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Mantua


Shito

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Ho pensato a lungo su dove aprire questo topic forse anomalo. Alla fine lo metto qui perché tanto la mia forma mentis è sempre quella. ^^;

 

Quindi sono stato a Mantova. Ora, io sono ignorante in tante cose, e la geografia è tra le prime aree per cui sono negato. Credevo che Mantova fosse in Lombardia. In realtà si trova *nella codina* del territorio lombardo, ma come terra mi è parsa evidentemente "tra l'Emilia e il Veneto". Tipo nelle facce e nelle parlate della gente, nei modi di fare di cucinare, mi sentivo sempre tra Reggio e Verona, più o meno.

 

Ho trovato Mantova davvero incantevole.

 

La cosa che mi ha travolto è come una cittadina sotto la magica soglia dei 50.000 abitanti, come la mia (Vasto, provincia di Chieti), abbia COSI' TANTO in termini di spazi e di patrimonio artistico. Intendiamoci: sono anche abituato, perché Vasto è un insediamento preromano, un Municipio Romano poi, abbiamo quindi avuto i Marchesi D'Avalos (con Vittoria Colonna!) con un Palazzo d'Avalos e un Toson d'Oro, e gli Aragona, con un loro castello. In epoca moderna siamo stati la patria dei Palizzi (i pittori) e dei Rossetti (i Preraffaeliti). Non è che non sappia cosa sia una città d'arte. Ma Mantova, wow, è davvero impressionante da questo punto di vista.

 

I Gonzaga sono stati davvero una signoria paragonabile forse a quella medicea, quanto a mecenatismo. Il Palazzo Ducale è a tutti gli effetti una cittadella. Tutti vanno a vedere La Camera degli Sposi, di Mantegna, e certamente è il pezzo più raffinato, ma pensare solo a quella è un po' come andare ai Musei Vaticani solo per vedere, o dire di avere visto, la Cappella Sistina - dimenticando che lì affianco ci sono le Stanze di Raffaello, per dirne una. Al Palazzo Ducale di Mantova, architetture a parte (!), ci sono affreschi e affreschi, Giulio Romano, collezioni su collezioni. E' davvero un percorso che passa attraverso secoli di storia.

 

Lo stesso può dirsi per Palazzo d'Arco, che ho amato intensamente. Lì è come essere stati invitati a casa di una dinastia privata con quattro secoli di storia, di nuovo. Una meraviglia. Il tipo di esperienza artistica che apprezzo di più. Un po' come la reggia di Schonbrunn a Vienna.

 

Palazzo Te è una villa data all'otium, e la sua architettura è proprio "romana" in questo. I giardini ricordano piuttosto quelli delle Terme di Diocleziano (!), ma chi conosce le architetture e gli allestimenti delle ville rinascimentali, manieriste e barocche nell'agro tuscolano avrò qualche reminiscenza.

 

Beh, c'è poi il Palazzo della Ragione, e altre architetture dell'Alberti, e le case di Mantegna e di Giulio Romano, e le due basiliche "concattedrali", e altro.

 

Davvero un tour de force. Dovrò ripeterlo (a partire da Palazzo d'Arco).

 

Dopo il cibo per l'animo, c'è il cibo per il fisico.

 

La mia consorte sostiene che il mio potere mutante sia trovare i migliori posti per mangiare in ogni luogo, senza apparente ragione.

 

Quindi, next to come: Helvetia e Sbrisolona, due golose sorelle d'una nutrita schiatta.

 

 

 

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Ho pensato a lungo su dove aprire questo topic forse anomalo. Alla fine lo metto qui perché tanto la mia forma mentis è sempre quella. ^^;

 

Quindi sono stato a Mantova. Ora, io sono ignorante in tante cose, e la geografia è tra le prime aree per cui sono negato. Credevo che Mantova fosse in Lombardia. In realtà si trova *nella codina* del territorio lombardo, ma come terra mi è parsa evidentemente "tra l'Emilia e il Veneto". Tipo nelle facce e nelle parlate della gente, nei modi di fare di cucinare, mi sentivo sempre tra Reggio e Verona, più o meno.

 

Intanto sai che sta cosa me la lego al dito. :)

 

Comunque è vero, siamo un triangolino tra il Veneto e l'Emilia ed infatti la nostra cadenza risulta piuttosto neutra alle orecchie di altri... però tanti piatti sono tipici nostri e altri se ne sono appropriati. Conosco una ristoratrice da anni, una signora sulla settantina che ha studiato a lungo la nostra tradizione culinaria, andando a sfatare tanti miti che volevano molti dei nostri piatti come importati da realtà esterne al mantovano. Ecco, questa signora ha conseguito una laurea in storia con tesi sulla cucina mantovana.

 

 

Ho trovato Mantova davvero incantevole.

