e ragliare come somari". Del resto "se un atto non ha un senso, non è umano" . Ovvero: è il senno ciò che distingue l'uomo da (ogni altro) animale - cosa che comunque l'uomo è e resta.

 

Vero, però non puoi generalizzare su tutto il cinema statiunitense. Taxi Driver ad esempio parla proprio di questa postmodernità americana e del disagio che essa trasmette, e ha fatto scuola. Lì il nostro protagonista è un disadattato che porta una ragazza che rappresenta l'ideale della borghesia puritana yankee a vedere un film porno, tanto per dire. Che prova un vuoto interiore incolmabile che lo porta a tentare di ammazzare un politico a caso, oppure di andare da una prostituta minorenne, provare pena per lei e salvarla dal suo magnaccia soltanto per darsi uno scopo.

 

E non penso che diverta, è abbastanza angosciante e descrive un degrado urbano che pare essere uscito da un'autobiografia di Miles Davis.

 

 

Sempre più spesso, invece, si leggono "critiche cinematografiche" che partono dal presupposto direi basilare che un film DEBBA *divertire*. Ma chi l'ha detto che è necessario divertirsi?

 

Penso che il divertimento sia una cosa irrinunciabile per l'uomo. In fondo anche gli animali superiori da cui discende giocherellano tra loro schiamazzando. Per me nell'intrattenimento disimpegnato non c'è nulla di male, due risate con gli amici, una birra e finisce lì. Questo non toglie che un giorno possa decidere di vedermi lo Stalker di Tarkovskij e di farmi dei pipponi mentali assurdi sui suoi simbolismi.

 

Ritornando al cinema americano, senz'altro di recente c'è stata una decadenza nella qualità oggettiva delle opere. Tuttavia per quanto concerne le serie televisive è avvenuto l'opposto. Proprio recentemente ho guardato la serie tv di Childhood's End e ne sono rimasto colpito molto positivamente: niente stupidità, niente sogno americano, niente puritanesimo, niente spettacolarità. Un adattamento rispettoso del libro aggiornato ai giorni nostri. E Breaking Bad? Anche quest'opera ci fa vedere una postmodernità decisamente andata a male, con tanto di drogati, professori di chimica che per dare un senso alla loro vita diventano narcotrafficanti ecc.

E poi un film o una serie televisiva possono trattare temi impegnati anche divertendo lo spettatore. Oppure inizialmente possono divertirlo per poi fargli versare lacrime amare.

 

Insomma: take it easy!

Modificato da AkiraSakura
Link al commento
Condividi su altri siti

Rouge (ti ricordo che la dicitura di 'film -qualcosa-' è un'invenzione italica) mi è sembrato un po' la madre dei film a là "Le fabuleux destin d'Amelie Poulain' - con il rapporto tra il vecchio disadattato/rinserrato e la giovane speranzosa. E' un film molto parigino, ai miei occhi, per quanto ambientato in Svizzera. Però sì, la questione del "a che diritto un uomo giudica un altro uomo" è sempre molto viva, da che filosofia del diritto iniziò ad essere. Bleu era meno fantasioso, forse questo il suo bello: è il più asciutto. Forse il più "realistico" - anche nella sua banalità. Ma mi apre un'altra riflessione che dovrò esprimere. Blanc pure ci si potrà ricollegare. Parte un po' da "La haine".

La doppia vita di Veronica l'ho visto anni fa, parecchi anni fa, e non mi colpì particolarmente. Non mi dispiacque neppure.

 

Ma veramente a denunciare la deriva postmoderna basta davvero. Ancora? Voglio dire, non bastava già una cosa come Boccaccio '70? Ma anche solo il primo episodio di Boccaccio '70, che dico. Davvero questi piagnistei esistenzialisti, che profumano di bolscechivismo messianico, più che morti erano già putrefatti ai loro natali. Non avevo bisogno del film con la ragazzina della Coppertone. Che tanto poi anche quei panorami disagiati sarebbero stati mitizzati, vedi la nascita di film glorificati come appunto "La haine". E dici che non diverte? E' girella anche quella. Facevano Il padrino, ed era un film, mito mito, e poi Vespa ti schiaffa sulla TV nazionale il figlio di un boss mafioso vero. Tutto si normalizza. Anche le bombe, se diventano sufficientemente regolari, si regolarizzano. Vengono assorbite. Come gli scioperi. Tutto diventa episodica normalità.

 

Ben più interessante, e preoccupante, è per me la deriva pienamente sedativa dell'intrattenimento.

 

Next to come: "I figli illegittimi del benessere".

 

(il sogno americano io l'ho sempre inteso morto con Gatsby, poveretto - un ragazzino autoingannato, appunto)

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo