Shito Inviato 21 Aprile, 2017 Share Inviato 21 Aprile, 2017 (modificato) Di questi tempi sto corrispondendo con un apprezzato filosofo giapponese, stimato docente alla Waseda Daigaku e autore di vari libri molto noti in patri, di nome Morioka Masahiro. La cosa che mi piace del professor Morioka è che alla sua attività accademica affianca una visione vitalistica e divulgativa della filosofia:http://www.lifestudies.org/ http://www.philosophyoflife.org/ Questo rende la sua visione della disciplina in qualche modo affine a quella antica (greca), in cui la filosofia è esercizio intellettuale. Con questo pensiero apriva qualche settimana fa la sua lezione sotto il platano il pur valente Remo Bodei, sotto un cinquecentenario albero nel giardino di Villa Falconieri. Mi veniva in mente quel che Heloise ricordava ad Abelard (nella Historia Calamitaris Mearum): i filosofi un tempo altro non erano che monaci laici (seguiva lo scongiuro a non sposarla, condita dall'episodio di Santippe e Socrate). Ma torniamo ad oriente. Incontrerò il professor Morioka tra qualche settimana, e quindi - oltre a voler concludere la lettura del suo libro Confession of a Frigid Man (Kanji-nai Otoko), riflettevo sui vari temi di cui i suoi altri testi, e di cui discutiamo: "Per vivere in un'epoca senza Dio" "Il metodo di 'conoscenza' di fronteggiarare il sé" (<- qui mi viene sempre in mente un verso di Changes, di Bowie) "L'amore definitivo lo portano gli uomini erbivori" "Lezioni d'affetto per uomini erbivori" "La questione della civiltà senza dolore" Sono tutti temi che girano intorno all'evoluzione sociologica postmoerna. Dopo la fine della storia di cui Hegel, nella ricarca di stratagemmi di cui Kojeve. L'otakuzoku tra questi. La cosa buffa è che oggi, per caso, mi è ricapitato di sentire la canzone del primo 45giri che comprai coi miei soldini in prima media: Material Girl. Ed è buffissmo: l'ascoltavo da un mp3 vynil-rip fatto la un mago giapponese del fatto, uno di quei santoni che trovi solo su blog a accesso ristretto, invito dietro esame su cultura audio, musicale, etc. Vynil rip con impianto dove la sola puntina di lettura costa 3000 euro, perché è fatta di non so che minerale, e lasciamo perdere il resto. C'è chi da valore matto alla gamma dinamica, davvero. La cosa vera. La sua immagine digitale. E sapete cosa? Invece di "cause we are lining in a material world, and I'm a material girl", dopo quasi trent'anni dagli ultimi ascolti, sentivo "cause we are living in unmaterial world, and I'm a unmaterial girl". Società liquida? Già vaporizzata, forse. Che buffo, davvero. Modificato 21 Aprile, 2017 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Il Toma Inviato 21 Aprile, 2017 Share Inviato 21 Aprile, 2017 Vediamo quello che vogliamo vedere e sentiamo quello che vogliamo sentire.....o forse la puntina non è da 3000€. Scherzo, la canzone era meravigliosa, cantata da un autentico genio della comunicazione. Chissà forse allora aveva lasciato questa pronuncia un po' incerta magari proprio anche per questo... Comunque temi molto interessanti, affascinanti. Buon approfondimento... Saluti Toma Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 21 Aprile, 2017 Autore Share Inviato 21 Aprile, 2017 Mah, sull'ascolto è solo una mia suggestione, certo. Non è Battiato che cantava "moRtitudine" invece di "moLtitudine" nell'eaodo, o Bowie che pronunciava Lennon come Lenin parlando di Vita su Marte? Però cavolo, la suggestione viene dal paradosso. Le canzoni dei primi due dischi di Madonna sembrano roba di OrangeRoad. Li metti in shuffle e ti aspetti, che so, CHOOSE ME da un momento all'altro. Gli Ottanta erano certi anni molto materialistici, ma è incredibile pensare come il proseguo del benessere, del consumo, abbia piuttosto portato alla virtualizzazione dei beni, all'immaterialità diffusa degli idoli, quando non nei sentimenti e dei rapporti. In fondo, del resto, quella di cui si innamora Narciso non è che un'immagine, no? E poi ne muore. Da stupido. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Godai Inviato 21 Aprile, 2017 Share Inviato 21 Aprile, 2017 (modificato) Io ci butto questo, Sixthclone artista italiano vaporvawe (sul link informazioni sul genere). Lo sto ascoltando a ripetizione, non come spiegarlo, ma credo abbia colto molto bene quello che per me sono quegli anni. I suoi pezzi parlano più degli anni '90 ma io quel decennio l'ho sempre visto come una coda lunga degli '80. Magari vi farà schifo, ma credo che sia la prima volta che ascolto qualcosa di contemporaneo in grado di avere una profondità tale da farmi riflettere su temi come la mitizzazione della nostalgia e la riconsiderazione oggettiva dell'infanzia. Volevo condividerlo. Modificato 21 Aprile, 2017 da Godai Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 21 Aprile, 2017 Autore Share Inviato 21 Aprile, 2017 Godai, ti aspettavo al varco. Di questi tempi, pensando alla storia dell'arte, all'effetto d'impatto che poteva avere, prima del filmato d'un treno in corsa verso la telecamera, la semplice immagine di "un uomo non vero, ma disegnato" su una pale d'altare medioevale quando fuori non esistevano immagini, pensando all'iconoclastia da un lato e alla mitizzazione delle immagini commerciali che si fa oggi, penso che persino Andy Warhor avesse la sua parte di ragione. Aby Wargbur avrebbe forse solo detto che la Monroe era l'ennesima incarnazione della Ninfa, come la Salomè prima nelle pitture antiche, e poi le damigelle d'Avignone. La kore, la ninfa. L'idealizzazione del pensiero, che stasi, e il divenire della vita, che è movimento. Memosyne non so se pianga o rida, di certo Euridyce sogghigna, accanto a Persephone, mentre il povero Orpheus se lo sbranano le menadi, no? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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