 

La cosa che mi ha travolto è come una cittadina sotto la magica soglia dei 50.000 abitanti, come la mia (Vasto, provincia di Chieti), abbia COSI' TANTO in termini di spazi e di patrimonio artistico. Intendiamoci: sono anche abituato, perché Vasto è un insediamento preromano, un Municipio Romano poi, abbiamo quindi avuto i Marchesi D'Avalos (con Vittoria Colonna!) con un Palazzo d'Avalos e un Toson d'Oro, e gli Aragona, con un loro castello. In epoca moderna siamo stati la patria dei Palizzi (i pittori) e dei Rossetti (i Preraffaeliti). Non è che non sappia cosa sia una città d'arte. Ma Mantova, wow, è davvero impressionante da questo punto di vista.

 

I Gonzaga sono stati davvero una signoria paragonabile forse a quella medicea, quanto a mecenatismo. Il Palazzo Ducale è a tutti gli effetti una cittadella. Tutti vanno a vedere La Camera degli Sposi, di Mantegna, e certamente è il pezzo più raffinato, ma pensare solo a quella è un po' come andare ai Musei Vaticani solo per vedere, o dire di avere visto, la Cappella Sistina - dimenticando che lì affianco ci sono le Stanze di Raffaello, per dirne una. Al Palazzo Ducale di Mantova, architetture a parte (!), ci sono affreschi e affreschi, Giulio Romano, collezioni su collezioni. E' davvero un percorso che passa attraverso secoli di storia.

 

 

Lo stesso può dirsi per Palazzo d'Arco, che ho amato intensamente. Lì è come essere stati invitati a casa di una dinastia privata con quattro secoli di storia, di nuovo. Una meraviglia. Il tipo di esperienza artistica che apprezzo di più. Un po' come la reggia di Schonbrunn a Vienna.

 

Palazzo Te è una villa data all'otium, e la sua architettura è proprio "romana" in questo. I giardini ricordano piuttosto quelli delle Terme di Diocleziano (!), ma chi conosce le architetture e gli allestimenti delle ville rinascimentali, manieriste e barocche nell'agro tuscolano avrò qualche reminiscenza.

 

Beh, c'è poi il Palazzo della Ragione, e altre architetture dell'Alberti, e le case di Mantegna e di Giulio Romano, e le due basiliche "concattedrali", e altro.

 

Davvero un tour de force. Dovrò ripeterlo (a partire da Palazzo d'Arco).

 

 

E Rubens... e tanti fiamminghi. I Gonzaga avevano raccolto una collezione di opere d'arte eccezionale all'epoca. Avevano strette alleanze con imperatori... il nostro territorio era di passaggio per molti artisti che scendevano verso Firenze o Roma e i Gonzaga investivano moltissimo. Ma importanti sono state anche le allenza con gli Este (il progetto del Castello è il medesimo di Ferrara) e con gli austroungarici...

 

Mantova è un gioiellino di architettura, ma con un inquinamento altissimo causato dal polo chimico. Siamo a livello di Marghera... i 3 laghi hanno i fondali pieni di mercurio.

 

In ogni caso amo la mia città. Non so se sei passato attraverso il palazzo del podestà, nel sottoportico dei lattonai... O avrai ammirato la casa del mercante, in stile veneziano... o ancora la facciata nascosta di Sant'Andrea, quella mai conclusa per mancanza di soldi...

 

Peccato che i Gonzaga siano andati in rovina e non siano stati in grado di gestire la grande fortuna artistica che avevano accumulato.

 

E' una dinastia che si è comunque estinta.

 

 

Dopo il cibo per l'animo, c'è il cibo per il fisico.

 

La mia consorte sostiene che il mio potere mutante sia trovare i migliori posti per mangiare in ogni luogo, senza apparente ragione.

 

Quindi, next to come: Helvetia e Sbrisolona, due golose sorelle d'una nutrita schiatta.

 

Per curiosità dove hai mangiato?

 

Tieni presente che durante la dominazione austro-ungarica, le migliori pasticcerie dell'impero erano a Mantova. Mantova ha dato i natali anche alla torta Sacher..

 

Comunque: Tortelli di zucca, Tagliatelle dolci, mostarda e grana, risotto col puntel... e tanto altro... Abbiamo una tradizione culinaria molto ampia.

 

La prossima volta che vieni e non mi fai sapere ti taglio i capelli.

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La prossima volta che vengo, se non ti avviso mi taglio io gli attributi. Perché mi è spiaciuto. Avrei amato incontrarti, ma ripeto: dovevano essere appena 24 ore, poi abbiamo dovuto raddoppiare causa imprevisto.

 

C'è da dire che io detesto, o meglio disprezzo, l'arte fiamminga. Vero è che Rubens è tra i migliori, in ogni senso. Ma pure io la penso come la pensava Michelangelo prima, e Dante Gabriel Rossetti poi, e citerò un bel pezzo di una bella fiction RAI, ottimamente tratta dalla biografia "ufficiale" del Buonarroti redatta da Ascanio Convidi, non da Vasari, quando Michelangelo spiega a Vittoria Colonna la sua opinione sul tema (nota: VIttoria Colonna, sventurata moglie di Ferrante D'Avalos, marchese di Pescara a e Vasto).

 

https://youtu.be/4YoTzxvyYLA?t=1702

 

(Io ritengo Gian Maria Volonté forse l'unico vero grande attore italiano, BTW - e quando scoprii che nel 1964 la RAI produsse uno sceneggiato sulla vita di M. -quasi giocando- dissi "ah, solo GMV avrebbe potuto interpretarlo. Infatti, manco Jung.)

 

Vittoria Colonna: «L'ottobre... non è mai stato dolce come quest'anno. Per chi lavora dev'essere una consolazione.»

Michelangelo: «In verità, signora, vivo... talmente dentro me stesso che... non m'accorgo né del freddo né del caldo.»

Vittoria Colonna: «Voi ora ci proverete col silezio che... i grandi artisti non sono tenuti a rispondere... a chi non si intende dell'arte.»

Michelangelo: «Vostra Eccellenza non ha che a comandare, io sono qui per ubbidire.»

Vittoria Colonna: «Ecco! Vorrei conoscere il vostro giudizio sulla pittura fiamminga. Non la trovare, come alcuni credono, più religiosa... della pittura italiana?»

Michelangelo: «La pittura fiamminga... andrà generalmente più a genio alle persone che dicono pie...  che quella italiana. La pittura fiamminga... le farà piangere. Mentre la nostra le lascerà fredde. Ma... non per la forza di quella pittura, ma per la debolezza d'animo di chi guarda. Infatti piace alla donne giovani, alle vecchie, ai frati e alle monache... alla gente di mondo. Quello che io rimprovero alla pittura fiamminga è l'accumulare in un sol quadro una quantità d'oggetti, uno solo dei quali basterebbe a formare un quadro. Perciò io dico che solo da noi, in Italia, si fa vera arte! Che è nobile e religiosa per l'ho spirito che v'ha dentro... e... per chi lo intende, niente vale di più a purificare e santificare l'anima che... la FATICA, impiegata a compiere cosa perfetta. Dacché Dio è perfezione. La Vera Pittura altro non è che una copia della perfezione di Dio. Un'ombra, del pennello col quale Egli stesso dipinge. Un'aspirazione... all'accordo con Lui.»

 

Avrei molto da argomentare su questa visione dell'arte, del superamento dell'iconoclastia, che pure comprendo e ritengo giusta, e tante cose. Lo faremo se vorrai dinanzi a una sbrisolona.

 

Tornando dunque a Mantova, dunque, ho trottato parecchio, visto molte cose e mangiato troppo (lol).

 

Cosa ho provato:

 

Torta Sbrisolona (x6-7 versioni diverse)

Piadine random

Riso alla pilota (x2 versioni diverse)

Bigoli all'uovo con le sarde

Bigoli all'uovo con salamella mantovana

Luccio in salsa con polentina

Ravioli alla zucca (x2 versioni diverse)

Mostarda e grana

Stracotto al lambrusco mantovano con polentina

Torta Elvezia/Helvetia (x2 versioni diverse)

Torta Sacher

Salame al cioccolato

Torta di Tagliatelle

Bignolata mantovana

Torta delle Rose

 

In vari ristoranti e panetterie e caffetterie in giro per la città. :-D

 

Devo commentare un po' questa cucina. ^^

 

Ma sui natali della Sacher Torte, ho dubbi. Ho molto studiato, provato a Vienna sia la versione dell'Hotel Sacher che quella di Demel, da cui il contenzioso e tutto. Sono un fan di Julius Meinl, di cui amo il design fatto da Matteo Thun nel 2005. Sono sempre un otaku, eh! XD

Modificato da Shito
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Ahah, il fatto è che essendo sempre in coppia, in genere prendiamo portate diverse e poi assaggiamo entrambi quelle dell'altro/a, e così raddoppiamo. :-)

 

La Sacher Torte: mi piacerebbe parlare con la signora che mi dicevi. Amo molto parlare con gli anziani. Per esempio, in piazza la Domenica c'era una bella fiera di vendita di coltivatori diretti della provincia mantovana, e mi sono messo a parlare con un signore anziano della Sbrisolona, degli ingredienti originali (solo strutto), della sua nobilitazione (burro) e del suo imbarbarimento (margarina e persino olio di palma).

 

Sulla Sacher Torte mi sono molto, molto dedicato. Da anni. E ovviamente sono un ortodosso integralista sui dolci, sulle ricette, come sulle traduzioni. Quindi 'Sacher Torte' si pronuncia rigorosamente 'Zakha[r] Torte', o tipo che per me si dice rigorosamente "Tarte de Madame Tatin" e non "Tarte Tatin", oppure potrei parlare dei frollini, o meglio galette, al fleur de sel. :-)

 

Sono proprio scemo, eh? XD

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